L’ITALIA GIOLITTIANA in breve — Transcript

Analisi della crisi politica e sociale in Italia tra fine '800 e inizio '900, con focus su repressione, riforme e l'ascesa di Giolitti.

Key Takeaways

  • La repressione delle proteste del 1898 segna un punto di rottura nella politica italiana.
  • Le riforme sociali e la politica di neutralità verso i sindacati di Giolitti rappresentano una svolta liberale.
  • L'industrializzazione e la modernizzazione finanziaria sono fondamentali per la crescita dell'Italia post-unitaria.
  • Il passaggio da una politica autoritaria a una più inclusiva riflette le tensioni sociali e politiche dell'epoca.
  • L'assassinio di Umberto I simboleggia il fallimento della repressione e l'inizio di un nuovo corso politico.

Summary

  • Alla fine dell'800 l'Italia è protagonista in Europa ma affronta contraddizioni interne e crisi politiche.
  • La disfatta di Adua nel 1896 causa la caduta del governo Crispi e il ritorno di Rudinì con una svolta autoritaria.
  • Nel 1898 esplodono proteste popolari per il caro pane, represse duramente con lo stato d'assedio e violenze a Milano.
  • Il governo tenta di legittimare la repressione ma fallisce, portando alle dimissioni di Rudinì e all'ascesa di Pelloux.
  • Pelloux introduce leggi restrittive su sciopero, stampa e associazioni, ma l'opposizione e l'ostruzionismo parlamentare lo fanno cadere.
  • Nel 1900 Umberto I viene assassinato da un anarchico, segnando la fine della politica repressiva e l'inizio di un nuovo corso.
  • Il governo Saracco e poi Zanardelli, con Giolitti agli Interni, avviano riforme sociali e una politica di neutralità verso il movimento operaio.
  • Vengono migliorate le leggi sul lavoro femminile e minorile, assicurazioni sociali e municipalizzazione dei servizi pubblici.
  • La Federazione Italiana dei Lavoratori della Terra nasce nel 1901, con lo Stato che tollera le organizzazioni sindacali.
  • L'Italia conosce un primo decollo industriale con riforme finanziarie e la nascita di istituti bancari moderni come la Banca d'Italia.

