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Discussione sulla transizione idrica e industriale a Gela, tra sostenibilità, innovazione e collaborazione territoriale.

Key Takeaways

  • La transizione industriale di Gela è un modello di sviluppo sostenibile e collaborativo.
  • Il buon senso è fondamentale nell'uso e gestione delle risorse idriche per evitare sprechi e inefficienze.
  • Le tecnologie di riuso e dissalazione devono essere integrate con una visione circolare e sostenibile.
  • La trasparenza e la percezione pubblica sono cruciali per il successo delle iniziative ambientali.
  • La bioraffineria di Gela rappresenta un esempio concreto di innovazione energetica e responsabilità territoriale.

Summary

  • Introduzione al workshop sulla transizione idrica e il modello industriale di Gela.
  • Il vicepresidente di Sicindustria, Gianfranco Caccamo, presenta la trasformazione industriale e la visione Nature Positive.
  • Importanza del buon senso nell'uso dell'acqua e critica alle pratiche obsolete di gestione delle risorse idriche.
  • Riflessioni sulle tecnologie di riuso e dissalazione dell'acqua, con attenzione all'efficienza e sostenibilità.
  • Il ruolo della bioraffineria di Gela come esempio di riconversione energetica e sviluppo territoriale sostenibile.
  • Necessità di una cultura industriale collaborativa tra imprese, istituzioni e comunità locali.
  • Discussione sull'importanza della trasparenza e della percezione pubblica nella gestione ambientale.
  • Riflessioni sulle sfide e opportunità di innovazione tecnologica e sociale per la gestione delle risorse idriche.
  • Evidenza del valore economico e sociale dell'industria sostenibile per il territorio di Gela e zone limitrofe.
  • Conclusione con una chiamata a decisioni basate su buon senso, sostenibilità e visione a lungo termine.

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Speaker A
E questo mi fa particolarmente piacere, perché proprio oggi qui a Gela iniziamo questo confronto su un paesaggio nuovo produttivo che, nel mentre, produce energia, consuma l'acqua, produce l'acqua, consuma e produce benessere. Nel mentre fa questo, dà anche una visibilità
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Speaker A
sul territorio. Non si nasconde, non bisogna nascondersi, bisogna farsi vedere nella propria generosità, nella propria operatività. Allora, proprio in questo senso, ho l'onore qui di iniziare con il vicepresidente della Sicindustria, dottore Gianfranco Caccamo. Lei che è un osservatorio, diciamo così,
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Speaker A
privilegiato, ha un osservatorio, guarda il territorio, lo guarda, lo vede diventare paesaggio, lo vede diventare numeri, no?
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Speaker A
Dovere di diventare collaborativo tra una parte e l'altra e questo l'approccio Nature Positive anche dal suo punto di vista nel costruire questi ecosistemi, sappiamo collaborativi tra imprese, istituzioni. Ecco, mi interessa un po' lanciare a lei questa riflessione sul benchmark, come
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Speaker A
si dice oggi, no, del modello industriale di Gela. Ecco perché è importante essere oggi qua, perché torniamo a parlare di un modello industriale, nature positive, water positive e alla fine positivo anche nel nostro mindset. A lei. Grazie, grazie. Grazie a tutti. Non so se mi
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Speaker A
sentite. Sentiamo. Io ti sento. Grazie a lei, dottore. Eh, intanto grazie alla presidente Zarri e a tutti i presenti per l'invito e l'opportunità che mi state dando per esprimere opinioni e raccontare un po' come il modello Gela può essere
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Speaker A
esportato altrove. Quando mi insediai nel 2019 come presidente di Sicindustria a Caltanissetta, eravamo in piena transizione, diciamo così, e in piena trasformazione di un'industria pesante che nel tempo aveva operato in questo territorio con benefici e prodotti e assolutamente
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Speaker A
vantaggi dal punto di vista dell'economia di questo territorio. Transizione che inizialmente, devo dire, è stata eh letta dai più come una eh scusa per chiudere una raffineria tradizionale e far finta di aprire una bioraffineria. Questo era il sentiment
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Speaker A
che era ricorrente e questo era il sentiment ricorrente di tutti, da imprese, stakeholder, politici e quant'altro, perché evidentemente non si era compreso qual era la visione di chi aveva pensato questa trasformazione industriale e di chi stava cercando in
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Speaker A
tutti i modi di mantenere un equilibrio industriale in un territorio e compatibilmente con l'ambiente.
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Speaker A
Il tempo ha dato ragione a chi lo ha pensato e devo dire che nel tempo anche le imprese, anche gli stakeholder politici hanno accolto favorevolmente questo tipo di impostazione. Questo tipo di impostazione che è stata inizialmente, diciamo, osteggiata e che oggi
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Speaker A
fortunatamente, dico, per chi ci seguirà, viene adesso caldeggiata. Questo è un tipico esempio di un'industria ecocompatibile, è un tipico esempio di visione che è quella che manca e consentitemi, non funziona, mi sentivo tanto Fiorello.
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Speaker A
E questo è un tipico esempio, dicevo, da seguire e da eh rieducare per poter rieducare le nuove generazioni.
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Speaker A
La cosa bella che in questo periodo si respira è che qualsiasi iniziativa che oggi la grande industria presente nel nostro territorio, che ricordo e più ha dato sempre un maggior PIL, o meglio una maggiore spinta ai redditi pro capite
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Speaker A
rispetto alla media nazionale, è stata sempre l'industria presente e ne ha beneficiato tutto il territorio,
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Speaker A
soprattutto Gela e le zone limitrofe. Questo è un dato e con i dati noi dobbiamo imparare a proiettarci nel futuro. Ho sentito, giusto per ritornare nel tema delle acque, che è il tema centrale della conferenza e di
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Speaker A
questa tavola rotonda, parlare di tantissime tecnologie, tantissimi riusi e opportunità di eseguire o realizzare dissalatori, così come la Regione Siciliana ha fatto in questo territorio, l'ha fatto nel territorio di Porta Pedocle proprio per abbattere quella che è la crisi, la cosiddetta crisi idrica.
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Speaker A
Ma mi pongo alcune domande che sono assolutamente d'obbligo. Oggi i dissalatori funzionano, domando, e sono efficaci, sono compatibili, sono efficienti?
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Speaker A
Di tutte le relazioni che ho ascoltato non ho sentito nessuno parlare di buon senso nell'utilizzo dell'acqua.
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Speaker A
Il buon senso che è quello che dovrebbe governare tutti i processi produttivi e si tende sempre a dire: abbiamo sempre fatto così, continueremo a fare così.
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Speaker A
Questa è la cosa peggiore che un imprenditore o comunque una comunità ascolta e dovrebbe essere assolutamente bandita. Ehm, esistono tantissime tecnologie. Oggi siamo nel 2026.
