Analisi delle riforme religiose del '500, con focus su Erasmo da Rotterdam, predicazioni apocalittiche e l'abuso delle indulgenze.
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Key Takeaways
- Le riforme del '500 nascono da iniziative individuali e riflessioni intellettuali più che da gerarchie ecclesiastiche.
- Erasmo da Rotterdam rappresenta un modello di riforma basata su un cristianesimo morale e semplice, ma elitario.
- Le predicazioni apocalittiche mobilitano le masse verso una conversione urgente e critica verso la Chiesa.
- L'abuso delle indulgenze da parte della Curia romana alimenta il malcontento popolare e la richiesta di cambiamento.
- Il contesto di malessere e riforma prepara l'arrivo di Martin Lutero e la Riforma protestante.
What the video covers
- Alla fine del '400 e inizio '500 cresce il malessere verso la Chiesa e la richiesta di riforme.
- Le riforme non provengono più dalle gerarchie ecclesiastiche ma da iniziative di singoli laici e sacerdoti.
- Gli intellettuali elaborano proposte teoriche di riforma, come l'umanesimo cristiano di Erasmo da Rotterdam.
- Erasmo propone un ritorno alla purezza del cristianesimo delle origini, basato su norme morali pratiche.
- Le masse invece sono influenzate da predicazioni apocalittiche che invitano a una conversione e cambiamento urgente.
- Girolamo Savonarola è un esempio di predicatore che denuncia la corruzione e propone una repubblica cristiana.
- La diffusione della pietà religiosa porta a pratiche come elemosine, donazioni e richieste di indulgenze.
- La Chiesa abusa delle indulgenze, anteponendo interessi economici a quelli spirituali, causando malcontento.
- La Curia romana si distacca dal ministero pastorale, accentuando il risentimento popolare.
- Questi elementi preparano il terreno per la vicenda di Martin Lutero e la Riforma protestante.
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Speaker A
La scorsa puntata abbiamo visto come tra la fine del '400 e gli inizi del Cinquecento ci fosse un'ondata di risentimento da parte della popolazione nei confronti degli ecclesiastici. Avevamo anche visto che c'era una forte aspettativa di un concilio o di un cambiamento da parte della Chiesa, e ci eravamo soffermati infine sul fatto che ci fossero anche delle riforme in atto all'interno della Chiesa, ma che queste non provenissero più, come era accaduto magari in secoli precedenti, dalle gerarchie ecclesiastiche, ma provenissero dalla libera iniziativa di singole persone, sacerdoti o laici che fossero, tutte però azioni pratiche svolte sul piano concreto: la cura dei poveri, l'apertura di scuole, ospedali e quant'altro. Abbiamo detto nella scorsa puntata. Bene, in realtà tra la fine del Quattrocento all'inizio del Cinquecento anche gli intellettuali in qualche modo si mobilitano e cercano di elaborare delle proposte di riforma. Queste proposte però si distinguono da quelle che ho appena citato poco fa per il fatto che sono proposte teoriche, sono delle riflessioni, dei pensieri che alcuni intellettuali fanno su cosa avrebbe dovuto la Chiesa cambiare in questo periodo storico. Prendo come esempio di queste proposte di riforma il caso di Erasmo da Rotterdam. Erasmo da Rotterdam è un filosofo, un pensatore e un intellettuale olandese, vive tra il 1467 e il 1536 e dà vita a una articolata riflessione e proposta che prende il nome di umanesimo cristiano. L'umanesimo cristiano propone un vero e proprio ritorno alla purezza del cristianesimo delle origini, cioè delle prime comunità cristiane sostanziali. Secondo Erasmo è necessario, cioè ritornare alle indicazioni del testo originario dei Vangeli, degli Atti degli Apostoli, ovvero prende le distanze da tutte quelle disquisizioni di carattere teologico-dogmatico che gli intellettuali medioevali avevano sovrapposto alla purezza del testo evangelico. Quindi l'umanesimo cristiano diventa un invito da parte di Erasmo da Rotterdam a ritrovare la semplicità delle origini, la semplicità cioè di un insieme di regole e di norme del buon vivere contenute all'interno dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli. Quello che emerge dal pensiero di Erasmo è quindi un insieme di norme per il buon vivere e quindi una religione che Erasmo da Rotterdam propone come una religione dell'uomo per l'uomo. È una riforma questa che riduce il cristianesimo sostanzialmente a un moralismo pratico, cioè un insieme, per l'appunto, di