Alessandro Barbero – L’Italia entra in guerra — Transcript

Alessandro Barbero analizza l'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale, il contesto politico e le dinamiche internazionali del 1914-1915.

Key Takeaways

  • La Prima Guerra Mondiale ha rappresentato un momento cruciale per la formazione dell'identità nazionale italiana.
  • L'attentato di Sarajevo fu il detonatore di una serie di alleanze e conflitti che coinvolsero le grandi potenze europee.
  • L'Italia entrò in guerra solo nel 1915, dopo un lungo periodo di neutralità e pressioni diplomatiche.
  • Le dinamiche internazionali erano complesse, con alleanze familiari e rivalità storiche che influenzarono le decisioni.
  • L'entrata in guerra fu accompagnata da tensioni interne e accuse di tradimento verso chi si opponeva.

Summary

  • Introduzione al ruolo della Prima Guerra Mondiale nel rafforzamento della comunità nazionale italiana.
  • Descrizione dell'attentato di Sarajevo e delle sue conseguenze immediate sull'Europa.
  • Spiegazione dell'ultimatum austriaco alla Serbia e della conseguente escalation bellica.
  • Ruolo della Russia e della Germania nelle prime fasi del conflitto, con i telegrammi tra lo zar Nicola e il Kaiser Guglielmo.
  • Analisi delle sei grandi potenze europee e della posizione iniziale dell'Italia.
  • Discussione sulla politica inglese riguardo al Belgio e l'invasione tedesca.
  • Introduzione ai protagonisti politici italiani e alle tensioni interne sull'entrata in guerra.
  • Esame delle pressioni esterne e interne che hanno spinto l'Italia a scegliere il fronte opposto rispetto all'Austria e Germania.
  • Riflessioni sulle implicazioni nazionali e internazionali dell'entrata in guerra italiana.
  • Conclusione con le difficoltà e le controversie politiche interne all'Italia nel 1915.