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Speaker A
Ehm, e tecnologie per il riuso di acque da tutti i punti di vista, da contaminazioni di cloruri, solfati, MTBE, TBE, qualsiasi sia contaminazione, esiste il modo per poterlo riutilizzare e questo principio di economia circolare va applicato e noi tendiamo sempre come
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Speaker A
decisori a utilizzare i metodi vecchi, antichi, arcaici, quelli di smaltire le acque contaminate, quelle di trasportarle altrove, quelle di portarle in eh a distanza, quindi producendo tantissima CO2 per il trasporto di queste acque, quando in realtà con un
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Speaker A
minimo di buon senso si potrebbero trovare soluzioni adeguate. Concludo questa mia prima parte dell'intervento dando, lanciando una provocazione un po' a tutti che è quella del saper aspettare e saper decidere e sempre utilizzando del buon senso
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Speaker A
prima di prendere una decisione che sia arcaica. Wow! Grazie presidente. Io raccolgo questa provocazione per due motivi. Uno, ho imparato il buon senso, specialmente in Italia, perché si vive di buon senso, si vive di tecnologia, si vive di avanzamento,
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Speaker A
si vive di sinergia, ma si vive anche di trasparenza. E lei ha detto all'inizio una cosa molto importante: non possiamo mai far finta di e non possiamo neanche dare l'idea di far finta di, perché viviamo in un'epoca e vi
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Speaker A
vi prego di leggere James Hillman, un'epoca non di realtà, ma un'epoca di percezione e se la percezione va verso un lato, noi abbiamo dei problemi nel dirigere la barca. Allora, anche questo fatto con cui lei chiude con questa
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Speaker A
provocazione mi fa ben pensare che tutto questo va messo in una filiera illuminata, chiamiamolo così, che non vuole più far economia sui guasti, ma vuole fare economia sulla positività, su evitare i guasti, perché, appunto, il pensiero della compensazione
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Speaker A
era spesso anche un pensiero di economia dei guasti, di qui ne sappiamo tanto. Perciò, grazie dottore. Noi torniamo sicuramente su questo tema del non solo del buon senso, della trasparenza, ma anche di non far finta di fare un
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Speaker A
modello che poi alla fine non è davvero il modello a cui miriamo. Passo subito la parola al dottor Luca Alburno, presidente della bioraffineria, appunto di questo che magari qualcuno poteva immaginare, no? E qui cosa si fa e cosa non si fa? Perché il percorso
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Speaker A
della bioraffineria di Gela è un grande esempio, in fondo, di trasformazione industriale e riconversione energetica del territorio siciliano. Si sa ancora troppo poco, a mio avviso, di questo grande, di questa grande trasformazione che potremmo inserire già in questo
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Speaker A
filone del Nature Positive, del Water Positive. Possiamo pensare a un profondo uso delle risorse del territorio. Ecco, dal suo punto di vista, come possono innovazione energetica, di cui parliamo oggi qui, sostenibilità industriale e sviluppo territoriale, poi alla fine si
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Speaker A
tratta di uno sviluppo territoriale, procedere insieme, costruire una nuova cultura industriale parte proprio da questo. Ecco qual è la sua esperienza nel efficientare il ciclo dell'acqua, la responsabilità ambientale e magari una maggior visione collaborativa anche tra gli enti, anche
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Speaker A
tra il territorio in cui vivono le persone e che formano poi questo biotopo sociale. Prego. Innanzitutto grazie.
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Speaker A
Grazie a tutti quanti. Eh, oggi è molto interessante, ci sono tantissimi spunti anche per eh riflettere su cosa fare domani, no? Eh, io partirei dall'esempio, dal nostro esempio per capire quali sono gli elementi che possono eh portarci ad uno eh sviluppo consapevole
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Speaker A
e eh anche nell'ottica della quest...
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Speaker A
eh vista come tre elementi, la sostenibilità ambientale che non è solo quella dei eh delle materie prime o dei prodotti, ma anche degli impianti. magari approfondisco un attimo il concetto della sostenibilità sociale, perché siamo in un territorio e
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Speaker A
con il territorio si deve eh lavorare, collaborare, avere un rapporto, come ricordava, trasparente, di fiducia, collaborativo e poi la sostenibilità anche economica, perché siamo in un ambiente industriale e quindi il business deve avere proprio una sua sostenibilità.
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Speaker A
L'idea nasce proprio dal dare nuova vita a delle strutture che dovevano essere dismesse. Eh, si parte con Venezia, il mio accento un po' tradisce l'origine e si arriva a Gela. E qua c'è sempre questo concetto anche di interconnessione,
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Speaker A
di scambio di eh informazioni, di esperienze. Allora, si parte da un sito industriale, perché non riutilizzare degli impianti che sarebbero stati dismessi, smantellati per poi magari costruirne di nuovi?
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Speaker A
da un punto di vista della circolarità e della possibilità di riutilizzare e dare nuova vita a una struttura architettonica, visto che c'è anche la parte eh architettonica che ha la sua valenza, ma magari ne parleremo un'altra volta, eh
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Speaker A
la possibilità di riutilizzare queste apparecchiature per fare qualche cosa che possa togliere dal ciclo produt dal ciclo di vita, diciamo così, dei degli scarti e dei residui e produrre un componente, un carburante sostenibile da un punto di vista ambientale, dà questa
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Speaker A
possibilità di entrare nel mondo della circolarità e della transizione energetica. Quindi cosa abbiamo fatto? alcuni impianti che avevano delle caratteristiche adeguate li abbiamo trasformati secondo una nostra tecnologia proprietaria insieme all'americana UOP Honeware dando vita ad una trasformazione di materie
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Speaker A
prime che inizialmente era l'olio di palma e e poi appunto capendo perché poi tutti questi aspetti ti portano a riflettere e a trovare soluzioni che siano sempre più sostenibili proprio per il rapporto anche col territorio. Quindi le materie
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Speaker A
prime che sarebbero dei rifiuti, degli scarti e sarebbero un problema perché poi devono essere lavorate, trattate prima di essere messe di nuovo tra virgolette in natura, possono diventare dei carburanti sostenibili da un punto di vista ambientale. Questa è un po' la nostra
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Speaker A
esperienza. e eh il concetto che ci guida interconnessioni, recupero, rigenerazione e attenzione all'aspetto sociale.
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Speaker A
Grazie. Grazie dottore. presidente ci ha ricordato non solo che sgabello è un po', diciamo così, a volte è quello lì, ma io che vengo dalla dal bacino industriale della RUR, acciaio carbone, che di questo negli ultimi 30-40 anni si
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Speaker A
è fatto un vanto nel riutilizzare anche dei vecchi impianti per nuove produzioni, per unaenergia green, ma soprattutto anche per aspetti culturali, perché anche questo non dimentichiamo quando parliamo di IS e fa piacere di nuovo sentirlo, la responsabilità sociale,
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Speaker A
economica, ambientale. Non dimentichiamo la governance. Parlavamo prima, no? Tutto questo ha bisogno di una governance. Non nessuno si è da solo abbastanza, cioè abbiamo sempre bisogno chi ci sta di fronte, chi ci sta dietro e chi ci sta ai lati.
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Speaker A
Allora, questo tema per me è qui per noi oggi insieme mettere insieme questo tema energetico riuso rigenerazione.
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Speaker A
L'acqua diventa poi un filone unico su quale non solo si costruiscono i modelli, ma si vedono i risultati, perché alla fine rendere visibile materie talmente complesse non è facile.
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Speaker A
Non è facile perché noi li capiamo, ma perché siamo addetti più o meno del lavoro, ma chi sta fuori fa fatica.
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Speaker A
Perciò chiediamo anche un riposizionamento nel mindset e caro presidente di AS Resource Francesca Zarri, no? Cioè nell'asso risorse ci stiamo ragionando su questo tema del riposizionamento anche del mindset, cioè di non passare da quelli che tirano fuori, tirano
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Speaker A
fuori, tirano fuori e poi dopo chi chi si è visto si è visto, diciamolo così, ma che qui si parla addirittura di una nature positive estruction, cioè tiriamo fuori qualcosa per renderlo in qualche maniera in maniera circolare, come si
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Speaker A
dice oggi, virtuoso per far sì che tutto questa emergenza energetica, emergenza climatica, emergenza sociale, parliamo anche di questo, possa essere non trattato facendo finta di niente, ma con la massima trasparenza.
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Speaker A
Perciò quale ruolo può avere nel futuro, nei prossimi anni, ma già adesso, nuove forme di, chiamiamolo un po' di fiducia, di collaborazione tra industria energetica, istituzione, comunità locali che spesso sono diffendenti.
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Speaker A
questa transizione che può essere realmente condivisa senza avere eccessi di diffidenza nei nostri confronti che viene sul territorio e viene visto ancora con gli occhi vecchi quando il mondo nuovo ci è già apparso. A te caro.
