Intervista a Roberto Baggio su carriera, Pallone d'Oro, errori, buddismo e resilienza nel calcio.
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Key Takeaways
- La passione e la speranza sono fondamentali per superare le difficoltà nella vita e nello sport.
- Anche i grandi campioni sono umani e possono affrontare momenti di grande dolore e fallimento.
- Il buddismo ha aiutato Baggio a trasformare la sofferenza in forza interiore.
- Il riconoscimento come il Pallone d'Oro è stato una grande sorpresa e un momento chiave nella sua carriera.
- Il sogno di vincere il Mondiale era il motore principale della sua carriera, non il successo personale.
What the video covers
- Roberto Baggio riflette sul suo status di icona mondiale del calcio e sul perché è così amato.
- Racconta l'emozione e la sorpresa nel ricevere il Pallone d'Oro nel 1993.
- Condivide il sogno d'infanzia di vincere una finale mondiale contro il Brasile.
- Parla dell'errore decisivo al rigore nel Mondiale del 1994 e del peso emotivo che ha portato.
- Spiega come la passione per il calcio ha guidato la sua vita sin da bambino.
- Descrive il ruolo fondamentale della speranza e del buddismo nel superare momenti difficili e infortuni.
- Sottolinea come il buddismo gli abbia permesso di trasformare la sofferenza in energia vitale.
- Racconta l'importanza di mantenere la testa alta e di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà.
- Condivide aneddoti personali e riflessioni sulla sua carriera e vita dopo il calcio.
- Offre una visione umana e autentica di un campione spesso idealizzato.
Chapters
- 00:00Introduzione e status di icona del calcio
- 02:26Il Pallone d'Oro e le emozioni del riconoscimento
- 04:43La passione per il calcio e i sogni d'infanzia
- 07:05Il rigore sbagliato al Mondiale '94 e il peso emotivo
- 08:51La resilienza e il ruolo della speranza nella vita
- 11:00L'incontro con il buddismo e la trasformazione della sofferenza
- 13:00Applicazione del buddismo nella vita quotidiana
- 18:15Riflessioni personali e conclusioni sulla carriera
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Speaker A
[musica] Roberto Baggio, 59 anni, ex calciatore e icona del calcio mondiale. Io vorrei partire proprio da questo: icona del calcio mondiale. Io sono nato nel 1993, quindi lei aveva iniziato l'ultimo periodo della sua carriera. L'ho visto [musica] giocare soltanto nella parte
Speaker A
finale con il Brescia. Eppure, se mi dovessero chiedere oggi il giocatore più forte di tutti i tempi italiani, direi probabilmente proprio Roberto Baggio e così tutta la mia generazione. La mia domanda è: per quale motivo secondo lei è
Speaker A
[musica] diventato così importante? Soltanto per quello che faceva sul campo o c'è dell'altro? È difficile rispondere a questa domanda perché, eh, chiaramente erano gli anni forse migliori della mia carriera. Eh, il '93, appunto, è stato un anno particolare per me perché ho vinto
Speaker A
il Pallone d'Oro, sono stato considerato il miglior giocatore del mondo ed era veramente un periodo molto, molto positivo della mia vita. Poi altri motivi, eh, questo è difficile per me, eh, dire o pensare perché mi sono sempre
Speaker A
considerato una persona comune, normale come tutti e non mi sono mai sentito, insomma, differente da questo.
Speaker A
Ha nominato il Pallone d'Oro, lo vinceva proprio nel '93. Cosa si ricorda del Pallone d'Oro? Cioè, come le è stato comunicato? Oggi credo ci sia proprio una cerimonia in [musica] cui viene consegnato, al tempo era allo stesso
Speaker A
modo. Che emozioni ha provato? Ma un po', un po' di sorpresa perché comunque, eh, mi ricordo che era Coverciano perché stavamo facendo uno stage con la nazionale ed era poco più della metà, forse, di dicembre, per cui
Speaker A
giorni proprio vicini al Natale. Mi viene comunicato che c'era, insomma, c'era la possibilità che io fossi stato scelto come il vincitore di questo incredibile riconoscimento, per cui la sorpresa e poi veramente una grande gioia, insomma, perché un po'
Speaker A
inaspettato, chiaramente, e poi perché comunque era un riconoscimento importantissimo.
