La TRADUZIONE - punti chiave

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Speaker A
L'espressione genica, come già detto, si divide in due step: la trascrizione e la traduzione.
00:09
Speaker A
Nella scorsa lezione abbiamo analizzato il primo step, da questa cominciamo ad entrare nel dettaglio del secondo.
00:18
Speaker A
Parliamo dei tre punti chiave della traduzione.
00:32
Speaker A
Come accennato nella lezione 54, la traduzione è il processo attraverso cui le cellule, nei ribosomi, traducono l'RNA messaggero appena trascritto, una sequenza di nucleotidi, in una catena polipeptidica, una sequenza di amminoacidi.
00:53
Speaker A
La traduzione è perciò lo step in cui l'informazione cambia linguaggio, viene tradotta.
01:01
Speaker A
Vediamo allora i tre punti chiave.
01:05
Speaker A
La traduzione avviene, come detto, nei ribosomi, organuli presenti nel citoplasma o sul reticolo endoplasmatico e costituiti da RNA ribosomiale o rRNA e proteine.
02:00
Speaker A
Il codice di traduzione tra i due linguaggi viene detto codice genetico, un codone, cioè una sequenza di tre nucleotidi dell'mRNA, corrisponde ad un amminoacido.
02:12
Speaker A
I traduttori che utilizzano il codice genetico per convertire l'informazione sono i tRNA o RNA transfer.
02:31
Speaker A
Queste sono molecole adattatrici che fanno da ponte tra l'mRNA e la catena polipeptidica.
02:40
Speaker A
In questa lezione parleremo appunto di questi tre punti chiave appena elencati, ma per favorire la chiarezza dei concetti lo faremo mischiando le carte, affrontando gli argomenti in ordine diverso.
03:28
Speaker A
Partiamo dai traduttori.
03:34
Speaker A
Gli RNA transfer.
03:36
Speaker A
Ogni RNA transfer è costituito da una corta catena di ribonucleotidi e deve far corrispondere, secondo il codice genetico, un codone dell'mRNA a un amminoacido della catena polipeptidica.
03:51
Speaker A
La catena polinucleotidica di un tRNA è organizzata in una specifica e distintiva struttura tridimensionale, contenente regioni a doppio filamento di RNA e tre anse di nucleotidi.
04:13
Speaker A
Queste strutture sono tenute insieme dai legami a idrogeno tra le basi complementari della catena.
04:19
Speaker A
Non vi spaventate dall'immagine della struttura del tRNA, è importante ricordare l'ansa dell'anticodone e il sito di attacco per l'amminoacido.
04:50
Speaker A
Aiutatevi con la rappresentazione in 2D.
05:08
Speaker A
L'ansa dell'anticodone contiene una sequenza di tre nucleotidi, chiamata anticodone appunto, necessaria a riconoscere il codone corrispondente presente sull'mRNA.
05:32
Speaker A
Ogni tRNA ha uno specifico anticodone che si lega al suo codone complementare sull'mRNA.
05:40
Speaker A
Ah!
05:41
Speaker A
Mi raccomando alle direzioni.
05:49
Speaker A
Codone e anticodone sono antiparalleli.
05:51
Speaker A
Il sito di attacco per l'amminoacido si trova dall'altra parte della molecola di tRNA.
06:00
Speaker A
All'estremità 3' primo.
06:06
Speaker A
E serve, come dice il nome, ad accettare l'amminoacido corrispondente al codone complementare all'anticodone.
06:16
Speaker A
Ogni tRNA accetta uno specifico amminoacido.
06:23
Speaker A
Enzimi chiamati amminoacil-tRNA-sintetasi usano l'ATP come fonte di energia per legare, con un legame covalente, l'amminoacido specifico alla sua molecola di tRNA.
06:44
Speaker A
Il complesso che deriva dal legame tra l'amminoacido e il tRNA viene chiamato amminoacil-tRNA.
06:59
Speaker A
Ed è in grado a questo punto di riconoscere sull'mRNA il codone corrispondente al proprio anticodone.
