Apparato locomotore 22: Muscoli del Torace — Transcript

Analisi dettagliata dei muscoli del torace, intrinseci ed estrinseci, con focus su anatomia e funzioni respiratorie.

Key Takeaways

  • I muscoli intrinseci del torace controllano direttamente i movimenti della gabbia toracica per la respirazione.
  • I muscoli estrinseci collegano il torace agli arti superiori e alla colonna, influenzando anche la respirazione e la postura.
  • Il diaframma è il muscolo principale della respirazione con inserzioni complesse e funzioni vitali.
  • La distinzione tra muscoli inspiratori ed espiratori è fondamentale per comprendere la meccanica respiratoria.
  • Le interazioni tra muscoli toracici e strutture vascolari e nervose sono cruciali per la funzionalità del torace.

Summary

  • Descrizione dei muscoli intrinseci del torace: elevatori delle coste, sotto costali, intercostali e trasverso del torace.
  • Funzioni dei muscoli intrinseci: muscoli inspiratori e espiratori in base al loro effetto sulla gabbia toracica.
  • Struttura e funzione dei muscoli intercostali esterni, medi ed interni.
  • Introduzione ai muscoli toracici estrinseci, suddivisi in toracoappendicolari, spinoappendicolari, spinocostali e il diaframma.
  • Analisi dettagliata del grande pettorale, piccolo pettorale, succlavio e dentato anteriore, con origini, inserzioni e azioni.
  • Descrizione dei muscoli spinoappendicolari posteriori: trapezio, grande dorsale e romboide.
  • Ruolo dei muscoli estrinseci nella mobilità della spalla e della gabbia toracica.
  • Importanza del diaframma come muscolo respiratorio principale con dettagli sulle sue inserzioni e orifizi.
  • Relazioni anatomiche tra muscoli toracici e strutture vascolari e nervose.
  • Spiegazione delle funzioni respiratorie e meccanismi muscolari coinvolti nell'inspirazione e espirazione.

