Giorgio Vallortigara spiega il problema della coscienza, distinguendo attività cognitiva e esperienza consapevole, con esempi di neuroscienze e neuropsicologia.
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Key Takeaways
- La coscienza non è semplicemente un prodotto della complessità cerebrale.
- Attività cognitiva complessa può avvenire senza esperienza cosciente.
- Non esistono gradi di coscienza, ma una distinzione netta tra presenza e assenza di esperienza.
- Fenomeni come la blindsight dimostrano dissociazioni tra percezione e consapevolezza.
- La coscienza si può studiare attraverso casi clinici e sperimentali che mostrano dissociazioni implicite/esplicite.
What the video covers
- La coscienza è il problema centrale delle neuroscienze, riguardante come eventi fisico-chimici del cervello generano esperienza consapevole.
- Vallortigara critica due idee: la coscienza non emerge automaticamente con la complessità nervosa e non esistono gradi di coscienza.
- Distinzione tra attività cognitiva complessa e esperienza cosciente, che possono essere dissociate.
- Esempi di dissociazione includono l'apprendimento implicito e il fenomeno della blindsight (visione cieca).
- Caso clinico di pazienti con amnesia di Korsakov che mostrano apprendimento implicito senza consapevolezza.
- Esperimenti su scimmie con lesioni alla corteccia visiva primaria mostrano capacità visive senza esperienza cosciente.
- Definizione operativa di coscienza basata sul 'feeling', cioè sentire o provare qualcosa durante l'attività mentale.
- Discussione su come la coscienza sia un fenomeno emergente ma non semplicemente legato alla complessità o a gradi intermedi.
- Importanza di studiare la coscienza attraverso dissociazioni tra processi consapevoli e non consapevoli.
- Riflessioni sul ruolo del corpo e del movimento attivo nel mondo per la generazione della coscienza.
Chapters
- 00:00Introduzione al problema della coscienza nelle neuroscienze
- 02:29Definizione e ambiguità del termine coscienza
- 04:43Apprendimento implicito e consapevolezza
- 06:52Fenomeno della blindsight e studi su animali
- 08:57Lesioni cerebrali e scotomi nella percezione visiva
- 10:57Dissociazione tra comportamento e esperienza cosciente
- 13:14Ruolo dei neuroni e processi fisico-chimici nella coscienza
- 17:15Conclusioni e prospettive future sul problema della coscienza
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Speaker A
Il problema centrale cruciale delle neuroscienze oggi è comprendere che cosa sia la coscienza. Come accade il miracolo per cui gli eventi fisico-chimici del cervello vengono trasformati nella nostra esperienza consapevole delle cose che vedo o ascolto e così via? E io trovo che ci
Speaker A
siano alcuni pregiudizi attorno a questo problema, due idee soprattutto che disdegno alquanto. Una è l'idea che la coscienza debba emergere automaticamente con l'incremento della complessità del sistema nervoso. Io credo che questa sia un'idea sbagliata perché è associata con una confusione tra
Speaker A
esperienza cosciente e attività cognitiva complessa. Noi oggi abbiamo raccolto molte prove del fatto che gli esseri umani e gli altri animali sono in grado di condurre operazioni mentali molto complicate, molto complesse, in assenza di esperienza cosciente e quindi
Speaker A
le due cose non vanno assieme. Quindi non è vero che per il fatto che un animale sia capace di risolvere problemi complessi sia per questa ragione cosciente e consapevole. Potrebbe esserlo, ma dobbiamo cercare di verificarlo in un altro modo. La seconda idea che io
Speaker A
disdegno assai è l'idea che ci siano gradi di coscienza. Io trovo che questo sia implausibile perché c'è una specie di Rubicone tra quelle cose come le pietre che l'esperienza non ce l'hanno e quelle cose come gli animali. Io sospetto
Speaker A
anche i più semplici che invece sentono qualche cosa, provano qualche cosa. Questo sentire qualche cosa, questo provare qualche cosa, a mio modo di vedere, emerge anche ai livelli più semplici di organizzazione del sistema nervoso. Io sono Giorgio Vallortigara, insegno
Speaker A
