Tutorial OSINT con Maltego su Kali Linux per mappare un'azienda in 15 minuti usando dati pubblici e Hacker One.
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Key Takeaways
- L'OSINT permette di raccogliere informazioni dettagliate su un'azienda usando solo fonti pubbliche.
- Hacker One offre un ambiente legale per testare e mappare infrastrutture aziendali tramite bug bounty.
- Maltego è uno strumento potente per correlare dati e visualizzare relazioni tra domini, sottodomini e indirizzi IP.
- L'aggiornamento costante degli strumenti e la configurazione adeguata sono fondamentali per un'analisi efficace.
- La mappatura di infrastrutture aziendali può essere fatta rapidamente e senza violare la legge usando OSINT.
What the video covers
- Introduzione al concetto di tracce digitali e all'importanza dell'OSINT per analizzare infrastrutture e identità.
- Uso di Kali Linux come ambiente di lavoro e necessità di aggiornare i pacchetti prima di iniziare.
- Spiegazione dell'etica nell'OSINT e scelta di Hacker One come target legale per la ricognizione.
- Installazione e utilizzo di Sablister per la ricognizione passiva e l'enumerazione dei sottodomini.
- Importanza di identificare sottodomini per ampliare la superficie di attacco e la raccolta dati.
- Installazione e configurazione di Maltego, con consigli su account e risorse hardware necessarie.
- Creazione di un grafo in Maltego partendo dal dominio principale e inserimento di sottodomini selezionati.
- Uso della funzione di resolution per convertire nomi DNS in indirizzi IP reali, collegando dati logici a infrastrutture fisiche.
- Estrazione di ulteriori informazioni come indirizzi email e siti web collegati tramite trasformazioni di Maltego.
- Riorganizzazione del grafo e conclusione sull'efficacia dell'OSINT per mappare infrastrutture aziendali senza violare sistemi.
Chapters
- 00:00Introduzione all'OSINT e concetti base
- 01:37Aggiornamento di Kali Linux e motivazioni dell'indagine
- 02:54Scelta di Hacker One come target etico
- 03:57Installazione e uso di Sablister per enumerazione sottodomini
- 04:39Preparazione e login su Maltego
- 07:15Configurazione e risorse necessarie per Maltego
- 08:20Creazione del grafo e inserimento dei sottodomini
- 10:26Risoluzione DNS e associazione IP
- 13:05Estrazione di email e siti collegati
- 15:58Riorganizzazione grafica e conclusione sull'OSINT
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Speaker A
Ogni foto che carichi, ogni dominio che registri, ogni check lascia una sc digitale. La maggior parte delle persone vede solo pixel. Un analista OSINT vede coordinate, infrastrutture, [musica] e identità.
Speaker A
Oggi ragazzi non giochiamo con i soliti tool, entriamo nel cuore della cyber intelligence. Useremo Maltego sul nostro mitico Kali per mappare l'infrastruttura di un colosso da milioni di dollari su Hacker One.
Speaker A
Quindi, se pensavi che la tua privacy fosse al sicuro dietro uno schermo, preparati a cambiare idea.
Speaker A
Benvenuti nel lato profondo dell'informazione. E tu, Gino, benvenuto nel mondo dell'OSINT applicato. [musica]
Speaker A
Bene ragazzi, come vi dico sempre, mi raccomando, ogni qualvolta aprite Kali dovete sempre aggiornare i pacchetti perché Gino Kali sforna aggiornamenti ogni giorno, quindi dal nostro bel terminale
Speaker A
lanciamo un bel sudo apt update, esattamente, vediamo quali pacchetti sono da aggiornare e poi andiamo con un bel sudo apt upgrade.
Speaker A
Bene ragazzi, e mentre li aggiorna vi spiego perché andiamo a fare OSINT direttamente su Hacker One. Perché stiamo usando proprio Hacker One per questa nostra indagine? Semplice, per l'etica, perché ancora non ho una community che mi dice esattamente cosa
Speaker A
ricercare. No, bugia. Hacker One è la piattaforma leader mondiale per il Bug Bounty. Aziende quindi come Google o anche militari americani invitano ufficialmente gli hacker etici a testare i loro sistemi.