norme per il buon vivere senza nessun tipo di riferimento alla divinità o comunque al trascendente. Bene, in questa è una proposta che di fatto non coinvolge le masse, non fa presa sulla popolazione, resta un'interpretazione colta da intellettuali, certo, ma che non fa presa sulle masse. Le masse in questo periodo, tra la fine del Quattrocento e gli inizi del '500, seguono un altro genere di richiami, diciamo così. Quindi dalle riflessioni di Erasmo da Rotterdam ritorniamo, per così dire, nelle piazze, perché all'interno della popolazione, dove si avverte in questo periodo storico un forte malessere, sono frequentissime le cosiddette predizioni apocalittiche. Che cosa sono? Sono l'annuncio di eventi funesti che Dio avrebbe mandato, e di lì a poco, per punire malvagità e la degenerazione dei costumi umani, e attraverso questi eventi funesti avrebbe rigenerato, creato una nuova Chiesa. Le predizioni apocalittiche sono frequentissime, ripeto, a opera soprattutto di predicatori che passano da città a città, da villaggio a villaggio, si fermano nelle piazze, predicano e appunto, diremmo noi oggi, sensibilizzano la popolazione rispetto a questo pericolo imminente. L'obiettivo delle predizioni apocalittiche è far prendere coscienza alla popolazione della necessità di un cambiamento, una conversione degli stili di vita, un ritorno cioè ai principi evangelici. Uno tra i più famosi predicatori del tempo, Girolamo Savonarola, denuncia i costumi corrotti della Chiesa, annuncia appunto un imminente intervento divino e propone un cambiamento repentino che nella sua predicazione diventa anche la proposta di una nuova repubblica cristiana. Quindi ci sono anche dei caratteri decisamente innovativi, molti interessanti. Ecco, in queste previsioni apocalittiche Savonarola poi verrà condannato al rogo nel 1499. Quello che ci interessa di più è che il malessere diffuso, in qualche modo anche sostenuto da queste predizioni apocalittiche, porta all'aumento della cosiddetta pietà religiosa. Cosa vuol dire? Vuol dire che nell'ottica di volersi convertire e voler cambiare gli stili di vita, la popolazione fa ampio ricorso, molto più in precedenza, a tutta una serie di riti, di pratiche di pietà, come possono essere donazioni, come possono essere elemosine, riti come possono essere appunto atti di carità o di vicinanza o di aiuto ai più poveri. Ecco, tutte pratiche che sono da un lato pratiche di espiazione, dall'altro tentativi appunto di vivere uno stile di vita molto più vicino a quello e lì co. In questo modo, tra le altre pratiche di devozione, la popolazione del tempo fa ampio ricorso anche alle cosiddette indulgenze. La gente cerca le indulgenze. A che cosa sono le indulgenze? Certo, le indulgenze sono quegli sconti di pena che, a fronte di pentimento, a fronte di elemosine, riti, donazioni, vengono elargite per chi appunto le desidera, le si sottopone a questi riti, ma anche per esempio i defunti del purgatorio. Bene, a questa richiesta di indulgenze la Chiesa risponde in maniera scomposta, nel senso che di per sé le indulgenze non sono un problema. Le indulgenze sono uno dei tanti riti che la religiosità cristiana proponeva e che la popolazione richiede. Diventano problematiche quando la Chiesa risponde a questa domanda della popolazione approfittando e anteponendo il beneficio fiscale, cioè il beneficio economico o il costo richiesto per le indulgenze, al lato spirituale, all'aspetto cioè di cura delle anime. Questo è il vero problema dell'abuso delle indulgenze in questo frangente storico. Ecco, soprattutto la Curia romana è assolutamente responsabile di aver gestito in maniera, diciamo, spregiudicata le indulgenze per scopi e per interessi che potremmo definire senza dubbio di tipo politico. Questo aspetto si somma a varie altre criticità della Curia romana in questo stesso periodo storico, tant'è che la Curia romana, che di fatto controlla e gestisce gli interessi del Papa e della Chiesa e, diciamo, gestisce tutto l'apparato fiscale non all'interno della Chiesa, dimostra una progressiva separazione tra il ministero pastorale e le questioni invece, diciamo, più prettamente politico-economiche. E questo la popolazione lo percepisce, lo vede, lo coglie e lo inserisce all'interno del già presente e diffusissimo risentimento di cui parlavamo all'inizio. Abbiamo a questo punto tutte le premesse per cogliere, capire e indagare la vicenda di Martin Lutero.