Full Transcript — Download SRT & Markdown

00:13
Speaker A
Buonasera. [Applauso] Cominciate a farmi un po' paura e devo dire comunque grazie.
00:51
Speaker A
Allora, io come sapete, in queste tre lezioni proverò a raccontare i momenti cruciali della prima guerra mondiale in Italia.
01:07
Speaker A
Il festival quest'anno è dedicato alla comunità e non c'è dubbio che la prima guerra mondiale è un momento in cui l'Italia ha fatto un grosso passo avanti verso l'essere una comunità nazionale coesa.
01:30
Speaker A
È una delle tappe, 50 anni dopo l'unificazione, che hanno spinto l'Italia verso essere più di prima una comunità.
01:45
Speaker A
Però attenzione, non è una cosa necessariamente solo positiva.
02:02
Speaker A
La comunità non è soltanto il luogo della coesistenza, della solidarietà.
02:22
Speaker A
La comunità, tanto per cominciare, in storia quasi sempre, quando è forte e coesa, non desidera niente di più che sottomettere le comunità vicine ed eventualmente annientarle.
02:38
Speaker A
E questo si vede molto bene nel programma con cui l'Italia è entrata in guerra e nel modo in cui ha poi gestito la vittoria.
02:57
Speaker A
E poi c'è anche un'altra cosa: più la comunità è forte e coesa, sente di essere una comunità e qualcuno la vuole guidare in una certa direzione e incontra resistenza.
03:19
Speaker A
E allora quelli che non sono d'accordo sono dei traditori, sono dei traditori della comunità nazionale, al soldo dello straniero.
03:43
Speaker A
Anche questo si è visto bene nell'Italia di quel 1915, nell'Italia che proverò a raccontarvi in questa prima serata, l'Italia che entra in guerra.
04:01
Speaker A
Allora, come sapete, l'Italia entra nella prima guerra mondiale quando la guerra sta già durando da quasi un anno.
04:20
Speaker A
Quella che i nostri vecchi chiamavano la guerra 15-18, per tutto il resto del mondo è la guerra 14-18.
04:38
Speaker A
Noi siamo entrati in guerra il 24 maggio 1915. Era passato molto tempo da quel 28 giugno 1914, quando l'attentato di Sarajevo dà il via a una dinamica spaventosa che nel giro di un mese precipita tutto il mondo nella guerra.
04:55
Speaker A
Un attentato è un contesto, se volete, molto familiare dal nostro punto di vista di oggi.
05:13
Speaker A
Quella è una guerra scatenata per via di un impressionante atto di terrorismo internazionale, situazione che possiamo capire benissimo.
05:32
Speaker A
È stato assassinato a Sarajevo, in Bosnia, l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell'impero austriaco.
05:52
Speaker A
La Bosnia è stata occupata dall'Austria da pochi anni unilateralmente, scontentando mezzo mondo, fra l'altro scontentando la Serbia, che è il paese confinante.
06:11
Speaker A
Un gruppetto di terroristi di nazionalità serba a Sarajevo quel giorno ammazza a pistolettate l'arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia.
06:31
Speaker A
In Austria la reazione ovviamente è particolarmente intensa: gli hanno ammazzato l'erede al trono.
06:44
Speaker A
L'imperatore Francesco Giuseppe è vecchissimo ormai, è chiaro che morirà molto presto.
06:58
Speaker A
Quello era l'erede, da anni si preparava a prendere il potere, adesso è morto.
07:19
Speaker A
Al suo posto c'è un giovanotto che non è arte né parte, sarà poi l'imperatore Carlo.
07:33
Speaker A
È uno shock enorme.
07:50
Speaker A
L'Austria è convinta di sapere che questi terroristi serbi hanno delle complicità in Serbia, nello stato, nella politica, nei militari, nei servizi segreti serbi.
08:10
Speaker A
E l'Austria decide che è venuto il momento di farla finita con la Serbia, che da troppo tempo ostacola l'espansione austriaca nei Balcani.
08:24
Speaker A
Non l'ho detto, vi racconto come è che tutte le altre potenze sono entrate in guerra, prima di raccontarvi che l'Italia invece in quel momento è rimasta fuori.
08:38
Speaker A
La guerra comincia con l'Austria che manda alla Serbia un ultimatum che equivale alla guerra, perché la Serbia dovrebbe sottomettersi a un'inchiesta condotta dagli austriaci con pieni poteri sul suo territorio.
08:55
Speaker A
Orio nessuno stato potrebbe accettarlo, quindi è sicuro che ci sarà la guerra.
09:12
Speaker A
L'Austria scommette che siccome la Serbia evidentemente è uno stato canaglia, per usare il nostro linguaggio di oggi, che sostiene i terroristi, allora nessuno avrà niente a ridire se l'Austria punisce la Serbia.
09:28
Speaker A
La Serbia però ha un grande fratello, la Russia dello zar Nicola, grande potenza slava come la Serbia ortodossa.
09:46
Speaker A
La Russia entra in guerra per difendere la Serbia, dichiarando guerra all'Austria.
10:03
Speaker A
Ma anche l'Austria ha un grande fratello, la Germania.
10:21
Speaker A
La Germania del Kaiser Guglielmo II.
10:42
Speaker A
Lo zar di Russia Nicola spera che tutto sommato la Germania resti fuori da questa guerra, innanzitutto perché lo zar Nicola e il Kaiser Guglielmo sono cugini primi, giocavano insieme da bambini, si chiamano rispettivamente Nichi e Willy.
11:03
Speaker A
E lo zar Nichi tenta disperatamente di convincere suo cugino Willy a non entrare in guerra contro di lui.
11:22
Speaker A
Tra il luglio e l'agosto del 1914 c'è un frenetico scambio di telegrammi fra lo zar che si firma Nichi e il Kaiser che si firma Willy, telegrammi in inglese naturalmente, in cui lo zar Nichi dice a Willy: "Ma tu vedi, io devo entrare in guerra contro l'Austria per difendere questo piccolo paese, la Serbia, aggredito ingiustamente, ma tu rimani fuori, vero?"
11:45
Speaker A
E Willy gli risponde: "Ma no, io sono alleato con l'Austria, guarda che se tu le dichiari guerra io sarò costretto a entrare."
12:08
Speaker A
Vanno avanti così per qualche giorno finché Willy dichiara guerra a Nichi.
12:28
Speaker A
Ma anche la Russia, un altro grande alleato, la Francia, che odia la Germania dai tempi della guerra del '70, della Slesia e Lorena, che ha una gran paura della Germania e che è alleata della Russia proprio in funzione anti-tedesca.
12:49
Speaker A
Quindi a questo punto anche la Francia entra in guerra.
13:10
Speaker A
Quattro delle sei grandi potenze europee, nel giro di pochi giorni, sono in guerra.
13:30
Speaker A
Dico le sei grandi potenze perché si era affermata questa abitudine di designare così i principali paesi europei.
13:50
Speaker A
Le sei grandi potenze erano, la più importante di tutte, la Gran Bretagna, che fino a poco tempo prima era il più grande paese industriale del mondo, che ancora adesso è padrona di mezzo mondo, dell'India, di colonie dappertutto, la più forte marina del mondo.
14:14
Speaker A
Non è più sicuro che sia la prima potenza mondiale perché ne è venuta fuori un'altra, la Germania, che ormai come industria ha sorpassato l'Inghilterra ed è anche come esercito.
14:31
Speaker A
Queste sono le due più grandi potenze.
14:51
Speaker A
Poi c'è la Francia, che è una grande potenza un po' più ridotta.
15:10
Speaker A