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Speaker A
Allora, grazie Andreas e grazie a tutti quelli che sono qua oggi e diciamo è anche un bello spunto quello che mi dai oltre che essere una provocazione.
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Speaker A
Allora, intanto partiamo da chi è Assoris Source. Sorisce è un'associazione Confindustriale che però al suo interno ha, diciamo, tre filoni.
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Speaker A
Due filoni sono, diciamo, filoni storici in Italia. Uno è il filone del mining, perché sì, in Italia esiste ancora miniera, esiste ancora qualcuno che fa miniera. Un altro filone è quello dell'oil gas, quello, diciamo, l'altro cappello che ho io nella vita, diciamo,
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Speaker A
di tutti i giorni, quello, diciamo, del del dell'oil and gas italiano. Anche qui in Italia esiste ancora qualcuno che fa oil and gas. E poi abbiamo un terzo filone che è il filone di chiamiamolo di tutti i colori che coloro che fanno
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Speaker A
tecnologia, che fanno ingegneria, che fanno certificazioni e che guardano al mondo industriale da un punto di vista più realizzativo.
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Speaker A
Allora, diciamo, parto da questa, diciamo, da questa, chiamiamola punto di vista un po' privilegiato per rispondere alla tua provocazione. Allora, noi siamo di fronte a delle sfide enormi, no, future. Parliamo di intelligenza artificiale, parliamo di un aumento esponenziale del fabbisogno energetico
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Speaker A
legato all all'applicazione dell'intelligenza artificiale, parliamo di terre rare e la domanda che mi faccio è: "Ma ci siamo mai fermati un attimo a riflettere se tutto questo è solo quello che ci viene raccontato, ma ha anche implicazioni nell'ambito idrico?" Beh,
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Speaker A
allora vi dirò che non è soltanto il tema energetico a diciamo a a far a far riflettere sul sul tema dell'indigenza artificiale, ma anche il tema idrico, perché i nostri data center già oggi sono grandissimi consumatori di acqua
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Speaker A
per raffreddamento e di acqua per la produzione energetica, quindi acqua da un punto di vista sia di utilizzo diretto che di utilizzo indiretto. Oggi le tecnologie, diciamo, correnti parlano di per mewatt IT installato, IT installato, parlano di 25 milioni di
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Speaker A
met³ d'acqua utilizzata per il raffreddamento l'anno, quindi parliamo di numeri spaventosi con un thread sicuramente di miglioramento delle telecronologie per arrivare a adesso AVS, Google parlano di diciamo riduzione di un ordine di grandezza di questo utilizzo. Quindi c'è un trend
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Speaker A
tecnologico, però rimane che il tema dell'acqua è associato anche a tutta la parte di sviluppo, chiamiamolo di intelligenza artificiale, ma è anche legato il tema dell'acqua a tutta la parte, diciamo, legata ai al ai minerali ai minerali alle
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Speaker A
materie prime critiche che ci servono per la transizione energetica, perché dall'altra parte il mondo comunque quella direzione la sta prendendo e comunque diciamo pannelli fotovoltaici, turbine fine magneti, cioè saranno sempre più necessari. E se pensiamo a ai filoni di ai filoni a tutto il filone
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Speaker A
non solo di estrazione del della miniera alla quindi alla miniera in sé, ma proprio il filone di trattamento del minerale e di raffinazione del minerale, andiamo a scoprire che l'acqua è vettore reagente e cioè ha un ruolo nel
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Speaker A
raffreddamento. Quindi, diciamo, l'acqua diventa altrettanto critico quanto il la materia prima critica su cui cioè per la quale viene utilizzata. Quindi, diciamo, se guardiamo al futuro, il tema dell'acqua, al di là, diciamo, del del delle tematiche irrigue, delle tematiche
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Speaker A
legate, diciamo, al alla energia, all'energia diciamo alla termoelettrica che abbiamo che abbiamo in mente, in realtà il tema dell'acqua si apre su, chiamiamole praterie, probabilmente probabilmente sulle quale c'è da fare quello che dicevi tu prima Andreas, cioè c'è da ragionare
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Speaker A
aborigine, cioè non arrivare più diciamo a mettere a mettere non arrivare, diciamo, a ragionarci expost, ma bisogna ragionarci exante e per qu per fare questo bisogna ragionare da un punto di vista tecnologico, da un punto di vista di ingegneristico e qui viene il ruolo
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Speaker A
di asso risorse che in pancia praticamente a tutto quello che serve. Cioè, se noi cominciamo a a vedere il problema, diciamo questo, non come un problema, ma come un'opportunità e io ve la dico anche, ve la metto anche da un
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Speaker A
punto di vista industriale, cioè diventa un'opportunità per chi le tecnologie le le domina, per chi l'ingegneria la sa fare e chi è in grado di progettare filiere del valore dove il litio viene magari trattato in una maniera efficiente, il cobalto viene trattato in
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Speaker A
una maniera efficiente, la lisciviazione viene fatta circolando in maniera sostenibile, l'acqua che viene utilizzata per l'estrazione del minerale. Quindi quello che è da un altro punto di vista, dal punto di vista del mondo dell'IT, dell'intelligenza artificiale, tu hai già aborigine una
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Speaker A
progettazione, chiamiamola ottimale, una progettazione virtuosa dove c'è sostenibilità ingegneristica, c'è sostenibilità dell'utilizzo della risorsa e c'è quell'attenzione all'inserimento nel territorio che viene poi dalla nostra tradizione e e qui perdonatemi mi picco di dire matteiana.
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Speaker A
cioè nella nostra tradizione di inserimento nei territori in una maniera che sia compatibile non solo da un punto di vista, diciamo, dell'attività e della e dell'occupazione, ma anche della sostenibilità ambientale e della diciamo del rapporto e dell'interazione con con
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Speaker A
la col paesaggio, con la natura che circonda. Sai benissimo che questa è una delle tematiche a me care da tanto tempo, quindi direi è direi grazie al presidente una visione ottimista del futuro, però è una visione che si basa moltissimo su quelle che
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Speaker A
sono le competenze italiane. Infatti questo tema del della alta tecnologia e di metterlo in circuito con le ulteriore altre tecnologie affinché il territorio può comprendere. Io penso che uno dei maggiori problemi che abbiamo sempre è farci capire e i buoni
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Speaker A
esempi vanno bene, ma anche la narrazione con quale affrontiamo fin dall'inizio il tema. è una narrazione, si dice oggi, è una storia, è qualcosa che parte subito dall'inizio, non alla fine. Ecco perché ribaltiamo un po' il concetto, ribaltiamo il
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Speaker A
concetto anche con Guido Bonfedi, dottore, do benvenuto qui e lui è responsabile inementental Engineering Market Development, any rewind.
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Speaker A
Perché oggi la questione dell'acqua, la gestione dell'acqua non riguarda più come una volta uno ha pensato della depurazione.
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Speaker A
Facciamo facciamo sì che tutto vada bene. Non è ridurre un impatto o depurare, ma generare questo quiz, questo delta di positività, perciò osservare tutti i fenomeni che stanno intorno. Perciò superare fondo, e questo è la mia domanda a lei che
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Speaker A
probamente interessa anche noi tutti qua. superare la logica settoriale nel quale anche noi specialisti siamo cresciuti e costruire invece una visione integrata, una visione integrata dove acqua, energia, bonifica e territorio possono essere letti insieme perché alla fine tutte le nostre decisioni formano i
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Speaker A
famosi nuovi paesaggi produttivi. A lei. Grazie mille. Buongiorno a tutti. Appunto, sono responsabile di ingegneria ambientale sviluppo mercato di Enire Rewind. Due parole su chi è Enire Rewind. Enire Wind, la società ambientale di Eni, si occupa appunto di
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Speaker A
tutte le bonifiche del gruppo e anche fuori da quello che è il gruppo Eni e diciamo che ormai da un da qualche anno l'approccio anche all'acqua, al trattamento dell'acqua che noi facciamo perché Si sente? Scusatemi il microfono.