Speaker A
cambiamento da parte della chiesa e ci eravamo soffermati infine sul fatto che ci fossero anche delle riforme in atto all'interno della chiesa ma che queste non provenissero più come era accaduto magari in secoli precedenti dalle gerarchie ecclesiastiche ma provenissero
Speaker A
dalla libera iniziativa di singole persone sacerdoti o laici che fossero tutte però azioni pratiche svolte sul piano concreto la cura dei poveri no l'apertura di scuole ospedali e quant'altro abbiamo detto nella scorsa puntata bene in realtà tra la fine del quattrocento
Speaker A
all'inizio del cinquecento anche gli intellettuali in qualche modo si mobilitano e cercano di elaborare delle proposte di riforma queste proposte però si distinguono da quelle che ho appena citato poco fa per il fatto che sono proposte teoriche sono delle riflessioni dei
Speaker A
pensieri che alcuni intellettuali fanno su cosa avrebbe dovuto la chiesa cambiare in questo periodo storico prendo come esempio di queste proposte di riforma il caso di erasmo da rotterdam erasmo da rotterdam è un filosofo un pensatore e un intellettuale olandese vive tra il
Speaker A
1400 e 67 e il 1536 e dà vita a una articolata riflessione e proposta che prende il nome di umanesimo cristiano l'umanesimo cristiano propone un vero e proprio ritorno alla purezza del cristianesimo delle origini cioè delle prime comunità cristiane sostanziali
Speaker A
secondo erasmo e necessario cioè ritornare alle indicazioni del testo originario dei vangeli degli atti degli apostoli ovvero prende le distanze da tutte quelle disquisizioni di carattere teologico dogmatico che gli intellettuali medioevali avevano sovrapposto alla purezza del testo evangelico quindi l'umanesimo cristiano
Speaker A
diventa un invito da parte di erasmo da rotterdam a ritrovare la semplicità delle origini la semplicità cioè di un insieme di regole e di norme del buon vivere contenute all'interno dei vangeli e degli atti degli apostoli quello che emerge dal pensiero di erasmo
Speaker A
e quindi un insieme di norme per il buon vivere e quindi una religione che erasmo da rotterdam propone come una religione dell'uomo per l'uomo è una riforma questa che riduce il cristianesimo sostanzialmente un moralismo pratico cioè un insieme per l'appunto di norme
Speaker A
per il buon vivere senza nessun tipo di riferimento alla divinità o comunque al trascendente bene in questa è una proposta che di fatto non coinvolge le masse non fa presa sulla popolazione resta un interpretazione colta da intellettuali certo ma che non fa presa
Speaker A
sulle masse le masse in questo periodo tra la fine del quattrocento inizi del 500 seguono un altro genere di richiami diciamo così quindi dalle riflessioni di erasmo da rotterdam ritorniamo per così dire nelle piazze perché all'interno della popolazione dove si avverte in
Speaker A
questo periodo storico un forte malessere sono frequentissime le cosiddette predizioni apocalittiche che cosa sono sono l'annuncio di eventi funesti che dio avrebbe mandato e di lì a poco per punire malvagità e la degenerazione dei costumi umani e attraverso questi eventi funesti
Speaker A
avrebbe rigeneratori creato una nuova chiesa le predizioni apocalittiche sono frequentissime ripeto a opera soprattutto di predicatori che passano da città a città da villaggio a villaggio si fermano nelle piazze predicano e appunto diremmo noi oggi sensibilizzano la popolazione rispetto a