Poi c'è la Russia, che nessuno sa davvero quanto sia potente perché è enorme ma povera, è un mistero per tutti.
15:34
Speaker A
Poi c'è l'Austria-Ungheria, che è più debole di sicuro, è più debole delle altre, però è comunque una grande potenza.
16:03
Speaker A
E poi per abitudine si considera grande potenza anche l'Italia, più che altro perché noi ci teniamo moltissimo.
16:20
Speaker A
E allora per cortesia anche l'Italia è considerata una delle sei grandi potenze, ma tutti sanno che è la più debole.
16:42
Speaker A
Allora la più grande è la Gran Bretagna e l'ultima l'Italia.
17:00
Speaker A
Sono rimaste fuori per il momento.
17:20
Speaker A
La Gran Bretagna non ha nessuna voglia di fare questa guerra per Sarajevo e fa sapere ai tedeschi che loro sono anche disposti a restare fuori, benché la Gran Bretagna sia amica della Francia.
17:37
Speaker A
Però insomma questa guerra è una roba, sapete, l'Inghilterra ogni tanto tira fuori lo spirito della "break", cioè è una cosa continentale, fatevela voi soltanto.
17:57
Speaker A
L'Inghilterra dice ai tedeschi: "Non dovete toccare il Belgio perché il Belgio è una creazione della politica inglese."
18:14
Speaker A
E all'epoca la geografia è ancora più importante di adesso.
18:34
Speaker A
Non pensate dov'è il Belgio? Sulla Manica, di fronte all'Inghilterra, coi suoi porti, Anversa, che garantiscono agli inglesi il collegamento col continente.
18:51
Speaker A
Dunque cosa succede?
19:09
Speaker A
Gli inglesi dicono una cosa ai tedeschi: "Noi stiamo fuori dalla vostra guerra, ma lasciate stare il Belgio."
19:29
Speaker A
I politici tedeschi convocano i militari e gli spiegano così e così.
19:47
Speaker A
Fantastico, l'Inghilterra resta fuori, però dobbiamo lasciar stare il Belgio.
20:09
Speaker A
I generali tedeschi dicono: "Ha peccato, perché noi abbiamo un piano perfetto per conquistare la Francia."
20:26
Speaker A
È un piano che abbiamo studiato per trent'anni e preciso in ogni dettaglio.
20:43
Speaker A
In tre settimane saremo a Parigi, garantito al cento per cento, però prevede di invadere il Belgio.
21:01
Speaker A
Perciò la Germania invade il Belgio.
21:19
Speaker A
E quando i miei politici tedeschi chiedono ai generali se si può cambiare piano, al comandante in capo dell'esercito viene un infarto perché è già tutto pronto, tutti i treni, tutti gli orari, tutti i piani.
21:35
Speaker A
Non si può, perciò i ted...
22:00
Speaker A
verne velo voluto leggere per darvi un'idea della mentalità di quella generazione l'europa è governata da una generazione di gente da bambini hanno letto i romanzi di verna e lì c'era in tutte le mirabili e possibili nuovi sottomarino il razzo sulla luna il super car
22:16
Speaker A
non è tutte cose di fantascienza e poi questa generazione molte di quelle cose le ha viste nascere questa è una generazione ubriaca di tecnologia e quindi del senso di potere di strapotere che ti dà la tecnologia abbiamo il treno
22:31
Speaker A
l'automobile il camion l'aeroplano il sottomarino i super cannoni super esplosivi e in questa ubriacatura entrano in guerra uno dopo l'altro e l'italia deve decidere cosa fare ora io dico l'italia ma in realtà sono tre uomini che hanno deciso cosa fare e
22:53
Speaker A
il primo il presidente del consiglio antonio salandra che è un uomo politico italiano normalissimo che non sarebbe passato alla storia se non si fosse trovato lì in quel momento è un giurista come molti politici italiani professore universitario di giurisprudenza
23:11
Speaker A
poi si è buttato in politica è stato ministro più volte ma è presidente del consiglio per la prima volta da tre mesi non l'ha mai fatto quel lavoro poi c'è il ministro degli esteri il marchese di san giuliano è una vecchia volpe della
23:30
Speaker A
politica e poi c'è il re vittorio emanuele iii il re piccolino popolare all'epoca cauto sono loro tre perché la camera in quel momento è in vacanza e non è previsto per il momento richiamarla e perciò le decisioni le prendono il
23:54
Speaker A
presidente del consiglio il ministro degli esteri è il re e tutti e tre si dicono no anche se siamo alleati dell'austria però onestamente entrare in guerra al loro fianco è impossibile l'austria fatto una follia scatenando questa guerra noi stiamo fuori la frase
24:12
Speaker A
più ripetuta negli ambienti politici romani in quel momento è se uno si butta dalla finestra non c'e ragione che ha un suo amico gli vada dietro naturalmente noi saremo alleati dell'austria ma no anche quella basta andare a leggere bene il trattato
24:28
Speaker A
e in effetti hanno ragione il trattato della triplice alleanza è stato fatto da politici che sapevano benissimo che i balcani sono una polveriera perché nei balcani tutti vorrebbero espandersi e in particolare noi e l'austria vorremmo allargare la nostra influenza
24:46
Speaker A
nei balcani e quando hanno firmato il trattato della triplice non sono stati come dire ci hanno pensato bene e c'è una clausola che dice ognuno degli alleati prima di fare qualunque mossa nei balcani deve consultare gli altri l'austria ha mandato l'ultimatum alla
25:06
Speaker A
serbia in pratica costringendola alla guerra senza consultarci perciò noi non siamo in nessun modo tenuti a entrare in guerra e questo lo sanno tutti anche i tedeschi gli austriaci perciò il re vittorio emanuele iii scrive al kaiser guglielmo spiegandogli
25:27
Speaker A
che punto l'italia non è tenuto a entrare in guerra che noi avremmo preferito che l'austria non la facesse scoppiare questa guerra e comunque visto che la guerra c'è il re vittorio fa gli auguri alla germania e si firma il tuo
25:44
Speaker A
alleato e tuo fratello noi conosciamo la reazione del kaiser guglielmo a questo messaggio di vittorio emanuele iii perché la annotata di suo pugno a margine furfante che faccia tosta dopodiché siamo l'italia in linea di massima non entriamo in guerra ma non si
26:05
Speaker A
sa mai agli ambasciatori nelle varie capitali europee il ministero degli esteri manda delle istruzioni che dice per ora restiamo fuori ma se qualcuno ci offrisse dei compensi ora quelle ancora un'epoca in cui gli ambasciatori contano molto anche se
26:22
Speaker A
hanno già il telefono il telegrafo però però c'è ancora la tradizione di una diplomazia in cui un ambasciatore che sta per anni in una capitale parla bene la lingua conosce tutti e bene fa politica l'ambasciatore conta è infatti il nostro ambasciatore
26:37
Speaker A
pietroburgo immediatamente va dal ministro degli esteri russo e gli dice l'italia potrebbe anche entrare in guerra con voi se volete cosa offrite invece l'ambasciatore a berlino bollati il quale un filo tedesco in genere si cerca di mandare uno che sia amico del paese
26:57
Speaker A
dove va a lavorare l'ambasciatore berlino e filo tedesco si è molto compromesso sull'alleanza fra italia e germania quando capisce che noi l'alleanza facciamo finta che non ci sia e non entriamo in guerra il nostro ambasciatore a berlino ci