Speaker A
Ma lo ha sempre sognato sin da quando era bambino, cioè lei da quando ha iniziato a dare i primi calci al pallone quali erano i suoi sogni? No, io devo
Speaker A
dirti la verità, io non avevo mai pensato al Pallone d'Oro, nel senso che, ehm, avevo sempre pensato che sarebbe [musica] stato un trofeo, eh, dato per merito, ovviamente, perché avevi fatto qualcosa di importante per la squadra, no? Anche se era [musica] un
Speaker A
riconoscimento personale, però credo che andava a coprire tutto il resto. Eh no, io sono cresciuto con il sogno da bambino di una finale del mondiale col Brasile.
Speaker A
È una cosa che, insomma, ho cercato di capire più volte anche coi miei, coi miei genitori, perché tutto nasce veramente da piccolissimo e io non ho ricordo nitido di perché questo obiettivo mi abbia accompagnato da piccolissimo e mi abbia portato,
Speaker A
insomma, mi abbia accompagnato per tutta la vita. Ecco, prima di andare al Brasile, ehm, quando ha capito nella sua carriera, nella sua vita, che il calcio sarebbe stata appunto la sua vita, che avrebbe avuto un talento
Speaker A
particolare per questo sport? No, guarda, il discorso del talento no. Ehm, perché comunque sentivo i discorsi degli altri, ma io sinceramente non mi vedevo. Non so come dire, io avevo questa passione smisurata e incontrollabile. Vivevo solo per il
Speaker A
calcio, nel senso che era l'unica cosa che consideravo importante nella vita e ovviamente mi ha accompagnato in tutta la mia gioventù.
Speaker A
Poi è normale, con il tempo cresci, cambiano anche i modi di vedere, però, eh, riesci magari a gestire meglio questa passione, però è qualcosa che è anche difficile da spiegare che ti smuove dentro mattina, mezzogiorno e sera.
Speaker A
Certo. Ecco, ha nominato prima il Brasile, è un argomento, insomma, super chiacchierato, il famoso [musica] mondiale del '94 con il rigore. Io ho una visione mia personale che stavo sviluppando stamattina mentre ero in macchina che venivo qua. Ma secondo lei
Speaker A
quel errore dal dischetto non l'ha resa ancora più eroico nel senso di un eroe umano fallibile? No, io guarda, avrei rinunciato tutto il resto per vincere quel mondiale perché, eh, io mi sentivo di rappresentare l'Italia in quel momento, no? E
Speaker A
era un obiettivo che, come ti ho detto prima, rincorrevo da quando ero piccolissimo. Eh, mi ricordo tantissime notti che andavo a dormire e che l'ultimo pensiero che avevo prima di addormentarmi era di come vincere il mondiale, no? Mi sognavo di
Speaker A
fare gol, che ne so, in rovesciata, piuttosto che di regalare questo sogno a tanti tifosi italiani, no?
Speaker A
E però l'unico, l'unico finale che non avevo mai pensato è poi stato quello che è successo nella realtà e questo è ovviamente una cosa [musica] che non potrò mai dimenticare, insomma, anche perché sono arrivato veramente, ho visto lo
Speaker A
striscione del traguardo e però non sono riuscito a passare di là ed è, ed è insomma... Ma come ho detto milioni di volte, la l'amarezza più grande della mia carriera di calciatore, quello sì, è vero. Quello che intendevo
Speaker A
è che secondo me vista da fuori quell'errore l'ha resa ancora più iconica. Questo poi, per carità, no, capisco la sua visione, non lo so, non lo so, però per me è stata veramente una tragedia personale incredibile.
Speaker A
Avrei preferito, eh, regalare quella gioia alla gente che invece portarmi dietro quel peso di quell'errore per una vita, insomma, perché lo sto portando ancora dentro.
Speaker A
Pensa che però ha levato un peso a tutti i rigoristi, perché oggi se un rigorista sbaglia un rigore potresti anche dire: "Beh, ha sbagliato pure Baggio."
Speaker A
Sì, sì. Vabbè, ma comunque oggi è più facile perché molte partite finiscono, perché ce ne sono tante, tante in più, magari i calci di rigori, purtroppo uno deve sbagliare, non c'è, non si scappa da lì.
Speaker A
Certo, cioè i rigori vanno tirati e c'è qualcuno che lo deve sbagliare. Eh, assolutamente. [musica] Come si è rialzato da quel periodo? E con questa domanda vorrei capire [musica] qual è il suo modo di rialzarsi, perché non è stato l'unico
Speaker A
momento buio della sua carriera, ci sono stati gli infortuni. Qual [musica] è stato il suo segreto per riuscire sempre a rialzarsi e a mantenere sempre la testa alta?
