Festival della Mente 2018 – Alessandro Barbero (2/3) — Transcript

Alessandro Barbero analizza la battaglia di Caporetto nel contesto della Prima Guerra Mondiale, evidenziando strategie, perdite e dinamiche italiane e austriache.

Key Takeaways

  • La battaglia di Caporetto rappresenta una sconfitta significativa in una guerra poi vinta dall'Italia.
  • L'esercito austro-ungarico, pur più forte in teoria, era indebolito da pesanti perdite e combattimenti su più fronti.
  • L'Italia attaccava quasi sempre, ma con progressi limitati e grandi difficoltà logistiche e strategiche.
  • La guerra era asimmetrica e complessa, con molteplici nazionalità coinvolte e difficoltà nel monitorare le perdite reali.
  • La strategia italiana si concentrava sull'Isonzo, ma senza riuscire a sfondare decisamente fino a Caporetto.

Summary

  • Introduzione al contesto storico della decisione italiana di entrare in guerra nel 1915.
  • Descrizione della situazione dell'esercito austro-ungarico nei primi dieci mesi di guerra e delle sue pesanti perdite.
  • Analisi della disparità di forze tra Italia e Austria-Ungheria e delle aspettative italiane all'inizio del conflitto.
  • Spiegazione della strategia italiana di attacco concentrata sull'Isonzo e la difficoltà di avanzamento.
  • Discussione sulle undici battaglie dell'Isonzo e la natura statica del fronte fino a Caporetto.
  • Descrizione dell'unica offensiva austriaca prima di Caporetto nel Trentino nel 1916 e il suo impatto.
  • Riflessioni sul carattere asimmetrico della guerra e sulle difficoltà di contare le perdite umane con precisione.
  • Importanza del contesto geografico e logistico nelle operazioni militari sul fronte italiano.
  • Ruolo del comando italiano e delle sue scelte strategiche, in particolare del generale Cadorna.
  • Introduzione alla battaglia di Caporetto come evento cruciale e paradossale nella storia militare italiana.

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Speaker A
Grazie, buongiorno a tutti. Mi spiace per l'orario un po' insolito e la levataccia di domenica, ma è quest'anno è andata così.
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Speaker A
Allora, ieri abbiamo raccontato com'è che è stata presa dalle massime autorità politiche italiane la decisione di entrare in guerra il 24
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Speaker A
maggio del 1915. Oggi racconteremo quella che è stata la battaglia più importante e, da un certo punto di vista, di tutta la guerra. È certamente comunque la più famosa, la più ricordata e che, per un paradosso tipicamente italiano,
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Speaker A
all'interno di una guerra che poi alla fine abbiamo vinto, è però una battaglia perduta: Caporetto. In realtà poi, in enorme sintesi, accennerò a tutto l'andamento della nostra guerra fino a quel momento, perché per capire una battaglia bisogna sapere
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Speaker A
in che contesto si colloca una battaglia e come un momento di un lungo discorso. Una guerra è un lungo discorso con batti e ribatti, e la battaglia è una battuta, un momento, ha un senso dentro un andamento più generale. E il senso di
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Speaker A
Caporetto è che va in contraddizione con tutto quello che era stata la nostra prima guerra mondiale fino a quel momento. Caporetto, sapete, non è una disfatta italiana in occasione di un attacco che il nemico monta sul nostro fronte.
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Speaker A
Ora, noi abbiamo perso a Caporetto anche fra i tanti motivi, anche perché non eravamo abituati a essere attaccati. La prima guerra mondiale l'abbiamo fatta sempre attaccando noi, e qui c'è una logica molto precisa: in guerra raramente le forze in campo sono
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Speaker A
pari, come in una partita a scacchi, e quindi c'è un equilibrio che soltanto poi l'abilità di uno dei due può rompere. In guerra non è quasi mai così: le guerre sono asimmetriche, c'è quasi sempre uno che è più forte e uno che è più debole, e
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Speaker A
di solito quello che è più forte attacca e quello che è più debole cerca di difendersi. Ora, noi, il Regno d'Italia rispetto all'Impero austro-ungarico, eravamo certamente più deboli. Ieri sera ho citato delle cifre, benché l'Austria-Ungheria fosse la più
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Speaker A
debole delle grandi potenze europee a parte noi. Per ogni tonnellata d'acciaio che l'Italia produceva, l'Austria-Ungheria ne produceva 3, la Germania ne produceva 19. Lasciamo perdere, ma comunque l'Austria-Ungheria era più forte, più popolosa, più industrializzata di noi. Però noi entriamo in guerra nel
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Speaker A
maggio del 1915, in un momento in cui l'Austria è già in guerra da 10 mesi, e in quei dieci mesi ha subito delle batoste spaventose. L'Austria, il paese che ha scatenato la guerra aggredendo la Serbia per punirla delle sue complicità
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Speaker A
nell'attentato di Sarajevo, le altre potenze sono entrate in guerra una dopo l'altra. L'Austria si trova in guerra contro la Serbia nei Balcani e contro la Russia in Galizia, in Polonia, e in quei primi 10 mesi di guerra l'Austria subisce delle
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Speaker A
sconfitte spaventose sia contro i serbi nei Balcani sia soprattutto contro i russi in Galizia. L'esercito austriaco d'anteguerra è quasi annientato: la maggioranza degli ufficiali austriaci di servizio all'inizio della guerra cadono, sono fatti prigionieri o feriti in quei primi 10 mesi di guerra. Nessuno
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Speaker A
può dare delle cifre precise sulle perdite. Ogni volta che vedete per la prima guerra mondiale delle cifre precise precise, sappiate che non sono vere. Nessuno sa veramente in dettaglio quanti morti, quanti feriti, quanta gente sparita per sempre, nemmeno la burocrazia europea di
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Speaker A
quell'epoca, che era una burocrazia pignola, attentissima, peggio della nostra attuale. Era una burocrazia capace di contare quante galline c'erano nel pollaio di un contadino, ma nemmeno la burocrazia di allora riusciva a tenere il conto degli uomini buttati nella
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Speaker A
fornace e che sparivano. Detto questo, a occhio e croce, l'esercito austriaco nei primi dieci mesi di guerra ha perso un milione di uomini. Quando si parla di perdite non si intendono morti: le perdite vogliono sempre dire i morti, i feriti, i prigionieri. I
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Speaker A
morti sono una minoranza, però quell'esercito ha dovuto cancellare dai suoi ruoli un milione di uomini. Risulta e sta ancora combattendo su due fronti, e noi entriamo in guerra e gli apriamo un terzo fronte. Perciò noi siamo obiettivamente più
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Speaker A
forti in quel momento. Il grosso delle forze austriache sono e rimarranno sempre, fino al 1918, fino alla rivoluzione russa, sono e rimarranno sul fronte orientale e nei Balcani. Contro di noi gli austriaci all'inizio non hanno niente e anche dopo
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Speaker A
faranno sempre un enorme fatica per mettere in trincea quel minimo di uomini indispensabile per provare a difendersi. Noi abbiamo più uomini, più cannoni, più munizioni, più aeroplani, più da mangiare, perciò attacchiamo noi. Noi entriamo nella prima guerra mondiale con la
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Speaker A
convinzione che entrando noi crolla tutto. L'Austria è già al lumicino combattendo su due fronti. Come far esistere? Entriamo noi, crolla entro qualche mese, anzi entro qualche settimana, si va a Trieste, entro qualche mese a Zagabria, Lubiana, fine anno a Vienna e si mette fine alla
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Speaker A
prima guerra mondiale. E invece, come sapete, non va così, ma non perché noi non abbiamo attaccato. Noi attacchiamo. Sapete come? La linea del fronte, il confine, è ininterrotto, ma ci sono solo due zone dove si può combattere, perché il resto è alta montagna, e in
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Speaker A