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Speaker A
Sì, sì, che noi che noi facciamo perché gestiamo appunto buona parte degli impianti che depurano le falte contaminate da pregresse produzioni. Eh, andiamo a generare quello che è la possibilità di avere un valore dopo il trattamento. Non dobbiamo più pensare
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Speaker A
ormai alla bonifica delle acque come un mero fine. ormai queste ipotesi, questa valutazione è una valutazione che è da per quanto ci riguarda lasciata una passata operatività. Ora la generazione il trattamento delle acque è fatto in particolar modo per creare un valore,
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Speaker A
per creare un valore nell'acqua che andiamo a produrre. Noi gestiamo, come diceva prima l'ingegner Milani, 40 milioni di met³ di acqua di falda all'anno. Di questi ne recuperiamo circa 10 milioni e diciamo che i restanti 30 milioni non
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Speaker A
vengono comunque dispersi, nel senso che vengono comunque ridati in natura o vengono reessi o vengono comunque ridati corpi superficiali, però è chiaro che dobbiamo puntare anche di più a quello che è un possibile riutilizzo non solo con tecnologie,
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Speaker A
ma anche con strumenti amministrativi. E qui, secondo me, è una tematica molto importante, nel senso che noi studiamo tecnologie per recuperare l'acqua, le abbiamo in casa, ci sono, non stiamo parlando di breakthroughit technology, stiamo parlando comun di tecnologie allo
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Speaker A
state of the art, ce li abbiamo sostanzialmente per tracquare tutti i potenziali contaminanti, anche quelli emergenti. Questo ci stiamo studiando, ma ci siamo per ottenere varie tipologie di acque per varie tipologie di usi industriali, irrigui e anche per il
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Speaker A
territorio. Ci sono dei temi però perché mentre abbiamo una Comunità europea che emette un una strategia di resilienza idrica l'anno scorso, noi abbiamo ancora normative che ci dicono che le acque reflue se non abbiamo una rete fisica di
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Speaker A
distribuzione non possono essere recuperate come reflue ma sono dei rifiuti. Per cui questo è una criticità con la quale dobbiamo confrontarci, cioè noi possiamo mettere in gioco tecnologie, buona prassi, buona volontà, tutto quello che vogliamo dal punto di
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Speaker A
vista tecnologico, però se abbiamo dei paletti e sono dei paletti, ripeto, amministrativi nella maggior parte dei casi, non tecnologici, faremo fatica a portare quei 10 milioni, dico, per quanto ci riguarda, ma in generale o quel 4% al 100% dell'acqua recuperata.
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Speaker A
Quindi questo, secondo me, è un è un principio sul quale tutti quanti noi dobbiamo lavorare e da lì la tematica legata a un approccio che coinvolga tutti, il territorio, le istituzioni, le imprese, tutti gli attori che in qualche modo
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Speaker A
sono legati a questo bene prezioso che nelle varie declinazioni che abbiamo visto oggi è al centro poi delle nostre delle nostre iniziative. Magari poi dopo entro in altri dettagli. Grazie.
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Speaker A
La ringrazio molto perché questo fatto non solo tecnologia, non solo tecnologia, ma anche atti amministrativi. Noi spesso operiamo con dei operati legislativi di quasi un secolo fa e veniamo ancora chi si occupa di bonifiche, chi si occupa di prevenzioni, veniamo ancora
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Speaker A
considerato quelli di una volta. Perciò effettivamente questo è un richiamo anche alla politica, ai amministratori ed è a volte, fatemelo dire, ci vuole anche un attimo una ingegneria creativa nell'applicare gli atti amministrativi, perché anche questo esiste, perché c'è
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Speaker A
anche una certa a volte un po' eh passività dietro questo, ma sappiamo che tanti buoni progetti sono nati anche grazie a una sempre nel limite della della diciamo così della legisl ecco della legislazione però di avere una certa capacità
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Speaker A
di innovare anche un pensiero in questo senso. Perciò ne possiamo sicuramente poi tornare perché 40 milioni e e questo mi piace sempre, 40 milioni, 10 milioni e gli altri 30. Sì, ecco, se solo un 50% di questo saremo già a un netto saldo
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Speaker A
positivo. A questo punto allora passiamo e non a caso qui ci vogliono i professori ordinari eh di ingegneria sanitaria ambientale, il professor Gaetano di Bella. E cosa ci dice il professore se parliamo proprio di questi temi nel contesto
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Speaker A
mediterraneo? Cioè, non parliamo, non siamo a Helsink, non siamo a Copenhagen. Io l'altro giorno ero ad Amburgo a parlare dei grandi investimenti. Amburgo appena eh ha disdetto attraverso i cittadini, attraverso un referendum, la candidatura per i Giochi Olimpici e nonostante tutto
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Speaker A
e per fortuna, perché loro sono ricchi, per così dire, non vogliamo questo sprecco, no? Allora, questo questo territorio territorio che diventa sempre più attento, diventa sempre più presente anche nella decisione e anche curioso di capire cosa succede questa resilienza
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Speaker A
economia e sociale messa insieme. Questo mi interessa molto per capire quali sono le opportunità più concrete per trasformare i nostri problemi ambientali in occasioni in occasioni proprio sul territorio visibile e alla fine misurabile. Prego.
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Speaker A
Grazie. Intanto grazie per avermi coinvolto per questa tavola rotonda per mi dato la possibilità di intervenire dopo dopo i colleghi che hanno sollevato. È consapevole che la domanda è pericolosa per un professore perché abanno impegni per il weekend, però
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Speaker A
cercherò di prendere spunto, diciamo, da le parole che abbiamo usato. Io ho sentito il presidente Gianfranco, ho sentito un po' tutti con attenzione quello che però si respira che un po' nel nostro territorio, Gela, compresa Sicilia fatto la battuta sui disalatori,
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Speaker A
c'è una condizione di vulnerabilità, questa è certa, però la vulnerabilità per rispondere alla domanda e cominciare a discutere sulle possibilità, la vulnerabilità deve diventare un'occasione di sviluppo. è misurata, governata e trasformata in progetto condiviso diventa allora una cosa su cui lavorare
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Speaker A
con un'ottica diversa. Io ho osservato molto gli interventi di Eni, i lavori che fate, perché li conosco abbastanza e è visto dall'esterno a volte c'è una una visione quasi utupistica del giusto o del corretto modo di lavorare sulle
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Speaker A
acque. Oggi è la giornata, non so se lo sapete, penso che non è casuale, è la giornata dell'ambiente instaurata nel 1972. non ero nato e ma l'idea è è sempre quella, cioè vedere l'ambiente a 360° e soprattutto e cominciare a ragionare su alcuni
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Speaker A
aspetti. Parliamo di riuso che è quasi scontato. Qualcuno ha detto che noi usiamo l'1%, quindi già pensare di buttare quell'1% dopo che già l'abbiamo trattato, diciamo che è quasi un'erosia.
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Speaker A
Ab ho parlato di tecnologie, ci sono e c'erano già 20 anni fa ai congressi che facevamo in Cina con qualche collega già quasi quasi ci davano da bere l'acqua ottenuta da dai reflu perché le tecnologie ci sono. Quello che manca è
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Speaker A
l'educazione su su come usare l'acqua, cioè non vedere più l'acqua solo come semplice risorsa perché è una condizione di funzionamento economica, una condizione di funzionamento territoriale, turistica, agricola, di qualità. Quindi se partiamo dal concetto di progetto condiviso, no? dobbiamo mettere sullo
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Speaker A
stesso tavolo, se parliamo territorio allargato, quindi parliamo di regione, immaginiamola di gestirlo a livello aziendale, mettiamo sullo stesso tavolo le istituzioni che devono indirizzare, devono creare la cornice, le aziende che devono mettere in campo le soluzioni, le università che devono validare e
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Speaker A
ovviamente portare avanti quelli che sono i processi più innovativi ed economici. E poi il territorio deve legittimare l'intervento perché uno dei maggiori problemi che abbiamo avuto nel portare avanti, ecco, Enna è è un'università un po' diversa, università pubblica non statale e proprio questa
37:48
Speaker A
nostra condizione ci ha permesso di lavorare in maniera più pratica. Qua c'è il direttore Castelli che ha sempre, diciamo, promosso questo tipo di approccio poi all'americana, cioè metterci nel bisogno di quelli che sono i stakeholder.