Full Transcript — Download SRT & Markdown

00:00
Speaker A
Alla fine dell'800, l'Italia è ormai diventata uno dei protagonisti dell'Europa egemone sul mondo.
00:07
Speaker A
Il giovane stato mediterraneo è pronto per il gioco delle grandi potenze, ma in questo momento, come per il caso Dreyfus in Francia e la crisi politica in Gran Bretagna, anche l'Italia deve rispondere delle sue contraddizioni.
00:20
Speaker A
Anni tumultuosi attendono la penisola e il suo re, Umberto I.
00:25
Speaker B
La caduta del governo Crispi, a seguito della disfatta coloniale di Adua del 1896, porta al ritorno al governo del conservatore Antonio Starabba, marchese di Rudinì.
00:34
Speaker A
Le forze della sinistra storica si ritirano, lasciando spazio alla destra, tra i conservatori si crea un fronte comune contro coloro che sono percepiti come nemici dell'ordine pubblico, socialisti, repubblicani e clericali.
00:46
Speaker B
La tendenza della destra si esprime anche con un tentativo di tornare ad una visione più restrittiva dello statuto Albertino, ovvero la Costituzione del Regno.
00:54
Speaker A
Dai tempi di Cavour si era affermata una visione parlamentarista in cui il re accetta di delegare molti dei suoi compiti al governo.
01:05
Speaker A
Ora, invece, la destra vorrebbe vedere un esecutivo responsabile di fronte al sovrano.
01:46
Speaker B
La svolta a destra è di puro stampo monarchico, dare al re buona parte del potere vorrebbe dire lasciare alle camere i soli compiti legislativi.
01:58
Speaker B
Almeno è questa l'idea di Sidney Sonnino, esponente della destra storica, espressa in un articolo del 1897.
01:59
Speaker A
Il tentativo del governo Rudinì di spostare l'asse del paese su una struttura più autoritaria è però interrotto.
02:12
Speaker A
Nella primavera del 1898, problemi ignorati per anni esplodono e molti nodi vengono al pettine.
02:12
Speaker B
Il prezzo del pane, dato il cattivo raccolto e la guerra ispano-americana che blocca gli export dagli Stati Uniti, aumenta improvvisamente, di conseguenza, le manifestazioni popolari non si fanno attendere.
02:22
Speaker A
Iniziati in Romagna e in Puglia, le proteste si allargano a tutto il paese e a tutti i grandi centri urbani.
02:34
Speaker A
Nonostante una presenza operaia, queste sono ancora proteste definibili spontanee, preindustriali nel loro spirito.
02:39
Speaker B
Non c'è, infatti, alcuna visione politica, è solo la grande frustrazione delle fasce più basse della popolazione.
02:45
Speaker B
Sfruttate e impoverite che esplode.
02:46
Speaker B
Ma la risposta del governo è una sola.
02:47
Speaker B
Repressione.
02:48
Speaker A
La polizia è chiamata in forza ad ogni protesta, viene dichiarato lo stato d'assedio a Milano, Napoli e per l'intera Toscana.
02:55
Speaker A
Il potere in queste aree passa ai militari.
02:58
Speaker B
Il culmine di queste proteste arriva a Milano, tra l'8 e il 9 maggio del 1898.
03:03
Speaker B
Le truppe del generale Bava Beccaris sfamano i protestanti col piombo.
03:06
Speaker B
100 morti e più di 500 feriti sarà il bilancio finale.
03:10
Speaker A
Il governo perde il controllo.
03:11
Speaker A
I moti per il pane sono scambiati per una rivoluzione organizzata.
03:17
Speaker A
Capi socialisti, radicali e repubblicani vengono arrestati.
03:20
Speaker A
Neanche gli attivisti cattolici si salvano dalla repressione.
03:24
Speaker B
Abusando dello stato d'assedio, si avvia il processo definito dei politici.
03:30
Speaker B
Personaggi scomodi, perlopiù estranei ai fatti, vengono spediti in carcere sfruttando la situazione.
03:36
Speaker B
Ad esempio, Filippo Turati, leader socialista, avrebbe ricevuto una pena di 12 anni.
03:40
Speaker A
Tornato l'ordine, i gruppi moderati e conservatori, con l'appoggio del re e della maggioranza alla Camera.
03:46
Speaker A
Provano a dare una base legislativa a queste forme repressive dei poteri pubblici.
03:52
Speaker A
Si prospetta una svolta autoritaria.
03:54
Speaker B
La lotta si sposta dalle piazze ai banchi del Parlamento.
03:57
Speaker B
Un progetto di legge viene proposto da Rudinì, ma fallisce e porta le dimissioni del primo ministro.
04:03
Speaker B
Nel giugno del 1898.
04:05
Speaker A
Il generale piemontese Luigi Pelloux prende le redini del governo e continua da dove aveva interrotto Rudinì.
04:12
Speaker A
Il diritto allo sciopero, la libertà di stampa e di associazione vengono attaccati da nuovi provvedimenti.
04:19
Speaker B
Questo è troppo.
04:20
Speaker B
I gruppi di estrema sinistra rispondono con l'ostruzionismo.
04:25
Speaker B
Prolungando all'infinito le discussioni e paralizzando la maggioranza.
04:29
Speaker A
Per un anno la Camera vede dibattiti accesi, interventi fiume interminabili.
04:34
Speaker A
E persino scontri fisici tra deputati.
04:37
Speaker B
L'ostruzionismo distrugge il governo.
04:40
Speaker B
La sempre più aperta opposizione dei gruppi liberal-progressisti guidati da Giuseppe Zanardelli e da Giovanni Giolitti è l'ultima goccia.
04:48
Speaker A
Le elezioni del giugno del 1900 non portano ad una maggioranza e Pelloux si dimette.
04:54
Speaker A
Lasciando a Giuseppe Saracco, un moderato super partes, la guida del governo.
04:59
Speaker B
Umberto I, promotore di queste leggi autoritarie e antidemocratiche, deve accettare il fallimento della politica repressiva.
05:06
Speaker B
I suoi piani sono bruscamente interrotti un mese dopo, il 29 luglio 1900, quando cade vittima di un attentato.
05:12
Speaker B
Il regicida, l'anarchico Gaetano Bresci, era tornato appositamente dall'America per vendicare i morti del 98.
05:19
Speaker A
Con la morte di Umberto I e la caduta di Pelloux, la tensione in Italia comincia a scemare.
05:27
Speaker A
Il nuovo governo Saracco e il nuovo re, Vittorio Emanuele III, avviano un nuovo corso per il Regno.
05:32
Speaker B
L'esperienza di Saracco, in realtà, sarà breve.
05:35
Speaker B
Il governo cade in seguito ad un grande sciopero generale chiamato a Genova.
05:40
Speaker B
E il re, capendo la situazione, decide di chiamare al governo, nel febbraio del 1901, il leader della sinistra liberale, Zanardelli.
05:48
Speaker A
Zanardelli affida a Giolitti il Ministero degli Interni.
05:52
Speaker A
Proprio quest'ultimo, durante i dibattiti sullo sciopero di Genova, aveva affermato che lo Stato non può aver paura delle organizzazioni operaie.
06:00
Speaker A
