Gian Lorenzo Bernini, il più grande artista del Seicento, unisce scultura, architettura e pittura in un'arte barocca teatrale e innovativa.
Key Takeaways
- Bernini è il massimo esponente dell'arte barocca integrata e teatrale.
- La sua capacità tecnica e innovativa ha rivoluzionato la scultura e l'architettura del Seicento.
- L'interazione tra scultura, pittura e architettura crea effetti illusionistici unici.
- Il rapporto con i potenti committenti fu fondamentale per la sua carriera e le sue opere monumentali.
- Bernini ha influenzato profondamente la trasformazione artistica e urbana di Roma.
What the video covers
- Gian Lorenzo Bernini è considerato il più grande artista europeo del Seicento, eccellendo in scultura, architettura, pittura, scenografia e urbanistica.
- Bernini sfida i limiti della materia per suscitare meraviglia e stupore nel pubblico, incarnando l'artista della Controriforma.
- A differenza del Rinascimento, Bernini integra le arti in un'unica forma espressiva, fondendo scultura, architettura e pittura.
- L'architettura delle facciate si arricchisce di decorazioni scultoree, mentre la scultura utilizza giochi di luce e ombra della pittura.
- La pittura raggiunge effetti illusionistici che confondono lo spazio reale con quello dipinto, creando un'interazione scenografica con la città.
- L'arte barocca di Bernini presenta un forte gusto teatrale, trasformando piazze e vie in elementi scenici.
- Bernini iniziò la sua carriera giovanissimo a Roma, studiando i grandi maestri e lavorando per potenti committenti come il cardinale Scipione Borghese.
- Le sue opere più celebri includono il David, il Ratto di Proserpina e Apollo e Dafne, esempi di virtuosismo tecnico e pathos emotivo.
- Bernini fu artista di corte per vari papi, realizzando opere monumentali come il baldacchino di San Pietro e l'Estasi di Santa Teresa.
- Nonostante momenti di crisi politica, Bernini mantenne un ruolo centrale nell'arte barocca, contribuendo alla trasformazione di Roma.
Chapters
- 00:00Introduzione a Gian Lorenzo Bernini e la sua arte integrata
- 04:00Gli inizi e le prime opere a Roma
- 08:00Le opere celebri: David, Ratto di Proserpina e Apollo e Dafne
- 12:00Il rapporto con i papi e le opere monumentali
- 16:00Crisi e rinascita artistica sotto diversi pontificati
- 20:00L'Estasi di Santa Teresa e il gusto teatrale barocco
- 24:00L'ultima fase: il colonnato di San Pietro e la trasformazione di Roma
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Speaker A
Gian Lorenzo Bernini è universalmente considerato come il più grande artista del Seicento europeo. Scultore, architetto, pittore, scenografo, urbanista, raggiunse sempre in ogni campo livelli di eccellenza tecnico impareggiabile. Amò sempre sfidare i limiti imposti dalla materia con l'obiettivo di suscitare meraviglia e stupore del suo pubblico. Amatissimo dai suoi potenti committenti, con rare eccezioni, incarnò la figura dell'artista della Controriforma. Scelse di condurre una vita normale. A differenza di Caravaggio, l'artista non concepisce più le arti in modo separato come avveniva nel Rinascimento, ma le immagina come un'unica forma espressiva integrata. L'architettura delle facciate prende in prestito dalla scultura uno sterminato repertorio decorativo, sostituendo le linee morbide e sinuose tipiche di una statua a quelle rette e squadrate degli elementi architettonici. La scultura si appropria dei giochi di luce e di ombra propri della pittura, mentre questa, contraffacendo sia la scultura sia l'architettura, arriva a risultati illusori talmente realistici da rendere difficile percepire dove definisce lo spazio reale e dove inizia quello dipinto. Questo interagire delle arti poi si inserisce scenograficamente nel contesto più vasto della città, di modo che ogni piazza e ogni via appaiono come fantasiosi elementi teatrali. L'arte barocca presenta potentemente questo gusto teatrale.
Speaker A
[Musica] Gian Lorenzo Bernini a Napoli i suoi primi sette-otto anni, senza dubbio suo padre Pietro, scultore toscano, lo avvicinò all'arte in età precoce. A Roma, dal 1605, l'infante prodigio sapeva già disegnare e scolpire. Trascorse intere giornate a studiare le opere antiche in Vaticano, così come i capolavori di Michelangelo e Raffaello, Caravaggio e Annibale Carracci, che ammirava tantissimo. Il brillante professionista, nel 1615, lavorava già per papa Paolo V. Il cardinale Scipione Borghese, uno degli uomini più potenti di Roma, le opere per Scipione andarono ad arricchire la preziosa collezione d'arte, ancora oggi si trovano in Galleria Borghese. Il David fu una delle sue prime opere. Il viso sembra essere un autoritratto del Bernini alle prese con la durezza del marmo. Da notare la fronte corrugata e gli occhi rivolti verso il bersaglio, le labbra rientrate a testimonianza del grande sforzo effettuato dallo scatto e i capelli ondulati o ricci che riportano nuovamente alla rappresentazione del movimento.