neuroscienze all'Università di Trento, dove mi occupo del modo in cui il cervello, il sistema nervoso di varie specie animali, produce i processi psicologici della percezione, dell'attenzione, della memoria, dell'apprendimento e oggi in particolare vi parlerò del modo in cui il sistema
Speaker A
nervoso presumibilmente produce quello che noi chiamiamo la nostra esperienza cosciente, consapevole. Coscienza è uno di quei termini polisemici, come si usa dire, no? A seconda dello specialista con cui state interloquendo potete sentire delle storie molto differenti. Per esempio, se
Speaker A
parlate con un anestesista vi dirà che il paziente ha perduto o riacquisito coscienza. Se parlate con un teologo vi parlerà della coscienza morale, per esempio. Dal punto di vista neuroscientifico, invece, il problema della coscienza, o il problema duro come
Speaker A
a volte viene definito, ha a che fare semplicemente con questo: alcuni aspetti del nostro comportamento o della nostra vita mentale a volte, ma non sempre, sono accompagnati dal fatto che noi sentiamo qualche cosa o proviamo qualche cosa, quello che in inglese viene chiamato
Speaker A
feeling. E siccome questo sentire, provare qualche cosa, non accompagna sempre la nostra vita mentale, noi possiamo fare conto su una definizione operativa, operazionale di che cosa sia la coscienza, mettendo in luce tutte quelle circostanze in cui è possibile
Speaker A
sottolineare una qualche forma di dissociazione. Ci sono molti esempi di questo che riguardano anche la nostra vita quotidiana. In molte circostanze noi scopriamo di aver imparato delle cose senza saper dire consapevolmente, coscientemente, in che modo le abbiamo imparate. Ad esempio, da bambini quasi
Speaker A
tutti abbiamo fatto quel gioco che consiste nel tenere un oggetto allungato, un bastone, il manico di una scopa o d'altro, sul palmo della mano o sul dito in questo modo qua. Se chiedete alle persone che cosa è successo tra la fase in cui non er
Speaker A
capace di farlo star su e ti cadeva e la fase in cui hai imparato, no, le persone non te lo sanno dire, un po' come l'andare in bicicletta. In realtà in questo caso è piuttosto chiaro che cosa si impara e l'apprendimento consiste qui
Speaker A
nel guardare nel posto giusto, e cioè imparare a guardare l'apice, la cima lassù dell'oggetto. Allora, quando guardate lassù riuscite a far funzionare il gioco e quando lo racconto tutti mi dicono: "Ah sì, è proprio questo che ho imparato, ma non ero consapevole, non ero
Speaker A
cosciente". Naturalmente è nell'ambito della clinica neurologica e neuropsicologica che questo tipo di dissociazione tra quella che i neuroscienziati cognitivi chiamano rappresentazioni implicite ed esplicite è particolarmente evidente. Ci sono vari casi famosi, per esempio se rimaniamo nell'ambito dell'apprendimento, il
Speaker A
neurologo e psicologo Claparede aveva fatto questo scherzo un po' perfido a un paziente affetto da sindrome di Korsakov e quindi gravemente amnesico. Questi pazienti hanno un'interazione apparentemente normale con le persone, per esempio quando incontrano il dottore si presentano,
Speaker A
dicono: "Buongiorno, come sta dottore? Lietto di conoscerla. Da dove viene?" Dopodiché il dottore esce dalla stanza per un paio di minuti, ritorna e loro non ricordano nulla. Non ricordano di averlo visto in precedenza e ripetono praticamente la stessa sequenza:
Speaker A
"Buongiorno dottore, come sta?" e così via. In una circostanza Claparede mise una puntina in maniera tale che al momento della stretta di mano con il paziente questo si punse. È ritornato nella stanza qualche minuto dopo, il paziente non ricordava niente, non
Speaker A
ricordava di averlo incontrato prima, però quando lui allungò la mano si rifiutò di stringergliela con una scusa, eh, con una come dire confabulazione, dicendo: "Sa dottore, qualche volta dar la mano è pericoloso, ci sono spilli che girano". Non
Speaker A
sapeva veramente che cosa era successo e non sapeva perché non voleva dare la mano, ma qualche cosa a livello inconsapevole nella sua mente aveva preso una traccia, diciamo così, dell'evento. Il mio esempio favorito però per capire questo problema della
Speaker A
dissociazione tra attività consapevoli e non è un fenomeno che si chiama blindsight o visione cieca, che è stato descritto per la prima volta conducendo esperimenti sugli animali. Il problema era questo: studiava un famoso neuropsicologo britannico, Lord