E la via della repressione non ha più senso in questi tempi moderni.
06:03
Speaker B
Per 3 anni il governo Zanardelli riesce a portare numerose riforme.
06:08
Speaker B
Il lavoro femminile e minorile nelle fabbriche è limitato e vengono migliorate le leggi sulle assicurazioni per la vecchiaia e per gli infortuni.
06:15
Speaker A
Viene costituito un Consiglio Superiore del Lavoro, organo consultivo per la legislazione sociale a cui prendono parte anche esponenti di sindacati socialisti.
06:23
Speaker B
Viene approvata una legge per la municipalizzazione dei servizi pubblici.
06:27
Speaker B
Le società private devono lasciare ai comuni la gestione di tutti questi servizi.
06:32
Speaker A
Il grande cambiamento, però, si può notare nel comportamento del governo per quanto riguarda le lotte del lavoro.
06:38
Speaker A
La linea scelta da Giolitti è di completa neutralità nei confronti del movimento operaio.
06:45
Speaker A
Movimento che, però, per essere tollerato, doveva rimanere non violento.
06:49
Speaker B
La politica di Giolitti porta a diversi cambiamenti.
06:52
Speaker B
Le organizzazioni sindacali, perseguitate fino al 1898, tornano nella totale legalità e iniziano ad espandersi.
06:58
Speaker B
Nel 1901, dalle leghe rosse della Pianura Padana, nasce la Federazione Italiana dei Lavoratori della Terra.
07:03
Speaker A
Lo Stato tollera queste organizzazioni, nonostante la Federterra con i suoi 200.000 iscritti punti alla socializzazione della terra.
07:12
Speaker A
La politica di Giolitti accetta la forza riformatrice dei sindacati.
07:16
Speaker B
Il governo Zanardelli avvia quella che è definita svolta liberale nella storia italiana.
07:21
Speaker B
Le riforme iniziano a cambiare la società del Regno.
07:24
Speaker A
A partire dagli ultimi anni dell'800, l'Italia conosce il suo primo vero decollo industriale.
07:29
Speaker B
Il Regno d'Italia ha molto terreno da recuperare rispetto alle grandi potenze.
07:33
Speaker B
Ma lo slancio dato dall'unità del 1861 darà presto i suoi frutti.
07:38
Speaker A
Durante gli anni della destra storica, ovvero fino al 1876, una rete ferroviaria inizia a unire le grandi città della penisola.
07:46
Speaker A
Non più separate a livello politico.
07:48
Speaker B
Gli succede la sinistra storica, che, nel 1887, grazie ad una scelta protezionistica.
07:55
Speaker B
Permette la creazione, con grandi sforzi economici, di una moderna industria siderurgica.
08:00
Speaker A
Dopo lo scandalo della Banca Romana, in cui un'intera istituzione bancaria risulta corrotta fino al midollo.
08:07
Speaker A
Avviene una riforma nel settore finanziario.
08:11
Speaker A
Nasce la Banca d'Italia.
08:13
Speaker B
Sempre nello stesso periodo, nel 1894, il governo, aiutato da ingenti capitali tedeschi.
08:18
Speaker B
Fonda il Credito Italiano e la Banca Commerciale.
08:22
Speaker B
I risparmi privati possono ora essere investiti nell'industria.
08:25
Speaker A
L'Italia brilla, infatti, proprio nel settore industriale più moderno, non appesantita da vecchie fabbriche specializzate.
08:32
Speaker A
Come le maggiori potenze europee, il Regno ha la possibilità di gettarsi in queste nuove produzioni.
08:37
Speaker B
La siderurgia, ovvero la produzione dell'acciaio, è la più difesa delle tariffe dell'87.
08:42
Speaker B
Nascono le acciaierie di Terni, nel 1884, e numerosi impianti per la lavorazione del ferro.
08:48
Speaker B
Vengono aperti con aiuti statali a Savona, Piombino e Bagnoli.
08:51
Speaker A
Grazie alle tariffe, anche aziende già fondate conoscono un periodo di ampliamento.
08:56
Speaker A
Come l'industria meccanica dell'ingegnere Ernesto Breda, fondata nel 1866 a Milano e specializzata nella costruzione di locomotive, vagoni e macchine per l'agricoltura.
09:05
Speaker A
Viene ampliato il settore tessile.
09:10
Speaker A
In particolare, l'industria cotoniera viene meccanizzata e protetta da tariffe.
09:14
Speaker A
Nel settore agroalimentare, la barbabietola da zucchero comincia ad espandersi in tutta Italia.
09:18
Speaker B
Infatti, lo zucchero, insieme all'acciaio e il cotone, è uno di quei prodotti difeso dalle tariffe.
09:25
Speaker B
Ma anche nel libero mercato, l'economia italiana inizia ad espandersi.
09:29
Speaker B
L'industria chimica gode delle produzioni di gomma degli stabilimenti Pirelli a Milano.
09:34
Speaker B
Mentre nel settore meccanico viene fondata nel 1899 da Giovanni Agnelli, la Fabbrica Italiana Automobili di Torino.
09:42
Speaker B
Nonostante un mercato interno debole, la Fiat si conquista un ruolo di prestigio nel settore industriale italiano.
09:48
Speaker A
Anche il settore delle telecomunicazioni comincia ad espandersi.
09:51
Speaker A
Nel 1884, le tre più grandi aziende di telefonia in Italia si uniscono per creare la Società Telefonica Lombarda.
09:58
Speaker A
Con ben 900 abbonati.
09:59
Speaker A
Ma se ai tempi era molto facile intercettare ciò che si diceva nei cinque abbonati di Forlì, oggi abbiamo tantissime tecnologie per difenderci da quei ficcanaso dell'ufficio informazioni.
10:09
Speaker A
Come lo sponsor di questo video.
10:11
Speaker A
Nord VPN.
10:12
Speaker B
Certo, all'epoca non potevano avvalersi di internet e del servizio offerto da Nord VPN, che con un semplice click ti permette di connetterti ad uno.
10:20
Speaker B
Fra i 5.500 server sparsi per il mondo.
10:24
Speaker B
Proteggendo così i tuoi dati e la tua identità.
10:27
Speaker B
Il tutto ad una velocità nettamente superiore rispetto ai competitor.
10:32
Speaker A
In descrizione trovate il link per abbonarvi, sempre con l'ottima politica di soddisfatti o rimborsati entro 30 giorni.
10:37
Speaker A
Ma torniamo al Regno d'Italia.
10:38
Speaker B
L'economia italiana, tra il 1896 e il 1914, cresce con una media del 6,7% annuo.
10:45
Speaker B
La più alta sul continente nel periodo.
10:48
Speaker B
Il volume industriale, nello stesso periodo, risulta raddoppiato.
10:53
Speaker B
Il settore secondario raggiunge il 25% dell'economia.
10:56
Speaker A
Dall'inizio del 900 fino alla Prima Guerra Mondiale, il reddito pro capite aumenta del 30%.
11:03
Speaker A
Varie fasce della popolazione non sono più schiacciate dai costi della vita e possono permettersi nuove spese.
11:08
Speaker B
Il reddito pro capite è, infatti, un ottimo modo per comprendere la ricchezza della popolazione.
11:12
Speaker B