alta montagna si combatte pro forma, si fanno belle imprese con gli alpini, ma in realtà la guerra vera si fa dove arrivano le strade, le ferrovie, dove puoi portare le centinaia di migliaia di uomini, le migliaia di cannoni. La guerra
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Speaker A
vera si può fare solo in Trentino e davanti a Trieste, e il nostro comando supremo, Cadorna, decide fin dall'inizio che anche il Trentino è troppo stretto, non c'è abbastanza spazio per spingere. Perciò in Trentino si starà fermi, si attacca verso
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Speaker A
Trieste. Attaccare verso Trieste vuol dire attaccare sull'Isonzo, che grosso modo corre più o meno lungo il vecchio confine. Si tratta di passare l'Isonzo, di prendere un po' di montagne, di prendere l'altipiano del Carso, e dietro il Carso c'è Trieste, e lì a pochi chilometri
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Speaker A
sembra facilissimo. Come sapete, non ci arriveremo mai, se no alla fine della guerra, ma non perché non ci abbiamo provato. Cadorna, Caporetto sarà il 24 ottobre 1917. In quei due anni e mezzo fino a Caporetto, Cadorna attacca continuamente sull'Isonzo: 11 battaglie
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Speaker A
dell'Isonzo. La dodicesima sarà Caporetto. Il fatto stesso che si chiamino tutte battaglie dell'Isonzo vi dimostra che non si andava tanto avanti. Si continua a spingere lì, ogni tanto si va un po' avanti, si prende un chilometro, 2 km, 3 km di terreno, una montagnola,
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Speaker A
un'altra. Le grandi vittorie: una grande vittoria nel XVI, si prende Gorizia dopo averci provato per un anno e mezzo. Finalmente si prende Gorizia, pochi chilometri, poi si ricomincia a battere. Però attacchiamo sempre noi. Prima di Caporetto gli austriaci attaccano sul
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Speaker A
nostro fronte una sola volta, contro undici offensive di Cadorna sull'Isonzo. Attaccano una sola volta, nella primavera del 16, in Trentino. Attaccano perché il comandante austriaco, il maresciallo Conrad, ci tiene talmente tanto a provare a vendicarsi di quei traditori di
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Speaker A
italiani che erano nostri alleati nella Triplice Alleanza, invece poi sono entrati in guerra contro di noi, che anche se l'impero è al lumicino, Conrad riesce a convincere la politica a dargli le risorse, i mezzi, cannoni, gli uomini per tentare un attacco. Una volta ci
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Speaker A
provano, e quell'offensiva nel Trentino, appunto del maggio del 16, che i giornali battezzano subito la spedizione Comita, la strada e spedizione per punire appunto i traditori italiani, e il nostro comando si aspetta talmente poco che quei pezzenti di austriaci possano
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Speaker A
attaccarci che viene preso completamente di sorpresa. Per cui gli austriaci, nel maggio del 16, nel Trentino sfondano, travolgono le nostre linee, vengono giù, poi vengono fermati con uno sforzo enorme di tutto l'esercito, dei comandi che riescono a gestire bene la cosa
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Speaker A
e naturalmente delle truppe che combattono come noi non abbiamo mai combattuto prima in quei posti che adesso danno i nomi alle nostre strade e alle nostre piazze: il Pasubio, altipiano d'Asiago, passo Buole. Lì vengono fermati per un pelo, perché per un pelo arrivavano a Vicenza.
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Speaker A
Dopo di che è l'unica volta che hanno attaccato loro. Dopo ricomincia.
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Speaker A
morendo di fame letteralmente morendo di fame non ha più nessun accesso al mare rimane trieste ma l'adriatico è in mano alla nostra flotta quella francese non si passa non arriva niente da fuori in austria e neanche in germania anche in
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Speaker A
germania non stanno bene in germania l'inverno 16 17 è rimasto nella memoria collettiva dei tedeschi come l'inverno delle rape perché quello c'era da mangiare cavoli e rape ma la germania e potente forte solida tira avanti l'austria che è un gradino
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Speaker A
sotto muore di fame ci sono le testimonianze degli ufficiali che vanno in licenza vienna e dicono santo cielo che facce che alla gente e i soldati in trincea non hanno da mangiare e noi attacchi amo e gli austriaci resistono nonostante
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Speaker A
tutto ecco il fatto che resistano così ostinatamente merita di essere spiegato ci sono almeno due motivi uno è che in realtà la prima guerra mondiale una guerra che favorisce i difensori sapete non è sempre la stessa cosa dipende da
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Speaker A
che armi ci sono ci sono epoche in cui gli armamenti disponibili aiutano gli attaccanti pensate alla seconda guerra mondiale con i carri armati che vanno avanti e sfondano tutto nella prima guerra mondiale è il contrario le armi nuove
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Speaker A
cosa sono la mitragliatrice e la mitragliatrice e raddoppia la capacità dei difensori in una trincea tu hai cento fucili a difendere 200 metri di fronte ma se hai anche una mitragliatrice e come se ne avessi il doppio le novità tecnologiche sono la
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Speaker A
mitragliatrice il filo spinato la trincea nella prima guerra mondiale attaccare vuol dire attaccare un nemico che sta magari a tre o quattrocento metri più in là però è in trincea non li vedi neanche tu anche se in trincea
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Speaker A
quando è ora di attaccare esci devi attraversare di corsa quei 3 400 500 metri che però sono pieni di filo spinato e intanto gli altri ti sparano allora nella prima gara mondiale tutte le offensive costano carissime costano una marea di morti e di feriti e
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Speaker A
falliscono o ottengono minimi risultati ed è così anche sul nostro fronte però c'è anche un'altra motivazione ed è che gli austriaci a questa guerra contro gli italiani ci credono della guerra contro i russi agli ufficiali austriaci importa tutto sommato poco non c'è nessun odio
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Speaker A
particolare nei loro confronti e si sta combattendo nelle province più povere dell'impero la galizia di cui in realtà non importa niente a nessuno gli ufficiali austriaci scherzano chi perde la guerra si prende la galizia ma sul nostro fronte un'altra cosa li
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Speaker A
c'e trento c'e trieste soprattutto l'unico porto vero dell'impero e lì c'è un'altra questione c'è l'imperialismo italiano che si vuole affermare che chiaramente ha dichiarato fin dallo scoppio della guerra che noi vogliamo andare al brennero e vogliamo l'istria la dalmazia
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Speaker A
pazzia vogliamo allargarci nei balcani e le popolazioni locali questo lo sanno nel trentino noi attacchiamo poco o niente ma se avessimo attaccato ci trovavamo di fronte dei reggimenti di kaiser jaeger tirolesi reclutati sul posto che sapevano benissimo che stavano
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Speaker A
combattendo per difendere le loro case e sull'isonzo i reparti che resistono sapete l'esercito austriaco è un esercito dove si parla in 10 lingue ma sull'isonzo ci sono reparti sloveni croati i quali anche loro stanno combattendo per che dal loro punto di
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Speaker A
vista gorizia è una città loro trieste è una città loro l'istria e loro e non vogliono che gli italiani vengano di nuovo a comandare a casa loro come un fatto per tanti secoli al tempo dei veneziani quindi l'esercito austriaco
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Speaker A
morendo di fame inferiore di numero resiste disperatamente e noi si va avanti un pezzettino x volta però comunque si va avanti un pochino e nell'agosto del 17 l'undicesima battaglia dell'isonzo è una vittoria per i criteri di allora una
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Speaker A
netta vittoria andiamo avanti sull'altipiano della bainsizza oltre gorizia andiamo avanti per 8 10 km che per i criteri della prima guerra mondiale sembra una cosa enorme e l'agosto del 17 caporetto sarà il 24 ottobre in quell'agosto del 17 noi andiamo avanti