Speaker A
Weiskrantz, e cioè il problema del recupero delle funzioni a seguito di lesioni nella corteccia visiva primaria. Quindi c'era questa scimmietta qui, era stata ablata sperimentalmente l'intera corteccia visiva qua dietro, nel lobo occipitale. Quindi la scimmietta era normale dal punto di vista del recettore
Speaker A
periferico, l'occhio era normale, il nervo ottico era normale, però non aveva più quella porzione di corteccia. Quindi era come, diciamo noi tecnicamente, cieca corticale. E uno studente di dottorato di Weiskrantz, destinato poi a diventare uno studioso molto famoso, Nicolas Humphrey,
Speaker A
per 7 anni, era la sua tesi di dottorato, si portò a spasso per i prati e i boschetti attorno a Cambridge e la piccola Helen, la scimmietta, e osservò un recupero di funzioni assolutamente straordinario. Ci sono dei film un po' sgranati, storici, in cui potete
Speaker A
vedere il comportamento della scimmia che si muove in un ambiente complesso senza urtare gli oggetti. Addirittura c'è una parte finale in questo filmato in cui vedete che su un tavolo vengono gettati pezzettini di cibo molto piccoli, dei frammenti, e Helen li prende con due
Speaker A
dita col movimento a pinza e li porta alla bocca. Chiaramente non avete l'impressione che si tratti di un animale cieco. Però Nick Humphrey aveva notato qualcosa di molto curioso, e cioè la scimmietta Helen era capace di fare queste azioni a condizione che fosse
Speaker A
tranquilla, in qualche modo distratta. Cioè come se fosse in grado di vedere senza pensarci su, perché se nell'ambiente c'era una qualche ragione di agitazione o di stress o d'altro lei riprendeva nella condizione di cecità, cominciava a urtare gli oggetti, cioè si
Speaker A
comportava come una scimmia cieca. Nei pazienti umani accade certe volte che una persona abbia una lesione cerebrale, di solito per ragioni circolatorie, e in corrispondenza a questa lesione più o meno estesa il paziente mostra uno scotoma, cioè una piccola porzione del
Speaker A
campo visivo che è cieca. Quindi se voi fate vedere qualche cosa in quella regione del campo visivo il paziente ti dice: "Non vedo niente". Gli fai vedere una faccia, gli fai vedere un oggetto, qualsiasi cosa, lui dice non vedo niente,
Speaker A
nulla. A questo punto Weiskrantz e i suoi collaboratori hanno provato però a verif...
Speaker A
nella forma di un'azione motoria piuttosto che verbale ad esempio guardi le faccio vedere un flash un lampo di luce che può essere in alto oppure in basso nel nello scotoma nel il campo visivo cieco e tu con un dito mi fai
Speaker A
vedere dov'è fai così oppure così e come potete immaginare le persone e il paziente si arrabbia si irrita perché dice dottore non vedo niente perché vuole che io faccia questo movimento lo farò a caso no però insisti fai un po'
Speaker A
come dire di negoziazione con il paziente quello che scopri alla fine è che quando lo fa convinto di tirare indovinare in realtà ci azzecca praticamente sempre con una precisione assoluta Quindi questi pazienti vedono qualche cosa ma non sono consapevoli di
Speaker A
vedere da cui il termine blindsight vista cieca questa condizione del vedere senza essere consapevole di vedere È molto interessante anche da un punto di vista filosofico No perché si avvicina molto all'argomento tradizionale del cosiddetto Zombie filosofico della creatura ipotetica che mostra un
Speaker A
comportamento del tutto normale si muove nel mondo prende gli oggetti fa tutto quel che c'è da fare ma senza alcun accompagnamento esperienziale Cioè non sente niente non percepisce niente non ha feeling che accompagni il suo comportamento gli esempi che vi ho
Speaker A
appena fatto sembrano alla fine suggerire ed è Io credo una delle scoperte più importanti delle neuroscienze degli ultimi 20anni che la nostra vita mentale dovrebbe essere considerata come una sorta di iceberg e come in tutti gli iceberg la gran parte
Speaker A
dell'oggetto è immersa sommersa non visibile quello è l'inconscio cognitivo Cioè tutta la parte dell'attività che viene condotta senza che noi ne siamo consapevoli è solo una piccola porzione la parte che emerge dell'iceberg corrisponde a quella parte della vita