Speaker A
Quindi usare i loro domini significa operare in un perimetro
Speaker A
di safe harbor. Tecnicamente abbiamo il permesso esplicito di fare ricognizione. Fare OSINT casuali è illegale. Farlo invece su Hacker One è cyber intelligence professionale. Dal nostro terminale la prima cosa che dobbiamo andare a fare è scaricare e installare
Speaker A
Sablister. Sablister è un tool di ricognizione passiva scritto in Python che aggrega i risultati di molti motori di ricerca, inclusi motori di scansione come VirusTotal e Passive DNS, senza inviare quindi ogni singolo pacchetto, ricordiamo, al server target. Questo
Speaker A
quindi lo rende completamente invisibile. Diamo un invio. Una volta installato dobbiamo lanciare il comando con su sablister - automatic.com.
Speaker A
Bene, fermiamoci un attimo. Stiamo parlando di Hacker One, quindi sappiamo che il dominio di Hacker One è automatic.com.
Speaker A
Diamo un invio. Lui inizierà la sua scansione, la sua ricognizione passiva. E in questo caso abbiamo fatto l'enumerazione dei sottodomini. Perché questa è importante, ragazzi? Perché spesso le aziende proteggono il loro sito principale, ma dimenticano server di test come
Speaker A
dev.automatic.com. Quindi, sostanzialmente, più sottodomini troviamo, più la superficie di attacco si allarga. Ogni sottodominio è una potenziale porta d'ingresso per un'indagine OSINT o un test di penetrazione.
Speaker A
Bene ragazzi, guardate qui, abbiamo trovato un bel po' di sottodomini. Alcuni puntano al server
Speaker A
cloud, altri invece a infrastrutture interne. Vedete questi indirizzi, ragazzi? Non faremo altro che usarli come, diciamo, mattoni per costruire un nostro bel grafico su un altro tool molto importante per la ricerca OSINT.
Speaker A
Il tool in questione sarà Maltego. Dalla nostra dashboard andiamo direttamente sulla barra di ricerca e ci scriviamo Maltego. Inseriamo la nostra password.
Speaker A
Una volta finita l'installazione, sempre dal nostro terminale, ci scriviamo Maltego. Dopodiché,
Speaker A
regà ci chiederà i login su Maltego perché noi abbiamo scelto il Maltego ID, che questo ve lo consiglio.
Speaker A
Per chi non ha account Maltego bisogna andare nel browser, ci rimanda automaticamente al nostro browser, possiamo tranquillamente loggarci in SSO, quindi con un single sign-on, oppure creare un account separato dalla nostra mail che magari usiamo normalmente.
Speaker A
Una volta fatto il login su Maltego, dobbiamo
Speaker A
fare next, dopodiché ci chiederà di configurare le transform. Al momento lasciamo comunque quelle di default, non andremo a caricare delle transform da un server locale perché poi la installeremo più tardi con Social Links. Sempre next.
Speaker A
Bene ragazzi, una
Speaker A
volta terminati gli step, altro dalla voce ready cliccare su finish e lasciare su open a blank. Verrà creata un'istanza qua. Ovviamente ci dice che Maltego ha bisogno di almeno 8 GB di RAM perché, regà, Maltego è un programma molto
Speaker A
grosso, quindi se in un futuro userete Maltego, le VM di default vanno lasciate a 2 GB di RAM. E ricordate che se dovete usare Maltego, ragazzi, impostate almeno un 8 GB di RAM. Diamo un OK, siamo arrivati al punto che ci
Speaker A
dice "Vuoi fare il tour di Maltego?" Bene, io ragazzi vi consiglio di magari andarlo a vedere questo tool perché vi fa esplorare tutti i sottodomini che ci sono all'interno di Maltego. Arriva di qui, non è Paint di
Speaker A
Windows. La prima cosa che faremo è andare in New e fare New graph. Stiamo attivando in gergo la community edition.