07:14
Speaker A
Capito in che senso il tRNA è una molecola adattatrice?
07:20
Speaker A
Fa corrispondere l'adeguato amminoacido legato su di sé.
07:28
Speaker A
Al codone riconosciuto dal proprio anticodone.
07:36
Speaker A
Prima ho detto dall'altra parte.
07:40
Speaker A
Lo vedete in questa immagine 2D come i due elementi sono uno in alto e l'altro in basso?
07:48
Speaker A
Ma vediamo di essere precisi.
07:51
Speaker A
Nella struttura tridimensionale del tRNA la distanza tra l'anticodone e il sito di legame dell'amminoacido è mantenuta costante.
08:00
Speaker A
Questo permette, nel processo di traduzioni, il preciso posizionamento degli amminoacidi.
08:10
Speaker A
Necessario alla corretta formazione dei legami peptidici della catena polipeptidica in allungamento.
08:17
Speaker A
Abbiamo appena detto che i tRNA sono le molecole adattatrici.
08:26
Speaker A
Che fanno corrispondere un codone ad uno specifico amminoacido della catena polipeptidica.
08:30
Speaker A
Sono i traduttori.
08:32
Speaker A
Studiamo adesso il loro dizionario, il codice di traduzione.
08:39
Speaker A
Il codice genetico.
08:41
Speaker A
Il codice genetico, lo avevamo accennato studiando il dogma della biologia, è quasi universale.
08:50
Speaker A
È lo stesso in organismi molto diversi tra loro.
08:57
Speaker A
Praticamente in tutti gli organismi.
09:00
Speaker A
Si conoscono però alcune eccezioni ed una di essa è data dal codice genetico mitocondriale.
09:10
Speaker A
Quello del DNA presente nei mitocondri.
09:16
Speaker A
Che è simile a quello nucleare, ma non identico.
09:20
Speaker A
Dobbiamo accennare poi al codon usage.
09:23
Speaker A
Organismi diversi, pur avendo lo stesso codice genetico, preferiscono esprimere uno stesso amminoacido attraverso l'utilizzo di un codone o di un altro tra quelli sinonimi per quell'amminoacido.
09:35
Speaker A
Facciamo un esempio.
09:37
Speaker A
Se un organismo per incorporare la leucina usa preferenzialmente il codone CUU.
09:48
Speaker A
Un altro organismo, sempre per la leucina, potrà usare preferenzialmente il codone CUC.
09:55
Speaker A
Ragioniamo adesso insieme.
09:58
Speaker A
Le proteine sono costituite da 20 amminoacidi comuni e nell'RNA esistono solo quattro nucleotidi, quattro basi azotate: A, G, C e U.
10:09
Speaker A
La prima ipotesi che possiamo fare è che ogni base codifichi per un amminoacido.
10:17
Speaker A
Ma pensateci, non è possibile, perché così si potrebbero codificare solo 4, 4 elevato a 1, dei 20 amminoacidi.
10:24
Speaker A
Un codice a due basi, ogni due basi un amminoacido allora?
10:29
Speaker A
No, perché quattro basi disponibili elevato alla seconda, il numero di basi ipotizzato codificare per un amminoacido, da 16.
10:40
Speaker A
E questo numero è ancora inferiore a 20, il numero degli amminoacidi più comuni.
10:47
Speaker A
Lezione 22 per memorizzarli.
10:50
Speaker A
Proviamo con un codice a triplette.
10:53
Speaker A
Quattro basi disponibili elevato alla terza, il numero di basi ipotizzato codificare per un amminoacido.
11:04
Speaker A
Uguale 64.
11:05
Speaker A
Le combinazioni possibili di codoni sono 64, abbastanza per codificare i 20 amminoacidi.
11:12
Speaker A
Anche troppe.
11:13
Speaker A
Ma ci arriviamo.
11:14
Speaker A
Fu Francis Crick, ancora lui, insieme al biologo Sidney Brenner, a dimostrare nel 1961.