Speaker A
[Musica] Il gruppo scultoreo del Ratto di Proserpina è del 1621-1622, attualmente conservato in Galleria Borghese. L'opera di Bernini coglie l'azione al culmine del suo svolgimento e offre all'osservatore il massimo del pathos. Le emozioni dei personaggi sono infatti perfettamente rappresentate e leggibili attraverso la gestualità e l'espressività dei volti. Crotone è contraddistinto dai suoi attributi legali: la corona, lo scettro, mentre dietro di noi il cane Cerbero controlla che nessuno ostacoli il percorso del suo padrone, girando le sue tre teste in tutte le direzioni. Proserpina lotta inutilmente per sottrarsi alla cattura di Plutone, spingendo la sua mano sul volto del dio, il quale invece la trattiene con forza, affondando letteralmente le sue dita nella coscia e nel fianco della donna. Con questo dettaglio, attraverso cui Bernini ha reso la morbidezza della carne di Proserpina, lo scultore ha dimostrato il suo stupefacente virtuosismo.
Speaker A
[Musica] Narra un video nelle sue metamorfosi che Apollo, travolto da una passione incontenibile, inseguiva la ninfa Dafne, la fanciulla che invece provava repulsione per lui, non voleva di certo essere toccata e scappava. Durante la corsa, implorò il padre, il dio fluviale Peneo, di salvarla. Così, al tocco di Apollo, venne trasformata in albero di alloro. Nel capolavoro del Bernini, Apollo riesce a raggiungere la bella Dafne e, sfiorata dalle dita del giovane, inizia la sua trasformazione in albero. Il confuso, ansimante, la ninfa invece intuisce cosa sta accadendo e urla per lo stupore più che per il dolore. Le sue mani, i capelli stanno prendendo la forma di rami e foglie, le gambe stanno diventando tronco, i piedi radici. In un attimo la trasformazione sarà completata. Questo gruppo statuario si presenta come un vero miracolo della tecnica. Le due figure sono ricavate da un unico blocco e le foglie arrivano a raggiungere uno spessore minimo, tanto che si potrebbero spezzare con una semplice pressione delle dita. Magistrale la serie città della pelle nuda di Dafne in contrasto con la sua nuova corteccia.
Speaker A
[Musica] Nel 1623 divenne papa Maffeo Barberini con il nome di Urbano VIII, un vero e proprio colpo di fortuna per il Bernini. Tra il papa e l'artista si stabilì un profondo rapporto di intenti. Bernini seppe interpretare e tradurre in immagini le ambizioni politiche, personali, le idee, le intuizioni del suo mecenate. Bernini fu probabilmente il primo artista a occupare nella corte pontificia una posizione simile a quella di un ministro del tempo. Nel 1624 Bernini intraprese la realizzazione del grande ciborio, il cosiddetto baldacchino, concluso dopo nove anni. Situato sotto la cupola del Buonarroti, uno degli spazi più impegnativi della Basilica di San Pietro, presenta quattro colonne tortili alte undici metri che rendono la tipica copertura in stoffa riprodotta in bronzo e coronato da quattro volumi angolari foggiati a dorso di delfino. Il baldacchino si presenta come una gigantesca scultura di 28 metri e mezzo, alta come un palazzo di nove piani. Alla morte di Urbano VIII, il vento pare non soffiare più a favore di Gian Lorenzo e la crisi arriva proprio con il suo successore Innocenzo X, che era un uomo rigido e collerico. Manifestò di voler prendere le distanze dal suo predecessore, così ridimensionò anche l'autorevolezza di Gian Lorenzo, ordinò inoltre l'abbattimento del campanile di San Pietro costruito su progetto berniniano. Ci fu una brusca battuta di arresto per l'artista. Tuttavia, non uscì di scena. Fu proprio sotto questo papa che realizzò una delle sue opere più spettacolari: l'Estasi di Santa Teresa e la Fontana dei Fiumi. Con l'Estasi di Santa Teresa, l'artista esprime la volontà di strabiliare il pubblico. La scena rappresenta Santa Teresa d'Avila in estasi mistica, nell'atto di essere sopraffatta dalla soprannaturale visione di Dio. "L'anima mia si riempiva tutta di una gran luce, mentre un angelo sorridente mi feriva con una freccia d'amore", scriveva la religiosa. Il Bernini scolpisce la santa semi sdraiata su una coltre di nuvole, mentre un angelo, in realtà un cupido, sta per trafiggerle simbolicamente il cuore con una freccia. Dietro al gruppo, una cascata di raggi dorati, illuminati da una finestra nascosta, allude alla presenza divina. La collocazione e gli atteggiamenti dei personaggi sono estremamente enfatizzati, come se si trattasse di attori su un palcoscenico. Questo aspetto è sottolineato dalla presenza, ai due lati della