27:12
Speaker A
rimane malissimo gli sembra che perdiamo la faccia perciò si precipita a roma va dal suo capo e il ministro degli esteri marchese di san giuliano e gli dice che lui a berlino non ci torna a queste condizioni piuttosto mi suicido poi il giorno dopo
27:29
Speaker A
cambia leggermente versione fa sapere al ministro che lui a berlino non ci torna piuttosto presenta un certificato medico il ministro sangiuliano gli risponde se proprio non vuole tornare a berlino era meglio il primo sistema quali sono i motivi per cui i capi del
27:50
Speaker A
paese hanno deciso che noi in questa guerra non ci possiamo entrare ma la principale è la debolezza dell'italia sappiamo tutti di essere una potenza di seconda categoria è una debolezza economica innanzitutto io vi cito un solo dato per darvi l'idea perché non ce
28:06
Speaker A
la immaginiamo la debolezza dell'italia rispetto alle altre grandi potenze lecito un dato la produzione di acciaio che all'epoca era in assoluto come dire la produzione più importante quella su cui si misurava la potenza di un paese quello che serviva per fare i treni ma
28:24
Speaker A
anche le corazzate gli armamenti per ogni tonnellata d'acciaio prodotta in italia nel 1914 la germania ne produce 19 l'inghilterra 9 la francia abbiamo sempre calando 5 perfino l'austria produce tre tonnellate di acciaio per ogni tonnellata che produce l'italia il
28:49
Speaker A
triplo e il resto e uguale e questo produce ovviamente anche debolezza militare l'esercito non è preparato non ha cannoni non ha riserve di munizioni non ha niente perciò stiamo fuori per forza ma c'è anche un'altra percezione di questi
29:06
Speaker A
politici che li spinge a dire quasi subito non a noi noi stiamo fuori ei ed è interessante questa percezione e la l'impressione che anche se la guerra è nata da un caso però i tedeschi l'aspettavano e la volevano questa
29:25
Speaker A
guerra e sono decisi a usarla a vincerla sono sicuri di vincerla i tedeschi la guerra e sono decisi a usarla per diventare i padroni del mondo salandra presidente del consiglio in un'intervista un giornalista lo dice molto chiaramente fin da subito
29:43
Speaker A
questa è un'aggressione intesa a stabilire una schiacciante egemonia teutonica sull'europa e nel mondo e salandra dice noi non possiamo farci complici di questo complotto anche perché le conseguenze peggiori sarebbero per noi se la germania domina il mondo schiaccia tutti gli altri anche
30:06
Speaker A
noi vedete interessante due volte nella prima metà del novecento un presidente del consiglio italiano si è trovato nella stessa situazione la germania ha scatenato una guerra e sicura di vincerla e vuole dominare il mondo nel 1914 salandra dice perciò noi non
30:26
Speaker A
possiamo certo aiutarla nel 1940 come sapete mussolini farà esattamente il ragionamento opposto solo che solo che non è facile fermarsi lì perché una volta che hai deciso che tu non entra in guerra perché se entrassi dovresti entrare con l'austria e con la germania
30:46
Speaker A
e tu non vuoi aiutarle a vincere perché in realtà non vuoi ha fatto che vincano hai paura che vincano però allora il passo è molto breve a dire ma allora aiutiamo quegli altri non è che stiamo fuori e basta
31:05
Speaker A
salandra lo dice anche lì entro gennaio forse già a dicembre dove dicembre a dicembre in un'intervista il presidente del consiglio dice noi dobbiamo augurarci che gli imperi centrali siano sconfitti sentite qua non deve più essere possibile ad alcuni
31:22
Speaker A
individui anormali pensa al kaiser guglielmo di macchinare un tale attentato contro una pace la libertà il benessere del mondo la germania è già vista e proiettata come il colpevole che ha scatenato questa guerra e salandra dice figuratevi se vincono
31:40
Speaker A
l'ambasciatore tedesco a roma che già adesso va in giro come se fosse il padrone del mondo figuratevi se vincono questa guerra il risultato però è che allora dobbiamo impedirgli di vincerla il comandante dell'esercito cadorna il quale ovviamente risponde alla politica e
32:00
Speaker A
quindi quando gli hanno detto non sappiamo ancora cosa succede ha preparato i piani per entrare in guerra al fianco della germania c'è un piano noi mandiamo cinque corpi d'armata sul reno per aiutare i tedeschi attaccare la francia è un piano e stalin nel cassetto
32:15
Speaker A
ma già il 18 settembre in una lettera privata cadorna scrive certo che se germania e austria saranno disfatte sarà vantaggioso per noi guai se vincessero perché allora si vendicherà ebbero e poiché il nostro interesse è che siano schiacciate così
32:34
Speaker A
dobbiamo aiutare gli altri a schiacciarle fare questi discorsi è più facile a settembre di quanto non fosse d'agosto perché ad agosto sembrava che i tedeschi arrivassero davvero a parigi e invece non ci sono arrivati la guerra si è fermata è diventata la guerra di
32:53
Speaker A
trincea non succede più niente sul fronte occidentale avete presente il romanzo di remarque niente di nuovo sul fronte occidentale ecco sul fronte orientale invece succede qualcosa l'austria le sta prendendo i russi stanno sconfiggendo gli austriaci in modo catastrofico
33:11
Speaker A
sembra quasi che stiamo per invadere l'ungheria a questo punto in italia una parte dell'opinione pubblica comincia pensare che è ora di far vedere agli austriaci quello che pensiamo veramente di loro nasce l'interventismo sostenuto da molti giornali fra cui il più
33:29
Speaker A
influente di tutti il corriere della sera diretto da luigi albertini che è un giornalista influentissimo non voglio dire uno scaltri dell'epoca di più più influente con più conoscenze più capace appunto di influenzare la politica albertini butta il corriere della sera
33:47
Speaker A
nella direzione della propaganda per l'intervento dobbiamo entrare in guerra ma non con l'austria la germania contro di loro l'interventismo è un fenomeno complesso a tante anime oggi oggi uno dice ma come è possibile che con una carneficina come
34:05
Speaker A
quella in corso ci fosse gente che smaniava per mandare anche i nostri a farsi massacrare oggi rischia di sembrare incomprensibile no e invece ci sono tante ragioni c'era un interventismo democratico che appunto vedeva l'austria e la germania come gli imperi impiccato ri militaristi
34:27
Speaker A
degli stivali e degli elmi a chiodo mentre le potenze occidentali democratiche si battono per la libertà la democrazia e inoltre noi dobbiamo pur completare il risorgimento liberando dall'oppressione trento trieste e così via tenete conto che i tedeschi allo scoppio
34:45
Speaker A
della guerra non hanno fatto niente per cancellare questa cattiva impressione anzi in belgio e in francia fucilano civili impiccano gente bruciano villaggi su una dimensione che ricorda quello che faranno poi nel 1940 39 40 in polonia ci sono e queste notizie vengono ovviamente