Si ottiene dividendo la somma dei beni e servizi prodotti da una nazione, o reddito nazionale, per il numero di abitanti.
11:19
Speaker B
Più è alto, più si può definire uno stato come ricco.
11:22
Speaker A
In Italia, la qualità della vita comincia a mutare con l'espansione economica.
11:28
Speaker A
La penisola inizia ad avvicinarsi sempre di più ai grandi stati avanzati europei.
11:33
Speaker B
Ma i progressi italiani impallidiscono davanti alle grandi economie del continente.
11:38
Speaker B
Pensate che nel 1914, il reddito pro capite italiano è la metà di quello tedesco, mentre nel 1911, l'analfabetismo nella penisola è ancora al 37%.
11:46
Speaker B
Mentre in Nord Europa non supera il 5%.
11:48
Speaker A
Anche l'economia italiana vede ancora il 55% dei lavoratori nell'agricoltura, un numero troppo alto per la quantità di posti disponibili.
11:56
Speaker A
E quando ci sono troppi lavoratori e troppo poco lavoro, la soluzione diventa una sola.
12:01
Speaker A
Emigrare.
12:02
Speaker B
Nonostante l'espansione dell'economia, l'emigrazione verso l'estero tra il 1900 e il 1914 ha cifre impressionanti.
12:09
Speaker B
8 milioni di cittadini italiani lasciano la penisola, 2 milioni non faranno mai ritorno in patria.
12:15
Speaker A
Il fenomeno migratorio è un'esperienza estremamente diversa a seconda della regione interessata.
12:22
Speaker A
In Nord Italia, l'emigrazione è temporanea, diretta verso altri paesi europei.
12:29
Speaker A
E specialmente non vede partire un'alta percentuale della popolazione.
12:32
Speaker B
Nel Sud Italia, l'emigrazione è vissuta come unica speranza per una vita migliore.
12:38
Speaker B
La destinazione è oltreoceano, Nord e Sud America diventano le mete per gli intraprendenti giovani del Sud.
12:44
Speaker A
L'emigrazione di una parte della popolazione porta ad una diminuzione della pressione demografica.
12:50
Speaker A
Il rapporto risorse abitante torna in positivo, calmando anche quelle forti tensioni sociali.
12:56
Speaker A
Mai sopite durante il periodo.
12:58
Speaker B
Inoltre, il denaro inviato a casa porta ad alleviare il disagio di tutte quelle regioni che sono vittime della migrazione di forza lavoro.
13:04
Speaker B
Difatti, le rimesse degli emigrati aiutano l'economia italiana.
13:08
Speaker A
Dall'altro lato, un'emigrazione massiccia porta ad una grave carenza demografica in certe aree.
13:14
Speaker A
Specialmente al Sud, in cui i giovani e intraprendenti si portano via energie fresche, non più destinate ad aiutare un Mezzogiorno sempre più in difficoltà.
13:22
Speaker B
Nonostante la crescita generalizzata, la maggior parte del benessere in Italia si localizza nel cosiddetto triangolo industriale.
13:27
Speaker B
Un'area geografica nel Nord Italia con vertici Torino, Genova e Milano.
13:31
Speaker A
Il 57% dei lavoratori nell'industria si trova in quest'area, mentre solo il 25% si trova nel Mezzogiorno.
13:39
Speaker A
Sono, infatti, assenti nel Sud Italia le grandi aziende ad alta tecnologia che costellano le regioni del Nord.
13:45
Speaker B
Anche i progressi agricoli si focalizzano nel Nord, dove la presenza di capitali permette un continuo miglioramento della produzione.
13:51
Speaker B
Specialmente nella Valle Padana.
13:52
Speaker A
Da questa situazione si possono capire i grandi mali della società meridionale.
13:58
Speaker A
L'analfabetismo nel 1911 si attesta al 60% nel Mezzogiorno, contro il 15% nel Nord.
14:08
Speaker A
La disgregazione sociale e l'assenza di una classe dirigente moderna sono sintomo della forte migrazione.
14:15
Speaker A
Della cultura conservatrice di questa regione.
14:18
Speaker B
La piccola e media borghesia al Sud è subordinata agli interessi dei grandi proprietari terrieri e la lotta politica è incentrata su un rapporto clientelare e personalistico.
14:26
Speaker B
I lavori al Sud sono pochi e malpagati.
14:29
Speaker B
Tranne uno.
14:30
Speaker A
Entrare nel sistema pubblico è un obiettivo classico dei giovani benestanti del Sud.
14:36
Speaker A
È in questo periodo in cui l'amministrazione italiana, fino a questo momento nordista e piemontese, inizia a meridionalizzarsi.
14:43
Speaker B
I problemi del Sud sono antichi e radicati, ma anche l'Italia intera rimane una realtà complessa e contraddittoria.
14:48
Speaker B
In questa fase, dopo la crisi di fine secolo, un solo uomo avrebbe dominato la scena politica per tutti gli anni a venire.
14:55
Speaker B
Stiamo parlando di Giovanni Giolitti.
15:01
Speaker A
Nel novembre del 1903, Giuseppe Zanardelli si dimette da Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia per una grave malattia.
15:08
Speaker A
Sarebbe morto di lì a poco.
15:10
Speaker A
Il Ministro degli Interni, Giovanni Giolitti, viene chiamato alla guida del governo.
15:14
Speaker B
È la seconda volta, dopo gli eventi del 1892, in seguito allo scandalo della Banca Romana, in cui il politico piemontese sale al governo.
15:22
Speaker B
È iniziata una nuova era per la politica nazionale italiana, in cui Giolitti la fa da padrone.
15:27
Speaker B
È iniziata l'Italia Giolittiana.
15:29
Speaker A
Appena salito al governo, Giolitti decide di portare avanti l'esperimento liberal-progressista di Zanardelli.
15:37
Speaker A
Ma anche di allargarne le basi.
15:39
Speaker B
Viene offerto al socialista Filippo Turati un posto nel governo.
15:42
Speaker B
E questo è uno dei classici metodi utilizzati da Giovanni Giolitti in politica, ovvero il trasformismo.
15:48
Speaker A
Il trasformismo è una pratica politica basata sulla ricerca di una maggioranza tramite accordi e concessioni verso partiti politici eterogenei e talvolta verso singoli esponenti dei partiti avversi.
15:59
Speaker A
Tutto questo per evitare la creazione di una vera opposizione.
16:02
Speaker A
La pratica si deve ad Agostino Depretis.
16:03
Speaker B
Scegliere Turati ha un valore altamente politico.
16:06
Speaker B
Il leader socialista era stato condannato neanche 5 anni prima come sovversivo e Giolitti vuole calmare i moti popolari, mai sopiti dalla crisi di fine secolo.
16:14
Speaker A
Turati, però, decide di rifiutare l'incarico.
16:17
Speaker A
La scelta si spiega con la paura che una parte del suo partito non lo avrebbe seguito una volta salito al governo.
16:24
Speaker B
Il governo Giolitti II si contraddistingue per le sue larghe intese fra centro e conservatori.