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Speaker A
sulla bainsizza poi lentamente come sempre l'offensiva si esaurisce le perdite son troppe gli austriaci riescono ancora una volta a tappare il buco ma per l'ultima volta il comando austriaco si rende conto di aver finito tutto non c'è più un uomo da aggiungere perciò
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Speaker A
al comando austriaco a mentre l'offensiva italiana dell'agosto è ancora in corso al comando austriaco ci si dice stavolta teniamo ancora ma se cadorna attacca un'altra volta quest autunno è finita sfondano gli italiani vanno a trieste e se gli italiani vanno trieste
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Speaker A
l'impero crolla c'è troppa valore simbolico oltre che economico perciò i comandanti austriaci si dicono che bisogna assolutamente fare qualcosa non possiamo stare fermi ad aspettare che cadorna attacchi un'altra volta e testardo come attaccherà di sicuro questo autunno sembra che gli italiani non finiscano
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Speaker A
mai le munizioni gli uomini perciò il comando austriaco si dice dobbiamo fare qualcosa noi dobbiamo attaccare noi li dobbiamo ributtare almeno un po indietro dobbiamo guadagnare un po di spazio un po di respiro dobbiamo attaccare noi ma non hanno
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Speaker A
assolutamente i mezzi per farlo voi capite in quelle condizioni con la trincea la mitragliatrice il filo spinato poi parleremo dei cannoni e degli aerei in quelle condizioni per attaccare tu bisogna che almeno nel punto che hai scelto per attaccare tu
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Speaker A
sia più forte almeno in un punto devi essere il doppio il triplo altrimenti non passerai mai e gli austriaci non hanno assolutamente i mezzi per farlo però hanno il fratello maggiore i tedeschi la germania del reich come dicevano loro del secondo rai la
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Speaker A
germania del kaiser guglielmo anno gli alleati e decidono con grande fatica e imbarazzo di andare a chiedere aiuto agli alleati ai tedeschi con grande fatica e imbarazzo uno si immagina volte ingenuamente che in guerra gli alleati si vogliono bene fra loro e si
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Speaker A
accontenti di aiutarsi come in politica no non è vero niente gli alleati si odiano sono costretti a stare insieme ma hanno interessi divergenti e sarebbero contenti di vedere l'altro che crolla purché loro non fossero coinvolti per di più
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Speaker A
l'alleanza con i tedeschi è una cosa dura da mandar giù i tedeschi sono moderni forti ricchi potenti e guardano gli austriaci dall'alto in basso questa è una delle cose più imbarazzanti a dire la verità perché perché noi per
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Speaker A
gli altri noi e gli austriaci siamo allo stesso livello capite siamo due paesi sospesi fra la modernità e l'arretratezza sia noi sia l'austria abbiamo un industria l'industria pesante noi abbiamo torino milano genova loro hanno vienna praga budapest però
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Speaker A
poi entrambi i paesi hanno un grande entroterra contadino poverissimo arretrato tassi di analfabetismo molto più alti rispetto alla francia la germania l'inghilterra siamo paesi mezzo moderni e mezzo arretrati le due più deboli fra le grandi potenze per noi
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Speaker A
l'esercito austriaco è un avversario formidabile abbiamo battuto il naso 11 volte nonostante tutto e anche noi per gli austriaci siamo un avversario formidabile le austriaci hanno un gran rispetto dell'esercito italiano della sua artiglieria dell'ostinazione di cadorna che continua attaccare siamo
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Speaker A
allo stesso livello invece i tedeschi quando guardano gli austriaci dicono e lo dicono e lo scrivono è ciò non potrei raccontarvelo i generali tedeschi dell'esercito austriaco pensano questi primi tv balcanici pasticcioni arretrati fatalisti come dei turchi non sanno
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Speaker A
organizzare niente sono sempre lì che dicono va beh speriamo che vada bene e gli austriaci lo sanno che i tedeschi pensano questo di loro e gli austriaci dei tedeschi pensano questi padreterni sanno tutto loro padroni del mondo che
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Speaker A
odio dover andare d'accordo con loro peggio ancora dover andare col cappello in mano a chiedere per piacere dateci una mano però alla fine di agosto gli austriaci sono talmente mal ridotti che vanno a chiedere aiuto ai tedeschi l'altra cosa imbarazzante e la reazione
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Speaker A
dei generali tedeschi perché i generali tedeschi agli austriaci rispondono ma perché dovremmo sprecare delle risorse per un fronte insignificante come quello italiano la guerra in italia non ha nessuna importanza vada come vada noi abbiamo cose più importanti da fare
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Speaker A
gli austriaci insistono forse non avete capito guardate che se quelli prendono trieste nell'impero scoppia la rivoluzione crolla tutto questo punto i tedeschi ci ragionano un po e il comandante in capo dell'esercito tedesco il feldmaresciallo von hindenburg che è
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Speaker A
molto vecchio si ricorda che quando lui era bambino un'altra grande guerra la guerra di crimea era finita per la caduta di un porto sebastopoli gli alleati avevano preso sebastopoli la russia si era arresa e chi hindeburg dice vabbè abbiamo capito con l'austria
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Speaker A
rischia di succedere la stessa cosa trieste è troppo importante dobbiamo aiutarli detto fra parentesi giusto per il piacere di affrescare il personaggio con due pennellate il feldmaresciallo folk hindenburg era già molto vecchio abbastanza vecchio da ricordarsi la guerra di crimea vivrà ancora molto a
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Speaker A
lungo nella germania fra le due guerre diventerà presidente della repubblica di weimar pur essendo un monarchico convinto nostalgico del kaiser ma lo fanno presidente lo stesso i tedeschi e farà ancora in tempo a nel 1934 a nominare cancelliere del reich un signore coi
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Speaker A
baffetti che ha appena vinto le elezioni ma torniamo al 1917 hindenburg e il suo principale lavoratore il grande stratega dell'esercito tedesco ludendorff si dicono va bene bisogna dare una mano a questi sciagurati austriaci un po di forze sul momento le possiamo forse
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Speaker A
risparmiare però bisogna vedere se questa cosa ha un senso gli austriaci sono arrivati con un piano hanno studiato il fronte e hanno visto dove sarebbe il punto giusto per attaccare qui voi dovete immaginare questo fronte che lungo l'isonzo scende
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Speaker A
dalle montagne verso il mare verso l'adriatico davanti a trieste tutto l'esercito italiano è ammazzato in basso sul mare sul carso perché vogliamo andare a trieste e si attacca lì sul carso dove c'è spazio più su e tutta montagna non vale la pena di ammassare
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Speaker A
grandi forze non ci interessa spingere in lì all'inizio della guerra abbiamo spinto un po sì nei primi giorni di guerra gli alpini hanno preso una montagna il montenero si è fatta anche una canzone talmente si era entusiasmo per questa presa del montenero
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Speaker A
poi ci si è fermati tanto lì non si va da nessuna parte le nostre truppe sono tutte più giù lì c'è un velo di truppe giusto per tenere la linea delle trincee tanto che paura c'è gli austriaci mica ci attaccano
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Speaker A
paghiamo sempre noi lì sotto il monte nero c'è anche un paesino sloveno all'epoca era un paesino sloveno che si chiamava kobarid e anche adesso è un paesino sloveno che si chiama kobarid solo che il 24 maggio i bersaglieri ci
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Speaker A