cappella, di due finti balconcini dai quali, come da un palco teatrale, le statue raffiguranti i vari membri della famiglia Cornaro assistono all'estasi della santa. Il confine tra sogno e realtà si fa sempre più incerto. Egli abbandona la compostezza classicheggiante della scultura rinascimentale per dedicarsi al libero gioco delle forme, al fine di strabiliare emotivamente gli spettatori. Il sole torna a splendere nuovamente per Gian Lorenzo Bernini sotto il papa Alessandro VII, il nuovo papa, colto e appassionato di arte, e si concentrò sull'impresa di trasformare Roma in una delle più splendide e grandiose capitali d'Europa. Bernini fu nuovamente chiamato in scena a decorare la basilica di San Pietro con la bellissima Cattedra. Poi il papa gli commissionò, nel 1657, il colonnato che consta di 284 colonne e di 88 pilastri disposti su quattro file. A coronamento della struttura e sorretto da enormi capitelli di ordine tuscanico, vi è spesso un architrave sormontato da una cornice marmorea. La copertura è a capanna, come nei tempi classici, ma in profondità della gronda si erge una balaustra sulla quale sono collocate simbolicamente verso la piazza 162 gigantesche statue di santi.
Speaker A
pietro scultore toscano lo vicino all'arte in età precoce a roma dal 1605 l'anfac prodige sapeva già disegnare scolpire trascorso intere giornate a studiare le opere antiche in vaticano così come i capolavori di michelangelo e raffaello caravaggio e annibale carracci che
Speaker A
ammirava tantissimi il brillante professionista nel 1615 lavorava già per papà paolo quinto il cardinale scipione borghese uno degli uomini più potenti di roma le opere per scipioni andarono ad arricchire la preziosa collezione d'arte ancora oggi si trovano in galleria
Speaker A
borghese il david fu una delle sue prime opere il viso sembra essere un autoritratto del bernini alle prese con la durezza del marmo da notare la fronte corrugata e gli occhi rivolti verso il bersaglio le labbra rientrate a testimonianza del
Speaker A
grande sforzo effettuato dallo scatto e i capelli ondulati o ricci che riportano nuovamente alla rappresentazione del movimento [Musica] il gruppo scultoreo del ratto di proserpina e del 1621 1622 attualmente conservato galleria borghese l'opera di bernini coglie l'azione al
Speaker A
culmine del suo svolgimento e offre all'osservatore il massimo del pathos le emozioni dei personaggi sono infatti perfettamente rappresentati e leggibili attraverso la gestualità e l'espressività dei volti crotone è contraddistinto dai suoi attributi legali la corona lo scettro mentre dietro di noi il cane cerbero
Speaker A
controlla che nessuno ostacoli il percorso del suo padrone girando le sue tre teste in tutte le direzioni proserpina lotta inutilmente per sottrarsi alla cattura di plutone spingendo la sua mano sul volto del dio il quale invece la trattiene con forza
Speaker A
affondando letteralmente le sue dita nella coscia e nel fianco della donna con questo dettaglio attraverso cui bernini ha reso alla morbidezza della carne di proserpina lo scultore ha dimostrato il suo stupefacente virtuosismo [Musica] narra un video nelle sue metamorfosi che
Speaker A
apollo travolto da una passione incontenibile inseguiva la ninfa dafne la fanciulla che invece provava l'epulsione per lui non voleva di pure essere toccata e scappava durante la corsa e la implorò il padre il dio fluviale pineo di salvarla così
Speaker A
al tocco di apollo venne trasformata in albero di alloro nel capolavoro del bernini apollo riesce a raggiungere la bella dafne e questo sfiorata dalle dita del giovane inizia la sua trasformazione in albero il 2 confuso ansimante la ninfa invece
Speaker A
intuisce cosa sta accadendo e urla per lo stupore più che per il dolore le sue mani i capelli stanno prendendo la forma di rami e foglie le gambe stanno diventando tronco i piedi radici in un attimo la trasformazione sarà
Speaker A
completata questo gruppo statuario si presenta come un vero miracolo della tecnica le due figure sono ricavate da un unico blocco e le foglie arrivano raggiungere uno spessore minimo tanto che si potrebbero spezzare con una semplice pressione delle dita
Speaker A
magistrale la serie città della pelle nuda di daphne in contrasto con la sua nuova corteccia [Musica] nel 1623 divenne papa maffeo barberini con il nome di urbano viii un vero e proprio colpo di fortuna per il bernini tra il papa e l'artista si stabilì un
Speaker A
