Don Alberto Ravagnani racconta la sua scelta di lasciare il sacerdozio, riflettendo sul senso della vita, la fede e la libertà individuale.
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Key Takeaways
- La fede in Dio rappresenta il senso profondo della vita e della ricerca esistenziale.
- La spiritualità è un bisogno fondamentale in un'epoca di crisi e caos sociale.
- La libertà individuale deve essere armonizzata con la convivenza e la comunione tra persone.
- Lasciare il sacerdozio non significa abbandonare la ricerca spirituale o il desiderio di vivere per Dio.
- L'esempio umano di Gesù è il criterio cristiano per discernere ciò che è giusto e pieno nella vita.
What the video covers
- Don Alberto Ravagnani annuncia la sua decisione di lasciare il sacerdozio pur mantenendo il desiderio di vivere per Dio.
- Riflette sul rapporto tra fede, senso della vita e ricerca di Dio come dimensione fondamentale dell'esistenza.
- Sottolinea la distinzione tra Dio e le istituzioni religiose, evidenziando la spiritualità come bisogno attuale.
- Discutono del concetto di libertà individuale e della sfida di far convivere le singole individualità in una società pluralistica.
- Spiega il rapporto tra io e Dio usando la metafora del padre e del figlio, con un focus sulla libertà e la relazione.
- Riflette sul declino dei grandi 'noi' tradizionali come patria, famiglia e chiesa, e sull'importanza della comunione tra individualità.
- Introduce il concetto cristiano di paradiso come comunione di individualità senza perdita di sé.
- Dialoga sull'importanza di scegliere la 'bellezza' e la 'gioia' nella vita, ispirandosi all'esempio umano di Gesù.
- Sottolinea il valore della vita di Gesù come modello di umanità piena e donazione agli altri.
- Affronta il tema della fede in un'epoca in cui parlare di Dio è spesso considerato demodé o irrilevante.
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Speaker A
E adesso?
Speaker B
E adesso, diciamo che il treno è rimasto lo stesso, però sono cambiati i binari.
Speaker A
Cioè?
Speaker B
Perché io comunque desidero vivere per Dio, desidero seguire il messaggio di Gesù e vivere la mia umanità il più possibile in maniera divina, cioè voglio tendere a questo, quantomeno.
Speaker B
Però non più da prete, cioè in questi anni mi sono reso conto che è molto difficile, molto, forse impossibile, forse neanche sano, che io mi sforzi di stare dentro un ruolo, un vestito che ormai mi sta, mi sta stretto.
Speaker B
Quindi lascio.
Speaker A
Buongiorno, benvenuti, grazie.
Speaker A
Ma come sarebbe la prima volta che entra l'intervistatore e non vengo applaudito?
Speaker A
No, ma lo so, siete un pubblico particolare questa mattina, perché è l'atmosfera, intanto fuori fa un freddo epocale, però eh siamo a Milano, è inverno, cosa volete che vi dica?
Speaker A
Io spero di potervi riscaldare, soprattutto nei cuori, perché questa è una puntata molto, molto particolare, quindi non perdiamo tempo.
Speaker A
Ladies and gentlemen, ecco a voi Don Alberto Ravagnani.
Speaker B
Ciao Giacomo.
Speaker A
Ciao, ciao, ciao, ciao.
Speaker A
Aspetta, stai in piedi, stai in piedi, stai in piedi.
Speaker A
Minchia, a parte che è palestrato, vabbè.
Speaker A
Comunque, a parte quello, però, come tutti gli ospiti maschili, devo dirlo, non rientra purtroppo nei primi tre dell'altezza.
Speaker A
Cioè, sei alto.
Speaker B
Ah, ma non il più alto.
Speaker A
Ma non.
Speaker B
Ah, bene.
Speaker A
Decentemente alto.
Speaker A
Quindi.
Speaker B
Chiaro, il più alto.
Speaker A
Metti il gomito così.
Speaker A
Ah, vai a cagare lo stesso.
Speaker A
No, siediti.
Speaker A
Allora.
Speaker A
Per adesso il più alto chi è che se la gioca?
Speaker C
Basso.
Speaker D
Basso.
Speaker A
Basso.
Speaker C
Federico.
Speaker A
Nome, nomen, no?
Speaker B
Ah.
Speaker A
Federico Basso fino adesso è il più alto.
Speaker A
Pensa che è venuto a trovarmi nel mio teatro e addirittura abbiamo dovuto alzare la la soletta perché toccava la testa.
Speaker A
Tu sei alto, ma non così tanto.
Speaker B
Giusto.
Speaker A
Senti un po'.