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Speaker A
Anatomia apparato locomotore: muscoli del torace. In questo video analizzeremo sia i muscoli intrinseci del torace, cioè quelli che originano e si inseriscono nella sua compagine, sia i muscoli estrinseci. E come potete già intuire dalla prima immagine, originano su
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Speaker A
strutture non propriamente toraciche. Cominciamo quindi con i muscoli intrinseci del torace. Si tratta di poche specie di muscoli. I muscoli elevatori delle coste sono visibili nel momento in cui si va a sezionare il torace e lì si
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Speaker A
può osservare vicino alla colonna vertebrale. Questi muscoli sono tesi tra i processi trasversi delle vertebre toraciche, tranne l'ultima, e dell'ultima vertebra cervicale, e i tubercoli e gli angoli delle coste sottostanti. Contraendosi, questi muscoli solleveranno la gabbia toracica. Questa funzione è
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Speaker A
conosciuta come funzione inspiratoria. D'ora in poi tutti i muscoli che solleveranno la gabbia toracica saranno muscoli inspiratori. Altra classe di muscoli che si può riscontrare sempre in questo distretto sono i muscoli sotto costali, che originano dalla prima porzione di ogni costa e vanno a
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Speaker A
inserirsi all'incirca tra il tubercolo e l'angolo della costola sovrastante. Questa volta, per questa ragione, i muscoli sotto costali contraendosi abbasseranno la gabbia toracica, portando quindi a una riduzione del suo volume e generando la funzione espiratoria. Tutti i muscoli che abbasseranno la gabbia
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Speaker A
toracica possono essere considerati quindi espiratori. Ma i principali muscoli intrinseci del torace sono gli intercostali. Queste vaste lamine fibrose, queste vaste lamine muscolari che sono tese tra una costa e l'altra, in realtà si tratta di tre strati muscolari.
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Speaker A
Si parla quindi di intercostali esterni, medi ed interni. Gli intercostali esterni originano a livello dei tubercoli delle coste e vanno a inserirsi all'incirca a livello dell'inizio delle cartilagini costali. Come potete vedere, il resto è un'aponeurosi. Sono tesi tra ogni costa e
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Speaker A
quella sottostante, inclusa anche la 12ª, eliminando l'intercostale medio praticamente, e si inserisce a livello dello sterno, eliminando anche l'intercostale alla cartilagine sternale, all'incirca come l'intercostale. Esso infatti aderisce direttamente con la sua fascia alla fascia endotoracica, che è una struttura a
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Speaker A
diretto contatto con le pleure polmonari. Bisogna inoltre ricordare che nella sottile intercapedine tra l'intercostale interno e, quando presente, l'intercostale intimo, questo accade per gli spazi intercostali dal primo all'undicesimo. Infine, ultimo muscolo toracico intrinseco è il trasverso del torace, muscolo
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Speaker A
multiventrale che si trova sulla faccia interna dello sterno. Origina infatti dalla faccia interna dello sterno, all'incirca dalla metà inferiore del corpo, e con quattro digitazioni si porta sulle coste dalla terza a livello delle cartilagini costali. La sua azione sarà
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Speaker A
quella di abbassare la gabbia toracica, permettendo difatti l'espirazione. Per quanto riguarda l'azione dei muscoli intercostali, che ho messo volutamente, non si può dire esattamente che siano muscoli inspiratori o espiratori, poiché alcuni gruppi di intercostali agiscono alzando la gabbia toracica, altri gruppi agiscono
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Speaker A
invece abbassandola. Si tratta quindi di muscoli con comportamento molto vario. Ma passiamo ora all'analisi di una serie di strutture più complesse e quindi anche più interessanti. Si tratta dei muscoli toracici estrinseci. Come vedete sono parecchi e sono anche di forme e
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Speaker A
strutture piuttosto variegate. Andiamo quindi a vederli uno ad uno. Li divideremo in classi per descriverli: avremo muscoli toracoappendicolari, muscoli spinoappendicolari, muscoli spinocostali e infine avremo un ultimo muscolo che fa gruppo a sé, il diaframma. Cominciamo quindi dai toraco
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Speaker A
appendicolari. Il grande pettorale è il muscolo principe della parete toracica anteriore. Come potete vedere, un vasto, vasto muscolo che la copre quasi tutta, specie nella sua porzione superiore, ma che non ha la sua inserzione sul torace. Per questo viene classificato come
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Speaker A
estrinseco. Si descrivono all'interno del grande pettorale tre regioni: una regione detta clavicolare, che origina dalla metà mediale della clavicola; una regione detta sternocostale, che origina dalla faccia anteriore dello sterno e dalle prime sei coste; e infine una regione
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Speaker A
detta addominale, che è questa, che si fonde con la guaina del muscolo dell'addome. Le tre inserzioni, le tre origini del muscolo grande pettorale si uniscono in un unico e vasto ventre che andrà a confluire in un unico tendine
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Speaker A
che si inserirà a livello del solco bicipitale dell'omero. Il muscolo grande pettorale, con la sua azione, adduce e ruota medialmente l'omero. Inoltre, se fa perno sull'omero, solleva la gabbia toracica. È di particolare interesse il triangolo che si viene a formare tra il
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Speaker A
muscolo deltoide e il muscolo grande pettorale, che prende il nome appunto di triangolo deltoideo pettorale, all'interno del quale decorre una grossa vena del braccio, la vena cefalica. Eliminando il grande pettorale si vede subito al di sotto un altro muscolo, il
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Speaker A
piccolo pettorale, che invece origina dalle coste 3, 4 e 5 con tre digitazioni per andarsi a inserire sul processo coracoideo della scapola. Un muscolo molto più piccolo, quindi anche se si considera che origina dalla prima porzione delle coste e non dalle