38:02
Speaker A
E allora la prima cosa su cui ci siamo confrontati è la condivisione sociale degli interventi. Io ho partecipato con piacere due volte al consiglio comunale di Gela e ho visto i punti di vista differenti, tutti logici. Il problema è
38:18
Speaker A
che bisogna spostarli il punto di vista perché se si sposta il punto di vista allora il depuratore non diventerà più una piantoforma di conformità, ma diventerà uno snodo di circolarità.
38:29
Speaker A
E l'acqua è la cosa principale, ma ci dà la linea fanghi, c'è tutto il recupero del fosforo. Insomma, su questo poi possiamo approfondire, però sicuramente dobbiamo partire da un progetto condiviso dalla formazione. Ho incontrato qualche mio ex studenti,
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Speaker A
siamo coetanio, ho iniziato abbastanza presto e purtroppo con un po' di orgoglio accademico, consentitemelo, con un po' di tristezza, le cose che ci dicevamo 20 anni fa, ora e colleghi Cristina mi confermava che in effetti tutt'oggi rimangono dei problemi, le
38:58
Speaker A
autorizzazioni. Le autorizzazioni a volte non è tanto l'illogicità, sembra la mancanza della responsabilità di di di andare avanti quasi. Quindi su questo il progetto condiviso rimane una cosa e questa è una giornata che sicuramente lavora in quella direzione.
39:14
Speaker A
Assolutamente. Grazie. Grazie professore perché è proprio questo, diciamo, le tecnologie ci sono, gli atti amministrativi li possiamo in qualche maniera promuovere e possiamo studiare, ci sono anche delle revisioni di leggi, ma alle fine della condivisione sul territorio, cioè a trovare un
39:40
Speaker A
consenso preliminare che e sentivo bene prima del dottor ehm ecco, mi scusi. Sì, ecco, e mi scusate perché poi mi è rimasto Gianfranco Cacamo, cioè questo tema dell'aspettare, dell'aspettare, cioè non so se ci rendiamo conto che tutto in Europa, tutto questo mondo
40:09
Speaker A
dell'aspettare legato al fatto che noi abbiamo perso il senso del futuro, perché esistono due modi di aspettare.
40:20
Speaker A
un aspettare un evento, di aspettare appunto l'avvento, cioè il buon evento, allora diventa un'attesa felice, un'attesa gioiosa, un'attesa positiva, ma esiste anche un aspettare, un aspettare e questo porta depressione.
40:42
Speaker A
Stamattina abbiamo sentito anche della città salute, cioè porta depressione. in una fase depressiva perché non riusciamo più a immaginarci un futuro in qualche maniera per le tappe, poi diciamo 2030, ma in realtà non ci crediamo veramente.
41:03
Speaker A
Allora questo mi mi riferisco ai act, no? Local, no? Perché bisogna avere questa capacità di riunirci intorno a un progetto fattibile sul territorio, misurabile su quale uno può gioire. Cioè questo è un'attesa.
41:26
Speaker A
L'altro diventa una depressione. Allora noi rimandiamo in in ambito sì accademico e abbiamo due ospiti digitali. Come state? Tutto bene lì da voi, eh? Vedo bene.
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Speaker A
Non so, vorrei quasi iniziare con la dottoressa Alessia Marzo, perché così per non lasciarla alla fine, poi dopo ecco lei si occupa di idraulica agraria e sistemazione idraulica forestale all'Università di Catania. Ecco quello la forestazione, la ingegneria forestale, da lì parte tutta la scienza
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Speaker A
della sostenibilità, parte tutto da lì. Ecco, quando l'acqua come l'anima, no, eh inonda inonda il corpo e poi esprime le foreste, cioè questa triologia ce l'abbiamo sempre con noi. Dottoressa, il suo percorso è proprio questo della collaborazione tra ricerca,
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Speaker A
amministrazione, gestori e territorio. Cosa cosa ci può raccontare dal suo punto di vista di osservazione che è molto vicino alla realtà? Prego.
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Speaker A
Grazie. Buongiorno. Mi sentite? Molto bene, Chiara. Benissimo. Grazie per avermi invitato. È stato un piacere poter partecipare, anche se onine a questo interessante incontro.
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Speaker A
Mi spiace non essere presente per diversi impegni istituzionali, ma in ogni caso ci tenevo ad esserci, anche se online. Grazie per avermi introdotto.
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Speaker A
Sì, io sono ricercatrice di idraulica agraria presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell'Università di Catania e da 20 anni ormai posso dirlo, mi occupo di sistemi di trattamento naturali, ecco, il mio focus della ricerca è principalmente
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Speaker A
orientato sui sullo studio dei trattamenti naturali delle acque refre come sistemi di fitodepurazione, l'applicazione delle soluzioni basate sulla natura per la gestione ottimale delle risorse ibriche. Ora la posso raccontarvi che durante il mio percorso ho incontrato diverse diffidenze nel nei
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Speaker A
confronti di queste soluzioni che in diverse, diciamo, modalità da parte degli addetti ai lavori, dei tecnici, dei miei colleghi ingegneri. Io sono un'ingegnere ambientale, quindi quando ne parlavo prima ai miei colleghi, poi ai tecnici di diversa amministrazione e
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Speaker A
queste soluzioni basate sulla natura, questi sistemi di fitodecurazione venivano assolutamente sottovalutati, denigrati perché dei tecnici considerati m efficienti. Da parte invece delle amministrazioni o dei portatori di interesse che possono essere dal produttore di vini ad aziende zootecniche, c'era una mancanza completa
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Speaker A
di conoscenza di ciò che fossero queste soluzioni basate sulla natura di questi sistemi di fitodepurazione. Quindi ecco che questo come chiaramente in qualsiasi attività di ricerca che magari l'università è incentrata, tant'è che proprio l'università ha ben pensato di
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Speaker A
aggiungere una terza missione a quelle che sono le sue prime due, ovvero ricerca e didattica, che è quello di comunicare, trasferire al territorio le innovazioni che vengono create, studiate, ricercate all'interno dell'università e credo fortemente che la diffidenza incontrata sia dai miei
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Speaker A
colleghi ingegneri prima dai tecnici a volte di amministrazione che dagli stakeholder sia proprio dovuta a una mancanza di conoscenza nei confronti di queste soluzioni che per quanto possono inizialmente sembrare semplici da realizzare e e da costruire magari da
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Speaker A
gestire in realtà non lo sono perché prevedono chiaramente prima una profonda conoscenza di idraulica agraria e e che possa consentire di rendere queste soluzioni appunto più efficaci. Quindi la soluzione eh è chiaramente quella di continuare ad realizzare dei demo site,
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Speaker A
quindi degli impianti dimostrativi dove e poter portare i tecnici prima i nostri studenti prima e poi i tecnici e poi amministrazione a rendersi contoccando, possiamo dire proprio con mano, quanto questi sistemi possono in realtà essere efficienti ed aggiungo anche inseriti e
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Speaker A
piacevolmente all'interno del contesto in cui vengono realizzate, apportandone anzi in alcuni contesti addirittura una miglioria paesaggistica di dove questi vengono realizzati e abbiamo realizzato, giusto per citare gli ultimi esempi, un il petto verde nel nostro dipartimento da qualche anno per la gestione delle
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Speaker A
acque meteoriche e che è diventato uno dei principali punti di visita per ricercatori provenienti ovviamente da diverse realtà. da parte degli studenti, da parte dei tecnici e poi è in corso di realizzazione un altro demosite a Catania per la gestione di una parte
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Speaker A
delle acque meteoriche che defluiranno dal [schiarire la voce] dalla circonvalazione. Ecco, quindi ricercare sì che è il principale compito del dell'università e poi promuovere attraverso incontri sempre più aperti ad la cittadinanza tutta, proprio per arrivare a quel consenso preliminare che
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Speaker A
lei stesso diceva prima di applicare la soluzione stessa, farla conoscere nella loro nella sua complessità affinché questa possa essere accettata e quindi poi magari replicata in altri contesti.