Speaker A
questo pericolo imminente l'obiettivo delle predizioni apocalittiche e far prendere coscienza alla popolazione della necessità di un cambiamento una conversione degli stili di vita un ritorno cioè ai principi evangelici uno tra i più famosi predicatori del tempo girolamo savonarola denuncia i
Speaker A
costumi corrotti della chiesa annuncia appunto un imminente intervento divino e propone un cambiamento repentino che nella sua predicazione diventa anche la proposta di una nuova repubblica cristiana quindi ci sono anche dei caratteri decisamente innovativi molti interessanti ecco in queste previsioni
Speaker A
apocalittiche savonarola poi verrà condannato al rogo nel 1499 quello che ci interessa di più è che il malessere diffuso in qualche modo anche sostenuto da queste predizioni apocalittiche porta all'aumento della cosiddetta pietà religiosa cosa vuol dire vuol dire che nell'ottica
Speaker A
di volersi convertire e voler cambiare gli stili di vita la popolazione fa ampio ricorso molto più in precedenza a tutta una serie di riti di pratiche di pietà come possono essere donazioni come possono essere elemosine riti come possono essere
Speaker A
appunto atti di carità o di vicinanza o di aiuto ai più poveri ecco tutte pratiche che sono da un lato pratiche di espiazione dall'altro tentativi appunto di vivere uno stile di vita molto più vicino a quello e lì co in questo modo tra le altre
Speaker A
pratiche di devozione la popolazione del tempo fa ampio ricorso anche alle cosiddette indulgenze la gente cerca le indulgenze a che cosa sono le indulgenze certo le indulgenze sono quegli sconti di pena che a fronte di pentimento a fronte di elemosine
Speaker A
rieti donazioni vengono elargite per chi appunto le desidera le si sottopone a questi riti ma anche per ad esempio i defunti del purgatorio bene a questa richiesta di indulgenze la chiesa risponde in maniera scomposta nel senso che di per sé le indulgenze
Speaker A
non sono un problema le indulgenze sono uno dei tanti riti che la religiosità cristiana proponeva e che la popolazione richiede diventano problematiche quando la chiesa risponde a questa domanda della popolazione approfittando e anteponendo il beneficio fiscale cioè il
Speaker A
beneficio economico o il costo richiesto per le indulgenze al lato spirituale all'aspetto cioè di cura delle anime questo è il vero problema dell'abuso delle indulgenze in questo frangente storico ecco soprattutto la curia romana è assolutamente responsabile di aver
Speaker A
gestito in maniera diciamo spregiudicata le indulgenze per scopi e per interessi che potremmo definire senza senza dubbio di tipo politico questo aspetto si somma a varie altre criticità della curia romana in questo stesso periodo storico tant'è che la curia romana che di fatto
Speaker A
controlla e gestisce gli interessi del papa e della chiesa e diciamo gestisce tutto l'apparato fiscale non all'interno della chiesa dimostra una progressiva separazione tra il ministero pastorale e le questioni invece diciamo più prettamente politico economiche e questo la popolazione lo percepisce lo vede lo
Speaker A
coglie e lo inserisce all'interno del già presente è diffusissimo risentimento di cui parlavamo all'inizio abbiamo a questo punto tutte le premesse per cogliere capire e indagare la vicenda di martin lutero
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