35:04
Speaker A
esasperate dalla propaganda dei loro avversari le atrocità tedesche in belgio le fucilazioni di civili e tutto questo conta l'antipatia per la germania cresce e questo è l'interventismo democratico ma c'è anche l'interventismo futurista degli intellettuali e dei poeti come
35:24
Speaker A
marinetti i quali sognano la velocità la potenza le armi a tecnologie e pensano che la guerra è una bella cosa perché deve svecchiare questo paese di mandolinisti il capo e marinetti filippo tommaso marinetti sentite cosa pensa marinetti noi vogliamo glorificare la guerra sola
35:49
Speaker A
igiene del mondo il militarismo il patriottismo le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna ancora marinetti la guerra è l'unico timone di profondità della nuova vita aeroplani ca che prepariamo la guerra futurismo intensificato ucciderà
36:14
Speaker A
il passatismo la guerra è la sintesi culminante perfetta del progresso la guerra ringiovanirà l'italia la arricchirà di uomini d'azione la costringerà a vivere non più del passato delle rovine e del dolce clima ma delle proprie forze nazionali e qui il futurismo si salta con l'altra
36:39
Speaker A
corrente dell'interventismo quella nazionalista imperialista c'è tutta una corrente che pubblica sui giornali che è influenzata dalla teoria di darwin che all'epoca era dominante vince il più forte sopravvive solo il più adatto la vita è una lotta continua bisogna
36:59
Speaker A
prevalere bisogna vincere ci sono articoli sui giornali i nazionalisti che dicono tutte queste chiacchiere sulla libertà dei popoli la lotta all'imperialismo sono tutte balle e ben peraltro che noi dobbiamo fare questa guerra cito guerra che si combatte oggi in
37:18
Speaker A
europa non è la guerra della democrazia pacifista contro l'imperialismo militare è guerra di popoli e di razze per l'esistenza per la ricchezza per il dominio e il predominio e noi cosa vogliamo entrando in questa guerra noi vogliamo la guerra per il compimento
37:41
Speaker A
dell'unità nazionale va bene queste sono chiare chiede dei democratici trento trieste non diremmo certo di no ma anche e specialmente sentite l'elenco per la nostra padronanza dell'adriatico per il nostro incremento nel mediterraneo per la nostra influenza nei balcani per la
38:00
Speaker A
nostra espansione nel levante per l'eredità della turchia in asia minore e soprattutto perché l'italia partecipi oggi alla storia del mondo in altre parole se stiamo fuori non conteremmo niente dobbiamo entrare a essere fra quelli che vinceranno schiacceranno il nemico e si
38:21
Speaker A
impadroniranno del mondo intanto però non si è deciso niente e gli ambasciatori degli imperi centrali a roma sperano ancora sempre che entriamo in guerra con loro no ma a questo punto gli basta che restiamo fuori avendo capito l'aria che tira l'ambasciatore
38:38
Speaker A
tedesco e quello austriaco fanno tutto quello che possano per convincere il nostro governo a restare fuori un giornalista chiede a salandra come si stanno comportando l'ambasciatore tedesco e quello austriaco risponde salandra un contegno angelico son diventati degli agnelli pronti a dare
38:57
Speaker A
soddisfazione per qualunque questione san giuliano dice che fare il ministro degli esteri in italia non è mai stato così piacevole perché tutti gli ambasciatori stranieri vengono a corteggiare il ministro degli esteri ovviamente però il ministro degli esteri il marchese di san giuliano è molto
39:15
Speaker A
malato e il 16 ottobre 1914 muore commemorandolo alla camera salandra che ha preso l'interim del ministero pronuncia un discorso in cui dice che l'unico criterio della politica estera italiana deve essere la difesa del nostro interesse il sacro egoismo per l'italia questa
39:39
Speaker A
frase del sacro egoismo viene ripresa dai giornali fa molto rumore salandra si stupisce ma in fondo cosa ha detto che la nostra politica e strappa il nostro interesse però era raro che si dicesse in modo così esplicito in quella sede
39:54
Speaker A
che noi siamo egoistici interessi solo il nostro interesse quasi subito salandra deve nominare un ministro degli esteri entra in scena l'ultimo personaggio che deciderà l'entrata in guerra e il barone sidney sonnino è un politico italiano di tipo molto insolito
40:14
Speaker A
tanto salandra avvocato e professore pugliese è un classico politico italiano tanto il barone sonnino e un tipo stranissimo il padre è un ebreo toscano che però è vissuto facendo affari in egitto la mamma e inglese anzi gallese credo e il
40:32
Speaker A
barone sonnino e protestante che per un politico italiano è già come dire un cocktail insolito sonnino e convinto che in guerra bisogna andarci noi si è fatto una sua idea che il popolo lo chiede poi quando gli danno a chiedere ma il popolo
40:47
Speaker A
tutto sul nilo dice ma va lo so anch'io che il grosso del popolo in realtà ma non sono gli ignoranti gli analfabeti che importano la maggioranza e per pacifismo così per la vita comoda ma ma se noi crederemo lo cito sonnino
41:06
Speaker A
ministro degli esteri se noi crederemo che la guerra sia necessaria per l'italia dovremo e sapremo decidere al di sopra delle opinioni della folla e sonnino e convinto che la guerra bisogna farla perché ha uno strano ragionamento sannino si è convinto che questa
41:26
Speaker A
occasione di riprendere trento e trieste non la possiamo perdere che se c'è la perdiamo il paese rimarrà sconvolto e ci sarà la rivoluzione e cadrà la monarchia non ci crede nessuno neanche vittorio emanuele iii il quale dice sonnino ai
41:42
Speaker A
paraocchi come i cavalli vede una cosa sola davanti a sé ma sonnino e convinto e con questa motivazione spinge salandra all'entrata in guerra contro l'austria e la germania il movimento interventista impazza nel paese si aprono nuovi giornali politici
42:02
Speaker A
famosi cambiano idea all'improvviso il più famoso di quelli che cambiano idea all'improvviso e mussolini naturalmente esponente di punta del partito socialista che di colpo cambia idea viene espulso dal partito fonda il suo giornale il popolo d'italia e comincia
42:19
Speaker A
una campagna furibonda per spingere l'italia in guerra al fianco della francia e dell'inghilterra c'è un vecchio pettegolezzo che tutti quanti abbiamo sentito era pagato dai francesi sì certo era assolutamente pagato dai francesi mussolini se non che la cosa è
42:38
Speaker A
meno insolita di quello che potremmo pensare perché andando a leggere le cronache dell'epoca viene fuori che nell'italia del 1914 15 era perfettamente normale che le ambasciate straniere pagavano i giornalisti e pagavano anche i politici e non solo pagavano i giornalisti ma compravano
42:59
Speaker A
proprio i giornali sotto gli occhi di tutti in quei mesi l'ambasciata tedesca compra la nazione di firenze e progetta di comprare il messaggero quali messaggero non lo comprano ma insomma si fa alla luce del sole e solo pochi giornali di