Speaker A
Guarda, eh, mia mamma mi diceva sempre da piccolo: abbi speranza, continua a vivere con speranza, guarda avanti e non fermarti. Ed è quello che poi alla fine mi sono ritrovato anche, eh, nel buddismo, cioè la vita deve essere accompagnata
Speaker A
[musica] assolutamente dalla speranza, altrimenti non vediamo luci in nessuna cosa che dobbiamo affrontare.
Speaker A
Dobbiamo farla parte della nostra vita e quello credo che sia stato il motivo che poi ti porta a tirare fuori da [musica] te stesso delle qualità che pensi di non avere.
Speaker A
Qual è stato il dettaglio che l'ha fatto avvicinare al buddismo? Proprio questo aspetto qui del avere sempre una speranza? Io avevo questa speranza, [musica] mi mancava forse il mezzo proprio per arrivare a capire che tutto dipendeva da
Speaker A
me e il buddismo mi ha, mi ha aperto questa porta e da lì ovviamente è cambiata la [musica] la mia vita. Ho usato la sofferenza per trasformarla, l'ho creato valore in quello che stavo subendo e ho trasformato la mia vita.
Speaker A
Però tutto questo accompagnato ovviamente da questa speranza che è veramente qualcosa di meraviglioso, di incredibile.
Speaker A
Quindi la capacità di trasformare la sofferenza in energia vitale per alimentare le passioni è tutto lì, perché noi purtroppo quando subiamo delle sofferenze, subiamo delle difficoltà, no? Eh, siamo portati a pensare che non ne usciremo mai o che comunque l'ostacolo è
Speaker A
troppo pesante, è troppo grande, ma quello è un limite della nostra mente. Invece il buddismo, praticandolo quotidianamente, eh, mi ha pulito la mente da questo, no?
Speaker A
Mi ha detto: "No, tu hai la capacità per cambiare questa situazione e nel momento in cui ti riesci a fare scattare questa cosa nella tua testa, vedi la speranza, vedi che ce la puoi fare." Poi dipende
Speaker A
tutto da te, ovviamente, da mettere tutto quello che serve per arrivare a superare quel momento difficile. E secondo...
Speaker A
Era praticamente Io ho iniziato a praticare il primo gennaio dell'8. Sì. No, eraissima. Cioè io eh mi ricordo che avevo iniziato a praticare e non l'avevo ancora detto ai miei. La prima volta che tornai a casa, che giocavo la
Speaker A
Fiorentina, eh, presi mia mio padre e mia madre, gli dissi, "Guarda, guardate, sto sto iniziando questo percorso che mi mi dà una gioia incredibile, non so spiegarmela, eh, e ovviamente iniziai [musica] a raccontare cosa quel poco che avevo capito, no?
Speaker A
E mia mamma disse: "Chiamiamo l'ambulanza che sta male ce lo siamo giocato". Sì, sì, [musica] abbiamo perso. Per dire erano altri anni, ovviamente non c'era l'apertura che c'è oggi. La gente oggi magari ascolta di più. Una volta, insomma, eravamo tutti inquadrati ed era
Speaker A
difficile uscire da certi schemi, no? Però insomma poi penso che la la cosa fondamentale importante è proprio sperimentare nella propria vita cosa cosa può cosa può darti, no, il buddismo.
Speaker A
Certo. Ecco, a proposito di questa aspetto di uscire dagli schemi, lei nella sua vita, la mia percezione è quella che è sempre riuscito a seguire la sua via, quella che lei ha tracciato per se stesso, senza farsi influenzare
Speaker A
troppo. Forse è stato proprio questo quello che l'ha resa ancora di più amato dal dal pubblico, secondo lei.
