Festival della Mente 2018 – Alessandro Barbero (3/3) — Transcript

Alessandro Barbero racconta l'ultimo anno della Prima Guerra Mondiale in Italia, da Caporetto a Vittorio Veneto, analizzando cause, eventi e conseguenze.

Key Takeaways

  • La ritirata italiana a Caporetto fu una sconfitta grave ma non definitiva, con l'esercito che si riorganizzò e resistette al Piave.
  • La presenza e il supporto degli alleati inglesi e francesi furono fondamentali per la tenuta del fronte italiano.
  • La propaganda e la motivazione dei soldati giocarono un ruolo cruciale nel rafforzare la resistenza italiana dopo Caporetto.
  • Le difficoltà logistiche e la stanchezza delle truppe austro-tedesche limitarono la loro capacità di avanzare oltre il Piave.
  • La guerra in Italia fu anche una guerra di identità nazionale e di tensioni interne agli imperi coinvolti.

Summary

  • Il video conclude una trilogia sulla Prima Guerra Mondiale in Italia, focalizzandosi sull'ultimo anno di guerra dal disastro di Caporetto alla vittoria di Vittorio Veneto.
  • Dopo la disfatta di Caporetto, l'esercito italiano si ritira fino al fiume Piave, dove riesce a fermare l'avanzata austro-tedesca nonostante le difficoltà e l'esaurimento delle truppe nemiche.
  • La propaganda italiana sfrutta la difesa del Piave per motivare i soldati, sottolineando la presenza di civili e profughi oltre il fronte e la necessità di resistere.
  • Gli alleati inglesi e francesi inviano rinforzi consistenti, con 11 divisioni schierate sul fronte italiano entro novembre 1917, contribuendo a stabilizzare la situazione.
  • La terza armata italiana si ritira senza essere distrutta, a differenza della seconda armata travolta a Caporetto, mantenendo così una forza combattente significativa.
  • Il video evidenzia le differenze tattiche e di armamenti tra italiani e alleati, sottolineando la superiorità di questi ultimi in termini di artiglieria e risorse.
  • Vengono raccontati episodi di vita quotidiana e di propaganda, come i giornalini per soldati e le interazioni tra prigionieri italiani e ufficiali austro-tedeschi.
  • Si analizzano anche le motivazioni dietro la decisione degli austro-tedeschi di fermarsi al Piave, tra stanchezza, logistica e ragioni strategiche.
  • Il discorso tocca infine le tensioni interne all'impero austro-ungarico e le aspirazioni nazionali di alcune popolazioni, come cechi, slovacchi e jugoslavi.
  • Il video si basa su testimonianze e memorie storiche per offrire un quadro dettagliato e umano degli eventi bellici e delle loro conseguenze.