43:15
Speaker A
estrema sinistra o repubblicani pubblicano articoli in cui si dice ma stiamo dando uno spettacolo indecoroso c'è un fiume d'oro che arriva su roma per comprare i nostri giornali i nostri giornalisti siamo in vendita al miglior offerente la campagna interventista coinvolge
43:32
Speaker A
molto i giovani gli studenti e importante gli studenti sono pochi pochissimi rispetto a oggi ma sono la classe dirigente di domani e gli studenti sono in massa per l'intervento per la guerra risultato succedono scene che non ci immagineremmo
43:49
Speaker A
nell'italia del 1914 ma magari in altri anni si il 9 dicembre del 14 alla sapienza deve fare lezione il filologo cesare de lollis grande filologo grande amico della germania già da tempo insultato sui giornali pubblicamente come traditore perché
44:09
Speaker A
amico della germania quel giorno gli studenti gli impediscono con la violenza di entrare in aula e di fare lezione invece in aula arriva filippo tommaso marinetti il quale sale in piedi sulla cattedra arringa la folla incitando alla guerra
44:24
Speaker A
contro la germania urla fischia spacca i vetri dell'aula arriva il rettore della sapienza siamo a roma la sapienza non so se l'ho detto arriva il rettore della sapienza e fa marinetti lei profana questa cattedra marinetti risponde me ne frego e una non
44:41
Speaker A
sa se siamo appunto già nel 22 o se siamo già nel 68 ma insomma sono cose che non ci saremmo immaginati nel taglio della belle epoque e invece nel 14 succedono gli ambasciatori tedesco soprattutto e austriaco cosa fanno
44:57
Speaker A
fanno promesse o meglio il tedesco fa promesse perché noi vogliamo trento trieste quindi e l'austria che deve mollare e l'austria non ci sente i tedeschi insistono noi abbiamo poi letto le carte segrete da cui risulta che il kaiser guglielmo ii suoi ministri
45:15
Speaker A
fanno pressioni sugli austriaci dicendo promettete trento e trieste agli italiani per favore poi tutto al più dopo la guerra non glielo diamo ma intanto promette tele il vaticano interviene il vaticano ci tiene molto che l'italia resti neutrale il vaticano ha un rapporto molto forte
45:32
Speaker A
con l'austria grande potenza cattolica un personaggio di cui poi si parlerà ancora monsignor pacelli futuro pio xii viene spedito dal papa vienna incarico convince il vecchio imperatore accedere almeno trento il vecchio imperatore non ci sente i tedeschi cambiano l'ambasciatore a
45:53
Speaker A
roma il signor von flotow ve lo ricordate quello delicato gentile che non sembra neanche un tedesco non va bene nell'occasione mandano un pezzo da novanta il principe blog che è stato già primo ministro ministro degli esteri del reich e che è un grande filo italiano ha
46:10
Speaker A
sposato una principessa siciliana due lo si installa nell'ambasciata tedesca a roma comincia a spendere soldi comprare giornalisti e fare promesse gli italiani gli chiedono ma trento velo risponde ci sto lavorando ma lo sapete come sono fatti gli austriaci perché non potremmo
46:29
Speaker A
promettervi invece è di fatto gli promettono arriva con la lista delle promesse nizza la savoia la corsica tunisi tutta roba che non è loro e di conseguenza ma gli italiani sono testardi vogliono trento a un certo punto il kaiser
46:46
Speaker A
francesco giuseppe si convince a metà si scopre che il trentino in realtà nel medioevo era formato da una contea e un vescovado la contea e feudo dell'imperatore lui non lo vuole cedere ma il vescovado di trento magari sì
47:00
Speaker A
quando l'ambasciatore austriaco va a raccontare queste cose al nostro governo si mettono le mani nei capelli c'è questa gente fa ancora la diplomazia a base di feudi e consulta araldica niente il governo italiano entro gennaio ha deciso la guerra
47:16
Speaker A
l'unica cosa è che siccome non siamo pronti bisogna tirare un po in lungo perciò il governo notate come funzionava non voglio dire la democrazia però c'era il suffragio universale come funzionava l'italia parlamentare di allora il governo convoca i giornalisti uno per uno
47:34
Speaker A
e spiega quello che si aspetta da loro salandra presidente del consiglio al direttore della tribuna dice in buona sostanza cominciate a preparare l'opinione pubblica ma senza esagerare perché noi siamo ancora sicuri per ora è bene che la stampa si conduca con
47:52
Speaker A
prudenza e non è ct ne deprima conviene come si fa nelle osterie di campagna con la pasta e col riso tenere l'opinione pubblica a mezza cottura l'opinione pubblica a mezza cottura vuol dire sì forse ma intanto trattiamo con gli
48:14
Speaker A
alleati ci siamo decisi a londra si aprono i negoziati da roma è arrivata una lista di richieste per entrare in guerra insieme a voi vogliamo il trentino ma non solo anche il sudtirolo a questo punto non solo trento ma anche
48:28
Speaker A
bolzano fino al brennero trieste la venezia giulia l'istria la dalmazia con le sue isole valona in albania il bacino carbonifero di a dahlia in turchia o dei principali politici inglesi dell'epoca lloyd george nelle sue memorie scriverà nessuno di noi si preoccupa di sapere
48:50
Speaker A
con precisione cosa voleva l'italia l'importante vi diciamo di sì su tutto dai che ne abbiamo ancora un pezzetto sforerà un pochino ma di poco promesso il 26 aprile viene firmato il patto di londra che impegna l'italia a entrare in
49:10
Speaker A
guerra entro un mese ricordatevi le date 26 aprile e no il 24 maggio entreremo in guerra l'ultimo articolo del patto di londra dichiara questo accordo verrà mantenuto segreto lo sanno soltanto salandra sonnino e il re il quale re manda dei
49:32
Speaker A
telegrammi al re d'inghilterra e allo zar di russia dicendo congratulazioni adesso siamo alleati stiamo per entrare in guerra al vostro fianco firmato il patto di londra a salandra e sonnino e al re viene in mente un piccolo dettaglio
49:47
Speaker A
non è ben chiaro se avevano il potere di fare questa cosa perché l'hanno firmato il parlamento non sa niente il parlamento in vacanza ha sospeso i lavori a marzo deve riaprire il 12 maggio e il parlamento vanno a vedere lo
50:10
Speaker A
statuto cosa dice salvino dice a fantastico lo statuto dice che il re ha il potere di dichiarare la guerra siamo a posto però lo statuto dice anche che poi la camera deve confermare i crediti di guerra e i pieni poteri al
50:23
Speaker A
governo quindi ci vuole la conferma della camera e la camera in realtà in maggioranza neutralista guide o introdurre un nuovo personaggio l'ultimo spero che introduco finora non abbiamo citato per niente ma è il convitato di pietra per tutti loro era un'ossessione
50:47
Speaker A
finora non è comparso giolitti che era stato padrone della politica italiana per dieci anni 15 anni un personaggio che aveva influenzato enormemente la politica italia diana è che nel marzo del 14 si era dimesso per una crisi parlamentare
