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Speaker A
Quando parliamo di tessuto epiteliale,
Speaker A
parliamo di un tessuto costituito quasi esclusivamente da cellule strettamente adese tra di loro, grazie a delle giunzioni cellulari.
Speaker A
Un'altra caratteristica è la presenza di una sottile lamina basale, prodotta dalle cellule stesse, quindi è l'unica parte non cellulare del tessuto.
Speaker A
Questa lamina basale è costituita principalmente da glicoproteine nel primo strato, che viene chiamato lamina lucida, e da glucosaminoglicani e collagene di tipo 4 nello strato più profondo chiamato lamina densa.
Speaker A
Questa lamina basale separa il tessuto epiteliale dal connettivo sottostante, dal quale, tra le altre cose, l'epitelio trae il suo nutrimento.
Speaker A
Perché, e questa è l'ultima caratteristica, si tratta di un tessuto non vascolarizzato.
Speaker A
E necessita quindi di assorbire il nutrimento di cui ha bisogno ed eliminare le sostanze di scarto per mezzo dei tessuti adiacenti.
Speaker A
Per quanto riguarda le sue funzioni, possiamo dire che la principale è quella di rivestimento dell'organismo umano.
Speaker A
Che si può tradurre anche come protezione, isolamento, e per rivestimento non si intende solo il rivestimento esterno, come l'epidermide della nostra pelle, ma anche quello interno.
Speaker A
Tutto il tubo digerente dalla bocca fino all'ano è rivestito da tessuto epiteliale, tutte le vie aeree, le vie urinarie e genitali e molte altre cavità del nostro corpo sono rivestite da questo importante tessuto.
Speaker A
Da questa funzione ne deriva una seconda, quella di assorbimento e trasporto di sostanze.
Speaker A
Essendo uno strato di rivestimento del corpo, permette di isolarlo dall'ambiente esterno o da cavità che comunicano con l'esterno, ma è anche necessario che questo tessuto, specialmente in alcune porzioni del corpo, come l'intestino, i reni o i polmoni, abbia una permeabilità selettiva ad alcune sostanze e ne permetta quindi l'assorbimento o il trasporto da un lato all'altro dell'epitelio.
Speaker A
La terza funzione è la secrezione, cioè la produzione e il rilascio di alcune sostanze, per fare alcuni esempi, il sudore, il muco, la saliva, gli ormoni e anche il latte materno, se ci troviamo in fase di allattamento, sono tutti prodotti dal tessuto epiteliale.
Speaker A
In base a queste funzioni, possiamo distinguere due tipi di tessuto epiteliale: quello di rivestimento, che avrà ovviamente la funzione di rivestire l'organismo e le sue cavità, ma anche quella di assorbire e trasportare sostanze.
Speaker A
E poi abbiamo il tessuto ghiandolare, che avrà la funzione principale di secernere sostanze.
Speaker A
Il tessuto epiteliale di rivestimento viene classificato in base a tre caratteristiche.
Speaker A
Il primo è il numero di strati cellulari, avremo quindi epiteli semplici,
Speaker A
con un solo strato di cellule, come nell'intestino.
Speaker A
Gli epiteli stratificati, con due o più strati,
Speaker A
li troviamo invece in mucose particolarmente soggette a danneggiamenti, a usura, come la mucosa della bocca e dell'esofago.
Speaker A
Gli epiteli pseudostratificati sono formati da un solo strato, ma le cellule hanno forme talmente irregolari da far sembrare il tessuto stratificato al microscopio.
Speaker A
Tutte le le cellule sono ancorate alla lamina basale, ma non tutte raggiungono la superficie.
Speaker A
Troviamo questo epitelio nelle vie aeree e nell'apparato genitale maschile.
Speaker A
L'epitelio di transizione è formato da strati con cellule di forme diverse ed è tipico di quelle pareti che necessitano una particolare estensibilità, come quelli quelle delle vie urinarie.
Speaker A
E ne approfondiremo le caratteristiche quando affronteremo l'anatomia dell'apparato urogenitale.
Speaker A
Un'altra caratteristica è la forma delle cellule, che può dare all'epitelio il nome di pavimentoso, quindi cellule appiattite, sottili, ideali per regolare la filtrazione e la diffusione, come accade nelle capsule di Bowman del rene.
Speaker A
O oppure ancora negli alveoli polmonari.
Speaker A
L'epitelio cubico, che vi ho già disegnato mentre parlavo della classificazione per numero di strati cellulari,
Speaker A
oppure ancora l'epitelio può essere di tipo cilindrico.
Speaker A
Ultima caratteristica è la presenza di specializzazioni.
Speaker A
Le ciglia sono estensioni del citoscheletro all'esterno della membrana cellulare e sono tipiche degli epiteli che devono muovere sostanze all'interno della cavità che rivestono,
Speaker A
come il muco delle vie respiratorie, che appunto è un epitelio cilindrico pseudostratificato ciliato.
Speaker A
Altre specializzazioni possono essere i microvilli,
Speaker A
ovvero delle estroflessioni digitiformi della membrana cellulare.
Speaker A
Questi sono tipici di epiteli che devono assorbire sostanze, come quello dell'intestino tenue,
Speaker A
che vi disegno qui, si tratta di un epitelio cilindrico semplice con microvilli.
Speaker A
Queste sono le caratteristiche che vengono elencate quando si descrive un epitelio di rivestimento.
Speaker A
Il numero di strati, la forma delle cellule ed eventuali specializzazioni cellulari.
Speaker A
Il tessuto epitelio ghiandolare va a costituire le ghiandole del nostro corpo,
Speaker A
che vengono classificate in base alla destinazione del loro secreto.