Full Transcript — Download SRT & Markdown

00:06
Speaker A
Buonasera a tutti. Allora, questa sera concludiamo questa trilogia sulla prima guerra mondiale dell'Italia raccontando l'ultimo anno della guerra, da Caporetto a Vittorio Veneto. Devo essere sincero fin da subito: è una storia meno surreale rispetto a quella dell'entrata in guerra dell'Italia e meno tragica rispetto alla storia di Caporetto. Ormai siete qui tanto comunque, è un pezzo di storia d'Italia che credo valga comunque la pena di esaminare un po' più da vicino.
00:30
Speaker A
meno tragica rispetto alla storia di caporetto ormai siete qui tanto comunque è è un pezzo di storia d'italia che credo valga comunque la pena di esaminare un po più da vicino dopo caporetto dunque l'attacco austriaco e soprattutto tedesco è scattato il 24 ottobre del
00:54
Speaker A
Dopo Caporetto, dunque, l'attacco austriaco e soprattutto tedesco è scattato il 24 ottobre del 1917. Nel giro di due settimane quel che resta dell'esercito italiano è stato sbalzato indietro fino al Piave, tanto per capirci. In una guerra in cui si misuravano a km, un chilometro per volta, le avanzate vittoriose, in una guerra dove l'undicesima battaglia dell'Isonzo, che noi abbiamo vinto, la battaglia della Bainsizza, ha portato l'esercito italiano ad andare avanti di 8-10 km.
01:16
Speaker A
dell'isonzo che noi abbiamo vinto la battaglia della bainsizza ha portato l'esercito italiano andare avanti di 8 10 km e quegli otto dieci chilometri di avanzata hanno dato ai comandi austriaci la sensazione che la prossima volta crollava tutto i tedeschi a caporetto ci
01:39
Speaker A
E quegli otto-dieci chilometri di avanzata hanno dato ai comandi austriaci la sensazione che la prossima volta crollava tutto. I tedeschi a Caporetto ci hanno ributtato indietro di 150 km. Siamo in Italia, un pezzo d'Italia è occupato. Le colonne di prigionieri italiani che marciano verso oriente incrociano le colonne dei tedeschi che vanno avanti, la pancia piena perché si sono fermati a mangiare dappertutto, entusiasti, felici per la vittoria.
02:03
Speaker A
per la vittoria quando piove con gli ombrelli aperti perché le colonne tedesche saccheggiano gli ombrelli nelle case e per un po marciano riparandosi con l'ombrello fino a quando i loro comandi non decidono che non è una cosa adatta a dei
02:17
Speaker A
Quando piove, con gli ombrelli aperti, perché le colonne tedesche saccheggiano gli ombrelli nelle case e per un po' marciano riparandosi con l'ombrello, fino a quando i loro comandi non decidono che non è una cosa adatta a dei veri uomini e quindi lo proibiscono. I tedeschi incrociano le colonne dei nostri prigionieri e scherzando gli dicono: "A Milano, a Milano, stiamo andando a Milano".
02:36
Speaker A
che parla italiano un ufficiale austriaco che magari e di trieste e che gli dice anche questo ho trovato in una memoria adesso noi andremo a roma appare il gobetto dove il gobetto sarebbere vittorio naturalmente è invece non vanno
02:55
Speaker A
Ogni tanto qualche ufficiale italiano prigioniero si trova a far due chiacchiere con un ufficiale austriaco che parla italiano, un ufficiale austriaco che magari è di Trieste e che gli dice anche questo, ho trovato in una memoria: "Adesso noi andremo a Roma". Appare il Gobetto, dove Gobetto sarebbe Vittorio naturalmente, invece non vanno a Milano e non vanno a Roma, si fermano al Piave.
03:10
Speaker A
sempre quando lo dice perché è successa una cosa e non c'è mai un solo motivo ce ne sono tanti la tentazione dello storico sarebbe di dire ma avete mai avuto ed esempi nella storia di una vittoria dopo la quale chi
03:26
Speaker A
La prima domanda che sempre si pone in questi casi, appunto, ma perché si sono fermati al Piave? Come che l'esercito italiano è riuscito a fermarsi lì? Quelle risposte in realtà sono tante, come sempre quando si dice perché è successa una cosa e non c'è mai un solo motivo, ce ne sono tanti.
03:44
Speaker A
di portarla avanti ce ne vuole gli aeroporti magazzini le linee ferroviarie tutto indietro e le truppe sono stravolte esauste non ce la fanno più arrivati al piave e al grappa in quel novembre del 17 ci provano ancora ci
04:03
Speaker A
La tentazione dello storico sarebbe di dire: ma avete mai avuto esempi nella storia di una vittoria dopo la quale chi ha vinto conquista tutto il mondo? No, ci si ferma sempre. Sempre, quando hai vinto, prima o poi ti fermi. Fermarsi al Piave dopo 150 km di corsa è il minimo. I tedeschi sono esausti, hanno lasciato indietro tutta la loro artiglieria prima di portarla avanti, ce ne vuole. Gli aeroporti, magazzini, le linee ferroviarie, tutto indietro, e le truppe sono stravolte, esauste, non ce la fanno più.
04:22
Speaker A
anzi a dirla tutta combatte meglio di prima perché quel che resta dell'esercito adesso sta combattendo in italia ed è più facile spiegare ai soldati perché si combatte certo anche prima i soldati dicevano la patria il risorgimento all'unità d'italia trento
04:40
Speaker A
Arrivati al Piave e al Grappa, in quel novembre del '17, ci provano ancora, ci sperano anche, e invece lì non passano. Quel che resta dell'esercito italiano tiene duro ed è la prima sensazione all'improvviso in Italia che forse, dopo tutto, non tutto è perduto. L'esercito, nonostante le botte che ha preso, c'è ancora e combatte ancora.
05:00
Speaker A
erano adesso invece si combatte in italia e la propaganda nostra lo capisce subito è su questo che bisogna battere ai soldati bisogna spiegarlo e non è difficile guardate che di là non se ne son mica andati tutti certo mezzo milione di
05:17
Speaker A
Anzi, a dirla tutta, combatte meglio di prima, perché quel che resta dell'esercito adesso sta combattendo in Italia ed è più facile spiegare ai soldati perché si combatte. Certo, anche prima i soldati dicevano la patria, il Risorgimento, l'unità d'Italia, Trento, Trieste. Sta di fatto che le truppe italiane che sono state attaccate e travolte a Caporetto vivevano da due anni in un paese straniero abitato da stranieri sloveni, i quali li detestavano e li consideravano giustamente degli invasori, e i nostri soldati tanto contenti non erano.
05:38
Speaker A
un po se lo immaginano ma insomma che sul piave vale la pena di resistere è più facile farlo capire è i soldati combattono meglio di prima poi ci sono anche altri motivi non bisogna assolutamente sottovalutare il fatto che i nostri alleati
05:55
Speaker A
Adesso invece si combatte in Italia e la propaganda nostra lo capisce subito: è su questo che bisogna battere, ai soldati bisogna spiegarlo, e non è difficile. Guardate che di là non se ne son mica andati tutti. Certo, mezzo milione di profughi se ne sono andati dai territori oltre il Piave, ma tantissimi sono rimasti, e la nostra propaganda ai soldati insiste a dire questo: pensate a quelli che sono rimasti dall'altra parte, pensate alle donne, le sentite gridare, le donne, e loro un po' le sentono davvero, è un po' se lo immaginano, ma insomma che sul Piave vale la pena di resistere.
06:13
Speaker A
novembre per capirci sono schierate sul fronte italiano 11 divisioni inglesi e francesi 11 divisioni e più dell'intera terza armata noi nel corso della ritirata abbiamo celebrato la terza armata com'è andata dal duca d'aosta che mentre la seconda armata si è fatta
06:33
Speaker A
È più facile farlo capire e i soldati combattono meglio di prima. Poi ci sono anche altri motivi. Non bisogna assolutamente sottovalutare il fatto che i nostri alleati sono venuti giù a darci una mano, non che ci vogliano bene, però il pericolo che l'Italia esca dalla guerra, che il nemico davvero arrivi a Milano, ecco, è troppo forte.
06:53
Speaker A
questo bisogna anche dirlo gli inglesi ei francesi hanno eserciti di qualità superiore gli inglesi ei francesi combattono da tre anni in francia contro il miglior esercito del mondo i tedeschi noi quando ci siamo trovati di fronte i tedeschi ci
07:10
Speaker A
Perciò gli inglesi e i francesi hanno mandato truppe, tante truppe. Entro fine novembre, per capirci, sono schierate sul fronte italiano 11 divisioni inglesi e francesi, 11 divisioni, e più dell'intera terza armata. Noi, nel corso della ritirata, abbiamo celebrato la terza armata, com'è andata, dal Duca d'Aosta, che mentre la seconda armata si è fatta sbaragliare a Caporetto, ecco, la terza armata è tornata indietro intatta e invita.
07:27
Speaker A
inglesi di artiglieria mandate per amicizia simbolicamente sul nostro fronte e gli ufficiali inglesi di artiglieria ci sono i loro diari i loro libri dicono l'esercito italiano i soldati sono coraggiosissimi è pazzesco come vanno a farsi ammazzare i soldati gli uomini ufficiali ma quanto a
07:49
Speaker A
Poi per decenni la retorica celebrerà in Italia e lì invita terza armata. Le 11 divisioni mandate dai nostri alleati da sole sono di più dell'intera terza armata. E non è solo questo, bisogna anche dirlo: gli inglesi e i francesi hanno eserciti di qualità superiore.