51:05
Speaker A
minore uno di quei casi in cui un governo dice massimo è meglio fare un po di alternanza mi dimetto per un po metto uno che non conta niente chi mettiamo salandra io spio giolitti sto fuori per un po e poi torno tanto l'api parlamento
51:22
Speaker A
lo controllo io ed è vero giolitti ha il controllo della maggioranza dei parlamentari giolitti non voglio farvi perdere tempo ma è stato un protagonista della storia italiana di dimensioni enormi ha governato per tanti anni è ovviamente tanti hanno cominciato a
51:39
Speaker A
odiarlo gli avversari politici e anche quelli del suo partito lodi alla borghesia di destra perché giolitti ha autorizzato gli scioperi le camere del lavoro ha dato in suffragio universale mal odiano anche molti progressisti perché giolitti al nord ha
51:56
Speaker A
fatto gli accordi con i sindacati ma al sud come denuncia gaetano salvemini grande meridionalista in un libro che esce proprio in quegli anni e che si intitola il ministro della malavita al sud giolitti governa con le squadracce con i pestaggi con la polizia che mette
52:12
Speaker A
in galera gli oppositori con cose inimmaginabili che anche lì a leggere il libro di salvemini c'e da mettersi le mani nei capelli di quello che succedeva alle elezioni in italia nei primi anni del novecento quindi giolitti e odiatissimo e adesso
52:26
Speaker A
per uno sbaglio suo non si trova al potere però però adesso giolitti e i suoi cominciano a subodorare anche se il patto di londra e segreto però i preparativi si vedono e allora i deputati cominciano agitarsi la camera è chiusa
52:44
Speaker A
riaprirà il 12 maggio i deputati ai primi di maggio sono già a roma montecitorio fisicamente è aperto imputati vanno e vengono il governo il 7 maggio per prudenza proroga l'apertura anziché il 12 le apriamo il 20 le camere
53:00
Speaker A
a questo punto la situazione precipita giolitti capisce che il governo lo sta ingannando perché lui dicono no non è deciso niente ancora giolitti capisce che l'hanno ingannato a un giornalista dice mi spiace dirlo questo di salandra e stato tutto un inganno da pugliese
53:19
Speaker A
comunque giolitti si precipita a roma e il 9 maggio il governo è terrorizzato tanto che fa organizzare manifestazioni spontanee fra virgolette contro giolitti alla stazione di torino quando parte e alla stazione di roma quando arriva anche questa è una cosa sbalorditiva
53:36
Speaker A
come si faceva politica in quell'italia malagodi grande giornalista direttore della tribuna scrive nel suo diario è arrivato giolitti contro il quale sono state organizzate d'accordo col ministero degli interni e la polizia manifestazioni alla sua partenza da torino e al suo arrivo a roma
53:59
Speaker A
capite che roba dopodiché giolitti e fuori di sé dichiarazione di giolitti ai giornalisti la gente che è al governo meriterebbe di essere fucilata vogliono portare all'italia la guerra senza nessun motivo e giolitti insiste questa guerra non la possiamo fare l'italia è
54:15
Speaker A
troppo debole ora dei suoi argomenti è molto interessante dice ragazzi io ho governato tutti questi anni abbiamo fatto la guerra di libia lo so solo io cos'è il nostro esercito ho dovuto sempre falsificare i bollettini degli scontri in libia per
54:33
Speaker A
non mostrare che non si vinceva se non si era in 10 contro 1 sempre giolitti a un giornalista i generali valgono poco sono usciti dai ranghi quando si mandavano nell'esercito i figli di famiglie più stupidi dei quali non si sapeva cosa fare
54:49
Speaker A
finalmente siamo così poveri che è una guerra non ce la possiamo permettere giolitti piomba a roma il 9 maggio il 10 maggio 300 deputati e più di 100 senatori passano da casa sua a lasciare il loro biglietto da visita che vuol
55:06
Speaker A
dire che sono d'accordo con lui e quindi la maggioranza della camera e contro la dichiarazione di guerra a questo punto panico perché il governo scopre che nel frattempo è già firmato l'alleanza e il re ha già mandato i
55:19
Speaker A
telegrammi ai suoi colleghi allora si tenta di contenere i danni salandra dice va bene io mi dimetto e l'unica cosa che posso fare il re dice sì e io io devo abdicare qui c'è uno è qui è veramente una cosa favolosa perché
55:36
Speaker A
il re vittorio emanuele iii in quei giorni al suo presidente del consiglio e anche a giolitti dice le seguenti cose primo sì io mi sono compromesso ho mandato i telegrammi ai miei colleghi il re d'inghilterra lo zar mi sono
55:51
Speaker A
compromesso devo abdicare e va benissimo così il re lo farà mio cugino il duca d'aosta a lui piace a lui piacciono tutte queste cerimonie che a me mi seccano profondamente poi dice il re che lui è pronto andarsene che ha sempre
56:08
Speaker A
pensato che gli piacerebbe vivere alle baleari o ad antibes che non gliene importava proprio niente ancora dice il re i suoi ministri io forse non sarei venuto qui al quirinale cioè a palazzo reale e volevo parlarne a mio padre ma egli morì in
56:29
Speaker A
quel modo e io fui costretto a venire sapete umberto primo assassinato a monza e vittorio quindicenne dopo vittorio dice cerca di far credere i suoi ministri che lui prima avrebbe voluto lasciar perdere allora il ministro il governo si dimette
56:45
Speaker A
il re minaccia di applicare il vaticano decide che è il momento per spingere manda emissari dai ministri cattolici per dirgli che quelle l'ultima occasione per evitare la guerra tanto perché siano chiari i termini dei discorsi monsignor boncompagni ludovisi va da un ministro e
57:06
Speaker A
gli dice che la guerra bisogna evitarla la guerra ingiusta la vuole solo virgolette quell'ebreo traditore di sonnino il papa fa sapere al re che basta insistere un po e l'austria è pronta a cedere tutto anche gorizia tutto il mondo sa che a roma sta
57:27
Speaker A
succedendo questo psicodramma per cui il kaiser guglielmo l'imperatore francesco giuseppe i loro primi ministri e i loro capi di stato maggiore si incontrano il 9 maggio al comando supremo austriaco e lì si decide che gli austriaci prometteranno tutto quello che gli
57:45
Speaker A
italiani vogliono gli austriaci fanno mettere a verbale però poi dopo la guerra ci riprendiamo tutto e qui e qui bisogna capire cosa succede perché è una cosa quasi incomprensibile e è l'ultimo atto di questo dramma nel giro di qualche giorno
58:04
Speaker A
il paese e in particolare roma sono travolti dalle manifestazioni di piazza e le manifestazioni di piazza sono tutte per la guerra perché le manifestazioni per la guerra il ministero le lascia fare e quelle neutraliste invece la polizia picchia e
58:20
Speaker A
le disperde perciò le piazze sono piene di gente che manifesta per la guerra chi manifesta per la guerra ai borghesi gli impiegati a roma tutti i miei spiegato di tutti i ministeri sono in piazza a manifestare gli studenti che ci credono e sono