Speaker A
mentale che è invece cos ente che è consapevole la conseguenza di questo di questa distinzione è per esempio che molta retorica a mio modo di vedere animalista è malintesa nel senso che confonde le capacità cognitive di un organismo di una creatura di un animale
Speaker A
di un'altra Specie con il fatto che quella creatura sia cosciente e sia consapevole La retorica di cui vi dicevo ha a che fare con questo eh spesso si osserva e io stesso sono stato in parte responsabile di queste osservazioni
Speaker A
guarda quel delfino pollo topo chimpanzé che cose sofisticate che sa fare risolve problemi mostra intelligenza di livello superiore è ovvio che sia cosciente Beh non è ovvio in realtà perché il fatto di avere una vita intellettuale cognitiva sofisticata non è prova di per sé che
Speaker A
quelle attività cognitive sofisticate siano accompagnate da consapevolezza da coscienza cioè dal fatto che si sente qualche cosa si prova qualche cosa vorrei provare a darvi qualche esempio di questo considerate per esempio le capacità di rappresentazione numerica che noi abbiamo imparato in anni recenti
Speaker A
a essere assi diffuse Nel regno animale noi sappiamo adesso che ci sono singoli neuroni nella cervello di varie specie dalle scimmie ai polli ai piccioni che sono selettivamente sensibili alle numero ad esempio Noi abbiamo registrato recentemente l'attività di singoli
Speaker A
neuroni nel cervello del pulcino pochi giorni Quindi giovanissimo che vede sullo schermo di un calcolatore un certo numero di pallini che cambiano nelle caratteristiche fisiche grandezza densità forma e così via Ma che hanno la caratteristica di essere sempre cinque
Speaker A
cioè di esprimere quel valore Cardinale lì e ad un certo momento voi trovate un neurone che ha un picco di risposta e cioè un incremento selettivo nel numero degli spikes quando l'animale vede cinque un po' meno quando vede quattro
Speaker A
un po' meno tre e nella stessa direzione - 2 1 0 e così via Non solo ci sono questi neuroni per rappresentare la numerosità Ma gli animali sono capaci di compiere le operazioni aritmetiche cioè l'equivalente di addizioni sottrazioni
Speaker A
anche divisioni e uno dice Beh è chiaro che per fare queste cose qua ci vuole coscienza ci vuole con consapevolezza Ma in effetti non è così Il fatto poi che i miei polli e i miei pulcini siano capaci
Speaker A
di fare l'aritmetica non dimostra di per sé che siano coscienti e consapevoli Dimostra solo che son capaci di condurre quella operazione cognitiva lì dell'aritmetica il problema come potete capire che cosa ci sta a fare questa attività cosciente consapevole Soprattutto considerato il
Speaker A
fatto che apparentemente noi potremmo condurre gran parte del nostro comportamento forse tutto e della nostra vita mentale in assenza di questo sentire qualche cosa di questo provare qualche cosa che cosa ci sta a fare perché è nato e anche in che modo viene
Speaker A
realizzato dai processi fisico-chimici che avvengono nel cervello Allora la risposta precisa a tutte queste domande e non ce l'ha nessuno al momento però io credo che un modo per avvicinarci alla soluzione del problema potrebbe essere quello di esaminarlo dal punto di vista
Speaker A
evolutivo e di chiederci In primo luogo Quando e perché potrebbe essere comparsa la necessità di questo sentire qualche cosa di questo provare qualche cosa una distinzione molto importante che può essere utile a riguardo l'ha formulata un filosofo del Settecento che si
Speaker A
chiamava Thomas Reed poco noto il quale ha introdotto una distinzione tra sensazione e percezione che naturalmente è un tipo di distinzione che trovate in molte circostanze nella storia della filosofia Però lui la intese in un modo molto particolare lui diceva i sensi
Speaker A
hanno una doppia provincia e in molte circostanze ci fanno sentire e ci fanno percepire lui faceva ad esempio dell'odore della Rosa quando sentite l'odore di una rosa ci sono due eventi in realtà una è la sensazione cosciente consapevole cioè il fatto che sentite
Speaker A