16:30
Speaker B
Ma il problema di avere tutti al governo è che molte riforme vengono sacrificate per tenerlo in piedi.
16:35
Speaker A
Esempio più importante è l'abbandono della riforma fiscale, cavallo di battaglia del programma politico di Giolitti.
16:42
Speaker A
Dal 1892.
16:44
Speaker A
Altre riforme, però, riescono a passare.
16:45
Speaker B
Nel 1904 arrivano le prime leggi speciali per il Mezzogiorno, destinate alla Basilicata e alla città di Napoli.
16:50
Speaker B
Lo Stato inizia ad investire pesantemente per risollevare le sorti economiche del Meridione.
16:55
Speaker A
Queste leggi, poi allargate alla Calabria e alle isole, sono destinate a incoraggiare la modernizzazione dell'agricoltura e fornire un aiuto economico tramite agevolazioni fiscali e creditizie.
17:04
Speaker B
Le riforme attaccano i sintomi più che le cause dei problemi del Sud Italia, tant'è che la struttura sociale del Mezzogiorno rimane sostanzialmente invariata.
17:12
Speaker B
In ogni caso, queste leggi sono esempi virtuosi di intervento statale in aree depresse della penisola.
17:18
Speaker A
Un altro progetto elaborato da Giolitti nel 1904-1905 è la statalizzazione delle ferrovie.
17:24
Speaker A
Affidati in quel momento a compagnie private.
17:27
Speaker A
Questa, però, è una riforma estremamente rischiosa.
17:30
Speaker B
Nel 1876, la destra storica del governo Minghetti era caduta proprio per una riforma del genere.
17:37
Speaker B
Adesso Giolitti e la sinistra stanno ritentando l'impresa.
17:40
Speaker A
La riforma trova subito un'opposizione diffusa, specialmente tra i socialisti per il divieto di sciopero forzato sui ferrovieri.
17:46
Speaker A
Una volta diventati dipendenti pubblici.
17:49
Speaker B
Giolitti decide allora di dimettersi, prima di essere costretto a farlo.
17:53
Speaker B
Lasciando ad Alessandro Fortis il governo.
17:55
Speaker B
Questa è una tattica politica che Giolitti avrebbe usato più volte durante la sua carriera.
18:00
Speaker A
Davanti ad un'opposizione agguerrita e malumori nella maggioranza, Giolitti abbandona il potere per lasciarla ad una figura secondaria.
18:07
Speaker A
Destinata a non sopravvivere alla lotta politica parlamentare.
18:12
Speaker A
Una volta terminata la crisi, Giolitti riprende le redini della maggioranza.
18:16
Speaker A
Con un nuovo governo.
18:17
Speaker B
L'esempio più noto è il povero governo Titoni, che dopo la caduta del secondo governo Giolitti, il 16 marzo 1905.
18:24
Speaker B
Rimane in carica per il tempo record di soli 12 giorni.
18:27
Speaker B
Sembra che in questo momento storico nessuno regga il potere come il politico piemontese.
18:31
Speaker A
Il governo Fortis dura meno di un anno, ma riesce a portare a termine la riforma sulla statalizzazione delle ferrovie.
18:36
Speaker A
A seguirlo è Sidney Sonnino, il più autorevole oppositore di Giolitti nel campo liberale.
18:40
Speaker A
Ma il nuovo governo dura solo 3 mesi.
18:42
Speaker A
Nel maggio del 1906, Giolitti torna alla guida del governo.
18:48
Speaker A
Inizia qui il lungo Ministero Giolitti, un periodo di 3 anni e mezzo.
18:53
Speaker A
In cui si avviano numerose riforme per lo Stato italiano.
18:56
Speaker B
Nel giugno del 1906 arriva la prima prova del governo.
19:00
Speaker B
La conversione delle rendite.
19:01
Speaker B
Ovvero la riduzione del tasso di interesse versato dallo Stato ai possessori di titoli del debito pubblico.
19:09
Speaker A
La mossa si rivela vincente.
19:12
Speaker A
Solo pochi detentori di titoli decidono di accettare il rimborso immediato.
19:16
Speaker A
Questo denota un'alta fiducia dei risparmiatori nella finanza pubblica.
19:20
Speaker B
Ma l'inizio positivo del lungo Ministero Giolitti si scontra con la congiuntura economica del 1907.
19:25
Speaker B
Una crisi internazionale colpisce l'Europa e l'Italia accusa il colpo.
19:29
Speaker A
La crisi viene superata in tempi brevi, grazie anche all'intervento della Banca d'Italia.
19:34
Speaker A
Nel 1908, la crescita riprende a ritmi sostenuti, ma senza raggiungere i livelli pre-crisi.
19:40
Speaker B
La crisi è superata con successo a livello economico.
19:43
Speaker B
Ma a livello sociale si riaprono tutte le crepe sanate durante la fine del secolo.
19:47
Speaker B
Il rapporto tra gli industriali e i lavoratori inizia a sgretolarsi.
19:52
Speaker A
Per fare fronte comune contro le richieste pressanti dei lavoratori, la crisi economica e le iniziative sociali del governo.
20:00
Speaker A
Nel 1910 viene fondata la Confederazione Italiana dell'Industria.
20:04
Speaker A
Meglio nota come Confindustria.
20:06
Speaker B
Nel dicembre del 1909, Giolitti si ritira nuovamente, lasciando la via aperta ad un nuovo governo Sonnino, che però, anche questa volta, non dura.
20:13
Speaker B
Così Luigi Luzzatti, nel marzo del 1910, prende la guida dell'esecutivo.
20:17
Speaker A
Il governo Luzzatti, come quello Sonnino, non riesce a mantenere il controllo delle camere.
20:24
Speaker A
Riuscendo, però, a far passare un'importante riforma scolastica.
20:28
Speaker A
Con la legge Daneo-Credaro, lo Stato si prende l'onere dell'istruzione elementare, togliendola ai comuni.
20:34
Speaker B
Nel marzo del 1911, Giolitti torna al governo con un programma orientato fortemente a sinistra e che ha come punto cardine l'allargare il suffragio.
20:42
Speaker A
L'obiettivo è estendere il diritto di voto a tutti i cittadini maschi che avessero compiuto 30 anni.
20:50
Speaker A
E a tutti i maggiorenni con la capacità di leggere e scrivere o che avessero prestato servizio militare.
20:55
Speaker A
In sostanza, quello che Giolitti vuole raggiungere è il suffragio universale maschile.
21:00
Speaker A
Ormai in vigore in buona parte dei paesi europei.
21:03
Speaker A
Un altro punto del programma Giolittiano è l'istituzione di un monopolio statale delle assicurazioni sulla vita.
21:10
Speaker A
Che avrebbe permesso di finanziare il fondo per le pensioni di invalidità e vecchiaia per i lavoratori.
21:14
Speaker B
Quella che passerà alla storia come età Giolittiana, che intercorre tra la crisi di fine secolo e l'inizio della Prima Guerra Mondiale, non è soltanto un periodo di monopolio politico da parte dello statista piemontese.
21:26
Speaker B
Ma anche di grande influenza nella vita dell'intero paese.
21:30
Speaker A
Quella di Giolitti viene definita come dittatura parlamentare.