58:34
Speaker A
convinti le manifestazioni impazzano con una violenza impressionante uno dei protagonisti non è vero che avevo finito ce n'è ancora uno ma lo conoscete tutti gabriele d'annunzio gabriele d'annunzio il più famoso scrittore e letterato e del paese da anni in esilio volontario
58:53
Speaker A
in francia per non pagare i debiti thorne trionfalmente in italia il 5 maggio a quarto dei mille tiene una grandiosa manifestazione per l'intervento in guerra poi si ferma qualche giorno a genova parte lasciando risulta da discussioni parlamentari dell'epoca un astronomico conto
59:16
Speaker A
d'albergo per lui e due signore amiche sue che lascia da pagare al comune di genova va a roma ea roma appena arrivato arringa la folla e questi discorsi sono di una violenza impressionante chiudiamo poi ci sarà poco chi simo dopo
59:36
Speaker A
con brevi brani dal grande discorso di d'annunzio a roma contro giolitti compagni non è più tempo di parlare ma di fare non è più tempo di concioni ma di azioni e di azioni romane se è considerato un crimine incitare
59:54
Speaker A
alla violenza i cittadini io mi vanterò di questo crimine nella roma vostra si tenta di strangolare la patria e neutralisti con un capestro prussiano maneggiato da quel vecchio boia labrone giolitti aveva il labbro inferiore sporgente in tutte le
60:15
Speaker A
caricature e lui che da non si chiama in pubblico nella capitale quel vecchio boia labrone le coi calcagna di fuggiasco sanno la via di berlino se vince lui ci sarà da vergognarsi di essere italiani chiamarsi italiano sarà nome da nascondere nome da averne
60:35
Speaker A
bruciate le labbra questo vuol fare di noi quel ansimante leccato re di sudici piedi prussiani dopodiché d'annunzio che essendo però non abbiate paura perché c'è il sistema per fermarli questa banda di schiavi di servi del nemico codesto servi d'ora medi bassa mano teme i colpi
60:58
Speaker A
ha paura delle buste a spavento del castigo corporale io ve li raccomando vorrei poter dire io ve li consegno i più maneschi di voi saranno della città e della salute pubblica benemeriti si risultato si moltiplicano le aggressioni e pestaggi dei deputati giolittiani la
61:26
Speaker A
casa di giolitti in via cavour viene aggredita gli studenti manifestano davanti a montecitorio a un certo punto invadono montecitorio in queste condizioni il governo dimissionario il re cerca qualcuno che prenda il l'incarico lo chiede a giolitti giolitti sbagliando forse chi
61:44
Speaker A
lo sa dice di no nessun altro lo vuol fare il 16 maggio il re rida l'incarico a sala andrà e lo rispedisce alla camera e la camera che il 10 maggio aveva una maggioranza per la pace il 20 maggio vota i poteri concessi al
62:00
Speaker A
governo per la guerra cosa sia successo a ogni singolo deputato che ha cambiato idea sarebbe bello andare a vedere tutti cosa gli è successo in quei giorni fatto sta che la camera ha cambiato idea e il paese entra in guerra come combatteremo
62:16
Speaker A
questa guerra e come la vinceremo lo racconteremo domani io qui però volevo chiudere chiudere con una specie di nemesi il patto di londra firmato il 26 aprile aveva come clausola il dover essere mantenuto segreto ma nel 1917 se la rivoluzione in russia
62:35
Speaker A
nell'ottobre del 17 novembre per noi i bolscevichi prendono il potere e andando a frugare nei cassetti dei ministeri trovano il patto di londra e lo pubblicano immediatamente per far vedere al mondo che cos'è la diplomazia dei paesi capitalisti quali sono gli ideali
62:56
Speaker A
per cui fanno la guerra vogliamo il brennero bebel istria dalmazia alla turchia l'albania ecco questa roba viene pubblicata in tutto il mondo da lenin peccato che a quel punto i nostri veri alleati non sono più la russia che è
63:13
Speaker A
crollata o l'inghilterra e la francia è entrato in scena un altro protagonista e sono gli stati uniti gli stati uniti del presidente wilson gli stati uniti stanno vincendo la guerra e la vinceranno senza di loro non sarebbe stata vinta così facilmente
63:28
Speaker A
gli stati uniti sono i padroni del mondo dal punto di vista economico hanno in mano tutti i rubinetti il grano il petrolio e il presidente degli stati uniti wilson è deciso a finire questa guerra senza dare soddisfazione a tutti
63:42
Speaker A
quegli avidi arraffatori che pretendevano di avere questo è quello il presidente wilson ha detto chiaramente al mondo poi non riuscirà veramente nell'intento ma in quel momento la sua linea è libertà per i popoli autodeterminazione niente conquiste niente arraffa arraffa
64:00
Speaker A
quando gli fanno vedere il patto di londra il presidente wilson fa notare che gli stati uniti non hanno firmato niente loro all'epoca non c'erano e perciò non sono minimamente tenuti a dare all'italia tutte quelle belle cose che gli altri avevano promesso risultato
64:17
Speaker A
alla conferenza di pace ci faranno trangugiare bocconi amari e ogni singola cosa di quelle promesse che riusciamo ad avere sarà calata dall'alto e non si riuscirà ad avere tutto è il paese che ha già le ossa rotte per la guerra
64:32
Speaker A
comincerà a sentire d'annunzio che parla di vittoria mutilata e insomma succederanno tante cose che sapete questo è come dire il frutto ultimo di quella diplomazia segreta che aveva fatto il patto di londra ma appunto come si arriverà a questo
64:48
Speaker A
esito lo racconteremo domani grazie [Applauso]
Topics:Prima Guerra MondialeItalia 1915Alessandro Barberoattentato Sarajevopolitica italianaalleanze europeeAustria-UngheriaGermaniaRussia zaristastoria italiana

Frequently Asked Questions

Perché l'Italia entrò in guerra solo nel 1915 e non all'inizio del conflitto?

L'Italia rimase inizialmente neutrale perché l'alleanza con Austria e Germania non era più considerata vincolante, e il governo valutava attentamente le condizioni politiche e territoriali prima di decidere l'entrata in guerra.

Qual è stato il ruolo dell'attentato di Sarajevo nell'inizio della Prima Guerra Mondiale?

L'attentato di Sarajevo, in cui fu ucciso l'arciduca Francesco Ferdinando, fu il catalizzatore che scatenò una serie di eventi diplomatici e militari, portando all'ultimatum austriaco alla Serbia e all'inizio del conflitto mondiale.

Come influirono le relazioni personali tra zar Nicola e Kaiser Guglielmo sulle decisioni di guerra?

Nonostante fossero cugini e cercassero di evitare il conflitto attraverso scambi di telegrammi, le alleanze e le pressioni politiche costrinsero entrambi a dichiarare guerra, dimostrando che i legami personali non poterono fermare l'escalation bellica.

Get More with the Söz AI App

Transcribe recordings, audio files, and YouTube videos — with AI summaries, speaker detection, and unlimited transcriptions.

Or transcribe another YouTube video here →