Speaker A
Ma io ho sempre cercato di essere coerente con me stesso. Poi è chiaro che eh non è così così semplice perché a volte magari ci sono delle [musica] strade più più veloci, più semplici, più rapide che non ti portano magari a
Speaker A
doverti sempre, no, chiedere perché devo fare una cosa che un'altra. Però credo che dipenda anche da dal mio modo di essere. Io sono sono così, non non sono mai cambiato quando avevo 18 anni, non sono cambiato a 30, non cambio
Speaker A
adesso. Cioè, ehm, sono fatto la mia maniera giusta, sbagliata che sia, per carità, perché non ho la presunzione di dire che quello che che sono è qualcosa di chissà cosa, però la coerenza è importante, insomma, cercare di di avere
Speaker A
una linea di condotta che che ti possa insomma eh rendere felice anche per per quello che fai, no, in tutto prima eh ha accennato a sua madre che quando le ha parlato del buddismo le dava un po' del matto. Ma la sua
Speaker A
famiglia come è stata con lei? L'ha sempre appoggiata nel suo percorso? Ora, a parte questo episodio, però dico stata famiglia presente.
Speaker A
Io provengo da una famiglia che era numerosa, eravamo otto fratelli, più mio padre e mia madre e chiaramente, cioè tutti erano felici, insomma, di quello che io che io facevo, perché già da picco, come ho detto prima, io mangiavo quel pallone sotto il
Speaker A
braccio oppure me lo mettevo eh sotto la maglietta. dormivo col pallone sul comodino, cioè non era sti livelli qua, capito? per quelli un po' forse mi compativano, provavano con passione nei miei confronti perché ero messo così, però no, a parte gli scherzi, non mi hanno
Speaker A
sempre mi hanno sempre appoggiato, insomma, mi hanno sempre aiutato. E oggi sta riportando questo atteggiamento anche nei confronti dei suoi figli, cioè crede di tramandare poi nei suoi figli questo modo, questo approccio?
Speaker A
Allora, [musica] è normale, sono cambiati i tempi, no? Cioè, stiamo parlando comunque di decenni fa. Io l'unica cosa che insieme a mia [musica] moglie che cerchiamo di di insegnare i nostri figli è quelle che abbiano un rispetto per gli altri, che
Speaker A
abbano una buona educazione, che sappiano stare con la gente e che possono essere anche bravi ascoltatori degli altri. Perché spesso non ascoltiamo noi stessi, ma ascoltiamo poco gli altri.
Speaker A
Certo. Tornando un attimo sul calcio, eh continua a seguire il calcio o comunque in generale lo sport, cioè è una passione che continua Sì, sì, magari lo vedo ovviamente per TV, per YouTube, così mi scelgo cosa vedere. Mi piace molto il basket
Speaker A
americano, il football americano, eh, per cui seguo un po' tutti i campionati. Quando ci sono ovviamente gli highlights che durano 3 minuti e mezzo, passo la sera magari a guardarmi tantissimi tantissimi di questi highlights e e mi tengo informato, diciamo.
Speaker A
E per quanto riguarda invece il calcio giocato, cioè è ricapitato di No, l'ultima partita che ho fatto è stata a Roma, era stata organizzata da Papa Francesco, era una partita interreligiosa, eh. e mi ero allenato 3 mesi per poter
Speaker A
fare un tempo e poi l'ultimo giorno che mi sono allenato, che era di venerdì a Bologna, eh giocavamo il lunedì sera, eh mi sono eh fatto male, mi sono strappato un polpaccio e e lì so sono andato comunque alla
Speaker A
partita e però lì ho capito che cioè io purtroppo questo karma che devo sempre pagare qualcosa, non c'è niente da fare. Era una ci andavo con entusiasmo anche di anche perché, insomma, era importante, ci tenevo, no?
Speaker A
Eh, c'erano un sacco di di ex giocatori, era un evento importante, però anche lì [musica] sempre questa, cioè la storia che si questa lotta, sempre la stessa storia.
Speaker A
Io mi devo fare male, non c'è niente da fare. Ma un po' dipende anche dal fatto che quando lei è stato operato, cioè eravamo in altri tempi, quindi comunque le ripercussioni.
Speaker A
Sì, questa cosa, questa operazione qua, purtroppo che ha subito a 18 anni mi ha mi ha condizionato tutta la carriera.