08:14
Speaker A
competenza tattica diversi armamenti se ne accorgono gli austriaci gli austriaci sono abituati a combattere con noi e con noi se la giocano alla pari ma nel dicembre sul monte tomba gli austriaci si trovano di fronte i francesi ei
08:30
Speaker A
Gli inglesi e i francesi combattono da tre anni in Francia contro il miglior esercito del mondo, i tedeschi. Noi, quando ci siamo trovati di fronte i tedeschi, ci siamo sbriciolati a Caporetto. Gli inglesi e francesi sono tre anni che tengono botta, anche se con grande fatica, bisogna dire. Sono altri eserciti, un'altra professionalità e altri mezzi, altre economie alle spalle.
08:48
Speaker A
rimessi in riga riprendono il fucile vengono ridistribuiti ai reparti e i reparti vanno in linea e combattono dopodiché naturalmente nella nostra storiografia si è sempre molto insistito sul fatto che dopo il disastro di caporetto abbiamo imparato qualcosa è cambiato il
09:06
Speaker A
Già prima di Caporetto noi avevamo delle batterie inglesi di artiglieria mandate per amicizia simbolicamente sul nostro fronte, e gli ufficiali inglesi di artiglieria, ci sono i loro diari, i loro libri, dicono: l'esercito italiano, i soldati sono coraggiosissimi, è pazzesco come vanno a farsi ammazzare i soldati, gli uomini, ufficiali, ma quanto a tecnica, quanto a competenza, poco.
09:27
Speaker A
soldati per la loro mentalità più licenze più distrazioni meno fucilazioni allora è vero in parte dias personalmente centra poco probabilmente chi è diaz di solito si dice sempre hanno nominato uno sconosciuto con grande sorpresa di tutti è abbastanza
09:47
Speaker A
L'artiglieria, tanti cannoni, però fa poco, e poi hanno poche risorse. Fuoco normale per una batteria italiana significa sparare sei colpi, allora per una batteria inglese significa sparare 30 colpi. Allora, Firenze si vede, c'è una diversa competenza tattica, diversi armamenti.
10:05
Speaker A
conoscere lo mettono quando lo spiegano gli alleati il re vittorio per esempio agli alleati agli inglesi ei francesi spiega abbiamo questo diaz è bravissimo e il migliore abbiamo messo lui la verità vera probabilmente e che hanno messo lui perché non volevano rischiare
10:25
Speaker A
Se ne accorgono gli austriaci. Gli austriaci sono abituati a combattere con noi e con noi se la giocano alla pari, ma nel dicembre sul Monte Tomba gli austriaci si trovano di fronte i francesi e i francesi li fanno a pezzi.
10:40
Speaker A
sappiamo se non va a finire tutto molto male si è già bruciato cadorna né bruciamo un altro il re vittorio che su questo tema tornava spesso senza immaginare che tanti anni dopo gli sarebbe toccato davvero il re vittorio dice beh se va male e mi tocca
10:59
Speaker A
Dunque, l'aiuto degli inglesi e dei francesi è una cosa consistente, significativa, e dà una mano al nostro esercito che si sta in realtà rimettendo in piedi. Gli sbandati, ammassati in enormi campi di concentramento, pian piano vengono rimessi in riga, riprendono il fucile, vengono ridistribuiti ai reparti e i reparti vanno in linea e combattono.
11:16
Speaker A
i quali spiace dirlo badoglio il quale ha delle grosse responsabilità per caporetto ma dopo dopo come vice capo di stato maggiore è uno che dà un'impronta forte di modernizzazione all'esercito italiano e anche per quello che poi la commissione d'inchiesta su caporetto non
11:33
Speaker A
Dopodiché, naturalmente, nella nostra storiografia si è sempre molto insistito sul fatto che dopo il disastro di Caporetto abbiamo imparato qualcosa, è cambiato il comando, è cambiato lo stile di comando. Cadorna è andato via, adesso c'è Diaz, e se voi andate a vedere nella divulgazione, nella manualistica, si insiste molto sul diverso modo più umano di comandare che Diaz avrebbe portato con sé: maggior comprensione per i soldati, per la loro mentalità, più licenze, più distrazioni, meno fucilazioni.
11:51
Speaker A
importante cadorna avrebbe detto ma perché i soldati pensano ma figuriamoci milione di analfabeti invece i soldati pensano e sentono i nuovi comandanti lo capiscono meglio questo bisogna fare propaganda quindi non che non si facesse anche prima la propaganda prima di
12:12
Speaker A
Allora, è vero in parte. Diaz personalmente centra poco, probabilmente. Chi è Diaz? Di solito si dice sempre: hanno nominato uno sconosciuto con grande sorpresa di tutti. È abbastanza vero, intendiamoci. Armando Diaz non è uno sconosciuto per i suoi colleghi, è un comandante di corpo d'armata, è pur sempre Sua Eccellenza il Tenente Generale Armando Diaz.
12:28
Speaker A
come veniva realizzata in pratica una delle divisioni che vengono travolte a caporetto la cinquantesima divisione i giorni prima dell'offensiva nemica il generale comandante della cinquantesima divisione in conca di prezzo all'improvviso si sveglia è un vecchio signore all'improvviso si sveglia e gira già la
12:51
Speaker A
Ce ne saranno trenta o quaranta come lui dell'esercito, sono troppi perché il pubblico li possa conoscere. Lo mettono quando lo spiegano agli alleati, il re Vittorio, per esempio, agli alleati, agli inglesi e ai francesi.
13:14
Speaker A
d'indipendenza ferito a custoza grande patriota che allo scoppio della guerra si è di nuovo arruolato è capitano dei bersaglieri a 70 anni non sanno cosa fargli fare adesso c'è questa cosa nuova delle conferenze e gli fanno fare le
13:29
Speaker A
conferenze per cui a una sala piena di alpini il veterano di custoza appoggiato alla sua gruccia di mutilato piede una conferenza sul tema è bello morire per la patria e ho trovato anche il rapporto del comandante di quegli alpini che dice
13:49
Speaker A
la sala rumoreggiava adesso invece la propaganda si comincia a prenderla sul serio nasce nell'esercito italiano il servizio p propaganda e la propaganda la fanno gli intellettuali migliori che ci sono sul campo vengono arruolati in tanti prezzolini salvemini piero calamandrei
14:12
Speaker A
ardengo soffici scrittori poeti intellettuali di tutti i tipi gente in gamba che la prende sul serio questa cosa e che capisce che ai soldati appunto devi cercare di parlare in un certo modo devi dirgli delle cose semplici dall'altra parte ci sono le donne
14:28
Speaker A
andiamo a liberarle prima o poi nascono giornalini per i soldati alcuni sono famosi oggi collezionisti ne hanno gli scaffali pieni l'ha tradotta giornalini fatti bene non roba buttata via la tradotta collaborano i giornalisti del corriere della sera il che vuole anche
14:47
Speaker A
dire i disegnatori della domenica del corriere del corriere dei piccoli ci sarebbe da scrivere un libro su come il corriere dei piccoli ha formato generazioni di borghesi italiani e poi si spinge sul fatto che appunto i soldati dei bisogna trattarli meglio
15:05
Speaker A
devono mangiare meglio prima di caporetto mangiavano da cani e nella ritirata hanno scoperto che era pieno di depositi strapieni di ogni ben di dio e ha dovuto dare fuoco a tutto per non lasciarlo al nemico non deve più
15:17
Speaker A
succedere alla roba buona deve arrivare in trincea nelle gamelle dei soldati e poi mandarli in licenza prima li mandavano il meno possibile per checa donne era convinto che il soldato che va in licenza arriva nel paese nel paese
15:31
Speaker A
gli dicono questa guerra quando è che l'ha finita e basta facciamo una rivoluzione e il soldato torna al fronte non ho più voglia di combattere questo vi chiodo fisso di cadorna quindi in licenza non li mandiamo adesso invece li
15:43
Speaker A
mandano molto di più in licenza e il riposo deve essere vero riposo no ginnastica fatica esercitazioni riposo ci sono degli iscritti dei generali di queste epoche che dicono no no quando si mandano gli uomini a riposo deve essere
15:57
Speaker A
riposa davvero ci deve essere un paese un fiume un'osteria delle donne che veramente la gente sappia che dopo aver combattuto un po vengono anche i momenti belli e tutte queste cose insieme un po cominciano a incidere il morale dei
16:14
Speaker A
combattenti comincia un po a risalire e anche nel paese in generale uno di quei rari momenti in cui come dire nel paese domina una certa sobrietà la tendenza è a dire c'eravamo montati la testa caporetto ci ha insegnato
16:32
Speaker A
qualcosa per esempio gli stessi militari cominciano a criticare i giornalisti i famosi giornalisti come luigi barzini del corriere della sera che erano odiati dai soldati perché quando un soldato per caso sentiva legge un articolo del corriere della sera che
16:48
Speaker A
descriveva una battaglia e non si ritrovava la sua vita vera i giornali parlavano di avanzate eroiche gloriose ufficiali paterni bandiere al vento e il soldato che sapeva benissimo che le cose erano diverse odiava i giornalisti e si deprimeva gli