quell'odore come qualche cosa che accade a me e che ha una valenza un valore emotivo mi piace allargo le narici e aspiro oppure un cattivo odore mi tiro indietro mi ritraggo e poi nello stesso tempo c'è un secondo aspetto quell'odore
Speaker A
è il segno il segnale che c'è un oggetto la fuori nel mondo da cui promana quell'odore cioè l'oggetto rosa che produce quell'odore ora nella gran parte delle circostanze sensazione e percezione sono unite nella nostra vita mentale però RID aveva ipotizzato che in
Speaker A
circostanze particolari potessero essere scisse potessero essere dissociate non aveva prove all'epoca però se ci pensate quello che è accaduto alla Scimmietta Helen e quello che accade ai pazienti blindsight è esattamente la separazione tra sensazione e percezione perché il
Speaker A
paziente Blind sight è una persona che percepisce l'oggetto là fuori tanto è vero che è in grado di condurre un comportamento adeguato prende l'oggetto Però non lo sente non sente niente in corrispondenza a questa attività percettiva quindi c'è la
Speaker A
percezione ma non c'è la sensazione c'è anche il caso contrario in neurologia e cioè di una sensazione che rimane di una percezione che si che se ne va e che si chiama agnosia l'aspetto interessante qui è che potremmo chiederci perché ad
Speaker A
un certo momento è comparsa questa doppia provincia dei sensi Cioè non ci bastava una cosa sola una risposta singola alla stimolazione Quando è cominciata questa faccenda la mia idea è che per capire quando è cominciata questa faccenda dobbiamo In primo luogo
Speaker A
interrogarci su Qual è la funzione del sistema nervoso del cervello In generale noi oggi ne ammiriamo le capacità la dotazione pensiamo che serva come dire per pensare ma da un punto di vista biologico e neurobiologico il sistema nervoso è nato in origine non per
Speaker A
consentirci i vertici del pensiero dell'immaginazione Ma per la semplice pura funzione del movimento e la dimostrazione più ovvia ce l'abbiamo in quegli organismi che vivono ancora oggi sulla terra che hanno il sistema nervoso in una certa fase della vita e che poi
Speaker A
lo perdono il caso più noto e più famoso è quello della ascidia questi sono dei tunicati che vivono nelle profondità dei mari e che quando sono allo stadio larvale posseggono un sistema nervoso con il quale nuotano e se ne vanno in
Speaker A
giro Poi ad un certo momento incontrano un substrato una pietra un fondale e si posano vi aderiscono e a questo punto passano ad uno stile di vita sessile come quello di un vegetale di una pianta e la prima cosa che fanno è di liberarsi
Speaker A
del cervello del sistema nervoso digerendo perché non gli serve più perché non si muovono più questa è una storia molto famosa Dai neuroscienziati perché è considerato anche come dire la parabola della codizia del professore universitario no che quando raggiunge la
Speaker A
famigerata eh È l'asp spirata cattedra si libera del cervello perché non gli serve più il cervello è legato strettamente al movimento ma quando voi avete organismi con un movimento attivo compare anche un nuovo problema del tutto speciale che non è presente nelle
Speaker A
creature sessili per esempio nei vegetali nelle piante è noto agli specialisti come problema del verme Ma siccome l'ho raccontato troppo volte nella versione del verme ve la propongo nella versione della tall Allora immaginate una talpa Voi sapete le talpe
Speaker A
vivono sotto terra e si muovono sotto terra adesso prendiamo una talpa la tiriamo fuori e la tocchiamo con un dito e quello che osserviamo è che l'animale avrà una reazione difensiva Sen tira indietro eccetera una reazione antipredazione tattile sulla pancia
Speaker A
della della talpa produce questa risposta c'è un problema però e cioè che quando la talpa è sotto terra e si muove nel suo ambiente quella stimolazione tattile lì prodotta dal terriccio dal terreno lei la esperisce continuamente come fa la povera talpa a non avere una
Speaker A
continua e protratta permanente condizione di risposta d'allarme quando si muove nel mondo beh non ce l'ha È facile capire perché Perché nel primo caso la stimolazione tattile è stata passiva voi l'avete prodotta Nel secondo caso è prodotta dal suo stesso movimento
Speaker A