Speaker A
Eh, tant'è che io non anche quando andavano bene le cose più di tanto non potevo gerire perché non sapevo mai come finiva il giorno dopo, perché purtroppo sono sempre stato ho sempre camminato su sul filo del rasoio e nel calcio di oggi eh stiamo vivendo
Speaker A
il periodo dell'Italia alla nei nella nei gironi di qualificazione ai mondiali. Eh, si parla spesso di questa eh perdita di talento, no, nella nazionale italiana. Lei è d'accordo su questo eh aspetto? Su cosa si dovrebbe lavorare secondo lei per
Speaker A
tornare ad avere dei giocatori talentuosi come quelli appunto della sua generazione? Ma io credo che non sia solo un fattore, ma è una mia modesta opinione. [musica] Cioè io penso che si dovrebbe dare più spazio ai nostri giovani, farli giocare,
Speaker A
farli sbagliare, farli maturare. Le grandi nazionali si costruiscono anche con questo, cioè e oggi oggi per conto [musica] mio mancano mancano le squadre che hanno che hanno i talenti italiani che li fanno giocare, anche perché nei pochi casi in cui
Speaker A
abbiamo dato spazio a giovani italiani i risultati poi ma poi dico se non li fai giocare come fai a capire qual è il loro talento, qual è la loro potenzialità?
Speaker A
Cioè, noi siamo portati a pensare che quelli che vengono magari da fuori sono quelli che fanno la differ.
Speaker A
Non è così. Io io penso che noi abbiamo una grande fortuna che è quella che comunque l'Italia ha una storia leggendaria dentro di giocatori, ok? E e noi escono escono [musica] in maniera naturale a volte, no? Come è
Speaker A
successo per tanti anni. Adesso sta diventando tutto più difficile, però proprio per questo se noi non diamo spazio lo sarà ancora di più. Poi non possiamo dire dare la colpa agli allenatori della nazionale, dare la colpa ai giocatori, cioè come ti ho
Speaker A
detto prima, la parte lo zoccolo duro della squadra si fa magari con una parte di una squadra forte che vince il campionato, che è solida. anche giocatori che giocano insieme da diversi anni. Io penso [musica] che questo sia
Speaker A
sia importante. Dopo siamo fuori da questo mondo, è facile giudicare, per carità, però insomma per quel poco che ci capisco penso che sia anche questo, insomma.
Speaker A
Assolutamente. Penso che poi sia un pensiero abbastanza [musica] condiviso. A proposito di talento, secondo me il suo talento quando giocava era un po' appannato anche da degli interventi, diciamo, al limite della legalità, ma non solo in campo, anche
Speaker A
fuori dal campo, nel senso che era proprio un altro calcio. Nel calcio di oggi con il VAR, tutta questa attenzione ai contatti, lei come si sarebbe trovato? Cioè, pensa che avrebbe potuto esprimere meglio il suo talento? avrebbe magari potuto evitare
Speaker A
qualche fortuna. Sì, penso di sì, perché comunque oggi eh le regole sono cambiate per fortuna, eh perché veramente come ricordavi prima una volta cioè era era un gioco al massacro, non so come prendevamo delle botte che non sapevamo
Speaker A
neanche da dove arrivavano e tanti infortuni, magari per per tanti giocatori sono stati dovuti anche ai traumi che subivano, cioè Niente da fare oggi. Per fortuna sono più tutti lati, per cui ci sono meno meno meno calci.
Speaker A
Sono sì più più velocità, più contrasti, magari perché tutti vanno a 1 all'ora, però dai, ti prendo per la maglia un'ammonizione.
Speaker A
Una volta l'entrata da dietro è la discrezione dell'arbitro, cioè oggi ti fanno entrata dietro se cartellino rosso in automatico. Una volta forse neanche alzavano il giallo, per cui era veramente un altro un altro mondo. E per cui io io sono d'accordo su questo. le
Speaker A
punizione a 9:15, cosa che ai nostri tempi, [musica] cioè c'erano dei fenomeni tipo Maradona, Milovicć, che ne so, che se avessero avuto le barriere a 9,15 m facevano cinque gol la partita.
Speaker A
Ma veramente, cioè, facevano gol con la barriera a 5 m, quindi è favorevole al VAR, è favorevole anche a tutte le ripercussioni come il fuorigio Io io dico una cosa, il VAR è è importante perché se noi guardiamo gli
Speaker A
altri sport, scusa, quando c'è il dubbio, fermano [musica] il gioco e vanno a vedere chi è che non vuole bar, chi vive di polemiche.
Speaker A
Io solo per la per le regole, per tutti che valla stessa man sbagli paghi, fine.
Speaker A
Cioè dopo cioè riusciamo a trovare il problema anche quando vediamo le immagini, cioè ci sono eh giudizi contrastanti anche nell'immagini. Figurati prima cos'era?