21:36
Speaker A
Molto simile a quella di Depretis fra il 1876 e il 1887, ma molto più aperta ad altre forze politiche.
21:43
Speaker B
L'azione di Giolitti si manifesta in alcuni punti cardine.
21:48
Speaker B
Un sostegno alle forze più moderate della società italiana, come la borghesia industriale e il proletariato organizzato.
21:57
Speaker B
Il tentativo di avvicinare al sistema liberale gruppi e movimenti visti e definiti nemici delle istituzioni.
22:04
Speaker B
E, infine, la tendenza ad aumentare l'intervento dello Stato per correggere gli squilibri sociali.
22:09
Speaker A
Il sistema Giolitti si basa su un forte controllo delle camere, sull'uso del trasformismo per mantenere una forte base politica e sull'intervento del governo.
22:19
Speaker A
Soprattutto nel Mezzogiorno, nelle lotte elettorali per assicurarsi il supporto dei notabili locali.
22:24
Speaker B
Nonostante le radici di sinistra della politica di Giolitti, alcuni suoi metodi per rimanere al potere, diciamo che limitano e contraddicono la filosofia progressista dietro i suoi governi.
22:32
Speaker A
Più Giolitti rimane al potere, più aumenta l'insofferenza dell'opposizione.
22:38
Speaker A
I socialisti rivoluzionari e cattolici democratici accusano il Presidente del Consiglio di atti di corruzione.
22:45
Speaker B
Per i liberal-conservatori, come Sydney Sonnino e il direttore del Corriere della Sera Luigi Albertini, Giolitti si sta allontanando troppo dalle tradizioni risorgimentali.
22:53
Speaker B
Scendendo a patti con i nemici delle istituzioni.
22:57
Speaker A
Un'altra forza di opposizione è quella di meridionalisti.
23:03
Speaker A
Gaetano Salvemini avrebbe etichettato Giolitti come Ministro della Malavita.
23:11
Speaker A
L'accusa mossa a Giolitti è quella di supportare solo l'economia del Nord, con le sue industrie e la sua oligarchia operaia.
23:19
Speaker A
Abbandonando e perfino ostacolando lo sviluppo del Mezzogiorno.
23:22
Speaker B
Davanti a questa umiliazione, molti intellettuali italiani iniziano a chiedersi perché.
23:27
Speaker B
L'Italia debba essere sempre relegata a potenza di secondo ordine.
23:30
Speaker B
Sta nascendo in Italia il movimento nazionalista.
23:32
Speaker A
Enrico Corradini è uno dei maggiori teorici dell'Associazione Nazionalista Italiana, fondata nel 1910.
23:40
Speaker A
Le nazioni povere o proletarie devono lottare contro le nazioni ricche o capitalistiche.
23:48
Speaker A
Superando le differenze interne per focalizzarsi sulla politica estera.
23:52
Speaker B
Le nazioni proletarie, come l'Italia, dotate di surplus demografico, devono quindi sfogare questa loro energia in campagne di conquista.
23:59
Speaker A
Dal periodico L'Idea Nazionale, i seguaci di Corradini iniziano una campagna mediatica per incitare la conquista della Libia.
24:06
Speaker A
Uno dei maggiori sponsor di questa campagna non è altro che il Banco di Roma, da anni impegnato in una penetrazione economica in terra libica.
24:15
Speaker B
La spinta decisiva arriva nell'estate del 1911, durante la seconda crisi marocchina.
24:21
Speaker B
La Francia la spunta contro la Germania e ora è il turno dell'Italia di far valere gli accordi del 1902.
24:26
Speaker B
Nel settembre dello stesso anno, un contingente di 35.000 uomini sbarca sulle coste libiche.
24:30
Speaker A
L'Impero Ottomano è de iure il detentore di quelle regioni, ma de facto la Libia è divisa in varie tribù arabe in lotta fra loro per il controllo delle grandi città.
24:39
Speaker A
Su cui rimane un debole appiglio dell'Impero.
24:42
Speaker B
I turchi hanno comunque una guarnigione di stanza in Libia, che, vista l'entità dell'invasione e la perdita dei grandi centri, decide di darsi alla guerriglia.
24:49
Speaker B
Piuttosto che affrontare uno scontro campale.
24:52
Speaker A
Per vincere la resistenza turca, l'Italia decide di compiere un colpo di mano.
24:56
Speaker A
La Regia Marina si presenta davanti alla fortezza di Rodi.
25:00
Speaker A
Alla resa della fortezza, l'intera isola e il Dodecaneso, un insieme di isole lì vicine.
25:05
Speaker A
Cadono in mano italiana.
25:07
Speaker B
Solo nell'ottobre del 1912, il Sultano accetta di firmare un trattato di pace a Losanna.
25:12
Speaker B
La Libia è consegnata all'Italia.
25:14
Speaker B
Ma la resistenza araba continua, portando l'Italia a tenersi come risarcimento Rodi e il Dodecaneso.
25:19
Speaker A
Ma la conquista della Libia si rivela presto un pessimo affare.
25:25
Speaker A
Viene definito dalle forze d'opposizione uno scatolone di sabbia.
25:28
Speaker A
Una conquista inutile.
25:30
Speaker B
Poca terra fertile, una popolazione sparsa e ostile, un territorio proibitivo.
25:35
Speaker B
Senza la conoscenza delle risorse petrolifere nel sottosuolo, la conquista della Libia è effettivamente un fiasco per il Regno d'Italia.
25:41
Speaker A
Nonostante tutto, però, l'opinione pubblica si trova favorevole alla guerra.
25:46
Speaker A
Una vittoria dopo la rovinosa sconfitta di 16 anni prima ad Adua è un grande aiuto per il morale della popolazione.
25:54
Speaker B
L'opposizione si forma attorno agli ambienti repubblicani, socialisti e radicali.
25:59
Speaker B
Ma anche alcuni intellettuali indipendenti, come ad esempio Salvemini, si oppongono alla propaganda colonialista.
26:04
Speaker A
La guerra di Libia, però, non è la cura miracolosa cercata così tanto dal governo Giolitti.
26:10
Speaker A
Il dibattito e la lotta politica portano le ali più estreme a rafforzarsi.
26:17
Speaker A
I nazionalisti entrano nelle sale del potere.
26:20
Speaker A
Mentre i socialisti si spostano su un versante sempre più radicale.
26:24
Speaker B
Nonostante la volontà di Turati e dei leader socialisti di collaborare con i governi progressisti di Giolitti.
26:31
Speaker B
Un'ala rivoluzionaria, disillusa dal sistema borghese, sta prendendo sempre più forza.
26:36
Speaker A
Al Congresso di Bologna, dell'aprile 1904, i rivoluzionari conquistano la guida del partito.
26:44
Speaker A
Già a settembre, in seguito ad un eccidio proletario durante una protesta in Sardegna.
26:50
Speaker A
Viene chiamato il primo sciopero generale nazionale nella storia italiana.
26:54
Speaker B
Giolitti decide di tollerare lo sciopero, nonostante la spinta dei conservatori ad usare l'esercito e di sfruttare la paura dei moderati per chiamare le elezioni.