e questo è il trucco e questo è un trucco molto importante perché ovviamente Segnala la possibilità di separare tra quel che accade a me e quel che accade là fuori nel mondo è la base questo di un fenomeno ben noto cioè del
Speaker A
fatto che non possiamo farci il solletico da soli Se provate con una mano ad andare sotto l'ascella E a toccarvi scoprirete che Salvo casi molto particolari di cui eventualmente possiamo parlare dopo non riuscite a solletico viene qualcuno e lo fa Voi
Speaker A
provate solletico uno dice Come accade questa cosa molti autori ci hanno ricamato su in termini psicologisti c'è bisogno dell'altro e così via ma in realtà Questa è pura fisiologia la differenza tra le due condizioni è che in un caso
Speaker A
tu ti muovi nell'altro caso invece passivamente vieni stimolato e noi conosciamo bene Qual è il meccanismo in gioco lo conosciamo dagli anni 50 quando un signore poco noto che si chiamava er von holst che era un collaboratore di
Speaker A
col Lawrence Anzi era il direttore dell'Istituto Max Plan dove lavorava Lawrence E Lawrence era il vicedirettore fece un esperimento Straordinario con una mosca e l'esperimento consisteva Praticamente nel ruotare con delicatezza il capino della mosca in maniera da ottenere
Speaker A
appunto la famosa Mosca con la testa storta di cui ho parlato in un libro e di metterli un tamburo rotante quando voi siete un tamburo rotante vi sarà capitato nei Science Center di fare questo gioco Cioè di entrare in queste
Speaker A
camere fatte a linee orizzontali o verticali che si mettono in moto e voi immediatamente perdete l'equilibrio perdete l'equilibrio perché c'è una risposta larga misura riflessa di movimento in maniera tale da mantenere stabile l'ambiente quindi la mosca nel tamburo ruotante ruota in maniera tale
Speaker A
da mantenere stabile l'ambiente visivo però siccome la testa è ruotata di 180° lo fa nella direzione opposta a quella giusta e vedendo che le cose non tornano cerca di ruotare ancora di più ma è una specie di feedback positivo per cui tanto più
Speaker A
corregge tanto più i conti non tornano E alla fine la povera bestiola si ritrova tutta in torcinato e incapace di muoversi e Vest e la suo studente MIT Stad ebero questa idea Può darsi che quello che accade tutte le volte che noi
Speaker A
che il cervello Invia un segnale un comando motorio ai muscoli venga ato anche un secondo segnale in copia carbone per così dire al sistema sensoriale stesso per allert Carlo del fatto che la stimolazione che tra poco sentirai è prodotta dal tuo stesso
Speaker A
movimento e quindi in questo caso cancellare Quindi quando voi muovete il braccio e andate a toccarvi sotto l'ascella il comando motorio viene inviato in corteccia somatosensoriale e l'allerta l' Avvisa del fatto che guarda questo che sta succedendo l'hai fatto tu
Speaker A
e quindi non sentirai solletico questo meccanismo che vi ho sommariamente descritto che nel linguaggio tecnico viene chiamato meccanismo di copia efferente Io credo sia stato il punto di partenza il punto di avvio per la nascita dell'esperienza cosciente proprio perché è il tipo di meccanismo
Speaker A
che è in grado di rendere conto di quella doppia provincia dei sensi di cui vi parlavo prima della sensazione ciò che accade a me e della percezione ciò che accade là fuori immaginate che in origine quando i primi organismi prente
Speaker A
del cambriano hanno cominciato a muoversi attivamente la risposta agli stimoli fosse essenzialmente una risposta corporea locale molto plausibile che fosse così no un po' come quando alla stimolazione tattile la pelle Eh come dire reagisce con una rientranza per esempio oppure quando
Speaker A
sotto l'azione della luce la pelle la superficie reagisce a Ross andos è una reazione locale corporea che avviene lì ed essendo locale corporea può essere considerata in un certo senso una reazione motoria un'azione Ma se è un'azione Allora deve essere associata
Speaker A
al fatto che avrà una coppia efferente cioè quella cppia carbone di cui vi dicevo Quindi io immagino che le cose vadano un po' in questo modo quando voi muovete un dito e andate a toccare un oggetto là fuori quello che accade è che
Speaker A