Speaker A
No, ma io sono d'accordissimo. Ci sono molti che si lamentano anche del fuorigioco per la punta dello scarpino, però dico se stabiliamo una regola che matematica vale per tutti. Risolto il problema. Non puoi, non puoi per uno sì
Speaker A
e per l'altro no. Un'ultima domanda sul mondo calcio, perché come sa dovremmo anche parlare di altre cose. Carletto Mazzone è stato forse uno degli ultimi simboli, [musica] diciamo, di quel calcio, no? eh di passione, di valori, che persona è stata per lei, che cosa ha
Speaker A
reso così speciale il vostro rapporto? E poi, visto che la la trasmissione il il format si chiama Forbes Leader, che tipo di leader era Carletto Mazzone?
Speaker A
Ma Carletto, Madonna, dovrei dire tantissime cose e spero di dirle tutte perché allora, intanto era una persona eh per bene, una persona umile, una persona che diceva una cosa ed era quella fine, ok? Per cui poche regole, ma valevano
Speaker A
per tutti. Quello dicevamo prima, eh io mi sono trovato benissimo perché era una persona pulita, schietta, se doveva dirmi qualcosa me lo diceva, non è che andava a girarci intorno e e per cui è nata questa questa questa stima
Speaker A
che poi è diventata amicizia e io avrei dato la vita per lui, non so come dirti, perché comunque sentivo sentivo un debito di gratitudine nei suoi confronti perché io quando mi mi chiamo e per andare al Brescia. Io eh 3 mesi prima
Speaker A
avevo lasciato l'Inter in Champion nello spareggio con il Parma Verona dove venivo da un anno, ne avevo viste di cotte, di crude e gioco quella partita, faccio due gol e e lascio l'Inter [musica] in Champion e poi rimango per
Speaker A
per tutta l'estate ad allenarmi da solo a casa al mio paese perché nessuna squadra italiana mi mi voleva e il mio cartino costava zero.
Speaker A
Eh, ci sarebbe daire un capitolo su questo, però lasciamo perdere. Passati tanti anni, no? Ma sono passati tanti anni. Ok.
Speaker A
E comunque io avevo le porte chiuse e non trovavo squadra, tant'è che il mio sogno era quello di tornare a giocare a Vicenza da dove avevo iniziato. Vicenza era in Serie A. Certo.
Speaker A
Per cui era benissimo per me iniziare a Vicenza e chiudere a Vicenza. Mi sono allenato per un sacco di tempo, ma nessuno si è fatto vivo, nessuno mi ha cercato e io continuavo ad allenarmi perché speravo che trova qualcuno e alla
Speaker A
fine, appunto, [musica] è è arrivato Carletto che mi ha chiamato e mi ha chiesto se che cosa volevo fare.
Speaker A
Io dissi, "Mestro, io voglio giocare, è l'unica cosa che voglio nella vita." E e da lì, insomma, lui parlò con Gino Corioni, presidente e insomma e iniziò così e poi è stato tutto un crescendo di di 4 anni strepitosi al
Speaker A
Brescia con risultati, insomma, per noi incredibili, insomma, ritorna la finale col Paris Saint-Germain dell'Inter Toto, il Brescia che ha rischiato di andare in Coppa UEFA.
Speaker A
Eh, è stato qualcosa, insomma, di di incredibile. Abbiamo fatto 4 anni eh strepitosi, tre insieme a lui, perché ovviamente poi l'ultimo anno era andato al Bologna, però c'è una stima, un'amicizia [musica] e un bene infinito.
Speaker A
E che tipo di leader era nello spogliatoio? Cioè, dava eh ha detto prima poche regole, ma poco, però cioè eh lui riassumeva però lasva tutto quello che magari altri parlavano per mezz'ora, non diceva niente. Lui [musica] invece diceva due cose e ed era
Speaker A
chiaro e per cui non è che dovevamo inventarci chissà cosa. Sapevamo che dovevamo correre, che dovevamo [musica] lottare, che dovevamo comunque eh lasciare tutto in campo perché perché eravamo quelli.