sono entrati e gli hanno cambiato nome si è chiamato caporetto dopodiché si è aperta una scuola di italiano per insegnare ai figli dei montanari sloveni che adesso sono dei cittadini sudditi italiani e noi siamo lì e siamo lì per restare tanto la
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Speaker A
guerra poi la vinceremo e poi in quel settore lì però non abbiamo quasi niente poco perché tanto le austriaci hanno visto tutto questo arrivano dai tedeschi gli dicono guardateli lo vedete caporetto caporetto sì c'è il montenero davanti pieno di
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Speaker A
alpini ma ci sono dei passaggi per attaccare sui lati non andiamo attaccare il montenero passiamo giulio fondovalle se uno arriva a caporetto la vedete la carta geografica si incrociano le strade le vallate e subito lì a sud di
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Speaker A
caporetto si apre una bellissima valle che si chiama la valnatisone che scende giù tranquilla tranquilla in un attimo 6 nella pianura italiana in un attimo 6 a cividale in due giorni 6 a udine dove c'è il comando supremo di cadorna che
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Speaker A
agli italiani sembra il posto più sicuro del mondo anche caporetto in realtà gli sembra il posto più sicuro del mondo se si arriva lì in un attimo scendi in pianura li prendi alle spalle e gli austriaci dicono quando noi sfondiamo li
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Speaker A
cadorna vedrà che il grosso del suo esercito ammassato più a sud rischia di essere preso alle spalle perciò dovrà ritirarsi dovranno tornare un po indietro gli italiani tedeschi dicono quindi voi vorreste farli tornare un pochino indietro si dicono gli
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Speaker A
austriaci almeno fino al vecchio confine cioè quel territorio che loro hanno preso dopo il 24 maggio lì sullo spartiacque i tedeschi dicono se ci muoviamo noi non lo facciamo per così poco se veniamo noi gli italiani li buttiamo così indietro che non potranno
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Speaker A
fermarsi finché non incontrano almeno un grande fiume per ripararsi dietro qual è il primo grande fiume che si trova vai vai vai vai ecco il tagliamento se veniamo a noi li spingiamo almeno fino al tagliamento i generali austriaci rispondano non ci
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Speaker A
arriverete mai mai mai i tedeschi dicono vediamo però prima dobbiamo dare un'occhiata non abbiamo ancora promesso niente dobbiamo vedere un po come è davvero questo fronte di cui ci parlate per cui chiamano un generale tedesco esperto nella guerra in
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Speaker A
montagna bavarese il generale kraft phone del maine singen e lo mandano a dare un'occhiata il generale kraft per qualche giorno fa il giro delle trincee nel settore di caporetto con gli ufficiali austriaci che gli fanno vedere tutto con un berretto austriaco in testa
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Speaker A
per evitare che se lo vedono gli italiani si accorgano di qualcosa e poi telefona e dice è molto difficile ma si può fare gli italiani hanno delle posizioni fortissime montagne piene di cannoni posizioni che sembrano imprendibili però ci sono gli italiani tutto sommato
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Speaker A
dice generale kraft secondo me noi tedeschi austriaci no ma noi tedeschi ce la possiamo fare e qui comincia quella che a me devo dire è sembrata la fase più straordinaria di tutta questa storia cioè la pianificazione di una offensiva da parte
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Speaker A
dello stato maggiore tedesco perché va bene tu hai preso la decisione politica voi capite in guerra e ti vengo in tante belle idee vorresti fare un sacco di belle cose non puoi fare quasi niente perché i mezzi sono quelli che sono
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Speaker A
se fai una cosa non ne fai altre perciò la decisione di allocare delle risorse al fronte italiano è una decisione politica presa al massimo livello il comando supremo il kaiser va bene lo facciamo cosa gli diamo agli austriaci sei
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Speaker A
divisioni e quello che possiamo risparmiare sei divisioni vuol dire 150 mila uomini a occhio e croce gli altri ci dicono non potreste ad arcene 8 i tedeschi che non ho ne abbiamo sei vedrete che basteranno va bene a questo
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Speaker A
punto l'hai detto e ai anche individuato le sei divisioni che in quel momento sono a riposo e che sono anche magari più esperte nella guerra in montagna quindi è già deciso quale divisioni andranno lì dopo di che cosa si fa e da
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Speaker A
berlino telefonano a un generale bravo che se ne sta in austria e in francia a comandare un'armata un prussiano e generale phone belo gli dicono caro vieni a berlino che dobbiamo parlarti generale phone belov a berlino all'immenso palazzone del grande stato
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Speaker A
maggiore che oggi non esiste più è stato raso al suolo dai bombardamenti americani durante la seconda guerra mondiale ma più o meno allo stesso posto c'è la cancelleria della merkel e al palazzo del grande stato maggiore che i
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Speaker A
militari tedeschi in gergo chiamano di grosse boothe la gran baracca va a sentire cosa gli vogliono dire e gli dicono guarda noi abbiamo deciso di attaccare l'italia per dare una mano agli austriaci organizzeremo le nuove armata sei divisioni tu la comandi ti
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Speaker A
abbiamo assegnato a un capo di stato maggiore il generale crafton del maine singer che è già stato lì a vedere un esperto di cannoni un esperto di aeroplani un esperto di treni un esperto di carburante incontrati con loro
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Speaker A
fateci il progetto di questa offensiva siamo ai primi di settembre il generale fondello di cemento quando dobbiamo fare subito diciamo al più tardi a metà ottobre perché poi li nevica non ha idea di che posti sono due giorni dopo in generale
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Speaker A
phone bello è in un albergo di vienna con i suoi collaboratori spianano le mappe sul tavolo e cominciano a ragionare dobbiamo portare lì sei divisioni portare lì cosa vuol dire ci sono delle stazioni delle ferrovie arriva lì vicino
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Speaker A
neanche per idea le stazioni più vicine si ci sono delle stazioncine villa klagenfurt lubiana sono le più vicine da lì le truppe una volta scese dai treni dovranno ancora fare una settimana di marcia in montagna solo per arrivare
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Speaker A
sulle posizioni di partenza due sole strade due passi a 1000 metri salire su scendere giù una settimana ci vorrà intanto portiamo le a quelle tre stazioncine sei divisioni che vengono una in romania un e sui carpazi una in
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Speaker A
ucraina una in polonia 2 sono in francia dai quattro angoli d'europa bisogna portarle in quelle tre stazioncine in treno ovviamente 150 mila uomini cinquemila cannoni solo per tirare poi i cannoni 30.000 cavalli 2 milioni di proiettili di artiglieria ognuno appesa
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Speaker A
mezzo quintale in media e tutta questa roba bisogna portarla in treno dai quattro angoli d'europa a quelle tre stazioncine nelle prossime settimane perciò è uno stato maggiore tedesco ci si mette lì e si studia non per niente c'è un
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Speaker A
esperto di treni si fa l'orario ferroviario per questi spostamenti sapete quanti treni ci vogliono per portare tutta quella roba in quelle tre stazioncine di provincia 2mila 400 treni 100.000 vagoni ferroviari da caricare e scaricare e loro fanno il giro di
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Speaker A
qualche giorno e l'orario ferroviario di 2.400 treni che arriveranno a portare tutta quella gente tutta quella roba in quelle tre stazioncine e gli orari li fanno i tedeschi e i treni si mettono in movimento all'ora giusta e cominciano
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Speaker A