17:04
Speaker A
stessi ufficiali cominciano a dire basta basta bugie basta retorica cominciamo a raccontare le cose come stanno sarà un breve momento è durano sempre poco i momenti in cui si dice niente retorica ecco ma in quel momento c'è l'eterna italia pomposa e parolaia per
17:23
Speaker A
un momento attraversa un bagno di di sobrietà e di realismo e così nel novembre dicembre l'offensiva tedesca e austriaca si esaurisce sul piave e sul grappa e a quel punto i tedeschi dicono agli austriaci siete contenti ci avvenuti
17:44
Speaker A
abbiamo fatto quello che volevate molto di più li abbiamo riportati indietro fino al piave adesso son fatti vostri a noi le truppe tedesche ci servono in francia entro gennaio non c'è più un soldato tedesco in italia rimangono i soliti vecchi austriaci con
18:02
Speaker A
i quali già da prima ce la giocavamo alla pari tutto sommato e c'è il piave fra noi e loro passa l'inverno primavera gli austriaci non hanno abbastanza forze per attaccare e noi assolutamente non abbiamo le forze per attaccare noi
18:25
Speaker A
quindi si rimane lì a guardarsi da una parte all'altra del piave si va avanti la primavera declina nell'estate e si comincia a vedere nel mondo la sensazione che forse quest'anno questa guerra potrebbe arrivare alla conclusione i tedeschi in francia ne riparleremo
18:45
Speaker A
scatenano una serie di offensive come dire o la va o la spacca ci bruciamo tutto se va bene arriviamo a parigi gli austriaci decidono che anche loro devono fare qualcosa dopotutto a caporetto andata così bene certo ma caporetto c'erano i tedeschi è
19:05
Speaker A
adesso i tedeschi non ci sono più ma gli austriaci raccolgono lo stesso tutte le forze che gli restano per attaccare di nuovo attaccheranno per cercare di passare il piave sfondare e far crollare il fronte italiano l'offensiva è programmata per giugno è
19:26
Speaker A
programmata con attenzione come al solito in tutti i particolari anche la propaganda le poste imperiali stampano francobolli in cui si vede un erculeo guerriero che abbatte a colpi di clava un gatto il quale gatto siamo noi gli italiani
19:45
Speaker A
qui faccio una piccola digressione tanto siamo all'ultima sera ce lo possiamo permettere perché gli italiani sono accostati ai gatti ebbene esiste un soprannome insultante che gli austriaci davano agli italiani non soltanto l'esercito austriaco durante la guerra mondiale ma un
20:03
Speaker A
soprannome che risale addirittura al settecento che indicava già nel settecento e nell'ottocento gli emigranti italiani in austria venditori ambulanti e così via questo soprannome era cazzo marca dove cazzo ma alla lettera vorrebbe dire fabbricante di gatti i linguisti si sono
20:24
Speaker A
interrogati naturalmente da dove diavolo viene fuori questo soprannome e qualcuno dice ma si son quelli italiani sono quelli che fanno tanti figli come i gatti noi diremo come i conigli no altri dicono ma ci deve essere qualcosa in
20:39
Speaker A
comune con il fatto che gli italiani i gatti li mangiano almeno gli emigrati italiani erano sospettati di la verità vera è che probabilmente il soprannome cassel mar deriva da una parola che qui non ripeterò che gli austriaci sentivano
20:56
Speaker A
continuamente in bocca agli italiani tant'è vero che io ho trovato proprio nelle lettere di un ufficiale austriaco durante la guerra alla vigilia dell'offensiva del piave anche un'altra versione questo dice adesso gliela faremo vedere ai cazzulini scritto sempre con la k il tz naturalmente ecco
21:15
Speaker A
allora i cassel ma che non sono lì dall'altra parte del piave e noi austriaci stavolta gliela facciamo vedere come la chiamiamo questa operazione l'attacco di caporetto fatto insieme da tedeschi e austriaci era stato battezzato l'operazione fratellanza darmi questa sono gli austriaci da soli
21:35
Speaker A
la chiamano operazione radetzky con l'idea che insomma gli italiani radeschi se lo ricordano e ci torniamo a quei bei tempi un po ci credono un po devono far finta di crederci l'imperatore carlo primo nel frattempo è morto nel 16 già
21:52
Speaker A
il vecchio francesco giuseppe adesso c'è carlo d'asburgo l'ultimo l'ultimo imperatore d'austria uno dei pochissimi santi che sia occasione di incontrare raccontando queste storie perché l'imperatore carlo primo che era molto cattolico è stato fatto santo da papa giovanni paolo ii il cui padre era
22:10
Speaker A
sergente nel suo esercito l'imperatore carlo primo dunque fa coniare in anticipo la medaglia ricordo per l'ingresso a venezia è un po presto ma insomma è meglio portarsi avanti sfonderemo sul piave andremo a venezia tanto per cambiare gli italiani sanno
22:30
Speaker A
benissimo che l'offensiva sta arrivando come sempre nella prima guerra mondiale è completamente impossibile tenere segreti i preparativi quindi attraverso le intercettazioni telefoniche le spie i disertori i comandi italiani sanno benissimo che la mazzata sta per arrivare e mentre prima di caporetto erano stati
22:50
Speaker A
molto tranquilli e sicuri di sé adesso vogliono far vedere che hanno imparato la lezione cosa è successo a caporetto una marea di sbandati centinaia di migliaia di sbandati abbiamo dovuto allestire in antichi allestire all'ultimo momento enormi campi per ospitare tutti questi
23:09
Speaker A
sbandati adesso alla vigilia dell'offensiva del piano tanto per essere sicuri i campi per accogliere i nostri sbandati nelle retrovie li preparano già prima così se crolla tutto almeno siamo già pronti a recuperare gli sbandati dopo caporetto cadorna aveva dovuto evacuare in fretta
23:29
Speaker A
e furia da un giorno all'altro il comando supremo di vicenza fosse adesso il comando supremo a padova però se quelli sfondano sul piave fatto sta che un gruppetto di ufficiali dello stato maggiore viene mandato a salsomaggiore che sembra abbastanza
23:46
Speaker A
indietro a cercare gli edifici per l'evacuazione del comando supremo se dobbiamo abbandonare padova almeno sappiamo già dove andare ma in realtà a parte questo questi sono gli aspetti umoristici ma la preparazione italiana stavolta c'è invece stavolta è così e
24:05
Speaker A
passato del tempo sono passati otto mesi da caporetto gli eserciti in guerra imparano in fretta a caporetto gli italiani si sono trovati di fronte un nemico i tedeschi che combatteva con tattiche tecniche che gli italiani avevano appena cominciato ad annusare ma
24:22
Speaker A
non le conoscevano ancora veramente ed è per quello che ci siamo sbriciolati ma otto mesi in guerra sono un tempo enorme il nostro esercito ha imparato a i generali hanno studiato e si sono messe in pratica le cose che sapevano fare i
24:35
Speaker A
tedeschi e noi invece no importante l'uso dell'artiglieria adesso entro un po in un aspetto tecnico ma non ha senso parlare di queste battaglie senza sapere quali erano le condizioni tecniche in cui quegli uomini si trovavano a combattere ea morire
24:54
Speaker A
cos'è l'artiglieria l'artiglieria significa questo nella prima guerra mondiale quando si attacca si e svantaggiati il nemico ali mitragliatrici le trincee il filo spinato e tu vai a farti ammazzare fin dai primi mesi della prima guerra mondiale si capisce questo se tu vai
25:11
Speaker A
all'attacco come ai vecchi tempi con la baionetta in canna e le bandiere al vento quelli ti massacrano non ci arrivi neanche alle loro trincee allora la reazione dei generali è stata di dire allora vuol dire che prima di
25:26
Speaker A
attaccare ii bombardiamo tanto abbiamo dei cannoni meravigliosi i cannoni negli ultimi anni hanno avuto dei progressi straordinari gli scienziati che si dedicano con zelo umanitario a questa cosa in tutti i paesi hanno inventato meravigliosi esplosivi nuovi non è solo nobel che ha
25:45
Speaker A
inventato la dinamite tutti i laboratori sono lì che lavorano e producono nuovi esplosivi sempre più potenti abbiamo tutti hanno un artiglieria di una potenza che non si era mai vista allora va bene se vogliamo attaccare vuol dire che prima li bombardiamo così
26:00
Speaker A
con l'artiglieria lear abbiamo al suolo le loro trincee il loro filo spinato le loro mitragliatrici bombardiamo anche per un giorno intero all'inizio della prima guerra mondiale sembra una cosa da pazzi invece lo fanno per 24 ore si bombarda con tutto quello
26:16
Speaker A
che costano i proiettili che quando un costo infernale non importa per 24 euro si bombarda e poi si va all'attacco vedrete l'artiglieria avrà spianato tutto si va all'attacco e gli altri vengono fuori dalle trincee dalle rovine tirano fuori le mitragliatrici e ti
26:34
Speaker A
spianano di nuovo come prima come successo succede che la gente in trincea e molto ben difesa contro i bombardamenti e quando il bombardamento si accentua la gente fa le trincee più profonde e comincia a fare i ripari di