Speaker A
Certo. E poi immagino le lasciava anche libertà per esprimersi. Ma sì, ma la libertà la lasciava a tutti, ok? non la lasciava a solo a me, eh, era proprio nel nel suo nel suo modo di di essere di lasciare liberi i giocatori
Speaker A
perché ognuno aveva delle capacità che poteva dimostrare. Ultima domanda Mondo Calcio, ne aggiungo un'altra, perché siamo arrivati poi quindi col Brescia anni 2000, la non convocazione al mondiale del 2002 e che da moltissime è stato considerato uno dei più grandi errori, eh come l'ha
Speaker A
vissuta e ha pensato, perché prima parlava di karma, ha pensato che eh eh [musica] sia stato un po' anche il karma a far finire poi eh il torneo in quel modo per l'Italia. No, non lo so quello. No, io
Speaker A
so che è stata per me una delusione incredibile per tantissimi motivi che ovviamente non sto qua a raccontare perché ci vorrebbe un pomeriggio, ma ehm diciamo che che mi aspettavo di andare per insomma per tanti motivi, anche perché io mi ero mi ero rotto il
Speaker A
ginocchio e sono tornato dopo un'operazione al crociato anteriore, dopo 77 giorni sono tornato facendo due gol.
Speaker A
Eh, mancavano tre partite alla fine del del campionato e e per cui io gioco queste partite e se non giochi non stai bene. Ok? Per cui vuol dire che io comunque ero ero ritornato in buone condizioni, ma la
Speaker A
cosa incredibile è che mancava un mese dopo la fine del campionato per l'inizio del mondiale, per cui se gioco tre partite vuol dire che sto bene, no?
Speaker A
E invece la scusa di Trapattoni fu quella di dirmi che aveva paura che io mi potessi far male. Io mi ricordo che dissi "Mister, ma non è un problema. Se se mi faccio male smetto, ho anche l'età per farlo,
Speaker A
però gli dis non mi può fare questo, cioè è un'ingiustizia". Però però è andata così e poi l'Italia sappiamo poi comeè andata a finire con l'arbitro tutto quanto. Sappiamo i mondiali mondiali finiscono finiscono per un piccolo episodio. Io ho fatto tre
Speaker A
mondiali e ho perso in Italia. Siamo arrivati terzi facendo sette partite vincendo un se pareggiandone una. Siamo arrivati terzi.
Speaker A
Ho perso la finale a Pasadina con il Brasile rigori e poi abbiamo perso i quarti di finale in Francia con la Francia e i rigori. Ecco, io ho perso tre mondiali e i rigori.
Speaker A
È una cosa che insomma non è non è così semplice da digerire perché io ci tenevo ancora di più per quell'ultimo che poteva essere magari chissà cosa. Certo, è un'ultima occasione, diciamo, per provarci che poi era un'Italia anche
Speaker A
quella piena di talento, quindi c'erano tutti i presupposti. Certo, assolutamente. Mettiamo un attimo da parte il mondo calcio. Eh, finita la sua carriera, lei è andato a vivere in campagna, già ci viveva prima, credo, in provincia di Vicenza.
Speaker A
Vabbè, io sono nato sono nato in un paesino qui in provincia di Vicenza e mi sono trasferito a 15 km praticamente adesso.
Speaker A
Ok. [musica] E qual è il suo rapporto eh con la natura, con l'aria aperta, con la Mi piace da matti, cioè io ho la fortuna di vivere appunto in collina e è il verde devo viverlo ogni giorno.
Speaker A
Quando succede che magari vado via sento proprio che mi manca, insomma. Eh, è qualcosa che mi fa star bene, che mi riempie le giornate, perché comunque quando sono a casa ho sempre da fare, anche solo manutenzione [musica] per per tenere ordine, per fare pulizia,
Speaker A
però insomma mi piace molto. E per questo rapporto con la natura tra eh Brescia, Bologna, Torino, Milano e Firenze, qual è la città che lei ha trovato più adatta, diciamo, al suo stile di vita, cioè nelle città in
Speaker A
cuiato. Oddio, devo dirti una cosa, io sono stato bene dappertutto perché comunque sia poi sai non è che avevi tutte questo tempo libero, eh, eravamo giocavamo tre partite alla settimana e tra allenamenti, spostamenti, viaggi e sei sempre comunque impegnato. È chiaro che
Speaker A
ci pensavo meno allora perché perché ero avevo altre cose da pensare e ho saputo che vivendo appunto all'aria aperta in campagna e si occupa molto di lavori manuali, artigianato, piante da bosco. Come nascono queste passioni? Sono delle passioni [musica]
Speaker A
che si porta dietro dall'infanzia oppure sono passion son venute dopo perché comunque come ti ho detto prima, vivendo in collina devi comunque capire e conoscere un po' anche perché insomma quando fai certi lavori che usi attrezzi come il motosega oppure il trattore o lo
Speaker A
scavatore, cioè devi stare attento, non sono lavori devi per di più il conto è lavorare, sai, in piano in campagna dove tutto uguale. Ma quando lavori in un in collina che tutto con le pendenze devi devi stare attento che rischi di farti
Speaker A
male per niente, per cui devi crearti una cultura, sapere quali pianti sono meglio di altre che vale la pena tenere o o via così. Insomma, noi concludiamo questo format, poi vediamo se c'è altro tempo per altre domande, però con una domanda che
Speaker A
facciamo a tutti e fare questa domanda a lei, secondo me, ha un sapore ancora cioè diverso, insomma, dalle dalle altre, perché è una persona che ha vissuto nel mondo del calcio sotto ai riflettori, ma che è riuscito comunque
Speaker A
sempre a distanziarsi [musica] dalla, come dire, dalla celebrità, dal successo, appunto, dai riflettori. dalla vita mondana e quindi sono ancora più curioso di farla di fargliela questa domanda. Che cosa significa per lei il successo?