via via ad arrivare a scaricare le truppe naturalmente gli orari impatti tedeschi ma i treni sono austriaci quindi cominciano subito le grane ogni tanto si perde un treno a un certo punto anche gli austriaci collaborano anche loro stanno facendo venire usando ancora
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Speaker A
altri treni anche loro truppe cannoni a un certo punto telefono gli austriaci purtroppo ci sono due batterie di cannoni super pesanti indispensabili per l'offensiva non sappiamo dove sono finite tocca telefonare a tutte le stazioni dell'impero poi erano finite in
31:20
Speaker A
transilvania tornano indietro i tedeschi prendono nota mi sa che per metà ottobre non ce la facciamo però va beh intanto ci proviamo la roba arriva e poi e poi tutte queste truppe sbarcano in queste stazioncine passano qualche giorno a
31:35
Speaker A
riposarsi ricevono un addestramento speciale per la guerra in montagna nuove armi perché sono tedeschi non si dimentica niente nei preparativi quando sono pronti si mettono in marcia quella famosa settimana di marcia in montagna proprio l'ultima settimana prima di
31:52
Speaker A
scatenare l'attacco siccome ci sono solo due strade anche il movimento sulle strade e pianificato come se fosse una ferrovia lungo le strade ci sono gli ufficiali tedeschi con le lampade gli orari i battaglioni partono a una certa ora
32:06
Speaker A
arrivano a una certa ora solo in questo modo si riesce a far arrivare quasi tutto naturalmente questa è la cosa vista dallo stato maggiore che se ne sta nei suoi uffici le truppe che marciano marciano per una settimana in montagna ah dimenticavo
32:20
Speaker A
solo di notte tutta la marcia viene fatta solo di notte perché di giorno gli italiani volano e non vogliamo che vedano quello che sta arrivando questa marcia di notte noi abbiamo anche dei resoconti dei reparti che l'hanno fatta
32:35
Speaker A
una marcia spaventosa con i soldati che maledicono i comandi e si chiedono chi è il pazzo che li ha mandati su in alta montagna di notte c'è già la neve in alto è una marcia terrificante in una strada tutta piena di camion sfasciati
32:49
Speaker A
perché i camion continuamente escono di strada mangiano e burrone i cavalli muli e mangiano il burrone gli uomini vanno giù gridano non si sente nessuno c'è un tale rumore dei torrenti della tormenta tuttavia arriva quasi tutto sapete che la guerra è quella
33:05
Speaker A
situazione in cui se tu devi portare 100 uomini in un certo posto e ne arrivano 99 uno è morto è andata benissimo perfettamente non c'è il minimo problema arrivano vorrebbero attaccare il 15 ottobre all'inizio poi hanno spostato in
33:22
Speaker A
una settimana 22 ottobre giorno prima gli austriaci telefonino non siamo ancora pronti non sono arrivati proiettili a gas per l'artiglieria questo punto i tedeschi mandano in generale al comando austriaco a vedere questo torna e dice non vi immaginate come lavorano quelli hanno
33:45
Speaker A
finito la benzina tedeschi prestano alla benzina gli austriaci ricerca però ancora due giorni ci vogliono va bene 24 ottobre ma non oltre il 24 ottobre si comincia e tutto pronto sei divisioni tedesche parecchie divisioni austriache 300.000 uomini 5.000 cannoni
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Speaker A
i piani sono precisi comincia tutto con un bombardamento a gas alle 2 di notte del 24 ottobre quattro ore di bombardamento a gas poi il bombardamento esplosivo poche ore di bombardamento veloce veloce e poi all'attacco ogni reparto ai suoi ordini
34:20
Speaker A
i suoi orari la pianificazione vuol dire questo che fino a quel momento fin che potevi devi aver pensato a tutto poi quando che comincia la battaglia il discorso cambia non è che ti illudi di pianificarla non sai cosa succederà con l'esercito vero
34:36
Speaker A
come quello tedesco sa benissimo che a quel punto non si sa cosa succede dobbiamo essere pronti a tutto la pianificazione vale fino all'ultimo minuto quindi sono pronti ad attaccare quella notte del 24 ottobre hanno fatto tutto il più possibile in segreto gli
34:52
Speaker A
ufficiali tedeschi che andavano in ricognizione in trincea si travestivano da austriaci le truppe marciavano solo di notte hanno fatto disinformazione trasmesso notizie sulle parti tedeschi nel trentino hanno fatto di tutto per tenere segreta questa cosa e i nostri comandi sanno tutto
35:12
Speaker A
noi sappiamo assolutamente tutto ogni dettaglio gli orari i piani d'attacco tutto e sappiamo tutto per due motivi almeno voi capite una roba del genere in realtà è un'illusione tenerla nascosta centinaia di migliaia di uomini coinvolti le ferrovie dell'intero impero come fai a
35:31
Speaker A
tenerlo nascosto i soldati austriaci in trincea per primi anche se a loro nessuno ha detto niente ma sono i primi che hanno capito tutto sapete che è un fenomeno che è stato riscontrato a partire proprio dalla prima guerra mondiale i soldati sanno
35:46
Speaker A
sempre tutto misteriosamente ci sono i telefonisti cuochi camerieri della mensa ufficiali sentono ecco i soldati sanno tutto soldati austriaci lo sanno benissimo che presto li manderanno all'attacco e che sarà una cosa grossa come fanno a saperlo beh c'è un
36:02
Speaker A
artigliere austriaco alla sua batteria arriva un suo compare vicino di casa a praga e gli dice sai che qua vicino e arrivata una batteria di cannoni tedeschi i tedeschi ma sei sicuro sì sì ci ho parlato solo tedeschi
36:17
Speaker A
a quel punto la prima reazione dei soldati austriaci e di andare dai tedeschi a mendicare qualcosa da mangiare perché i tedeschi stanno bene e gli austriaci muoiono di fame poi appunto nel rancio dei soldati austriaci a un certo punto compare una
36:35
Speaker A
fettina di speck 20 g di pancetta mesi che non si vedeva mesi di patate cavoli e rape arriva la pancetta vuol dire qualcosa dicono i soldati poi distribuiscono gli elmetti d'acciaio l'austria e povera liszt tribù iva col contagocce
36:55
Speaker A
adesso tutti quei treni vagonate di elmetti d'acciaio alle truppe in trincea e poi distribuiscono la cartolina verde e quello è sempre il segnale che sta per cominciare una battaglia la cartolina verde e la cartolina in franchigia dell'esercito austriaco
37:10
Speaker A
andate a vedere si vede su internet ci sono le immagini volendo è la cartolina che i soldati possono spedire a casa con la posta militare ed è fatta per gli analfabeti per cui c'è scritta in nove lingue la stessa frase
37:25
Speaker A
sono sano e va tutto bene e questo c'è scritto in tedesco in ungherese in polacco un rumeno in italiano in serbo croato in ucraino eccetera quando la distribuiscono i soldati sanno qui ci mandano all'attacco e tutto quello che sanno i soldati austriaci lo
37:43
Speaker A
sanno i nostri primo perché ci sono le intercettazioni telefoniche ci sono già degli apparecchietti che piantati nel terreno permettono di sentire cosa dicono quegli altri al telefono nelle trincee 100 200 300 metri più in là e dietro ci sono degli uffici
38:00
Speaker A
con degli ufficiali che sanno le lingue che stanno lì 24 ore su 24 a trascrivere tutto quello che viene detto al telefono dall altra parte questo lo sanno tutti lo facciamo noi lo fanno loro tanto che sia ai nostri sia
38:14
Speaker A
gli austriaci quando parlano al telefono se possono parlano in dialetto nella speranza che quelli dell'altra parte non capiscano di fatto si capisce tutto ed è dai primi di settembre che noi intercettiamo ufficiali austriaci che dicono hai saputo che si prepara
38:31
Speaker A
l'offensiva hai saputo che vengono i tedeschi hai saputo che sarà a metà ottobre hai saputo che sarà a caporetto ecco e poi ci sono i disertori i disertori sono quelli che non ne possono più è una bella notte decidono che loro
38:46
Speaker A
infinito per loro la guerra è finita meglio cadere prigionieri perciò se ne vanno di nascosto attraversano la terra di nessuno e vanno ad arrendersi i disertori cene un'infinità nella prima guerra mondiale tutti i giorni continuamente disertano soldati capite
39:02
Speaker A
come ci sono milioni di uomini in trincea che fanno una vita da cani che mangiano malissimo e che rischiano la pelle tutti i giorni perciò tutte le notti c'è gente che scappa disertano i nostri e disertano gli austriaci ma gli
39:18
Speaker A
austriaci disertano più dei nostri primo perché i nostri mangiano male ma loro crepano di fame e secondo perché gli austriaci non sono tutti sul tirolesi o sloveni che nonostante tutto la guerra contro l'italia l'hanno capita e e la fanno perché sanno benissimo che