27:02
Speaker B
Nel novembre del 1904.
27:04
Speaker B
Alla fine delle manifestazioni.
27:05
Speaker B
La mossa paga e i socialisti subiscono una seria battuta d'arresto.
27:09
Speaker A
Lo sciopero è una grande prova di forza per il movimento operaio, ma dimostra un grave livello di disorganizzazione a livello nazionale.
27:16
Speaker A
Le varie federazioni di categoria, allora, decidono nel 1906 di fondare la Confederazione Generale del Lavoro.
27:22
Speaker A
O CGIL.
27:23
Speaker B
I socialisti riformisti riescono ad estromettere sempre di più i rivoluzionari.
27:28
Speaker B
Ma anche al loro interno inizia una lotta intestina.
27:30
Speaker B
Il revisionismo di Bernstein arriva in Italia con esponenti come Leonida Bissolati e Ivanoe Bonomi.
27:36
Speaker A
Ispirati dal Partito Laburista inglese, Bissolati e Bonomi cercano di spostare il PSI verso le forze democratico-liberali.
27:44
Speaker A
Mostrando un comportamento neutro nei confronti della guerra di Libia.
27:48
Speaker A
Al Congresso di Reggio Emilia, del luglio 1912, però, i nodi vengono al pettine.
27:55
Speaker A
I rivoluzionari guadagnano di nuovo il controllo dell'assemblea, costringendo i riformisti di destra a lasciare il partito.
28:02
Speaker A
Da questi fuoriusciti nasce il Partito Socialista Riformista Italiano.
28:05
Speaker A
I riformisti sono di nuovo in minoranza, mentre tra gli intransigenti.
28:10
Speaker A
Sta emergendo la figura di un giovane agitatore romagnolo, forte oppositore della guerra di Libia.
28:17
Speaker A
E tra i protagonisti al Congresso di Reggio Emilia.
28:20
Speaker A
Benito Mussolini.
28:21
Speaker B
Il giovane e promettente Mussolini viene chiamato a dirigere il giornale socialista Avanti.
28:28
Speaker B
Portando uno stile energico e destinato alle masse, tipico del socialismo rivoluzionario.
28:33
Speaker A
Mentre i socialisti stanno cercando da che parte stare, all'opera dei congressi, il cuore della politica cattolica.
28:41
Speaker A
Si afferma il movimento democratico cristiano.
28:44
Speaker B
Leader del movimento è un giovane sacerdote marchigiano, Romolo Murri.
28:49
Speaker B
Un riformatore progressista.
28:51
Speaker B
I democratico-cristiani si danno da fare, fondando riviste, circoli politici e unioni sindacali cattoliche.
28:58
Speaker A
Pio X, dopo aver distrutto personalmente il movimento riformista, attiva le forze cattoliche per allearsi con le forze conservatrici, definiti i partiti dell'ordine.
29:07
Speaker B
Giolitti, nonostante la sua linea rigorosamente laica, decide di sfruttare queste nuove forze clerico-moderate.
29:14
Speaker B
Il non expedit viene sospeso da Pio X e nelle elezioni del 1909 vengono concesse candidature cattoliche a titolo strettamente personale.
29:22
Speaker A
La linea clerico-moderata sarebbe diventata una vera forza politica solo nel 1913.
29:28
Speaker A
Lì il Conte Torino Gentiloni, Presidente dell'Unione Elettorale Cattolica, avrebbe chiesto ai suoi militanti di votare solamente deputati liberali.
29:38
Speaker A
Che avrebbero promesso di seguire i dettami di vita cattolica una volta eletti.
29:42
Speaker B
Questo accordo passerà alla storia come Patto Gentiloni.
29:46
Speaker B
Il cattolicesimo inizia la sua scalata alla politica italiana, nell'anno delle prime elezioni a suffragio quasi universale maschile.
29:53
Speaker A
Quello del 1913 è, infatti, un voto storico, il corpo elettorale passa da 3 milioni a quasi 9.
30:00
Speaker A
Ma, nonostante le paure dei conservatori, il risultato non cambia.
30:03
Speaker A
I liberali mantengono il potere, anche se nuove forze entrano in Parlamento.
30:07
Speaker B
I movimenti nazionalisti, cattolici e socialisti influenzano la maggioranza liberale, sempre più divisa ed eterogenea, rendendo il lavoro di mediazione di Giolitti estremamente difficile.
30:15
Speaker A
Davanti all'ennesima crisi, Giolitti decide di rassegnare le dimissioni.
30:20
Speaker A
Indicando al re come suo successore Antonio Salandra, della destra liberale.
30:25
Speaker A
Il classico trucco di ritirata strategica, però, non è destinato a funzionare.
30:30
Speaker A
Il dibattito parlamentare è più polarizzato che mai.
30:34
Speaker A
Una destra conservatrice, appoggiata dai clerico-moderati e dai nazionalisti, contro una sinistra rivoluzionaria.
30:40
Speaker A
Che ripudia le sue correnti riformiste.
30:43
Speaker A
Un sintomo della tensione dei tempi è quella che viene definita come settimana rossa.
30:47
Speaker A
Nel giugno del 1914, dopo l'ennesimo incidente mortale durante una manifestazione ad Ancona, un'ondata di scioperi e rivolte si propaga per tutta l'Italia.
30:55
Speaker B
Nelle Marche, nella Romagna, la protesta viene guidata dagli anarchici e dai repubblicani.
31:01
Speaker B
Ed, inoltre, appoggiata dai socialisti rivoluzionari, tra cui Mussolini e il suo Avanti.
31:06
Speaker B
In queste zone la protesta diventa rivoluzione.
31:08
Speaker A
Attacchi ad edifici pubblici, atti di sabotaggio, violenza contro l'esercito e le forze dell'ordine, perfino la nascita di alcune repubbliche rivoluzionarie.
31:17
Speaker A
La protesta, però, si esaurisce in pochi giorni, non essendo appoggiata dalla CGIL.
31:23
Speaker A
E contrastata dall'energica risposta del governo.
31:26
Speaker B
La fiammata rivoluzionaria, seppur breve, serra le fila dei conservatori e danneggia l'immagine del movimento operaio.
31:32
Speaker B
Giolitti, nel frattempo, sta studiando come tornare al potere, sfruttando questa rivolta violenta.
31:37
Speaker B
Ma è troppo tardi.
31:38
Speaker B
Il mondo è cambiato.
31:39
Speaker A
Nello stesso mese, l'erede al trono dell'Austria-Ungheria, l'arciduca Francesco Ferdinando, è ucciso mentre è in visita a Sarajevo.
31:47
Speaker A
L'Austria chiede chiarimenti alla Serbia.
31:50
Speaker A
Ha inizio lo scontro diplomatico, destinato a stravolgere la pace in Europa.
31:54
Speaker B
Il Regno d'Italia è troppo distratto da scontri parlamentari e instabilità interna per rendersi conto di quello che sta succedendo.
32:00
Speaker B
Come un colpo di pistola in mezzo alla strada durante una discussione, l'Italia si gira a guardare.
Topics:Italia giolittianacrisi politica 1898proteste per il panerepressione militareriforme socialiGiolittiUmberto Iindustrializzazione Italiamovimento operaiostoria italiana fine 800