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Speaker A
Dottoressa, la ringraziamo molto. Un applauso perché mi ricordo sempre una serata un telegiornale tedesco che dopo un grande evento climatico che ha messo in ginocchio delle valate in Germania sotto l'acqua, c'era una una moderatrice, cioè giornalista che a un
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Speaker A
certo punto cominciava a parlare dell' NBS cioè del Nature Base Solution e parlo di 4 anni fa NBS, cioè quando se parla qualcuno al telegiornale uno, no? dell NBS lo tagliano alla testa, insomma, cioè perché sembra una cosa strana, eh
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Speaker A
Nature Bay Solution, invece Nature Base Solution è questo del water positive, è quello delle Nazioni Unite, non è una offesa. Allora anche questo NBS, no, suona a volte un po' quasi offensivo, ma che cosa è questo? va spiegato perché
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Speaker A
altrimenti usiamo dei termini così positivi. Lavorare con la natura come ce l'hanno fatto i nonni, l'hanno fatto i bisnonni, cosa semplice, non non sono fesserie, non sono offese, sono cose che noi stiamo riscoprendo di una vita che fu, ma che in realtà
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Speaker A
sta tornando. Allora, cosa semplice, però questo dobbiamo anche comunicare così semplice ed è la ringrazio molto di questa capacità di comunicare in questo senso si vede 20 anni c'è una bella esperienza. Professore, passo da lei, Giuseppe Cirelli, che lei è un ordinario
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Speaker A
e a guardarla bene da lontano, cioè di anni ne ha vissuti, cioè nel senso che più di 20, insomma, abbastanza, cioè più di 20 più di ecco, non lo voglio far concludere questa questa tavola rotonda, ma eh per
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Speaker A
dire lei che ha visto tanto, no? e ha visto anche che voi in fondo attraverso idraulica e attraverso la scienza messa insieme con la forestale state disegnando interi paesaggi, disegnandi, diciamolo pure in termine positivo.
49:48
Speaker A
Dopo le dirò ancora qualcosa. Allora, questo riuso strategico nei ultimi anni che lei ha un osservatorio vasto, mi interesserebbe capire se vede davvero questo seme di positività su quale noi ci possiamo appoggiare oppure è ancora lontano e faticoso
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Speaker A
le risorse idriche nella pianificazione territoriale e nella applicazione delle infrastrutture verde blu, come li chiamiamo. Prego a lei.
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Speaker A
Allora, grazie Archetto Keeper per avermi dato la parola e ringrazio gli organizzatori per avermi invitato.
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Speaker A
Chiedo scusa se non sono in presenza, ma in questi giorni abbiamo la delegazione di tre diverse università polacche con le quale stiamo stavendo di accordi. In questo momento i colleghi polacchi li ho affidati a dei colleghi, quindi mi sono
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Speaker A
qui con voi. Purtroppo ho potuto seguire solamente alcune fasi del vostro interessantissimo seminario, ma non mi sottraggo alle sue alle sue domande. Io credo che, insomma, stiamo vivendo tutti quanti in particolare nel nel nostro territorio siciliano delle condizioni particolari
51:02
Speaker A
perché noi abbiamo una particolare vulnerabilità del nostro territorio e credo che questa vulnerabilità del nostro territorio possa essere trasformata anche in una opportunità di rigenerazione sviluppo condiviso.
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Speaker A
Perché? Perché parto proprio da quello che diceva lei, cioè noi abbiamo la possibilità sostanzialmente di prendere atto degli errori che sono stati compiuti da noi, ma anche da altri, però possiamo vedere anche come altri hanno agito in questi anni per affrontare
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Speaker A
queste problematiche, le soluzioni basate sulla natura di cui si parla tanto adesso, giustamente lei diceva in Italia ancora se ne parla pochissimo, però in altri contesti europei che se ne parla da decenni e ricordo ad esempio che noi ci occupiamo di idraulica
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Speaker A
agraria, soprattutto di gestione delle acque nel settore agricolo, ma anche nel settore dei dei bacini e bacini forestali e dei bacini agricoli, dei bacini idrogeologici. Allora, l'approccio che noi abbiamo sempre avuto nel passato e questo faccio una critica
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Speaker A
anche a miei docenti, quando io ero studente a ingegneria, non tantissimi anni fa, come lei vorrebbe fare credere, ma comunque eh una quando ero studente degli anni 80 c'erano due scuole di pensiero degli idraulici che dicevano dovete portare le acque più velocemente
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Speaker A
a mare dal monte verso valle, quindi era il trasferimento più veloce dell'acqua muore verso valle oppure l'altra era non fare raggiungere una sola goccia d'acqua al mare e questi erano gli idraulici agrari che avevano bisogno di di utilizzare l'acqua per l'agricoltura.
52:46
Speaker A
Questo approccio entrambi sono stati è stato dimostrato che sono state fatte scelte sbagliate sulla gestione dell'acqua.
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Speaker A
Siamo consapevoli di questi errori all'estero, da diversi decenni hanno invertito la tendenza. Qui leggermente abbiamo imparato la lezione, ma ancora c'è tantissimo da fare e c'è tantissimo da fare perché secondo me c'abbbiamo intanto in Italia, che è una caratteristica italiana
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Speaker A
abbiamo avuto sempre un approccio settoriale al problema, mentre la gestione dell'acqua richiede una gestione intersettoriale. ci vogliono non solo gli ingegneri, come è sempre stato fatto, ci vogliono i pianificatori, ci vogliono gli agronomi, ci vogliono architetti, ci vogliono gli
53:30
Speaker A
agronomi, ci vogliono biologi e noi dobbiamo convivere con l'acqua, non dobbiamo diciamo diciamo separare l'acqua dal dall'altro contesto.
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Speaker A
Dobbiamo iniziare a convivere con l'acqua, così come da diversi anni ormai è il concetto di convivere con la natura e di far rientrare la natura all'interno dei sistemi urbani. Però io ritengo che ci sono tutte le potenzialità per fare
53:56
Speaker A
questo. Però il problema che io vedo principale, almeno nella mia regione, che ha subito negli anni passati, per esempio, una siccità gravissima, spaventosa, che ha messo in ginocchio soprattutto il settore agrario con perdite di produzioni spaventose da parte degli agricoltori.
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Speaker A
Dovete pensare che per esempio nel settore olidico, nel settore gumicolo si sono avute perdi di produzione del 40-50% e in alcuni settori quello del della zootecnia hanno subito anche, diciamo, perdite produttive ancora maggiori.