la stimolazione corporea la azione Corea locale che adesso non è più lì ma è rappresentata centralmente nel cervello sia associata ha oltre che a un segnale sensoriale ha una copia efferente che viene cancellata oppure no a seconda che sia stata un'attività
Speaker A
motoria Attiva Quindi quando io muovo il dito e vado a toccare la reazione corporea locale viene cancellata dal Movimento quando invece qualche cosa mi tocca questa cancellazione non c'è e voi sentite qualche cosa che accade a voi che accade sulla vostra pelle ci sono
Speaker A
delle prove indirette che questa storia potrebbe essere non del tutto implausibile per esempio uno psichiatra americano ha suggerito che certi disordini psichiatrici i cosidetti sintomi positivi della schizofrenia potrebbero essere associati a un un disturbo nei meccanismi della coopia
Speaker A
efferente l'idea è questa i processi mentali possono essere considerati una specie di azione motoria che viene condotta direttamente dentro il cervello se è un'azione motoria deve essere associata ad un meccanismo di copia efferente immaginate che voi siate su un
Speaker A
letto e lasciate vagolare i pensieri su un divano come vi capita sovente potreste chiedervi Come mai vi è venuta in mente una certa idea un certo certo pensiero però c'è una cosa su cui sicuramente non dubitate e cioè il fatto
Speaker A
che i pensieri sono vostri vi appartengono Cioè voi siete gli autori di quei pensieri Lì però immaginate una condizione in cui questa autorialità non è più possibile perché il meccanismo della copia efferente non c'è più non è più disponibile una condizione in cui
Speaker A
voi muovete qualche cosa e però non c'è il segnale che vi dice che l'avete mosso Allora che cosa accade accade che in questo queste condizioni il paziente percepisce i propri pensieri come se fossero quelli di qualcun altro non i
Speaker A
propri voi non siete gli autori dei vostri pensieri e questo è quello che accade Appunto nel caso della schizofrenia è interessante Tra l'altro che alcuni almeno pazienti schizofrenici siano anche capaci di farsi solletico da soli il che tornerebbe diciamo così con
Speaker A
l'idea che il disturbo in qualche modo sia un disturbo che riguarda i meccanismi di copia efferente e questa idea seur sommarie di quelle che possono essere state le origini della coscienza o della consapevolezza può darci anche qualche indicazione su un problema che
Speaker A
viene spesso sollevato in questi giorni è relativamente all'intelligenza artificiale Cioè non c'è dubbio che noi possiamo avere e già abbiamo macchine intelligenti che sanno fare attività cognitive complicate nell'ambito dell'aritmetica per esempio già adesso le macchine sono molto più intelligenti
Speaker A
di noi perché riescono a fare le operazioni aritmetiche più velocemente più rapidamente e con una capacità di elaborazione complessiva che non ha eguali Tuttavia il problema di avere non semplicemente una creatura intelligente ma una creatura cosciente cioè una
Speaker A
creatura che sente qualche cosa che prova qualche cosa è distinto come ho cercato di spiegarvi il fatto che una macchina o un animale sia capace di sofisticate attività cognitive non è prova di per sé che senta qualche cosa
Speaker A
che prova qualche cosa cioè per dirla con il l'Espresso del filosofo negel che si sente qualche cosa si prova qualche cosa Ad essere quella creatura lì quindi in che modo potremmo dotare nel futuro le macchine della capacità di essere
Speaker A
consapevoli coscienti di sentire qualche cosa Beh la risposta è ovvia bisogna che le macchine abbiano un corpo e bisogna che le macchine si muov attivamente nel mondo come è accaduto agli organismi biologici a partire da un certo momento
Speaker A
perché se si muovono attivamente nel mondo incontrano anche loro il problema del verme o il problema della talpa cioè il problema della doppia provincia dei sensi e della distinzione tra sensazione e percezione e quando dotate le macchine di questa caratteristica
Speaker A
e di una reazione corporea locale che è associata ad una copia Carbone Allora questo meccanismo dovrebbe essere in grado di produrre quella che noi chiamiamo esperienza [Musica] cosciente [Musica] Lucy
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