Speaker A
Finalmente con te qua ho la possibilità di fare una domanda.
Speaker A
Che normalmente i miei ospiti quasi quasi sempre la faccio alla fine.
Speaker A
O con alcuni non la faccio mai perché capisco che.
Speaker A
Non è cosa, no?
Speaker A
E e le risposte sono spesso evasive, vaghe o addirittura non c'è risposta.
Speaker A
Mentre con te posso finalmente soddisfare la mia curiosità.
Speaker A
Ha senso credere in Dio?
Speaker B
Assolutamente sì.
Speaker B
Questa è la domanda della vita.
Speaker B
Mmm.
Speaker B
Cioè, la ricerca del senso della vita è la ricerca di Dio.
Speaker A
La risposta è quella.
Speaker B
Esatto.
Speaker B
Cioè, il senso è Dio.
Speaker B
Quindi tu mi chiedi se abbia senso credere in Dio.
Speaker B
Io credo che proprio Dio sia il senso della vita.
Speaker B
Ehm, o perlomeno Dio è un altro modo in cui possiamo dire il senso della vita.
Speaker B
Ehm, quindi chi crede in Dio sta cercando il senso dell'esistenza.
Speaker B
Chi cerca il senso dell'esistenza, anche senza avere una fede esplicita, in realtà si sta mettendo alla ricerca di Dio.
Speaker B
O dentro il solco della sua esistenza.
Speaker A
Beh, insomma.
Speaker A
Non vorrei che si giudicasse banale questa domanda.
Speaker A
Ma siamo in un'epoca particolare dove.
Speaker A
Porsi certe domande è considerato un po', non solo demodè, ma dai, per favore.
Speaker A
Parliamo seriamente delle cose, no?
Speaker A
Quindi.
Speaker A
Molto spesso la questione di Dio viene derubricata a qualche cosa di sentimentale o di una scemenza, no?
Speaker B
Sì, perché il tema di Dio molto spesso.
Speaker B
Viene percepito come di monopolio delle religioni, fondamentalmente.
Speaker B
Ehm, e quindi magari chi ha dei problemi con le religioni o con le istituzioni religiose, allora butta via il bambino con l'acqua sporca.
Speaker B
Mentre invece Dio sta anche al di là delle religioni.
Speaker B
E perché sta dentro il cuore umano.
Speaker B
Sta dentro le cose.
Speaker B
Sta.
Speaker B
Appunto.
Speaker B
È tutto Dio.
Speaker B
Ehm, e oggi forse in un momento in cui la vita spaventa, in cui c'è tanto caos, in cui c'è una crisi delle istituzioni.
Speaker B
Credo proprio che ciò di cui ci sia più bisogno in assoluto è recuperare la spiritualità.
Speaker B
Cioè, ovvero il desiderio, la passione della ricerca di Dio.
Speaker B
E quindi il senso della vita.
Speaker A
Sì.
Speaker A
Io aggiungerei un'altra cosa, che siamo in un'epoca.
Speaker A
Tu hai ben detto queste cose, ma siamo in un'epoca dove.
Speaker A
Il il concetto di libertà del soggetto è spinto al massimo grado, no?
Speaker A
Per cui è come se uno si determinasse da se stesso.
Speaker A
Mi sembra di percepire che l'insofferenza a parlare di Dio dipende proprio da questo.
Speaker A
Ma no, ma io, cioè.
Speaker A
Che cazzo vuole Dio?
Speaker A
Per detto.
Speaker B
Credo proprio che invece la questione fondamentale di Dio sia.
Speaker B
Come vivere l'esistenza.
Speaker B
Cioè, come vivere, come dare senso a quello che c'è adesso.
Speaker B
E alla mia libertà.
Speaker B
Il fatto che oggi le persone desiderino essere libere o affermare il proprio io, la propria individualità.
Speaker B
Io credo che c'entri tanto con Dio.
Speaker A
Cioè, spiegati.
Speaker B
Cioè, nel senso che Dio e io non credo che debbano essere due concetti opposti e separati.
Speaker B
Cioè, il nostro io viene da Dio, se noi ammettiamo che Dio esiste.
Speaker B
Io credo che la sfida più che altro.
Speaker B
Non è tanto rapportarci fra io e Dio, perché sarebbe come dire a un bambino.
Speaker B
O a un adolescente, a un figlio, insomma, che la sua esistenza dipende totalmente da quella del padre.
Speaker B
E la sua libertà dipende totalmente da quella del padre e che quello che viene prima deve essere il padre.
Speaker B
No, in realtà no.
Speaker B
Cioè, il padre, la funzione del padre, il senso della vita del padre è mettere al mondo il figlio.