Speaker A
Quelle endocrine lo riversano nel sangue attraverso i capillari che le circondano o nel liquido interstiziale.
Speaker A
E il secreto viene chiamato ormone.
Speaker A
Descriverò nel dettaglio questo tipo di tessuto quando parlerò di anatomia del sistema endocrino.
Speaker A
Le ghiandole esocrine, al contrario, riversano il loro secreto all'esterno del corpo o in cavità che comunicano con l'esterno, nel lume di organi cavi.
Speaker A
In questo gruppo rientrano le cellule caliciformi, ovvero delle cellule con questa particolare forma a calice,
Speaker A
che possono presentare sulla loro porzione apicale dei microvilli per aumentare la superficie secernente.
Speaker A
Queste cellule producono e accumulano il secreto all'interno di vescicole che poi libereranno per esocitosi.
Speaker A
Oltre a queste, abbiamo le ghiandole esocrine propriamente dette.
Speaker A
Sono pluricellulari, a differenza delle cellule caliciformi, che sono ghiandole unicellulari.
Speaker A
Si tratta di invaginazioni dell'epitelio che formano una porzione escrettrice,
Speaker A
chiamata dotto escretore, e una porzione secernente, chiamata adenomero.
Speaker A
Tra la lamina basale e le cellule dell'adenomero possono essere presenti delle cellule mioepiteliali.
Speaker A
Sono cellule in grado di contrarsi per spremere letteralmente la ghiandola e favorire la fuoriuscita del secreto.
Speaker A
Le ghiandole esocrine si classificano in base ad alcuni fattori, tra cui la forma dell'adenomero,
Speaker A
che può essere tubulare, quindi una semplice invaginazione dell'epitelio.
Speaker A
Può essere acinoso, quando l'adenomero è particolarmente voluminoso, ma il dotto ha dimensione costante per tutta la sua lunghezza.
Speaker A
Può essere alveolare, quando è il dotto ad allargarsi a livello dell'adenomero.
Speaker A
E può essere glomerulare, come le ghiandole sudoripare, fondamentalmente un tubulo che si avvolge su se stesso.
Speaker A
La struttura del dotto ci permette di distinguere tra ghiandole semplici, quando è presente un solo dotto e un solo adenomero,
Speaker A
come in tutti gli esempi che vi ho disegnato fino ad ora.
Speaker A
Può essere ramificata, quando un solo dotto collega più adenomeri.
Speaker A
E può essere composta, quando il dotto è ramificato, quindi sono presenti più dotti e più adenomeri.
Speaker A
Il tipo di secreto è un altro fattore da tenere in considerazione.
Speaker A
Abbiamo ghiandole sierose, che secernono un liquido proteico.
Speaker A
Ghiandole mucose, che secernono un liquido viscoso, mucopolisaccaridico o proteoglicanico.
Speaker A
Oppure ancora possiamo avere delle ghiandole con un secreto misto, sieroso e mucoso.
Speaker A
L'ultimo fattore da tenere in considerazione è la modalità di secrezione.
Speaker A
Le ghiandole eccrine secernono senza accumulare il secreto.
Speaker A
Per esocitosi o per mezzo di pompe proteiche poste sulla membrana della cellula.
Speaker A
Non appena il secreto viene prodotto, viene portato nell'ambiente esterno.
Speaker A
Le ghiandole merocrine, al contrario, accumulano il secreto all'interno di vescicole nel citoplasma.
Speaker A
E quando necessario, liberano il loro contenuto per esocitosi fuori dalla cellula.
Speaker A
Le ghiandole apocrine si comportano in modo simile, ma questa volta la cellula sacrifica tutta la sua porzione apicale,
Speaker A
che per gemmazione si stacca per poi liberare il proprio contenuto all'esterno.
Speaker A
Nelle ghiandole olocrine, invece, viene sacrificata l'intera cellula.
Speaker A
Infatti, il secreto viene liberato dopo apoptosi, ovvero dopo morte della cellula che ha prodotto il secreto stesso.
Speaker A
Queste, quindi, sono le caratteristiche dell'epitelio ghiandolare esocrino.
Speaker A
La forma degli adenomeri, la struttura del dotto, la natura del secreto e le modalità di secrezione.
Speaker A
All'inizio della lezione vi ho parlato delle giunzioni cellulari.
Speaker A
Strutture molto importanti per il tessuto epiteliale, che ora andremo ad approfondire.
Speaker A
Le cellule dell'epitelio sono fittamente stipate e adese tra di loro,
Speaker A
grazie alla presenza di tre tipologie di giunzioni cellulari.
Speaker A
Le giunzioni occludenti, che si trovano sul perimetro apicale della cellula,
Speaker A
e sono formate da particolari proteine che letteralmente trapuntano le membrane di cellule adiacenti,
Speaker A
azzerando lo spazio interstiziale, rendendolo quindi praticamente impermeabile.
Speaker A
Un altro tipo di giunzione sono i desmosomi, costituiti sempre da proteine che legano i citoscheletri di due cellule adiacenti.
Speaker A
E gli emidesmosomi, che legano il citoscheletro della cellula alla lamina basale.
Speaker A
Come conseguenza di queste giunzioni, che vengono chiamate aderenti,
Speaker A
qualsiasi forza che venga applicata sul tessuto viene scomposta in più direttrici e assorbita dal tessuto stesso,
Speaker A
assorbita da da queste cellule.
Speaker A
L'ultimo tipo di giunzione è quella comunicante, che permette a ioni e a molecole a basso peso molecolare
Speaker A
di spostarsi facilmente da una cellula all'altra.











