Monologo tratto da Pirandello, interpretato da Marco, che riflette sulla morte e la vita con intensità e ironia.
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Key Takeaways
- La morte è invisibile e imprevedibile, non riconoscibile come un semplice insetto.
- La consapevolezza della morte cambia profondamente la percezione della vita quotidiana.
- L’ironia e la provocazione sono strumenti per affrontare la paura della fine.
- L’arte teatrale può rendere accessibili temi esistenziali complessi.
- Vivere consapevolmente significa anche accettare la fragilità e la precarietà dell’esistenza.
What the video covers
- Il video presenta un monologo tratto da 'L'uomo dal fiore in bocca' di Luigi Pirandello.
- Il protagonista riflette sulla morte, paragonandola a un insetto invisibile e inevitabile.
- Descrive la malattia che porta con sé, chiamata epitelioma, come un 'fiore in bocca'.
- Racconta la sua difficoltà a vivere tranquillo nonostante la consapevolezza della morte imminente.
- Mostra un atteggiamento ironico e provocatorio verso la vita e la morte.
- Il protagonista esprime il bisogno di uscire e osservare il mondo per non cedere alla disperazione.
- Il monologo si conclude con una presentazione personale dell'interprete, Marco, e un invito a riflettere sul proprio modo di vivere la morte.
- Il video è prodotto da 'Teatro per Tutti', con l’obiettivo di rendere accessibile il teatro classico.
- Il linguaggio è intenso, poetico e carico di emozione, tipico dello stile pirandelliano.
- Il monologo esplora temi universali come la mortalità, la paura e la voglia di vivere.
Chapters
- 00:00Introduzione alla morte come insetto invisibile
- 00:21La morte nascosta tra la gente
- 00:51La malattia sotto la luce
- 01:19Il fiore in bocca: epitelioma e la morte che torna
- 01:53La difficoltà di vivere con la consapevolezza della morte
- 02:09L’amore, la follia e il bisogno di uscire
- 02:27La tensione tra vita e morte
- 02:41Conclusione e presentazione di Marco
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Speaker A
Se la morte, signor mio, fosse come uno di quegli insetti strani schifosi che qualcuno inopinatamente ci scopre addosso, lei passa per via, un altro passante all'improvviso lo ferma e, cauto, con due dita protese le dice: "Scusi, permette? Lei
Speaker A
Egregio signore, c'ha la morte addosso" e con quelle due dita protese la piglia e la butta via. Sarebbe magnifico, ma la morte non è come uno di quegli insetti schifosi. Tanti che passeggiano disinvolti, alieni. Forse ce l'hanno addosso, nessuno la vede ed essi pensano
Speaker A
quiete e tranquilli a ciò che faranno domani e domani all'altro. Ora io, caro signore, ecco venga qua, qua, qua sotto questa luce, venga, le faccio vedere una cosa. Guardi qua sotto questo baffo qua, vede che bel tubero violaceo? Sa come si chiama?
Speaker A
Questo ha un nome dolcissimo, più dolce di una caramella: epitelioma si chiama. Pronunziate, che dolcezza, epitelioma. La morte, capisce, è passata. Ho ficcato questo fiore in bocca e mi ha detto: "Tiento caro, ripasserò fra 8-11 mesi." Ora mi dica lei se con questo fiore
Speaker A
in bocca io me ne posso stare a casa tranquillo, quieto, come quella disgraziata vorrebbe. Le grido: "Ah sì, vuoi che ti baci?" "Sì, baciami." Ma sa che ha fatto con uno spillo l'altra settimana? Si è fatto uno sgraffio qua sul labbro e
Speaker A
poi m'ha preso la testa e mi voleva baciare, baciare in bocca, perché dice che vuole morire con me. È pazza, a casa io non ci sto, ho bisogno di starmi dietro le vetrine delle botteghe io, ad ammirare la bravura dei giovani di
Speaker A
negozio, perché lei capisce, se mi si fa un momento di vuoto dentro, lei lo capisce, posso anche ammazzare come niente tutta la vita di uno che non conosco, cavare la rivoltella e ammazzare uno che, come lei per disgrazia, abbia
Speaker A
perduto il treno. No, no, no. Caro signore, io, io scherzo, me ne vado. Ammazzerei me semmai. Ciao, io sono Marco. Questa è la mia versione dell'uomo dal fiore in bocca che ho fatto per il teatro, per tutti. Tu come lo
Speaker A
faresti?
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