Frequently Asked Questions

Quali eventi portarono alla caduta del governo Crispi alla fine dell'800?

Il governo Crispi cadde a seguito della disfatta coloniale di Adua nel 1896. Questo evento segnò un punto di svolta, portando al ritorno al governo del conservatore Antonio Starabba, marchese di Rudinì.

Qual era la visione della destra riguardo allo Statuto Albertino e al ruolo del re?

La destra, in particolare con Sidney Sonnino, propugnava un ritorno a una visione più restrittiva dello Statuto Albertino. Volevano un esecutivo responsabile di fronte al sovrano, delegando alle camere solo i compiti legislativi, in contrasto con la visione parlamentarista affermatasi dai tempi di Cavour.

Quali furono le cause principali delle proteste popolari del 1898 e come reagì il governo?

Le proteste del 1898 furono scatenate dall'aumento improvviso del prezzo del pane, dovuto a un cattivo raccolto e alla guerra ispano-americana che bloccò gli export dagli Stati Uniti. Il governo rispose con la repressione, dichiarando lo stato d'assedio in città come Milano e Napoli e affidando il potere ai militari.

Get More with the Söz AI App

Transcribe recordings, audio files, and YouTube videos — with AI summaries, speaker detection, and unlimited transcriptions.

Or transcribe another YouTube video here →