39:38
Speaker A
se si perde verranno gli italiani a comandare a casa loro come infatti succederà puntualmente alla fine della guerra ma ci sono anche nazionalità cui della guerra sull'isola non importa proprio niente rumeni cecoslovacchi polacchi a questi non importa niente
39:55
Speaker A
sono nazionalità dove molti in realtà sperano di perderla la guerra ecco l'esercito austriaco ha combattuto per quattro anni la guerra con un esercito dove una parte degli ufficiali dei soldati sperava di perderla così avremo la cecoslovacchia indipendente avremo la
40:11
Speaker A
serbia che si unisce alla croazia faremo la jugoslavia e perciò un sacco di gente anche ufficiali che appartengono a quelle nazionalità disertano negli ultimi giorni prima di caporetto arrivano ufficiali austriaci di nazionalità rumena polacca ceca e arrivano con gli ordini dei loro reparti
40:31
Speaker A
a che ora comincia il bombardamento a che ora comincia l'attacco i nostri sanno tutto tant'è vero che da due giorni è arrivato a tutti i reparti l'ordine la notte del 24 ottobre arriva l'attacco comincia alle 2 col bombardamento a gas
40:48
Speaker A
perciò all'una e mezza tutte le truppe sveglie e con la maschera antigas addosso e cadorna che all'inizio non ci credeva tanto a questa storia che volevano attaccare perché gli sembrava così folli sono così deboli gli austriaci va bene vengono i
41:07
Speaker A
tedeschi ma che sarà mai noi non l'abbiamo mai sperimentati ci illudiamo a quel punto di essere così forti noi che i tedeschi non ci farà nessuna differenza i nostri generali lo dicono se lo dicono fra loro e lo dicono alle
41:18
Speaker A
truppe ragazzi verranno i tedeschi va bene non crederete mica che sia meglio degli austriaci verranno i tedeschi benissimo faremo dei nuovi prigionieri che non avevamo ancora e li manderemo a milano a farli vedere alla gente i prigionieri tedeschi e poi cadorna
41:35
Speaker A
comunque si dice ma figurati se questi attaccano a ottobre dopo metà ottobre nevica già la donna fino agli ultimi giorni nonostante i rapporti che arrivano e che dicono tutte le cose che vi ho raccontato cadorna continua a crederci solo a metà
41:51
Speaker A
ancora negli ultimi giorni lo sentono degli ufficiali che dice assunti the ball è però comunque cadorna è un professionista poi se avremo tempo parleremo un po di lui ma non avremo tempo ma insomma è un professionista pieno di difetti caratteriali con delle
42:08
Speaker A
arretratezze ma anche con delle modernità su è un uomo intelligente un uomo di prima qualità in realtà la donna anche se ci crede poco il suo mestiere lo fa attaccheranno in quel settore di caporetto e noi mettiamoci più truppe ce
42:20
Speaker A
n'erano poche e vero all'inizio ma quando scatta l'attacco noi ne abbiamo molte di più di truppe perché cadorna ha preso con infinita di brigate che stavano a riposo e le ha trasferite in quel settore ii perciò cadorna e
42:34
Speaker A
tranquillo si romperanno i denti e invece come sapete succede tutto il contrario i tedeschi sfondano dove attaccano gli austriaci quasi dappertutto li fermiamo ma dove attaccano i tedeschi passano come nel burro le nostre linee davanti ai tedeschi crollano le riserve ammassate dietro si
42:56
Speaker A
spappolano nel giro di due giorni e chiaro che questi scenderanno in pianura nel giro di tre giorni cadorna d'hiv evacuare udine e trasferire il comando supremo a padova nel giro di tre giorni cadorna deve dare ordine all'intero esercito di ritirare
43:14
Speaker A
si è la decisione più difficile della sua vita chiaramente però la deve prendere perché se restiamo dove siamo sul carso questi ci prendono alle spalle allora sì che è finita bisogna salvare l'esercito già quest'ordine di ritirarsi noi facciamo fatica a immaginare cosa ha
43:32
Speaker A
voluto dire è uno shock da cui l'esercito italiano per un momento non riesce a riprendersi capite cosa vuol dire ritirarsi ritirarsi vuol dire i tedeschi aveva calcolato giusto ritirarsi fino al tagliamento perché se cominciamo andare indietro con delle truppe che si ritirano inseguite
43:51
Speaker A
dal nemico vittorioso e non è che ti fermi dove vuoi fare dietrofront e combatti prima di che un esercito che si sta ritirando possa di nuovo schierarsi e trovare il coraggio di combattere devi avere un fortissimo appoggio nel terreno
44:05
Speaker A
ci vuole un grande fiume niente da fare quindi l'ordine di ritirata dato il terzo giorno da cadorna è ritirata al tagliamento questo vuol dire che l'esercito italiano abbandona tutto il terreno che ha conquistato in due anni e mezzo di
44:20
Speaker A
guerra e che è costato mezzo milione di morti parlo proprio di morti stavolta niente abbandoniamo tutto non solo torniamo ancora più indietro in italia io ho trovato il diario di un ufficiale che non era coinvolto nella zona di
44:35
Speaker A
caporetto perché l'attacco a caporetto coinvolge solo una parte abbastanza piccola del nostro esercito il grosso e più giù sul carso non sanno niente arriva all'improvviso un collega e dice non dirlo a nessuno ma sembra che ci sia l'ordine di ritirarsi oggi pomeriggio si
44:51
Speaker A
parte dice ritirarsi ma fin dove non è che torniamo fino allison so che sembrava già una cosa dice no no ritirata al tagliamento e l'ufficiale dice al collega ma il tagliamento e in italia e ci sono 100 km diventi pazzo
45:08
Speaker A
ecco il grosso dell'esercito italiano riceve quest'ordine come un fulmine a ciel sereno un ordine incomprensibile però bisogna ritirarsi e quasi subito si vede che ci si ritira perché il nemico ha sfondato e sta arrivando allora la battaglia di caporetto e
45:21
Speaker A
qualche giorno di buongiorno 2 di battaglia su quelle posizioni che vengono andate e poi sono due settimane di ritirata inseguiti dal nemico fermandosi a combattere ogni volta che si può e perdendo quasi sempre questi scontri e poi di nuovo ritirarsi
45:39
Speaker A
ed è lì che una battaglia perduta diventa una catastrofe nazionale poretti de su prova a darvi un'idea dell'entità della catastrofe di caporetto non è perché abbiamo perduto 40.000 morti e feriti perché 40.000 morti e feriti li perdevamo in una qualunque delle nostre
45:58
Speaker A
offensive sull'isonzo era una cosa normalissima ai comandi non facevano il caldo ne freddo però abbiamo perso 300 mila prigionieri nel corso della ritirata lapide man mano che gli altri arrivano e catturano gente che non è riuscita a scappare abbastanza in fretta
46:14
Speaker A
alla fine avranno catturato 300 mila prigionieri ora 300 mila prigionieri è già un'altra cifra c'è 10 in più l'uno per cento della popolazione italiana un italiano su 100 è caduto prigioniero a caporetto tutto compreso donne bambini ecco uno su cento di questi 300 mila
46:33
Speaker A
prigionieri oltretutto molti non torneranno a casa perché la prigionia nella prima guerra mondiale è un'esperienza spaventosa specialmente la prigionia in un paese che sta morendo di fame come l'austria i lager che chiamano già così è uno dei più famosi è un lager
46:52
Speaker A
che sarà poi ancora più famoso col nazismo mauthausen il lager sono già dei posti dove si muore anche se non ci sono le s e se non ci sono le camere a gas nessuno vuole che i prigionieri muoiano
47:02
Speaker A
però non c'è niente da mangiare muoiono di fame i civili austriaci figuratevi cosa c'è per i prigionieri italiani e quindi i prigionieri italiani muoiono di fame di tifo di spagnola nel 18 non solo il nostro esercito ha perso
47:17
Speaker A
40 mila morti e feriti e pazienza 300 mila prigionieri a quelle già una bella botta ma il fatto è che di quel milione di uomini che si stanno ritirando più di metà non son più soldati sono sbandati sbandati è un termine che entra nell'uso
47:33
Speaker A
dei giornalisti in quel momento non se ne può non si parla d'altro gli sbandati sono i soldati che si stanno ritirando verso casa e hanno buttato via il fucile e non obbediscono più agli ufficiali cammina no perché l'idea è torniamo a casa
47:48
Speaker A
la guerra è finita l'abbiamo persa e chissenefrega se l'abbiamo persa l'importante è che ai finita la maggioranza dei soldati italiani in quelle settimane è convinta che la guerra è finita e molti osservatori giornalisti ufficiali politici notano questi sono quasi contenti sono
48:08
Speaker A
spensierati tranquilli andata male pazienza però si torna a casa cantano addio mia bella addio la pace la faccio io quando sono un po incattiviti passando vicino agli ufficiali li guardano in faccia gli dicono è finita la camorra perché per i soldati in