26:47
Speaker A
cemento ai bunker ea lasciare in trincea solo qualcuno le vedette gli altri ben al riparo dietro risultato bombardare per un giorno non serve a niente come funziona la mente umana funziona così che i generali dicono allora bombardiamo per due giorni è
27:05
Speaker A
infatti si comincia a bombardare per due giorni prima di attaccare va tutto allo stesso modo allora bombardiamo per tre giorni nel 1916 siamo arrivati al punto che prima di attaccare sulla somma primo luglio 1916 gli inglesi bombardano per una settimana
27:26
Speaker A
allora ovviamente non è che non fa niente bombardare per una settimana uno non vorrebbe essere nei panni dei fanti tedeschi che se ne stanno nascosti nei loro bunker per una settimana con il mondo che gli esplode fuori fatto sta che neanche dopo una settimana
27:40
Speaker A
non basta quando gli inglesi vanno all'attacco ci sono ancora abbastanza tedeschi pronti per fall charlie a questo punto sono sicuro che ci saranno stati dei generali che avranno detto beh allora otto giorni ma ci sono anche dei generali tedeschi che dicono
28:00
Speaker A
no pensiamoci un po meglio a questa cosa bisogna cambiare sistema totalmente tu cominci il bombardamento gli altri sanno benissimo che tu bombarde rai per giorni e giorni e giorni e poi andrai all'attacco quindi si preparano si sistema ne stanno lì ad aspettare noi
28:19
Speaker A
dicono i tedeschi potremmo provare a fare così bomber diamo solo per un'ora quando gli altri erano appena cominciato a mettersi al riparo i bombardamento finisce e i nostri vanno all'attacco e li prendiamo di sorpresa questa cosa la prova lo dice proviamo la prima contro
28:37
Speaker A
quelle un po più deboli la provano contro i russi nell'estate autunno e del 17 funziona a meraviglia dicano proviamo la conto degli altri anche loro deboli la provano a caporetto funziona a meraviglia a caporetto interi battaglioni italiani vengono catturati
28:54
Speaker A
nelle loro caverne perché erano lì aspettandosi che il bombardamento durasse tutto il giorno e invece dopo un ora il bombardamento finisce e a quel punto mentre gli ufficiali dentro si stanno guardando e si stanno dicendo che facciamo sarà una finta oppure usciamo e ci sono
29:12
Speaker A
già i primi tedeschi all'ingresso della caverna che dicono italiani arrendetevi ecco gli italiani che a caporetto una poderosa artiglieria non l'hanno quasi usata perché perché non sapevano bene come usarla noi erano abituati a difendersi attaccavamo sempre noi quando
29:33
Speaker A
attacchi tu gli ordini per le artiglierie sono facili la vedete quella trincea laggiù anzi sulla cartina quel punto sulla cartina 8 km voi bombardate quel punto bombardate lo 50 colpi al giorno non dovete fare nient'altro è diverso quando sono gli
29:51
Speaker A
altri che ti attaccano dove devi sparare chi è che ti dice dove devi sparare la nostra artiglieria era completamente impreparata ma fra caporetto e il piave fra l'ottobre 17 e il giugno 18 anche i nostri ufficiali di artiglieria hanno
30:08
Speaker A
studiato come fanno i tedeschi quando vengono attaccati ed è passato un nuovo concetto che è la contro preparazione che vuol dire questo quando gli altri che ti vogliono attaccare cominciano a sparare ecco nel caso di caporetto gli ordini
30:25
Speaker A
per i nostri cannoni erano state bravi tranquilli zitti quando avete l'impressione che gli altri attaccano magari cominciate a sparare però poco perché i proiettili costano adesso il discorso è completamente diverso i proiettili costano pazienza per una volta spendiamo il piave bisogna
30:45
Speaker A
tenerlo c'è poco da fare si gioca il paese si gioca la monarchia costi quel che costi che per una volta non vuol dire non importa quanti morti ci saranno ma vuol dire non importa quanti soldi spendiamo quindi l'artiglieria di questi ordini la contro
31:00
Speaker A
preparazione che è la forma più moderna appena imparata che significa appena quelli con mille cannoni cominciano a spararci noi rispondiamo con duemila cannoni e tu loro ci sparano un giorno intero e anche noi gli spariamo un giorno intero
31:16
Speaker A
spariamo ai loro cannoni spariamo ai loro comandi ai loro magazzini alle strade le truppe che vengono all'attacco dovranno passare da qualche parte no e noi speriamo li continuamente senza risparmiare è la prima volta che l'artiglieria italiana si comporta sul
31:33
Speaker A
piave in modo moderno la contro preparazione vuol dire che le truppe austriache che si preparano all'attacco vengono schiacciate nelle loro trincee di partenza da una marea di fuoco le truppe i comandi centralini saltano i telefoni comincia già male insomma
31:53
Speaker A
questo gli austriaci attaccano e sono talmente disperati che nonostante tutto passano il piave e costituiscono una testa di ponte al di qua del piave l'attacco scatta il 15 giugno e gli austriaci passano sotto il bombardamento italiano che produce
32:09
Speaker A
perdite spaventose però gli austriaci vanno avanti passano il piave gettano passerelle portano al di là molte truppe intanto piove piove piove piove il 15 giugno piove talmente tanto che il piave si gonfia e dalla parte italiana ovviamente stanno a vedere pregando che
32:28
Speaker A
il fiume salga il fiume sale finalmente porta via le passerelle degli austriaci quelli che sono passati di qua rimangono bloccati nei giorni seguenti gli austriaci continuamente ributtano passerelle sotto il bombardamento e traghettano gente dalla nostra parte ma non riescono ad allargarsi e fin dal
32:48
Speaker A
primo giorno le perdite sono spaventose già la prima sera un ufficiale austriaco annota nel suo diario l'offensiva è completamente fallita la nostra artiglieria e miserabile spara sulle nostre stesse truppe centinaia di uomini sono annegati continuano per cinque giorni e questa è la battaglia
33:10
Speaker A
del piave e dall'altra ci sono i nostri i quali non lo sanno come andrà a finire e l'idea di una nuova caporetto che sta arrivando ce l'hanno in testa tutti però i nostri tengono con fatica con perdite enormi anche i nostri però non crolla il
33:26
Speaker A
fronte e gli austriaci nella testa di ponte sono sotto il bombardamento e alla fine crollano l'oro dopo cinque giorni il 20 il comando austriaco decide l'offensiva è fallita basta troppe perdite troppi morti abbandoniamo la testa di ponte le truppe
33:43
Speaker A
in realtà ha già cominciato abbandonarla loro scappando al di là del piave in tutti i modi anche a nuoto che col piave in piena non è la migliore delle idee l'ultimo giorno un ufficiale austriaco racconta all'alba dopo che abbiamo
33:59
Speaker A
respinto un violento attacco degli italiani perché gli italiani attaccano continuamente la testa di ponte per ributtarli al di là del piave arriva la notizia che a nord la linea è rotta e che le truppe fuggono e la catastrofe i resti
34:15
Speaker A
la fanteria sgombrano le trincee e corrono verso il fiume un fuoco violentissimo li insegue e l'acqua gialla del piave ribolle sotto le esplosioni ininterrotte delle granate le acque del piave portano a valle un numero enorme di cadaveri battaglia del
34:36
Speaker A
piave è la vera grande vittoria italiana di questa guerra è la volta che l'esercito italiano da solo da solo ci sono ancora inglesi francesi e ma il grosso siamo noi davanti al nemico tradizionale gli austriaci che è un
34:51
Speaker A
nemico alla nostra altezza per una volta l'esercito italiano si è dimostrato superiore superiore come tecnologie come tattiche e le truppe combattono naturalmente la battaglia del piave scatena anche un'ondata di propaganda e di retorica è inevitabile in tutti i
35:08
Speaker A
paesi belligeranti la propaganda domina incontrastata e la retorica e spaventosa dappertutto battaglia del piave ha lasciato alcune tracce nella memoria collettiva italiana ricordate le scritte per esempio le foto che tutti abbiamo visto una volta nella vita il pezzo di muro di una casa diroccata
35:26
Speaker A
con sopra scritto tutti eroi o il piave o tutti accoppati e per tanto tempo si cercava di far credere che un soldato spontaneamente aveva scritto quella cosa poi pian piano viene fuori che era il comando supremo che faceva fare queste
35:42
Speaker A
scritte sui muri dentro un'osteria compare un'altra scritta che diventerà molto famosa meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora gli anni dopo a verrà fuori un soldato che dirà sì sì l'ho scritta io quella cosa mi
35:58
Speaker A
dettava l'ufficiale e io scrivevo però anche queste cose servono i giornali ne parlano le fotografie circolano tutti eroi e naturalmente un impiegato delle poste napoletano che ha già un certo nome come paroliere e autore di canzoni scrive in
36:18
Speaker A