Speaker A
Dipende da cosa uno cerca. Per me il successo è è nella semplicità di tutte le cose, perché se riesci a trovare valore in ogni cosa singola, semplice appunto eh le cose più banali, eh allora hai vinto, perché credo che la gioia, la
Speaker A
felicità sia proprio sia proprio dentro a questo, altrimenti ti non troverà mai pace perché qualunque cosa farai non ti riempierà mai.
Speaker A
E a proposito di semplicità, spesso quando eh i calciatori parlano della loro carriera, parlano sempre di questo fatto che quando fai una partita, soprattutto se sei un attaccante, uno che fa tanti gol e fai gol e hai 80.000
Speaker A
persone che esultano, tu diventi dipendente da quella cosa, da quell'adrenalina. nel suo caso come cioè [musica] viveva la viveva appunto con con così tanto trasporto oppure riusciva anche lì a distanziarsi da quella da da quella No, era era una gioia per me era far
Speaker A
fare gol al mio compagno o farlo io era la stessa cosa. E è chiaro che ci sono momenti che il gol ti dà ti dà una gioia particolare perché magari viene da un momento difficile, da un momento in cui magari non ti
Speaker A
riesce niente e magari quel gol anche stupido, banale, che [musica] non è bello, magari però ti sblocca, ti dà ti dà quella fiducia, quella speranza che cerchi, capito? Però dopo eh voglio dire alla fine sappiamo benissimo che giocando spesso sei sempre
Speaker A
sei sempre nel nel ciclone del giudizio, per cui non ha senso più di tanto farsi travolgere da questo nel bene e nel male.
Speaker A
Bisogna essere forti mentalmente da farsi scivolare tutto, qualunque sia la situazione che vivi. Quindi quando poi lei ha interrotto non ha sentito quell'esigenza di ricercare quell'emozione.
Speaker A
No, no, perché allora per me devo dirlo quando io ho smesso è stata quasi una liberazione perché purtroppo negli ultimi anni per me è stata veramente pesantissimo eh arrivare a giocare perché avevo avevo problemi alle ginocchia, [musica] alla
Speaker A
schiena insomma ero diventato un relito. E e per cui alla fine è stato è stato, come dire, una liberazione, però dietro c'era la consapevolezza che comunque avevo fatto tutto, forse anche di più di quello che era nelle mie capacità, perché ho sempre ho
Speaker A
sempre lottato veramente contro il dolore per una vita e dire beh, forse domani mi alzo, non ho male era un successo, me lo immagino. Quindi non ha rimpianti [musica] a livello sportivo.
Speaker A
L'unico, l'ho sempre detto, è quel rigore che purtroppo è m cioè sarebbe stupido dire il contrario, insomma, eh è quello che mi ha tolto forse la gioia sportiva più grande della mia della mia esistenza, però ormai è andata così
Speaker A
che comunque non per alleviare il peso, ma comunque se lei l'avesse segnato [musica] comunque poi eh Sì, sì, vabbè, no, vabbè. dovevo farlo.
Speaker A
[risate] Va bene. Partiamo da questo presupposto. Non voglio non voglio dare la colpa a nessuno, non voglio giustificarvi. Io ho sbagliato [musica] e me ne prendo assolutamente responsabilità.
Speaker A
Grazie mille. Grazie mille. È stato veramente molto bello. Grazie. Grazie. [musica] เ
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