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Speaker A
Diciamo a parte questa siccità, io vedo il problema in Sucila principale di una siccità culturale, cioè ancora noi abbiamo un problema che è gravissimo, soprattutto a livello degli uffici tecnici a livello comunale, regionale, una mancanza totale di di tecnici,
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Speaker A
soprattutto di tecnici giovani, no? Gli atenei siciliani formano personale di altissimo livello, abbiamo studenti che lavano di altissimo livello, però queste competenze purtroppo non rientrano all'interno dei quadri di amministrazione pubblica. Quindi noi possiamo parlare di qualunque cosa, di
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Speaker A
processi di rigenerazione, ma se non si supera questo handicap, questo gap, tutte le belle cose di cui noi siamo bravissimi a dire, a scrivere nelle nostre pubblicazioni, purtroppo poi non si riversano in fatti concreti nella realtà, se non in piccoli demosite di
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Speaker A
cui parlava la mia collega Alessia Marzo, cioè a Catania, per esempio, stiamo portando un esempio bell issimo di di utilizzare le acque di pioggia che costiscono un grosso problema della città di Catania a farle rientrare e immettere al sottosolo, ma
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Speaker A
stiamo parlando a livello di demosite, ma manca ancora un progetto condiviso su tutta l'area metropolitana di Catania per invertire la rotta e credo che questo sia uno dei nodi salienti di cui bisogna affrontare. Ho ho molto apprezzato e vado a chiudere cosa diceva
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Speaker A
il dottore Caccamo. manca buon senso e soprattutto fino adesso in alcune soluzioni soprattutto sulla gestione dell'acqua sono state ancora abbiamo una visione arcaica, abbiamo una visione stile anni 80, il mondo è cambiato e purtroppo molte cose che si sono fatte
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Speaker A
in Sicilia, soprattutto a livello di amministrazione centrale e hanno una visione anni 80. non si non si è preso atto di che cosa si può fare e che bisogna cambiare l'approccio.
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Speaker A
Professore, la ringraziamo con un applauso e mi scuso con lei personalmente perché non ho fatto nessuna allusione, ma più che altro la volevo dare un po' questo senso della saggezza, perché qui parliamo sempre tutti, ecco, diamo un applauso della
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Speaker A
saggezza, del buon senso, di tutto, perché qui a furia di parlare di next generation si dimentica spesso anche quella generazione che sta in mezzo, no?
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Speaker A
che qualche esperienza ha fatto e lei giustamente dice "Abiamo fatto anche degli errori" ed è guai fare errori, ma è importante imparare da questi errori. Non è un questione di non fare errori, ma imparare portare la nostra esperienza,
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Speaker A
in questo caso anche la sua, alle future generazioni e e colmare questo gap tra realtà tecnologica, realtà accademica e in fondo realtà istituzionale amministrativa. Tutto questo non arriva sulle scrivenie di un sindaco o di un assessore o nei parlamenti regionali o
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Speaker A
che ne vogliamo noi, tutto questo rimane carta. Ecco perché il nostro impegno anche di oggi la vedo in questa forma, cioè su questa scia, no, di fare comunicazione e di superare con tutte le nostre forze l'approccio settoriale.
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Speaker A
Ecco, io non so, adesso guardo la regia, ma vorrei quasi quasi per chiudere avere un ultimo statement. Se posso chiedo alla regia perché eh non so dov'è la regia lì là ma 2 minuti un minuto. Ma visto che vi abbiamo
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Speaker A
giusto qua e siamo in una terra bellissima e io posso solo ricordare famoso mio conazionale Got nel suo viaggio in Italia città particolarmente Sicilia e c'è una una frase che mi è rimasto sempre impresso. il paesaggio, il paesaggio forma plasmata
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Speaker A
che solo vivendo evolve, cioè questa evoluzione ha bisogno di vita, ma la vita siamo noi e ce l'ha anche senza l'acqua non c'è vita. L'abbiamo capito già ieri sera dalle civiltà greche che si sono qui eh diciamo fermati. Allora,
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Speaker A
a voi Francesca inizia a te con una l'ultima, cioè poi dopo io mi ricollego al titolo di oggi, no?
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Speaker A
connessioni, la parola connessioni che tu hai ripetuto tante volte Andreas, ecco che sia oggi un momento di connessioni tra tutti quegli attori di cui abbiamo parlato, istituzioni, abbiamo avuto il sindaco, abbiamo avuto rappresentanti di tutta la parte, diciamo, parlamentare siciliana, quindi
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Speaker A
connessioni tra l'industria, le istituzioni, le accademie per calare nella realtà del nostro paese una visione integrata e che sia una visione che, diciamo, da subito integri e porti avanti un concetto di sostenibilità che riguarda anche l'acqua e che ci permetta
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Speaker A
di guardare serenamente avanti. Condivisione. Grazie Francesca. Il dottor Cacamo, lei ha bucato oggi con il buon senso. Eh, a lei. Ultima riflessione.
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Speaker A
Eh, funziona questo? Questo? Sì, sì. Ok. No, io un'ultima battuta, eh. Nel 2003 il sindaco di Gela, poco fa nella sua relazione disse che nel 2003 c'era l'acqua che a Gela arrivava ogni 15 giorni, ogni 20 giorni, no? E nel 2003 a
60:36
Speaker A
Chicago invece il sindaco e Chicago è una delle città nel mondo dove la quantità di acqua è enorme, lanciò la Chicago Water Agenda e dico la il diverso approccio sistematico, metodico e di visione che è quello che citavi poc'anzi. Ecco, se
61:00
Speaker A
avessimo quel buon senso di quel sindaco di 23 anni fa a Chicago, in una città ricca d'acqua che mette invece in campo azioni per preservare l'acqua, allora forse avremmo fatto gol davvero noi e dovremmo semplicemente imparare a copiare.
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Speaker A
Aopi non è male, eh? imparare a copiare. Lo portiamo lo portiamo dopo il buon senso.
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Speaker A
Copiamoiamo. Qui abbiamo le bi raffinerie, il salto sul territorio come conclusione. Ah, sì. E allora siccome probabilmente sono quello con più esperienza e con più di tutti, no? Porto a casa e invece eh non lo so.
61:46
Speaker A
Sagezza. Io sono mi sento tanto giovane. Eh, porto a casa l'aspetto legato alla trasparenza alla trasmettere la conoscenza di quello che facciamo per metterlo anche a fattor comune con la comunità. Ecco, questo mi piace molto perché è un fattore da mettere alla
62:11
Speaker A
comunità molto importante. Professor Di Bella, la invitiamo a a venire a fare una passeggiata inferioma plasmata. Lo vediamo la passeggiata o volentieri.
62:22
Speaker A
Professore, tutto questo parto da voi. Dobbiamo mettere in campo, secondo me, i dimostratori territoriali.
62:31
Speaker A
dimostratori territoriali, perché noi che lavoriamo in campo università dobbiamo saltare dal laboratorio al full scale, ma a volte l'università della ricerca deve rispondere pure a quando un progetto è sostenibile e non si può fare in un'unica scala. rischieremmo di fare
62:48
Speaker A
dei buoni interventi tecnicamente validi, ma poco duraturi. E allora secondo me, con l'aiuto di questo progetto condiviso, passare per i per i dimostratori territoriali è una buonissima prima soluzione.