profondo rapporto di intenti bernini seppe interpretare e tradurre in immagini le ambizioni politiche personali le idee le intuizioni del suo mecenate bernini fu probabilmente il primo artista occupare nella corte pontificia una posizione simile a quella di un ministro del tempo
Speaker A
nel 1624 bernini intraprese la realizzazione del grande ciborio il cosiddetto baldacchino concluso dopo nove anni situato sotto la cupola del buonarroti uno degli spazi più impegnativi della basilica di san pietro presenta quattro colonne tortili alte in undici metri che rendono la tipica
Speaker A
copertura in stoffa riprodotta in bronzo e coronato da quattro volumi angolari foggiate a dorso di delfino il baldacchino si presenta come una gigantesca scultura di 28 metri e mezzo alta come un palazzo di nove piani alla morte di urbano viii il vento pare
Speaker A
non soffiare più a favore di gian lorenzo e la crisi arriva proprio con il suo successore innocenzo decimo che era un uomo rigido collerico manifestò di voler prendere le distanze dal suo predecessore così ridimensionò anche l'autorevolezza di gianlorenzo ordinò
Speaker A
inoltre l'abbattimento del campanile di san pietro costruito su progetto berniniano ci fu una brusca battuta di arresto per l'artista tuttavia non uscì di scena fu proprio sotto questo papa che realizzò una delle sue opere più spettacolari l'estasi di santa teresa e la fontana
Speaker A
dei fiumi con l'estasi di santa teresa l'artista esprime la volontà di strabiliare il pubblico la scena rappresenta santa teresa d'avila in estasi mistica nell'atto di essere sopraffatta dalla soprannaturale visione di dio l'anima mia si riempiva tutto ad una
Speaker A
gran luce mentre un angelo sorridente mi feriva con una freccia d'amore scriveva la religiosa il bernini scolpisce alla santa semi sdraiata su una coltre di nuvole mentre un angelo in realtà siviglia un cupido sta pe tra friggerle simbolicamente il cuore con una freccia
Speaker A
dietro al gruppo una cascata di raggi dorati illuminati da una finestra nascosta allude alla presenza divina la collocazione e gli atteggiamenti dei personaggi sono estremamente enfatizzati come se si trattasse di attori su un palcoscenico questo aspetto è sottolineato dalla
Speaker A
presenza ai due lati della cappella di due finti balconcini dai quali come da un palco teatrale le statue raffiguranti i vari membri della famiglia cornaro assistono all'estasi della santa il confine tra sogno e realtà si fa sempre più incerto
Speaker A
egli abbandona la compostezza classicheggiante della scultura rinascimentale per dedicarsi al libero gioco delle forme al fine di strabiliare emotivamente gli spettatori il sole torna a splendere nuovamente per gian lorenzo bernini sotto il papa alessandro vii il nuovo papa e
Speaker A
coltissimo appassionato di arte e si concentrò sull'impresa il trasformare roma in una delle più splendide grandiose capitali d'europa bernini fu nuovamente chiamato in scena a decorare la psiche della basilica di san pietro con la bellissima cattedra poi il papa li commissiona nel 1657 il
Speaker A
colonnato che consta di 284 colonne e di 88 pilastri disposti su quattro file a coronamento della struttura e sorretto da enormi capitelli di ordine tuscanico vi hanno spesso architrave sormontato da una cornice marmorea la copertura e a capanna come nei tempi classici ma in
Speaker A
profondità della gronda si erge una balaustra sulla quale sono collocate simbolicamente verso la piazza 162 gigantesche statue di santi il progetto originale della pianta della basilica di san pietro è attribuito a bramante sulla base del quale michelangelo costruì la cupola era stato
Speaker A
modificato da maderno costruendo una facciata troppo larga rispetto all'altezza trasformando la pianta a croce latina e quindi creando uno scompenso nascondendo così la cupola michelangiolesca compito di bernini dunque era quello di costruire un piazzale effettuando lo studio sulla prospettiva al fine di
Speaker A
rivalutare l'intera struttura della basilica progetta così una forma ellittica con asse maggiore parallelo alla facciata di 240 metri le due anni corteggiati del portico dorico non sono costituite da una costruzione compatta non pongono un confine tra l'area sacra e quella laica
Speaker A
ma permettono un integrazione reciproca tra la basilica e la città il progetto doveva soddisfare le esigenze di offrire un enorme spazio aperto ai pellegrini verso i quali le norme colonnato costruito da bernini sembra tendere le braccia
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