Speaker A
Che cos'è? [musica] È il cuore pulsante dell'analisi dei dati. Maltego quindi non scarica file sul PC, ma interroga dei server transformatori che estraggono informazioni da database pubblici in tempo reale. Cosa molto fondamentale, impariamo ad utilizzare la
Speaker A
barra di ricerca. Quindi dalla barra di ricerca che cosa andremo a fare? Andremo a scrivere il dominio. Dopodiché ci troviamo questo bel mappamondo, basso sinistro del mouse e lo trasciniamo al centro di Maltego. Da qui partirà la nostra ragnatela. Iniziamo a definire,
Speaker A
regà in gergo tecnico il nostro seed entity, ovvero il punto di partenza della nostra indagine. Quindi il dominio principale che sappiamo essere automatic.com.
Speaker A
Bene, al posto della scritta maltego.com, al centro del nostro grafico ci andremo a scrivere automatic.com. Una volta scritto automatic.com, dal nostro tool, che ce l'abbiamo aperto qui, sappiamo o meglio abbiamo trovato 17 sottodomini.
Speaker A
Bene, è inutile inserirli tutti questi 17 sottodomini perché veramente diventerebbe un caos allucinante. Quindi ne andremo a prendere tre o quattro più importanti. Di conseguenza, ragazzi, andremo a prendere agenis.automatic.com, tsautomatic.com e il trck.automatic.com.
Speaker A
Dal nostro DNS name, lo trasciniamo, lo mettiamo qui giù e ci scriviamo all'interno per questi tre DNS name esattamente i tre sottodomini che abbiamo detto. Bene, una volta scritti i nostri tre sottodomini, non faremo altro che sempre col tasto sinistro del mouse
Speaker A
cliccare sul dominio principale, quindi automatic.com, e trascinare una bella freccia verso i nostri tre sottodomini.
Speaker A
Ci chiederà di scrivere le proprietà. In questo caso noi ci andremo a scrivere esattamente nella parte label che cosa sono questi DNS name e noi diciamo che sono sottodomini. Diamo un OK. Nella freccetta ci sarà il
Speaker A
sottodominio. Ripetiamo per gli altri due. Una volta creato questo piccolo grafico, non dobbiamo fare altro che selezionare il nostro sottodominio, quindi quello che [musica] noi siamo andati a trascinare col DNS name e passare alla fase chiamata resolution.
Speaker A
Chiediamo a Maltego di interrogare i server DNS per risolvere questo nome in un indirizzo IP reale. Quindi questo ci sposta tecnicamente dal livello logico dei nomi a quello fisico della rete.
Speaker A
Tasto destro su un sottodominio e andremo a ricercare la voce domain name system DNS. La apriamo [musica] e ci troveremo to IP address. Quindi convertiremo il nostro sottodominio in un IP. Diamo un invio.
Speaker A
Lui farà tutto in tempo reale e come ben vedete ci ha trovato due indirizzi IP.
Speaker A
Non stiamo facendo altro che fare un DNS for resolution. In termini semplici interroghiamo i server DNS per risolvere il nome logico del sottodominio agenis.automatic.com.
Speaker A
automatic.com. Questo, regà, è l'anello di congiunzione che ci permette di passare da un'astrazione software, dal nostro Maltego, a un'infrastruttura hardware reale sparsa da qualche parte per il mondo. Di conseguenza, andremo a farlo negli altri due sottodomini. Su questi tre sottodomini tutti e tre girano sotto
Speaker A
questi due indirizzi IP. Bene regà, ora focalizziamoci un attimo su questo grafico. Le nostre linee convergono sullo stesso indirizzo IP. Significa che l'azienda, in...
Speaker A
Un bel tasto destro, ci lanceremo il web, il website mentioning domain. Diamo un invio, clicchiamo run, lui farà la sua analisi e ci splitterà esattamente tutto ciò che parla di automatic.com.