Speaker B
Quindi a un padre importa che l'io del figlio si esprima e venga al mondo.
Speaker B
Poi però, in realtà, a un padre importa che se ci sono più figli, questi figli sappiano stare bene insieme, no?
Speaker B
Che sappiano relazionarsi in maniera egualmente libera.
Speaker B
Quindi la sfida di oggi è che tutte le soggettività.
Speaker B
Ogni individualità possa sussistere libera insieme alle altre individualità.
Speaker B
E questa credo che sia la sfida di quest'epoca.
Speaker B
Cioè, prima c'era un grande noi che era generato da Dio.
Speaker B
Anzi, quasi si fondeva in Dio.
Speaker B
Adesso invece il noi sparisce, cioè, cade il concetto di patria, il concetto di chiesa, il concetto di famiglia, no?
Speaker B
E ciascuno vuole vuole avere i suoi diritti, i suoi spazi, vuole essere ascoltato.
Speaker B
E questo non è per forza, non è sbagliato.
Speaker B
È così.
Speaker B
La sfida di questo del mondo, ma della chiesa, della società, di ogni istituzione da qui ai prossimi secoli.
Speaker B
È riuscire a fare in modo che ogni individualità possa sentirsi degna di esistere.
Speaker B
E però sappi esistere insieme alle altre, cioè che la società.
Speaker B
E i grandi i grandi noi siano costituiti come una molteplicità di individualità.
Speaker B
Ma però questo.
Speaker A
Cioè.
Speaker B
Questo c'entra.
Speaker B
Col concetto cristiano di paradiso, no?
Speaker B
Quando San Paolo dice che alla fine della vita cosa ci sarà?
Speaker B
È che Dio sarà tutto in tutti.
Speaker B
Vuol dire che non è che noi spariamo in Dio, cioè la nostra essenza si dissolve.
Speaker B
Ma che saremo talmente vicini, talmente vicini gli uni con gli altri da essere parte di Dio.
Speaker B
Ma la nostra individualità non è che si dissolve.
Speaker B
Saremo comunque distinti, ma tra me e chi ho di fianco.
Speaker B
Comunque c'è una comunione fortissima.
Speaker B
Che non mi fa sparire.
Speaker A
No, d'accordo.
Speaker A
Però, è ovvio che tu sei abituato a frequentare la teologia.
Speaker A
Questi concetti, ma un ignorante come me.
Speaker A
Io sono un po' il rappresentante del popolo ignorante, no?
Speaker A
E che ovviamente ha sentito questo afflato verso Dio, eccetera, eccetera.
Speaker A
Il papà che ci ha dato la vita.
Speaker A
Che non è banale, eh?
Speaker A
Che noi lo riduciamo a, eh, ma il papà mi ha messo al mondo.
Speaker A
Il papà, quello biologico, nostro.
Speaker A
La mamma e il papà ci ha messo al mondo e poi dopo noi andiamo.
Speaker A
E questo è un concetto di è più mondano, se mi permetti.
Speaker A
Cioè, io non devo impedire.
Speaker A
A mio figlio, quello vero, che se vuol fare il liceo artistico, io non gli devo imporre di fare il classico.
Speaker A
Queste cose, eccetera.
Speaker A
Però, da ignorante, te lo dico, è come se la bellezza, la gioia.
Speaker A
Ce l'avesse già messa dentro, si tratta di sceglierla.
Speaker A
Come faccio a capire.
Speaker A
Qual è la strada giusta?
Speaker B
Mmm.
Speaker B
Cristianamente parlando.
Speaker B
Cioè, io parlo da cristiano.
Speaker B
Il criterio per capire cos'è giusto e cos'è sbagliato.
Speaker B
È guardare alla vita di Gesù, che è un uomo.
Speaker B
Cioè, alla vita umana di Gesù.
Speaker B
Cioè, a quell'umanità.
Speaker B
Che nel corso del suo dispiegarsi si è manifestata come una bella umanità.
Speaker B
Un'umanità piena.
Speaker B
Perché si dona agli altri.
Speaker B
Cioè, nel momento in cui Gesù ha vissuto la sua vita, spendendosi per le persone.
Speaker B
Donandosi agli altri.
Speaker B
Fino al punto di morire, allora ha manifestato che quella vita è talmente umana.
Speaker B
Talmente piena, talmente vera da essere divina.
Speaker B
E quando Gesù muore sulla croce.
Speaker B
Che un centurione pagano gli dice.
Speaker B
Ah, allora se muore così, questo è figlio di Dio.