quei giorni una canzone che anche stamattina gli alpini suonavano qui fuori e che credo tutti noi abbiamo sentito in vita nostra la canzone del piave il piave mormorò l'impiegato delle poste si chiamava giovanni gaeta ma firma questa canzone
36:35
Speaker A
che è uno pseudonimo come faceva spesso con le sue canzoni e a mario canzoni l'ultimo successo il re vittorio vuole conoscere l'autore lo fanno andare al quirinale il re vittorio riceve giovanni gaeta che ha firmato e a mario e gli dice ma
36:56
Speaker A
esclusi però questo questo pseudonimo dove viene fuori dice gaeta è perché io sono un grande ammiratore di alberto mario che era un collaboratore di mazzini era un grande mazziniano e il re dice ha capito perché lei si dice gaeta
37:13
Speaker A
io sono repubblicano dopodiché se è vera la cosa che circola ma pare sia vero comunque stata venduta così segno dei vecchi tempi il re dice i repubblicani sono sempre stati dei fedeli servitori del paese l'anno romeno commendatore della corona
37:35
Speaker A
d'italia dopodiché naturalmente mi fermerei ancora un attimo perché questa canzone che tutti conosciamo è uno straordinario esempio di propaganda e di mistificazione propagandistica perché qual è la situazione noi siamo sul piave e stiamo combattendo per difendere il paese da un'invasione nemica sul piave
37:57
Speaker A
l'esercito resiste per impedire che il nemico che già occupa un pezzo d'italia vada anche oltre non passa lo straniero ma come tutti ricordate la canzone evoca il 24 maggio il piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio
38:18
Speaker A
l'esercito marciava per raggiungere la frontiera per far contro il nemico una barriera dove sta la mistificazione intanto che il 24 maggio il piave non c'entrava niente era nelle retrovie lontanissimo dal fronte ma soprattutto nel fatto che il 24 maggio del 15 l'esercito non
38:36
Speaker A
marciava verso la frontiera per far contro il nemico una barriera andavamo noi a invadere loro siamo noi che il 24 maggio abbiamo sfondato la frontiera e invaso la slovenia austriaca il trentino austriaco stavamo invadendo il paese nemico adesso dopo caporetto non se ne
38:55
Speaker A
ricorda più nessuno dopo caporetto la parola d'ordine e si fa questa guerra per difendere l'italia dell'invasione e anche il piave viene arruolato in questa battaglia bene entro il 20 giugno 1918 all'offensiva austriaca la battaglia del solstizio come viene chiamata è fallita
39:14
Speaker A
abbiamo vinto teniamo la linea del piave intanto nel mondo cosa sta succedendo bene il mondo ormai vuol dire in francia perché la russia e fuori dalla guerra dopo la rivoluzione lenin ha mantenuto la parola che aveva dato pace subito e ha firmato
39:31
Speaker A
la pace i tedeschi ormai combattono solo sul fronte occidentale dove hanno di fronte i soliti vecchi nemici i francesi e gli inglesi però anche un nemico nuovo che non è magari tanto esperto ma arriva con tanti uomini è tanta roba gli americani
39:50
Speaker A
tutti hanno fatto gli stessi calcoli gli americani entro pochi mesi avranno un milione di uomini in francia per fine anno ne avranno tre milioni e completamente impossibile continuare perciò il comando supremo tedesco decide che bisogna finire la guerra subito ci
40:05
Speaker A
giochiamo il tutto per tutto e ludendorff il capo di stato maggiore tedesco pianifica una serie di offensive sul fronte francese che dovranno arrivare una dopo l'altra con le stesse tattiche che erano servite a sbriciolare gli italiani a caporetto tattiche nuove
40:25
Speaker A
di movimento della fanteria di uso delle armi leggere di uso dell'artiglieria queste cinque offensive partono una dopo l'altra a partire da marzo e le prime hanno un successo schiacciante ecco è consolante i tedeschi con gli stessi sistemi con cui avevano fracassato a noi
40:42
Speaker A
a caporetto nel marzo del 18 fracassano gli inglesi annientano un'intera armata inglese vanno avanti di 60 km poi però gli altri son troppi e questa offensiva si ferma parte la seconda va avanti e si ferma parte la terza marzo aprile maggio
41:00
Speaker A
giugno parte la quarta luglio parte la quinta ognuna di queste offensive sono centinaia di migliaia di morti feriti dispersi ogni volta i tedeschi vanno un po più avanti sono quasi a parigi ma quasi e intanto stanno finendo tutto però
41:19
Speaker A
stanno finendo le riserve gli uomini i soldi le munizioni tutto e anche la voglia la quinta offensiva che parte il 15 luglio è un disastro viene fermata subito tanto che entro tre giorni il comando tedesco decide di sospenderla
41:35
Speaker A
e a questo punto gli alleati partono all'attacco loro ormai c'è il milione di americani ci sono le armi nuove i carri armati che hanno appena inventato e che funzionano l'otto agosto per la prima volta da anni gli alleati passano all'attacco in
41:50
Speaker A
francia e i tedeschi cedono i tedeschi cominciano arretrare a partire da quel momento non si fermano più a metà settembre i tedeschi sono stati respinti fino alla frontiera sapete che la guerra è lì si è combattuta tutta in francia perché in
42:06
Speaker A
belgio e francia perché i tedeschi nel 14 erano entrati in belgio e in francia avevano conquistato un grosso pezzo di terreno e l'hanno sempre tenuto nel settembre del 18 i tedeschi sono stati ributtati alle loro frontiere e non
42:21
Speaker A
sembra che riescano a fermarsi e chiaro a tutti che la guerra sta finendo e che i tedeschi e gli austriaci hanno perso il 13 settembre l'imperatore carlo d'asburgo comunica agli alleati che vuole aprire dei negoziati per chiedere la pace
42:38
Speaker A
i 5 ottobre anche i tedeschi contatteranno il presidente americano wilson per dire che loro sarebbero disposti a discutere della pace e dunque attraverso tutti questi mesi noi il 20 giugno abbiamo assistito al fallimento dell'offensiva austriaca mentre in francia si combatteva la quarta delle
42:57
Speaker A
grandi offensive tedesche a luglio si scatena la quinta offensiva tedesca in francia e fallisce subito e noi stiamo fermi sul piave ad agosto gli alleati attaccano in francia e respingono i tedeschi e noi stiamo fermi sul piave a
43:13
Speaker A
settembre l'imperatore carlo comunica che lui vuole trattare la pace e noi stiamo fermi sul piave perché nessuno al comando supremo italiano pensa che abbiamo le forze per provare ad attaccare noi noi stiamo fermi a roma i politici cominciano a preoccuparsi perché vista
43:36
Speaker A
da roma la situazione è signori qui questa guerra sta per finire e se questa guerra finisce e gli altri in francia ributtano i tedeschi in germania invadono la germania e noi siamo ancora sul piave col nemico in casa e la guerra finisce e noi abbiamo
43:53
Speaker A
il nemico in casa che figura ci facciamo con che faccia andiamo poi degli alleati a dire noi vogliamo bolzano l'istria la dalmazia quelli ci diranno ma intanto se viviamo il veneto perciò la politica a roma che ha perfettamente
44:08
Speaker A
ragione su questo e vede chiarissimamente come andranno le cose comincia a essere preoccupata perché l'esercito non si muove a luglio da roma cominciano le prime telefonate a diaz e a badoglio suo vice per dire ragazzi forse dovreste muovervi non siamo ancora
44:28
Speaker A
pronti ad agosto il presidente del consiglio vittorio emanuele orlando va di persona a padova al comando supremo per dire a dias e a badoglio dovete assolutamente attaccare ci serve una vittoria testualmente anche una piccola vittoria una cosa da niente ma una vittoria
44:49
Speaker A
dobbiamo poterla mettere sul piatto diaz risponde che lui non accetta pressioni politiche e che piuttosto si dimette orlando presidente del consiglio nelle sue memorie dirà a quel punto ci ho pensato ma non sapevo chi mettere al suo posto quindi non se ne fa niente però
45:08
Speaker A
insiste orlando dovete attaccare alla fine il capo di stato maggiore badoglio aver esplorato il vice del capo badoglio gli dice sentite noi sappiamo che non siamo pronti ad attaccare se il governo ci vuole obbligare ad attaccare ci deve dare
45:22
Speaker A
l'ordine scritto è una roba che non sia mai vista il governo non va a dare ordini ai militari in questi termini orlando dice no l'ordine scritto non ve lo do la responsabilità è vostra badoglio risponde ma allora perché viene
45:35
Speaker A
fin quassù a in felicitarci pare che badoglio dopo un contadino piemontese con l'italiano abbia sempre avuto qualche momento di a questo punto diaz ha la grande idea dobbiamo fare qualcosa ma da soli non ci riusciamo andiamo a vedere se gli alleati sono
45:56
Speaker A
disposti a trasferire tutto il loro esercito in italia e attaccare insieme a noi diaz va a parigi il 6 settembre e porta la proposta di trasferire in italia il grosso dell'esercito francese dicendo e voi con i tedeschi è difficile è le
46:12
Speaker A