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Speaker A
cartilagini costali, la cui azione è quella di sollevare la gabbia toracica, facendo quindi da muscolo inspiratorio, e al contempo quello di abbassare la spalla. Esiste poi, sempre tra i toracoappendicolari, il muscolo succlavio, questo piccolo muscoletto che origina
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Speaker A
dalla faccia superiore della prima costa per andarsi a inserire sulla gran parte del margine inferiore della clavicola. Questo muscoletto sarà in contatto con la succlavia, sia vena che arteria, e con alcuni rami del plesso brachiale. La sua azione consisterà nel portare in basso
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Speaker A
in avanti il cingolo scapolare attraverso la clavicola. Muscolo di particolare forma è il muscolo dentato anteriore, un muscolo molto grande che origina con 10 digitazioni dalle prime 10 coste, le quali si uniscono e vanno a formare un unico tendine di inserzione
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Speaker A
sul margine vertebrale della scapola. Questo muscolo abbraccia quindi la gabbia toracica formando gran parte della parete del cavo ascellare. La sua azione sarà prevalentemente di sollevamento della gabbia toracica. Può essere considerato quindi un muscolo inspiratorio. Inoltre è capace di portare
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Speaker A
la scapola in fuori e in alto, facendo perno sulle coste. Questo muscolo contrae un sacco di rapporti importanti, primo fra tutti l'interdigitazione con alcuni dei muscoli addominali che vedremo nei prossimi video. Passiamo ora alla descrizione dei muscoli di spino
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Speaker A
appendicolari. Come potrete immaginare, si tratta soprattutto di muscoli posteriori. Cominciamo con un grosso, grosso muscolo, il trapezio. Il trapezio è un muscolo pari e simmetrico di forma appunto vagamente trapezoidale. Origina dal terzo mediale della linea nucale superiore, dal
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Speaker A
legamento nucale, dai processi spinosi delle vertebre cervicali ed anche delle prime toraciche, e dal legamento sovraspinoso, per andarsi a inserire lateralmente sul margine posteriore della clavicola e sul margine mediale dell'acromion, nonché sull'estremità mediale della spina stessa della scapola.
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Speaker A
Questo enorme muscolo, con la sua azione, eleva e adduce la spalla. Oltretutto può anche lavorare stendendo la colonna e ruotando la testa dal proprio lato. Inferiormente al trapezio, sempre tra i muscoli spinoappendicolari, troviamo il muscolo grande dorsale, che come dice il
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Speaker A
nome stesso è un muscolo grande. Origina dalla faccia posteriore del sacro, anche in parte dalla parte posteriore della cresta iliaca. Origina inoltre dai processi spinosi delle vertebre lombari e delle ultime toraciche. Forma un amplissimo ventre che andrà a inserirsi
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Speaker A
sul solco bicipitale dell'omero. Questa vasta lamina carnosa, contraendosi, agisce adducendo e ruotando internamente l'omero. Inoltre, prendendo punto fisso sull'omero, solleva il tronco e le coste, agendo quindi anche da muscolo inspiratorio. Abbiamo poi il muscolo romboide, da molti diviso in r...
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Speaker A
superiore e romboide inferiore oppure romboide minore e il romboide Maggiore complessivamente il muscolo romboide origina dal legamento nucale e dai processi Spinosi delle ultime vertebre cervicali e prime toraciche per andarsi a inserire sul margine vertebrale della scapola la sua azione porta la scapola
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Speaker A
medialmente e per concludere i muscoli spinoappendicolari abamo l'elevatore della scapola che origina dalle lamine posteriori dei processi trasversi delle prime quattro vertebre cervicali per inserirsi sull'angolo mediale e in parte sul margine vertebrale della scapola la sua azione eleva e porta medialmente la
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Speaker A
scapola oppure prendendo punto fisso sulla scapola estende ed inclina dal proprio lato il collo il gruppo dei muscoli spinocan posteriori il Dentato posteriore superiore origina dai processi Spinosi delle ultime vertebre cervicali e delle prime toraciche e ovviamente anche dalle strutture
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Speaker A
legamentose tra queste presenti per andarsi a inserire con quattro digitazioni sulle coste dalla seconda alla quinta A livello dell'angolo della costa la sua azione è quella di sollevare la gabbia toracica funge Quindi da muscolo inspiratorio al contrario il Dentato posteriore
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Speaker A
inferiore origina dei processi Spinosi delle prime toraciche e prime lombari per andarsi a inserire con quattro digitazioni sulle ultime quattro coste sempre a livello dell'angolo con la sua azione il Dentato posteriore e inferiore abbassa la gabbia toracica fungendo
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Speaker A
Quindi da muscolo espiratorio una piccola nota di fisiologia della gabbia toracica come di certo avrete notato Finora abbiamo parlato di muscoli che elevando la gabbia toracica ne aumentano il volume e quindi consentono l'inspirazione e di muscoli che invece abbassandola ne
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Speaker A
riducono il volume consentendo quindi l'espirazione avrete Però anche notato che i muscoli inspiratori superano di gran lunga in numero i muscoli espiratori questo per una semplice ragione l'inspirazione È un processo attivo che richiede una forte attivazione muscolare questo perché il
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Speaker A
polmone in sé è una struttura elastica che tende ad avere una forza di richiamo tale da tendere a uno stato contratto Quindi bisogna fare forza per espanderlo Ma basta rilasciare questa forza perché il polmone espiri automaticamente ritornando a contrarsi come una spugna
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Speaker A