48:24
Speaker A
trincea la guerra è stato quello la camorra il cuciniere che dava le razioni più abbondanti ai suoi amici gli imboscati che non rischiavano mai la pelle gli amici del comandante che prende ecco e noi a crepare in trincea
48:36
Speaker A
la camorra i carabinieri che mangiano meglio degli altri perché aiutano i generali a fucilare la gente la camorra adesso è finita la camorra quindi questo esercito in quelle settimane sembra che si stia sfasciando e questo esercito si ritira in un paesaggio terrificante dove
48:56
Speaker A
brucia tutto brucia tutto perché noi diamo fuoco a tutto l'ordine è dar fuoco a tutto per non lasciare niente al nemico il primo giorno di ritirata i nostri soldati che in trincea mangiavano male scoprono che subito dietro la nostra
49:11
Speaker A
previdente burocrazia ha allestito degli immensi depositi pieni di roba milioni di scatolette di carne in scatola americana sono i nostri alleati sono entrati in guerra ci manda alla roba scatolette di salmone gli americani producevano una marea di salmone i
49:28
Speaker A
nostri soldati in trincea mangiavano salmone o meglio restava nei magazzini ad aspettare barili di liquore fiaschi di vino uniformi nuove biancheria scarpe tutto c'è tutto e l'ordine e dar fuoco a tutto i soldati da un fuoco a tutto però prima
49:44
Speaker A
entrano si riempiono lo zaino si riempiono la pancia sfondano le botti di liquore vanno in giro con i fiaschi appesi si ubriacano persi la maggior parte di loro faranno tutta la ritirata ubriachi entri nei magazzini prendi tutto e dai
49:58
Speaker A
fuoco dal fuoco ai magazzini del fuoco ai paesi alle ferrovie le stazioni e locomotive ordini superiori si brucia tutto e e quando son finiti i magazzini militari comincia a entrare nei negozi nei negozi privati nelle case i soldati
50:13
Speaker A
e ritirata saccheggiano tutto udine pordenone le cascine le campagne dappertutto i soldati marciano continuamente con la pancia piena per la prima volta da tanto tempo ubriachi entrando a prendere quello che vogliono impunemente quasi sempre impunemente perché poi una lotteria
50:32
Speaker A
la cosa più pazzesca è che se sei molto sfortunato invece giri l'angolo e li c'e un picchetto di carabinieri con un ufficiale impazzito che perquisisce quelli che passano e se tu sei entrato in una casa hai trovato in un cassetto
50:44
Speaker A
delle calze da donna delle sei messe in tasca per portarle alla morosa tele trovano ti sbattono al murati fucilano ma la stragrande maggioranza non incontra i carabinieri e continua a marciare così ubriachi cantando e non si in mezzo al fuoco che brucia tutto
51:01
Speaker A
dappertutto ci sono gli immensi parchi di buoi che la sussistenza ha preparato per dare da mangiare alla gente adesso bisogna liquidarli non lasciare niente i tedeschi farli fuori tutti ma non c'è mica tempo di sparare in testa ogni
51:15
Speaker A
buona no sono tutti chiusi nei recinti si cosparge di benzina si dà fuoco con le bestie vive e si continua a marciare in mezzo a tutto questo e in mezzo ai soldati civili perché i civili non restano a casa aspettare il
51:29
Speaker A
nemico a dire il vero all'inizio i prefetti hanno avuto ordine di affiggere dei bellissimi manifesti che dicevano niente panico la situazione è sotto controllo ma la gente ha visto che i signori quelli che sono bene informati caricavano la roba in carrozza o in
51:47
Speaker A
macchina siamo sospesi no fra l'ottocento e la modernità c'è chi ha già la fiat e c'è chi ancora la carrozza a cavalli i signori caricava la roba e andavano via allora anche la gente comincia andare via con gran fatica
52:01
Speaker A
pensate la situazione siamo a fine ottobre i contadini hanno i raccolti nei magazzini le cantine piene il bestiame grasso tutta la roba pronta per l'inverno e bisogna andare via in tutte le famiglie si discute il nonno dice non ho io resto e molti restano e
52:19
Speaker A
molti vanno via mezzo milione di profughi che se ne vanno lungo questa strada verso il tagliamento mescolati alle truppe diluvia continuamente questa gente non ha niente da mangiare marciano marciano marciano molti ufficiali e ho trovato più d'uno che nei loro nei loro libri
52:36
Speaker A
poi ricordano la cosa che mi ha colpito di più durante la ritirata la contadina scalza a piedi che camminava da non so quanti giorni inebetita col neonato al seno e il neonato era morto e lei non se n'era ancora neanche accorta piove
52:50
Speaker A
continuamente per fortuna perché quando non piove se non gli aerei tedeschi a mitragliare e queste colonne miste di sbandati di soldati che invece hanno ancora il fucile si fermano combattere quelli che obbediscono ancora gli ordini si fermano a combattere con quelli che
53:04
Speaker A
poi vengono fatti prigionieri e finiscono nei lager gli altri scappano tutto questo per due settimane verso il tagliamento prima e i ponti sul tagliamento sono pochissimi e c'è una folla immensa che arriva a un certo punto non si va più avanti
53:21
Speaker A
a un certo punto tutte le strade sono bloccate allora l'ordine via tutti i veicoli i reparti militari fino a quel punto si sono portati i loro camion i loro cannoni costosissimi tirandoli amano certe volte adesso non si va più avanti
53:35
Speaker A
l'ordine via tutto via tutto nei fossi ai lati delle strade i cannoni i camion stracarichi di roba i carretti a cavalli cene migliaia stracarichi di roba gli equipaggiamenti e degli ospedali medicinali le casse dei reggimenti gli archivi le scartoffie infinite le
53:50
Speaker A
scartoffie tutto via qualche giorno dopo arriveranno i corrispondenti dei giornali tedeschi al seguito delle loro truppe e scriveranno sui loro giornali per le strade del veneto sono sparsi miliardi di roba miliardi in un paese poverissimo come l'italia botti via
54:08
Speaker A
tutto i camion i carretti a cavalli anche qui ti fermi a staccare i cavalli neanche per idea li lasci lì a crepare i tedeschi arriveranno due tre giorni dopo e troveranno chilometri e chilometri di strade con intorno migliaia di carretti con attaccati i
54:23
Speaker A
cavalli che sono morti di fame rosicchiando i finimenti e si marcia in mezzo a tutto questo e quando c'è un cavallo morto i soldati si fermano e con la baionetta tirano via un pezzo di carne almeno c'è qualcosa da mangiare un
54:35
Speaker A
cavallo morto molti dicono anche un cavallo vivo naturalmente e si arriva ai ponti sul tagliamento e lì davvero non si va più avanti i ponti sono stracarichi di gente militari civili e non so non si va né avanti né indietro ea un certo punto
54:50
Speaker A
dall altra parte dei ponti c'è un capitano del genio con un megafono che dice fra mezz'ora il ponte salta lo facciamo saltare noi non lasciamo mica i tedeschi che stanno arrivando noi ci dobbiamo difendere dietro il tagliamento tra un quarto d'ora il ponte
55:04
Speaker A
salta tra 5 minuti fra due minuti e la gente è lì e non si va né avanti né dietro poi i ponti sul tagliamento saltano tutti stracarichi di gente soldati civili donne bambini saltano tutti e dietro il tagliamento si
55:19
Speaker A
travestirà un respiro di sollievo forse qui ci fermiamo poi invece arriva la notizia che i tedeschi più a nord hanno passato anche il tagliamento e quindi bisogna ricominciare andare indietro e finalmente ci si ferma al piave dietro il piave i tedeschi quando arrivano sono
55:36
Speaker A
talmente senza fiato talmente stanchi di correre dietro a combattere catturare prigionieri e rimpinzarsi perché tutti i tedeschi e gli austriaci dappertutto divorano tutto quello che trovano ammazzano i maiali rimasti se li mangiano crudi molti contadini raccontano il parroco c'è un tedesco
55:54
Speaker A
morto in cantina è venuto lì ha sfondato le botti si è ubriacato e affogato nel vino arrivati al piave i tedeschi non ce la fanno più si fermano a noi per il rotto della cuffia riusciamo a tenere la
56:07
Speaker A
rotta di caporetto è finita abbiamo perso 40 mila morti e feriti 300 mila prigionieri gli sbandati a questo punto lì si rimedia un po perché gli sbandati si accorgono che la guerra non è finita che ci sono ancora gli
56:23
Speaker A
ufficiali che ci sono ancora i carabinieri e quindi pian piano gli sbandati che sono stati rinchiusi nei no con i campi di concentramento pian piano vengono rimessi in divisa e l'esercito pian piano si riforma ma quei 300mila sono nei lager a crepare di fame ci sono
56:39
Speaker A