pene sono dei duri se venite da noi gli austriaci crollano i francesi gli dicono abbi pazienza dias ma a questo punto dias ha un'altra idea brillante ci sono gli americani va dal generale comandante l'esercito americano in francia generale
46:29
Speaker A
perche in il quale generale pershing nelle sue memorie lo racconta dice è arrivato diaz e mi dice avremmo bisogno in italia di 20 divisioni americani un milione di uomini pershing dice ero abituato a sentirmi chiedere di tutto perché capite come sono arrivati gli
46:51
Speaker A
americani e lo zio d'america sono strani che hanno tutto tutti andaloro e quindi di essere pershing dice non ho battuto ciglio perché ero abituato sentirmi chiedere le cose più folli diaz vedendo che non batteva ciglio ha subito aumentato dice 25 divisioni verso indice
47:10
Speaker A
ahimè mi sono stupito che un uomo in quella posizione potesse fare sul serio dei discorsi del genere e gli chiede di s ma perché non attaccate voi e dias dice stiamo studiando la cosa però se attacchiamo adesso rischiamo di
47:26
Speaker A
restare senza riserve in primavera capite il settembre del 18 i tedeschi sono quasi stati respinti fino alle loro frontiere e diaz tira fuori che attaccheremo la primavera prossima ecco da roma insistono no dovete attaccare prima a questo punto diaz studia un
47:43
Speaker A
piano lo fa studiare i suoi uffici per un piccolo attacco al di là del piave il piano è pronto alla fine di settembre il 29 settembre si tiene una riunione dei generali per decidere voi credete che dovessero decidere la data
48:00
Speaker A
dell'offensiva invece decidono la data di una nuova riunione futura in cui deciderà nella data dell'offensiva la riunione da fissano fra due settimane per il 12 ottobre a quel punto sarà un mese che l'imperatore carlo ha già detto che lui
48:15
Speaker A
vuole la pace e perfino i tedeschi l'hanno già detto a roma la politica tumulto si va a finire come nel 1866 una guerra ridicola in cui gli alleati nostri alleati vincono e noi ci facciamo la solita figura è una vergogna non si
48:31
Speaker A
può la camera tumulto bisogna che gli aghi l'esercito attacchi orlando presidente del consiglio manda un telegramma al comando supremo tra l'inazione e la sconfitta preferisco la sconfitta muovetevi tempo il mondo sta crollando il 29 settembre la bulgaria alleata degli
48:50
Speaker A
imperi centrali ha firmato la pace è chiaro che è questione di poche settimane non solo il mondo sta crollando ecco mi fermo un momento su questo l'austria sta crollando l'impero austriaco si sta disgregando da solo e mentre l'imperatore carlo ha
49:11
Speaker A
contattato wilson presidente americano ed è disposto a fare la pace sulla base dei 14 punti di wilson che dicevano autodeterminazione per i popoli e imperatore carlo va avanti addirittura precede wilson il 16 ottobre l'imperatore carlo pubblico un proclama
49:27
Speaker A
in cui dichiara che le regioni polacche dell'impero sono libere di andarsene se vogliono unirsi con altri territori polacchi e formare una nuova polonia lo possono fare e la parte ungherese può essere indipendente se vuole e la parte austriaca diventerà uno stato federale
49:46
Speaker A
di quattro nazionalità tedesca ceca jugoslava e ucraina questo proclama ufficialmente l'imperatore carlo il 16 ottobre gli americani rispondano ormai è troppo tardi questi popoli faranno quello che vogliono loro e non quello che gli offri tu la pace si farà soltanto sulla base
50:06
Speaker A
del fatto che ogni nazionalità dell'impero austriaco decide in piena libertà tutto quello che vuole fare in effetti il 14 ottobre si è già formato un governo nazionale ceco slovacco all'interno dell'impero austriaco che ha dichiarato guerra all'austria la croazia
50:25
Speaker A
regione dell'impero austriaco sta negoziando con la serbia paese nemico per creare la jugoslavia il 28 ottobre e proclamata la cecoslovacchia indipendente il 29 ottobre proclamata la jugoslavia il 31 ottobre l'ungheria si proclama indipendente questo è quello che succede nel corso del mese di
50:44
Speaker A
ottobre da noi il 12 ottobre si è fatta la riunione per decidere quando cominciare l'attacco hanno deciso lo cominciamo il 18 ottobre senza fretta per l'appunto si scoprirà in seguito che i parlamentari austriaci pervenire designati per venire a chiederci
51:08
Speaker A
l'armistizio erano pronti già dal 13 ottobre le loro credenziali per negoziare erano datate 13 ottobre però il comando austriaco ha detto beh però finché gli italiani non si muovono e finché il nostro esercito regge stiamo a vedere e aspettiamo
51:29
Speaker A
dias ha ordinato l'attacco per il 18 ottobre cosa succede il 18 ottobre sul piave che piove diluvia il piave in piena intransitabile rimandano di una settimana al 24 ottobre c'è di buono che l'anniversario di caporetto intanto l'esercito stria che sta cominciando a disgregarsi
51:52
Speaker A
da solo il 20 ottobre i primi reggimenti ungheresi in valsugana decidono di ammutinarsi e si mettono in marcia per tornarsene in ungheria finalmente il 24 ottobre attacchiamo attacchiamo prima sul grappa per attirare l'attenzione degli austriaci e poi dopo due giorni sul piave per
52:11
Speaker A
passarlo e sfondare comincia la battaglia di vittorio veneto che nei primi giorni è una vera battaglia questo va detto quei primi due giorni in cui i nostri attaccano sul grappa sono giorni pesanti perché l'esercito austriaco nonostante tutto l'esercito di
52:31
Speaker A
un impero che sta amore sta finendo di esistere questo esercito contro gli italiani ancora voglia di combattere per cui nei primi giorni gli austriaci tengono la sera del 26 si gettano le prime passerelle sul piave la notte la piena
52:50
Speaker A
spazza via tutto la notte del 27 si rifanno i ponti il 28 il piave li spazza via di nuovo però intanto i nostri stanno passando c'è una prima testa di ponte al di là del piave entro il 29 abbiamo grosse
53:05
Speaker A
forze al di là del piave e a questo punto la battaglia di vittorio veneto in realtà è finita perché l'esercito austriaco decide che basta le truppe austriache sono fatte in gran parte di uomini nella cui patria nuovi governi stanno proclamando
53:20
Speaker A
l'indipendenza la pace e così via nessuno ha più voglia di combattere al di là del fatto che crepano di fame i prigionieri austriaci catturati a vittorio veneto peseranno in media 45 chili l'uno dopodiché dopodiché gli austriaci l'esercito comincia a
53:37
Speaker A
ritirarsi e il 29 ottobre 10 del mattino il giorno in cui le proclamata a zagabria l'indipendenza della jugoslavia i parlamentari austriaci arrivano a chiedere l'armistizio mentre il comando austriaco ordina alle truppe a quei pochi che ancora obbediscono la ritirata
53:56
Speaker A
fino alla frontiera è quella cosa che dirà diaz nel proclama della vittoria risalgono in disordine le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza bene apparentemente è va tutto meravigliosamente l'impero austriaco e il nostro vecchio nemico secolare sta scomparendo
54:16
Speaker A
al suo posto nascono nuovi paesi dovremmo essere contentissimi in realtà attenzione la politica italiana fin dall'inizio sa che questa guerra si fa per imporre la nostra egemonia nell'adriatico nei balcani e allora non è detto che siamo così contenti certo se nasce la polonia non
54:39
Speaker A
ci importa niente la cecoslovacchia va anche bene ma la jugoslavia no la jugoslavia ai nostri politici non piace per niente l'idea che invece di tanti piccoli stati nasca un grosso stato alla nostra frontiera e si sa già benissimo che gli
54:57
Speaker A
jugoslavi ai negoziati per la pace diranno trieste ma trieste slava gorizia ma gorizia e slava di istria fiume dalmazia neanche per idea quindi per i nostri in realtà la jugoslavia è un incubo vi racconto uno specifico episodio di voi l'avranno sentito forse nominare
55:18
Speaker A
perché da bambini si studiava addirittura a scuola l'affondamento della viribus unitis la viribus unitis è una corazzata austriaca una delle poche che gli rimangono ancorate nel porto di paula la notte del 3 la sera del 31 ottobre con un'azione di gruppi d'assalto con
55:37
Speaker A
cui siamo in cui siamo così bravi la nostra marina è sempre stata brava in queste cose 2 fregata c entrano nel porto di pola con una nuova arma speciale una mina semovente che viene agganciata di nascosto sotto la tolda
55:51
Speaker A
della corazzata viribus unitis poi i due sommozzatori paolucci e rossetti beccheranno la medaglia d'oro tutti e due per questo ovviamente escono fuori gli austriaci li vedono li catturano e dopo di che poche ore dopo la viribus unitis salta e affonda con
56:07
Speaker A
gran parte del suo equipaggio con il suo comandante 31 ottobre dato che il 29 ottobre era stata proclamata l'indipendenza della jugoslavia e il 30 ottobre l'imperatore carlo aveva regalato la sua flotta alla jugoslavia quindi il 31 ottobre poche ore prima che