Speaker B
Cioè, non è che prima arriva Dio, prima arriva la verità, prima arriva la giustizia.
Speaker B
Da cui deduciamo poi i comportamenti.
Speaker B
Ma prima arriva l'umanità, arriva un atteggiamento esistenziale.
Speaker B
Arriva una scelta concreta, uno che dà la vita.
Speaker B
Da cui poi noi arriviamo a un assoluto, un infinito, un divino, un Dio.
Speaker B
Ehm.
Speaker B
Però nel libro non non voglio esattamente così.
Speaker B
Nel senso che.
Speaker B
Ok, gli spoiler sono evidenti.
Speaker B
Nel senso che ho fatto video, sono diventato popolare.
Speaker B
Mi sono andato, ho parlato con persone al di là dell'oratorio, del e anche delle parrocchie, delle diocesi, della chiesa.
Speaker B
E quindi adesso ho avuto la possibilità di di di entrare.
Speaker B
Nel mondo che non è il mondo del cristianesimo.
Speaker B
E e lì, e lì, in quel contesto, invece, ho capito che.
Speaker B
Ehm, ci sono state tante provocazioni, insomma, che mi hanno toccato.
Speaker B
E che avrei potuto.
Speaker B
Parlare in maniera diversa.
Speaker B
Però.
Speaker B
La questione fondamentale, al di là della mia missione.
Speaker B
Del rapporto con gli altri.
Speaker B
Riguarda me.
Speaker B
Cioè, io mi sono reso conto a un certo punto che Don era diventata la mia identità.
Speaker B
Forse dipende anche da come ho vissuto il seminario.
Speaker B
Da come ho vissuto.
Speaker B
La mia formazione.
Speaker B
Però io mi identificavo.
Speaker B
Completamente nel mio ruolo.
Speaker B
E all'epoca per me ero ero contentissimo di sfoggiare la mia camicia da prete.
Speaker B
E quando ho provato a togliere il colletto.
Speaker B
Non riuscivo.
Speaker B
Cioè, non mi riuscivo a vedere allo specchio.
Speaker B
Se non con una camicia da prete.
Speaker B
E quando ho provato a mettere dei colori che non fossero il nero.
Speaker B
Vabbè, oggi sono un po' clericale.
Speaker B
Ehm.
Speaker B
Cazzo, cioè, c'è anche le mutande nere.
Speaker B
Cioè.
Speaker B
Esatto.
Speaker B
Sì.
Speaker B
C'ho azzeccato.
Speaker B
Senza averle viste.
Speaker B
No.
Speaker B
Ehm.
Speaker B
Però di fronte a questa constatazione mi sono detto, cioè, ho scoperto un mondo.
Speaker B
Quando ho provato a togliere il colletto.
Speaker B
Non riuscivo.
Speaker B
Cioè, non mi riuscivo a vedere allo specchio.
Speaker B
Se non con una camicia da prete.
Speaker B
E quando ho provato a mettere dei colori che non fossero il nero, cioè, io non non ce l'ho fatta.
Speaker B
Mi sono detto.
Speaker B
Ma non va bene.
Speaker B
Cioè, non può essere così.
Speaker B
E quindi ho iniziato un periodo di di riscoperta della mia identità.
Speaker B
Mi sono detto, ma io chi sono?
Speaker B
Cosa posso essere?
Speaker B
Cosa chi voglio essere?
Speaker B
Ehm, e la mia fede, la mia fede cristiana, anche il sacramento che ho ricevuto.
Speaker B
Mi impone di apparire come io mi vedevo allo specchio prima.
Speaker B
Di come le persone mi vedono.
Speaker B
Forse no.
Speaker B
Direi no.
Speaker A
Direi no.
Speaker B
Però, però, ad esempio.
Speaker B
Agli occhi della gente, noi a volte, molto spesso.
Speaker B
Risultiamo persone tutte dedite a Dio, alle cose spirituali.
Speaker B
Che non hanno pulsioni, non hanno peccati.
Speaker B
Non hanno a che fare con i problemi della gente.
Speaker B
Cioè, la gente c'è, c'ha i problemi.
Speaker B
Le sue difficoltà.
Speaker B
Le sue debolezze.
Speaker B
Ma i preti no.
Speaker B
No?
Speaker B
I preti no.
Speaker B
E quindi no.
Speaker B
Però, però fa problema.
Speaker B
Ammettere che i preti abbiano questi problemi.
Speaker B
Quindi scatta una sorta di censura.
Speaker B
Per cui, vabbè, in fondo tutti lo sanno che i preti hanno delle difficoltà personali.
Speaker B
Però non è una cosa di cui non.
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