500 mila profughi civili che il governo fino alla fine della guerra dovrà mantenere e che riesce con una certa fatica distribuendoli in tutta italia ogni comune ne prende un po e poi ci sono quelli che sono rimasti là perché
56:54
Speaker A
una parte dei civili sono rimasti alla fine quelli che non sono riusciti a passare il tagliamento quelli che hanno deciso di non scappare un pezzo d'italia tutto il friuli italiano è un pezzo di veneto fino al piave rimane per un anno
57:06
Speaker A
sotto occupazione nemica cioè sotto occupazione di un esercito abbrutito da tre anni di guerra che odia gli italiani e che crepa di fame potete immaginare cosa è stato quell'anno di occupazione i tassi di mortalità della popolazione rimasta sul
57:23
Speaker A
posto sono pazzeschi tra la fame le malattie gli stupri abbiamo molti diari dei parroci che raccontano quello che succede nei loro paesi con i tedeschi austriaci che portano via tutto quello che c'è da mangiare tutto le campane dei
57:36
Speaker A
campanili tirate giù per fare cannoni e insomma in questo senso come vi dicevo che caporetto non è soltanto una battaglia perduta ma è una tragedia nazionale è una catastrofe nazionale ed è una catastrofe nazionale che lascia molte cicatrici difficili da chiudere
57:56
Speaker A
ecco concludiamo con questo come in ogni catastrofe nazionale ovviamente qui si scatena subito la caccia al colpevole di chi è la colpa c'è la testimonianza di un prete amico del comando supremo che insieme come il famoso padre gemelli che poi sarà il
58:13
Speaker A
fondatore della cattolica è una macchina carica di suore stava scappando da udine sede del comando supremo sono in strada in mezzo ai profughi in mezzo agli sbandati in mezzo a questa folla che a piedi va nella stessa direzione della macchina
58:27
Speaker A
coperto di fango vedono un deputato il deputato di tolmezzo onorevole gortani tolmezzo in quella zona accadrà in mano al nemico in quei giorni il deputato di tolmezzo riconoscendo questi preti influenti amici del comando supremo sulla mappa china a terra coperto di fango gli grida
58:46
Speaker A
adesso lo fucileremo il vostro cadorna quindi da un lato ci sono questi umori e colpa dei generali bisogna capire gli sbagli che hanno fatto licenziare punire rumore nel paese è quello un capitano e capiranno marpicati che poi sarà
59:05
Speaker A
un'importante gerarca fascista e quell'epoca uno studente universitario era in licenza da firenze torna al fronte poi la prossima volta che torna a casa in licenza dopo caporetto la mamma gli dice ma è davvero un esercito così schifoso il
59:19
Speaker A
nostro sui giornali dei dibattiti parlamentari discorsi sono credevamo di avere un grande esercito e dei grandi generali in questo clima di sfiducia generalizzata appunto che colpa hanno i generali vogliamo saperlo e stata una grande tragedia nazionale cosa si fa in italia quando c'è una
59:38
Speaker A
grande tragedia nazionale si nomina una commissione parlamentare di inchiesta e la commissione parlamentare d'inchiesta fa il suo lavoro e inchioda molti generali le loro responsabilità cadorna ha fatto degli sbagli enormi altri anche siccome so che qualcuno di voi a questa
59:57
Speaker A
curiosità perché c'è sempre qualcuno che ci pensa vi dirò sì è vero anche badoglio aveva delle responsabilità grosse e la commissione di inchiesta decide su di lui di lasciar perdere perché badoglio ha fatto carriera è un uomo indispensabile è meglio non
60:09
Speaker A
toccarlo non c'è niente di molto misterioso segreto son cose che succedono tutti i giorni naturalmente però il punto è che i generali non ci stanno a dire sì è colpa nostra i generali non ci stanno affatto e cadorna il giorno stesso in cui ha dato
60:24
Speaker A
l'ordine di ritirata sapendo benissimo che era l'ordine più pazzesco della sua vita e non volendo prendersi lui la colpa ha pubblicato un bollettino del comando supremo in cui diceva che lui era costretto a dare l'ordine di ritirata per colpa di reparti
60:42
Speaker A
dell'esercito non tutti e dice di reparti dell'esercito che sono scappati vigliaccamente o si sono arresi vergognosamente senza combattere questa cosa non è successa mai in quei termini anche se in realtà lo sfacelo dell'esercito a caporetto è stato immenso ma in quei termini non è mai
61:02
Speaker A
successo davvero ma il mondo legge il bollettino di cadorna a dire il vero il governo a roma quando vede questo bollettino si mette le mani nei capelli ci ho capito cosa vuol dire il nostro comandante supremo che accusa di viltà i nostri soldati non
61:16
Speaker A
si può il bollettino viene censurato ma intanto è stato già trasmesso all'estero e tutto il mondo quindi si ricorderà se lo ricordano ancora adesso gli appassionati di storia della prima guerra mondiale in america in inghilterra in australia se uno gli dice caporetto classi quel
61:35
Speaker A
posto dove quei vigliacchi degli italiani sono scappati quella lì una cicatrice non più chiusa ma soprattutto il problema è che i militari messi sotto accusa si convincano che appunto la colpa è di tutti tranne loro e colpa dei soldati che sono vigliacchi
61:51
Speaker A
ma i soldati sono vigliacchi perché il paese è marcio il paese è marcio xke pieno di di rossi di socialisti che fanno propaganda contro la guerra tutto questo marciume pacifista i deputati socialisti che parlano in parlamento dicendo la guerra deve finire
62:07
Speaker A
che vergogna i generali si convincono che il paese è marcio che ha bisogno di un bel una bel repulisti ecco diciamo è che è colpa dei politicanti della politica liberale del parlamento se è stata la cosa è degenerata fino a quel
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Speaker A
punto perciò caporetto è anche il momento in cui una parte della classe dirigente italiana i militari si convincono che il sistema è marcio che la parte della democrazia parlamentare non funziona che il popolo italiano ci sono parecchie lettere gli ufficiali in quel periodo
62:41
Speaker A
che dicono mi spiace dirlo ma il popolo italiano ha bisogno di cent'anni di bastone e come sapete il bastone arriverà anche se non durerà 100 anni ma è quello il momento in cui molti militari e molti intellettuali di destra
62:57
Speaker A
si convincono che l'italia deve cambiare strada e quando cambia strada effettivamente quella gente lì si convincerà che ha finalmente chiudo con questo il generale cadorna nel dopoguerra 1925 si scambia delle lettere col generale kraft food del maine zingari cosa meravigliosa è questa che
63:18
Speaker A
alla fine della guerra i militari nemici i generali nemici cominciano a chiacchierare da bravi amici si raccontano le cose e cadorna nel 1925 al generale kraft phone del maine singer scrive il disastro di caporetto non sarebbe stato possibile se
63:36
Speaker A
in italia ci fosse già stato il forte governo attuale il forte governo attuale nel 1925 mussolini all'indomani del delitto matteotti e mussolini che ha appena fatto le leggi fascistissime e ha trasformato definitivamente il suo governo in dittatura cadorna applaude magari
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Speaker A
avessimo già avuto mussolini nel 1917 e questa appunto è un'altra cicatrice che non saprei dire se sia in qualche misura ancora aperta adesso ma certamente in quegli anni del dopoguerra in italia delle conseguenze le ha avute grazie [Musica]
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Speaker A
[Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso]
Topics:CaporettoPrima Guerra MondialeAlessandro Barberobattaglia dell'Isonzoesercito austro-ungaricostrategia militare italianaCadornaguerra asimmetricaperdite umaneFestival della Mente 2018

Frequently Asked Questions

Perché la battaglia di Caporetto è considerata una sconfitta paradossale per l'Italia?

Caporetto è paradossale perché, pur essendo una battaglia perduta, avviene in una guerra che l'Italia alla fine vincerà. Rappresenta un momento di crisi in un contesto di guerra altrimenti favorevole.

Qual era la situazione dell'esercito austro-ungarico all'ingresso dell'Italia in guerra?

L'esercito austro-ungarico era molto indebolito dopo dieci mesi di guerra su due fronti, con circa un milione di perdite tra morti, feriti e prigionieri, e con una carenza di ufficiali e risorse.

Quale strategia adottò il comando italiano durante la guerra fino a Caporetto?

Il comando italiano, guidato da Cadorna, attaccò principalmente lungo il fronte dell'Isonzo, conducendo undici offensive con progressi limitati, mantenendo il Trentino come fronte secondario e più statico.

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