56:29
Speaker A
paolucci e rossetti arrivassero nel porto di pola a minare la corazzata a bordo della corazzata viribus unitis il 9 un vecchio slogan dell'impero austriaco no vuol dire a forze unite e piaceva anche gli jugoslavi evidentemente a bordo della viribus
56:44
Speaker A
unitis l'ammiraglio forti comandante in capo della marina austriaca aveva solennemente consegnato la corazzata ai rappresentanti jugoslavi la corazzata aveva innalzato bandiera jugoslava e il comandante della corazzata capitano di vascello janko vukovic phone i pod capel ski aveva preso il comando della flotta
57:04
Speaker A
jugoslave poche ore dopo noi affondiamo la principale corazzata delle forze yugoslav con il suo equipaggio croato a bordo e con a bordo il comandante della marina jugoslava che affoga durante l'affondamento della corazzata e io non so se paolucci e rossetti lo sapessero
57:23
Speaker A
ma i loro comandi lo sapevano benissimo che cosa stava succedendo e nessuno ha detto va bè visto che adesso la corazzata jugoslava lasciamo perdere anzi dunque il 29 ci chiedono l'armistizio sarebbero pronti a firmare anche subito tanto ormai è finita l'austria non
57:44
Speaker A
esiste più e l'esercito si sta ritirando in disordine e gli italiani inseguono a questo punto siamo noi che tiriamo in lungo perché dovremmo firmare un armistizio quando il nemico sta scappando noi lo inseguiamo catturiamo prigionieri e liberiamo la patria occupata e andiamo
58:04
Speaker A
avanti e saremmo così stupidi da fermarci no no comanda austriache cioè il il negoziatore austriaco a villa giusti a padova il generale weber von weber ha appena cominciano i colloqui dichiara che loro in pratica hanno già deposto le
58:21
Speaker A
armi non intendono più combattere e chiedono di cessare immediatamente i combattimenti e fermare l'avanzata italiana i negoziatori italiani risponde no non se ne parla neanche adesso discutiamo le clausole dell'armistizio e finché non abbiamo messo nero su bianco le clausole dell'armistizio il
58:41
Speaker A
nostro esercito continua ad attaccare ea inseguire si tira avanti il più che si può finalmente quando non ci sono più pretesti gli austriaci hanno ceduto tutto quello che chiedevamo alle 18 e 40 del 3 novembre viene firmato l'armistizio riusciamo ancora a
59:01
Speaker A
infilarci un trucco e firmato alle 18 40 del 3 novembre ma entrerà in vigore alle 15 del giorno dopo migliaia di soldati austriaci che non hanno capito questa cosa quella sera quella notte quel mattino dopo vedono arrivare gli italiani vi
59:18
Speaker A
salutano allegramente e vengono immediatamente catturati e fatti prigionieri alla fine di tutto questo i nostri sono quasi a innsbruck siamo sbarcati a trieste per il rotto della cuffia siamo riusciti a prenderci quel che volevamo abbiamo in mano 300 mila prigionieri
59:38
Speaker A
quasi tutti uomini che credevano che la guerra fosse finita e stavano tornando a casa invece resteranno ancora parecchi mesi in prigionia italiana adibiti ai lavori forzati devo dire ci sono rarissime testimonianze di questi prigionieri austriaci che sono rimasti in prigionia
59:54
Speaker A
appunto fino al marzo aprile del 19 in italia la prigionia degli italiani in austria era stata spaventosa per la fame tremenda nei lager ma anche le testimonianze dei prigionieri austriaci trattenuti in italia fino al 19 le poche che ho letto parlano solo di quello fame
60:14
Speaker A
fame disperata maltrattamenti la stessa identica cosa che i nostri hanno subito nei lager dopodiché abbiamo vinto abbiamo vinto la battaglia di vittorio veneto e abbiamo vinto la guerra e e come dire non è un bel momento a guardarlo da adesso perché i nostri
60:34
Speaker A
perdono la testa diaz diaz scrive alla moglie nei giorni dei negoziati noi negoziamo e imponiamo le nostre condizioni se per caso gli austriaci non accettassero le nostre condizioni e qui cito continueremo e sarà un disastro per l'esercito nemico
60:53
Speaker A
dopo del quale muoveremo contro la germania ove resista e così saremo noi a dare la pace alla francia invece di riceverla questo scrive il comandante dell'esercito italiano in quei giorni in cui tedeschi stanno crollando anche sul fronte occidentale e i francesi stanno
61:10
Speaker A
per entrare in germania ma noi diciamo noi abbiamo vinto la guerra per tutti i giornali italiani ovviamente si scatenano mussolini più di tutti un titolo fra tutti del popolo d'italia emblematico dello spirito del tempo la causa santa della civiltà trionfa dove
61:31
Speaker A
noi siamo la causa santa della civiltà leggere oggi è facile lo so che è facile la mentalità di allora era quella e forse perfino ingeneroso prender le distanze adesso però bisogna farlo una legge certi articoli dei giornalisti italiani al seguito delle truppe di
61:48
Speaker A
queste truppe che stanno via via respingendo gli austriaci e rioccupando i territori occupati scrive guelfo civinini sul corriere della sera dove è stato l'austriaco è rimasto il suo tanfo e il suo sudiciume e le strade per cui è
62:05
Speaker A
fuggito sono seminate di elmetti di armi di cenci luridi di bollettieri fangose scioltesi nella fuga dai suoi stinchi pidocchiosi non sembra di battere le strade della ritirata di un esercito ma quelle per cui un'invasione di zingari è stata scacciata dai suoi feti di
62:28
Speaker A
accampamenti e insomma per finire aveva ragione prezzolini il quale amava i paradossi e a un certo punto è scritto che per l'italia caporetto e stata una vittoria e vittorio veneto e una sconfitta caporetto ci ha fatto bene e vittorio
62:44
Speaker A
veneto ci ha fatto male caporetto cioè innalzati prezzolini e vittorio veneto già abbassati perché ci si fa grandi resistendo a una sventura e spiando le proprie colpe e si diventa invece piccoli gonfiandosi con le menzogne e facendo risorgere i cattivi istinti per
63:06
Speaker A
il fatto di vincere questo diceva prezzolini non lo dico io però del vero c'era il che non toglie niente al fatto che i nostri nonni hanno combattuto quella mio nonno anche era la terza armata l'invita terza armata del duca
63:21
Speaker A
d'aosta i nostri nonni e bisnonni hanno combattuto quella guerra si son fatti ammazzare in 600mila lo stato delle cose che oggi sono inimmaginabili alla fine hanno vinto però quel paese vittorioso ha scoperto alla fine di essere un paese con le ossa
63:39
Speaker A
rotte indebitato fino al collo con una disoccupazione spaventoso un malessere sociale dilagante e tutti che dicevano noi dovremmo avere molto da questa vittoria non ci vogliono dare tutto quello che ci spetta noi dovremmo essere forti potenti come andare avere un impero non ce lo
64:00
Speaker A
vogliono dare gliela faremo vedere noi la prossima volta ecco non è uscita bene da quella guerra l'italia se ci pensate i paesi che hanno vinto quella guerra l'inghilterra la francia sono usciti anche loro disastrati con un'economia molto mal ridotta disoccupazione
64:17
Speaker A
spaventosa scioperi ma lì non ci sono stati i sommovimenti sociali la democrazia ha tenuto la democrazia è andata al diavolo nel dopoguerra nei paesi sconfitti tra rivoluzioni e controrivoluzioni in germania in austria in ungheria l'italia se uno guarda quello che ci è
64:38
Speaker A
successo nel dopoguerra assomiglia più ai paesi sconfitti che non ai paesi che la guerra l'avevano vinta davvero e anche questa è una cosa su cui come dire vale la pena di riflettere grazie [Applauso] [Musica] [Applauso]
Topics:Prima Guerra MondialeCaporettoVittorio VenetoAlessandro Barberostoria d'Italiaesercito italianoPiavealleatipropaganda bellicaimpero austro-ungarico

Frequently Asked Questions

Perché l'esercito austro-tedesco si fermò al Piave dopo Caporetto?

L'esercito austro-tedesco si fermò al Piave a causa della stanchezza delle truppe, delle difficoltà logistiche come la mancanza di artiglieria e linee ferroviarie, e per ragioni strategiche, evitando un avanzamento oltre le proprie capacità.

Qual è stato il ruolo degli alleati inglesi e francesi nel fronte italiano dopo Caporetto?

Gli alleati inglesi e francesi inviarono 11 divisioni sul fronte italiano entro novembre 1917, fornendo supporto militare essenziale che contribuì a stabilizzare la situazione e a rafforzare la resistenza italiana.

Come la propaganda italiana influenzò i soldati dopo la ritirata di Caporetto?

La propaganda italiana si concentrò sulla difesa del territorio nazionale, sottolineando la presenza di civili e profughi oltre il Piave, motivando così i soldati a resistere con maggiore determinazione e a combattere per la patria.

Get More with the Söz AI App

Transcribe recordings, audio files, and YouTube videos — with AI summaries, speaker detection, and unlimited transcriptions.

Or transcribe another YouTube video here →