l'esistenza dei muscoli espiratori è legata al fatto che talvolta è necessario un'espirazione maggiore di quella che il polmone ha intrinsecamente per sua stessa forza di richiamo A questo punto possiamo passare a vedere l'ultimo muscolo toracico che è il
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Speaker A
diaframma basta una rapida occhiata perché capire che il diaframma non è un muscolo come gli altri Innanzitutto si presenta di forma cupol ha un vasto centro tendineo e soprattutto è impari e mediano cosa rara per un muscolo toracico si può anche notare che perfino
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Speaker A
la definizione di muscolo toracico non calza a pennello questo perché il diaframma Non può essere considerato un muscolo esclusivamente toracico in quanto rappresenta una vera e propria parete che divide la cavità toracica da quella addominale questo muscolo presenta oltretutto degli orifizi
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Speaker A
all'interno del quale passeranno le strutture che attraversano sia l'addome che il torace e principalmente si parla della vena cava dell'esofago e della orta come tutti i muscoli però il diaframma ha delle inserzioni che possono essere classificate vista la
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Speaker A
grande vastità di questo muscolo la parte lombare è quella che presenta le inserzioni più variegate abbiamo due pilastri a livello lombare abbiamo a livello lombare per ogni lato ben tre pilastri Il Pilastro mediale destro scende in basso fino a
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Speaker A
raggiungere la quarta vertebra lombare mentre il pilastro mediale sinistro solitamente si ferma alla terza i pilastri intermedi sono strutture piccole e solitamente originano dal corpo nella sua parte superiore della terza vertebra lombare mentre i pilastri laterali hanno delle strutture
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Speaker A
particolari mentre i pilastri laterali originano dai processi costiforme della seconda vertebra lombare e andranno a formare una struttura detta arcata mediale una struttura detta arcata laterale l'arcata mediale abbraccerà l'origine del muscolo grande psoas mentre l'arcata laterale abbraccerà l'origine del muscolo quadrato dei Lombi
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Speaker A
inoltre tra i pilastri diaframmatici sono presenti anche dei tralci fibrosi che delimitano due orifizi uno per l'esofago e l'altro per l'arteria Orta La porzione costale del diaframma è più semplice E trae origine dalle ultime sei coste nel punto in cui il diaframma ci
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Speaker A
viene in contatto mentre la porzione estern viene in contatto soprattutto con il processo o xifoideo Ma parliamo ora delle strutture che attraversano il diaframma il diaframma presenterà tre grandi fori per il passaggio di determinate strutture prima di discutere
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Speaker A
dell'ubicazione dei Fori possiamo Vare come il centro aponeurotico del diaframma detto anche centr FR frenico o aponeurosi diaframmatica abbia grosso modo la forma di un trifoglio il più grande dei tre orifizi quello per la vena cava inferiore si trova a livello
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Speaker A
dell'incrocio Tra la fogliola destra e quella anteriore del diaframma l'orifizio esofageo si trova posteriormente e più medialmente rispetto all'orifizio cavale ed è formato da tralci muscolari che si staccano dai pilastri mediali questa struttura permette il passaggio del diaframma e dei nervi Vaghi e compone
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Speaker A
anche unimportante manicotto muscolare che contribuirà a formare un meccanismo antireflusso gastroesofageo posteriormente e più a sinistra infine è presente l'ultimo degli orifizi quello aortico che è delimitato in parte dai pilastri mediali in parte dal tralcio muscolare che forma la parte posteriore
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Speaker A
dell'orifizio esofago all'interno di questo foro passerà la Horta addominale la faccia superiore del diaframma è in diretto contatto con le pleure e con il mediastino nella parte centrale mentre la faccia inferiore in diretto contatto con il peritoneo che
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Speaker A
avvolge il fegato lo stomaco la milza e in contatto con il pancreas e anche con i reni nel complesso l'azione del diaframma è piuttosto semplice in quanto è considerabile come il principale muscolo inspiratorio tendendo l'aponeurosi centrale si abbassa poiché
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Speaker A
il muscolo si accorcia abbassandosi Aumenta il volume all'interno della cavità toracica consentendo quindi un'espansione dei polmoni che richiamerà aria dall'esterno per questa ragione si dice che la maggior parte delle azione inspiratoria è compiuta dal diaframma Questo video è stato girato con Anatomy
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Speaker A
Learning un interessante web app il cui link lo trovate in descrizione
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Frequently Asked Questions

Quali sono i principali muscoli intrinseci del torace e le loro funzioni?

I principali muscoli intrinseci del torace sono gli elevatori delle coste, i muscoli sotto costali, gli intercostali (esterni, medi e interni) e il trasverso del torace. Essi controllano i movimenti della gabbia toracica durante la respirazione, con alcuni muscoli che sollevano la gabbia toracica (muscoli inspiratori) e altri che la abbassano (muscoli espiratori).

Perché il muscolo grande pettorale è considerato un muscolo estrinseco del torace?

Il muscolo grande pettorale è considerato estrinseco perché, pur coprendo gran parte della parete toracica anteriore, non ha inserzioni dirette sul torace ma si inserisce sull'omero. La sua azione principale è l'adduzione e la rotazione mediale dell'omero, ma può anche sollevare la gabbia toracica se fa perno sull'omero.

Qual è il ruolo del diaframma nella respirazione secondo il video?

Il diaframma è il muscolo principale della respirazione, con inserzioni complesse su coste, sterno e colonna vertebrale. Contraendosi, aumenta il volume della cavità toracica permettendo l'inspirazione, ed è fondamentale per il passaggio di strutture vitali come la vena cava, l'esofago e l'aorta attraverso i suoi orifizi.

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