63:00
Speaker A
Concordiamo su un grande progetto condiviso sul territorio. Dottor Bonfedi lei vado. Eh, guarda, no, perché [risate] qui abbiamo parlato di bonifiche. Io poi sono un gran fattore delle fitobonifiche, cioè di quello che la natura, no, come dice, la natura non dorme mai, no? Non
63:22
Speaker A
non è che lavora giorno e notte e spesso l'asp l'attesa falla un po' due tre campi di fitodeporazione e vedere come in 10 anni di attesa l'abbiamo già bonificato qualcosa. E quanto passano veloci i 10 anni? Professore, dottore,
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Speaker A
poi torniamo al professore. Io volevo concludere con un pensiero positivo, però mi dà una un appiglio ancora per essere un po' così frizzantino. giusto per perché purtroppo però torno sul tema normativo, mi tocca mi tocca, cioè noi sponsorizziamo le fitotecnologie,
63:58
Speaker A
sponsorizziamo le biotecnologie, sponsorizziamo tutto, ma se dal punto di vista amministrativo ragioniamo sempre a tabelle abbiamo finito, nel senso che se io devo sponsorizzare una bonifica che ha dei tempi di ritorno che tendono all'infinito perché devo raggiungere un
64:14
Speaker A
numero che dal punto di vista della natura non potrò mai raggiungere, io a questo Punto, faccio digend, scavo e porto via parlando di suoli, parlando di acque. C'è un tema che si sta discutendo in questi sul termine del POC, cioè il
64:28
Speaker A
punto di conformità al limite al confine di stabilimento, al confine della particella catastale, capire se io devo bonificare la falda e la falda si muove coi confini catastali. Anche questo è qualcosa che secondo incominciare a ragionarci sopra da questo punto di
64:46
Speaker A
vista, no? Per cui questo è il tema. ci ho detto, posso finisco con una cosa positiva, nel senso che quando tutti gli capita molto spesso che quando tutti gli stakeholder hanno l'obiettivo comune di valorizzare, utilizzare quelli che possono essere gli
65:02
Speaker A
elementi e bonificare i territori, sicuramente si raggiunge l'obiettivo. Porto un esempio che in un'altra città che è a Ravenna una messa in sicurezza permanente 26 a di un ex discarica messa in sicurezza permanente, costruito un impianto fotovoltaico di 6 ari. una
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Speaker A
piattaforma per il recupero di terreni con biopile di 80.000 tonnellate e un impianto di trattamento di rifiuti pericolosi non da 60.000 tonnellate all'anno. Eh, parte a luglio 40-50 persone dirette come impiego più tutto l'indotto da un contesto sicuramente di
65:36
Speaker A
Brownfield, quindi la vera valorizzazione dal punto di vista del territorio. Grazie. Eh, l'abbiamo sentito, un bellissimo progetto a partire. Adesso, dottoressa Alessia Marzo, adesso lasciamo al professore l'ultima parola, insomma, eh, sennò allora lei che ha ascoltato un po' eh dal suo dalla sua
65:55
Speaker A
stanza bianca, eh cosa ne viene fuori? Ha un ultimo saluto per la platea qua.
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Speaker A
Sì, grazie. Io vorrei esortare ad essere sempre curiosi nell'ascoltare le novità che possono venir fuori dal bond accademico, dall'interazione tra il mondo accademico e chiaramente le istituzioni di incoraggiare e ecco il coraggio esortare il coraggio poi di poterle applicare a livello
66:25
Speaker A
amministrativo perché altrimenti e con gli sforzi che proviamo a fare che che che impegna tanto con tanta ecco attenzione, con tanta dedizione, con tanta passione, se poi non hanno quel coraggio, non non ritrovano quel coraggio da parte delle amministrazioni
66:42
Speaker A
e dei portatori di interesse nel metterli in pratica, ecco, viene un po' o manca manca l'ultimo tassello della nostra del nostro obiettivo eh che tutti i giorni ci fa alzare la mattina e e fare la nostra attività con tanto
66:55
Speaker A
entusiasmo. Grazie mille di questa raccomandazione, del desiderio. Adesso tocca a lei, professore. Cioè, allora cap chiudiamo qui una importante, non chiudiamo del tutto, ma quella nostra sezione e a lei questa ultima parola.
67:17
Speaker A
Credo di ho una grossa responsabilità a questo punto [risate] e no, io io credo che diciamo lei parlava di Next Generation EU, però diciamo il problema principale è che secondo me nella Next Generation 1 non abbiamo pensato di coinvolgere i giovani
67:36
Speaker A
nelle scelte decisionali e che sono state fatte da persone anziane con una visione arcaica e credo che diciamo in tutto questo concetto Noi dobbiamo nei prossimi anni, ma anzi da da oggi, da subito, avere sostanzialmente agire su tre leve principali che sono
67:57
Speaker A
una visione condivisa dei problemi, perché la rigenerazione non può essere calata dall'alto, ma deve essere imprese, ricerca, cittadini e devo dire che per esempio nel territorio di Catania sta succedendo un fenomeno particolarissimo che non sia io io come
68:14
Speaker A
tanti altri non osservavo da tanti anni c'è una fortissima presa di posizione, per esempio, dalle associazioni eh della cosiddetta società civile, che è un termine brutto, però sostanzialmente per indicare che non sono solamente associazioni ambientaliste, ma le associazioni in generale si muovono sul
68:30
Speaker A
territorio che stanno richiedendo a gran voce una restituzione, per esempio, del mare alla città di Catania, così come l'implementazione delle aree verdi.
68:40
Speaker A
Tant'è che alla fine anche la stessa amministrazione che era andata in una certa direzione sta tornando indietro e sta cambiando, quindi ci sono sostanzialmente dei segnali positivi, così come ripeto, ci occorre una progettazione integrata, le accennava lei prima nella sua nel suo prologo, ma
69:00
Speaker A
eh sempre di più occorre prima program una programmazione, poi una pianificazione e poi progettare quello che è mancato fino adesso. secondo me è una appunto una la programmazione, la pianificazione del territorio di come gestire per esempio l'acqua del nostro
69:17
Speaker A
territorio, perché la Sicilia è una regione plasmata dall'acqua, ma soprattutto è una regione che è plasmata dalla mancanza d'acqua. Certe cose che sono anche nello sviluppo del territorio della Sicilia sono connesse alla mancanza d'acqua. Il, diciamo, lo spopolamento delle areie interne da
69:38
Speaker A
Sicilia è connesso anche alla mancanza d'acqua, alla mancanza di culture rigue, per esempio, o produttive, mentre si ci si è affidati a un modello culturale che praticamente sostanzialmente è molto povero e non dà redituilità. E poi occorre una collaborazione, secondo me,
69:55
Speaker A
stabile tra diversi soggetti, no? c'è sempre questa dicotomia tra università, ricerca e mondo delle amministrazioni e il mondo della politica. occorre una maggiore integrazione perché sennò noi come accademia non ascoltiamo le esigenze del territorio e diciamo eh a
70:15
Speaker A
volte diciamo le amministrazioni pubbliche e la politica non ascolta tutto gli input innovativi, ma anche come diceva il dottore a Caccomo, anche diciamo copiare bene da quello che hanno fatto gli altri.
70:29
Speaker A
Grazie mille. penso che sia una bellissima conclusione, professore. Ringrazio gli intervenuti qua, ringrazio voi che avete avuto la pazienza di contribuire e di essere qui ancora con noi. Auguro un buon proseguimento anche nel nella sezione che segue e penso che
70:51
Speaker A
abbiamo capito dalle sfide c'è un grande potenziale e sempre siamo noi alla fine che possiamo decidere in quale direzione andare. Grazie mille. [applauso] Grazie.
Topics:transizione idricaGelabioraffineriasostenibilità industrialeeconomia circolaregestione acquainnovazione energeticacollaborazione territorialetecnologie di riusomodello Nature Positive

Frequently Asked Questions

Qual è il modello industriale proposto per Gela nel workshop?

Il modello industriale proposto è Nature Positive e Water Positive, che integra sostenibilità ambientale, innovazione energetica e collaborazione tra imprese e istituzioni per uno sviluppo territoriale equilibrato.

Quali sono le principali tecnologie discusse per la gestione dell'acqua?

Sono state discusse tecnologie di dissalazione e riuso delle acque contaminate, con un focus sull'efficienza, la compatibilità ambientale e l'applicazione dell'economia circolare per ridurre sprechi e emissioni.

Perché è importante il buon senso nella gestione delle risorse idriche secondo gli interventi?

Il buon senso è fondamentale per evitare pratiche obsolete e inefficaci nella gestione dell'acqua, promuovendo invece soluzioni innovative e sostenibili che rispettino l'ambiente e ottimizzino l'uso delle risorse.

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