Speaker A
è sempre dal nostro dominio. Facciamo un tasto destro e ci andremo a lanciare il Qmail@domain search engine. Diamo un invio. Cliccando run dopo un'attenta analisi ci ha trovato tre indirizzi mail. Bene, questi tre indirizzi mail che cosa sono?
Speaker A
L'[email protected], probabilmente, ora lo andremo a scoprire ehm spesso viene usato per i test di login o un placeholder per i dipendenti. Mentre invece la seconda mail di affiliazione, qui gira la grana. Chi gestisce le affiliazioni ha contatti con migliaia di
Speaker A
partner [musica] esterni. Già da questo, ragazzi, è un target perfetto per il fishing. Se decidete di fare un attacco fishing ad Aker One, non lo fate perché saranno cavoli vostri. Mentre invece il DMCA, questo non è altro che il team
Speaker A
legale di Aker One, quindi gestiscono le violazioni di copyright. Quindi, ragaz, non faremo altro che andare su ehm la mail di affiliazione, tasto destro, ci clicchiamo direttamente su search web, chiamo run. Dopo la sua analisi, lui a grafico ci mostrerà esattamente
Speaker A
tutti i siti web che sono collegati all'interno della mail di affiliazione. Una volta selezionate tutte le tutti i nostri siti web, facciamo tasto destro e ci scriviamo entità e troviamo la voce Strich Documents. Bene, diamo un invio.
Speaker A
Lui farà la sua analisi, ci metterà un po' perché abbiamo selezionato effettivamente tante eh tante stringhe e come potete vedere ci sta dando tanti grafici. La mia CPU si sta saturando perché Maltego sta lavorando in maniera pesante. Ovviamente
Speaker A
ci dobbiamo focalizzare, essendo comunque un'azienda grossa, ci focalizziamo su LinkedIn e come potete vedere abbiamo alcuni documenti dove sicuramente all'interno troveremo anche i nomi di chi lavora all'interno di Hacker One e non solamente loro. Tuttavia possiamo dire che abbiamo ottenuto una mappa completa
Speaker A
degli asset digitali, quindi email operative, domini legali, punti di contatto. E questa, vero Gino? Possiamo chiamarla una superficie di attacco che un analista usa per iniziare un'operazione di penetration testing o meglio ancora, per accimolare bei soldi di Bug Bounty.
Speaker A
Bene ragazz, ora dato che questa schermata comunque mh è un po' disordinata, Maltego ci mette a disposizione nella sezione layout, quindi qui esattamente la riorganizzazione di tutto il diagramma.
Speaker A
Per fare questo, per farlo in modo, quindi bello sistemato, non faremo altro che andare a cliccare set layout mode to organic. E con questo comando, Regas, dato che il nostro grafico prima era diventato leggermente sfalsato, eh abbiamo usato una scorciatoia bella
Speaker A
rapida per rimettere in ordine tutto quanto e con un semplice comando abbiamo chiesto a Maltego di bilanciare tutti i nudi. Guardate bene le relazioni tra i server di automatic, le mail che abbiamo estratto diventano subito chiare e professionali. Bene, Regats, molte
Speaker A
persone pensano che los introvare di qualcuno oppure il nome su un social network. La vera intelligence è proprio quello che abbiamo fatto noi.
Speaker A
Siamo partiti da un semplice URL e senza violare alcun sistema abbiamo ricostruito l'infrastruttura tecnologica e la rete professionale di un'intera azienda, una delle più grosse aziende a livello mondiale. Questo è il potere dell'ossint. Usare fonti aperte e strumenti di correlazione come Maltego
Speaker A
per trasformare dati sparsi in intelligence operativa. Abbiamo una mappa completa che va dai server ai dipendenti. Se vi è piaciuto il video, lasciate un like, iscrivetevi al canale e come diciamo sempre resta etico, resta sicuro e resta invisibile. Ja.
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