11:26
Speaker A
Attraverso osservazioni sperimentali che il codice genetico è basato su una serie di triplette di basi azotate non sovrapposte, chiamate codoni.
11:36
Speaker A
Non sovrapposte, lo sottolineo.
11:39
Speaker A
Perché è importante.
11:40
Speaker A
L'mRNA da tradurre viene letto tre basi, una tripletta, alla volta.
11:45
Speaker A
Il punto di partenza, l'AUG, codone di start, imposta la sequenza di lettura.
11:52
Speaker A
La cosiddetta reading frame del messaggio.
11:56
Speaker A
Partite a leggere una base prima o una base dopo.
12:00
Speaker A
E cambia tutto.
12:01
Speaker A
Logico, no?
12:02
Speaker A
Dopo vari altri studi che utilizzavano molecole di mRNA sintetizzate in laboratorio, costituite da sequenze note di nucleotidi.
12:12
Speaker A
Furono decifrati, cioè associati ad un amminoacido, tutti i possibili codoni.
12:19
Speaker A
Fu decifrato il codice genetico.
12:21
Speaker A
Dei 64 codoni, 61 codificano ciascuno per un amminoacido.
12:30
Speaker A
E tre per un segnale di stop.
12:34
Speaker A
UAA, UAG e UGA.
12:37
Speaker A
Il codone di start codifica per la metionina.
12:40
Speaker A
61 codoni per 20 amminoacidi.
12:46
Speaker A
Troppi.
12:47
Speaker A
Ne deriva che, come potete vedere, uno stesso amminoacido può essere codificato da più di un codone.
12:54
Speaker A
Solo la metionina e il triptofano sono codificati da un solo codone.
13:00
Speaker A
Il codice genetico è pertanto ridondante o degenerato.
13:05
Speaker A
Degenerato che però non significa ambiguo.
13:10
Speaker A
Ogni codone codifica solamente per uno specifico amminoacido.
13:15
Speaker A
Indovinate chi provò a spiegare le possibili cause della degenerazione del codice genetico?
13:22
Speaker A
Ma Francis Crick.
13:23
Speaker A
Ovvio.
13:24
Speaker A
Lo fece nel 1966 elaborando la wobble hypothesis.
13:29
Speaker A
Secondo questa ipotesi, solo le prime due basi al 5' primo del codone hanno un appaiamento preciso con l'anticodone del tRNA.
13:42
Speaker A
Mentre l'appaiamento tra la terza base al 3' primo del codone e la prima base al 5' primo dell'anticodone può wobble, oscillare.
13:50
Speaker A
Può non seguire le regole canoniche di appaiamento fra basi complementari.
13:56
Speaker A
Le vedete le terze basi dei codoni nel codice genetico?
14:00
Speaker A
Ecco, focalizzatevi un attimo su quelle.
14:02
Speaker A
Questo fenomeno di oscillazione permette ad un singolo tRNA di riconoscere più di un codone.
14:10
Speaker A
E la cellula risparmia così nel numero di tRNA.
14:15
Speaker A
Un tRNA con un amminoacido come la leucina legato al 3' primo, ad esempio, può riconoscere e legarsi a più di un codone.
14:23
Speaker A
Manca di parlare del luogo in cui avviene la traduzione.
14:27
Speaker A
Il ribosoma.
14:28
Speaker A
I ribosomi sono organuli che abbiamo già studiato da un punto di vista cellulare.
14:34
Speaker A
Nella lezione 29.
14:36
Speaker A
Adesso li affrontiamo da un punto di vista funzionale.
14:40
Speaker A
Partiamo sottolineando che i ribosomi procariotici e quelli eucariotici non sono identici.
14:50
Speaker A
Ma in entrambi i casi sono costituiti da due subunità.
14:56
Speaker A
Una maggiore e una minore.
14:59
Speaker A
Composte da proteine e RNA ribosomiale o rRNA.
15:03
Speaker A
L'RNA messaggero che deve essere tradotto si inserisce nel ribosoma attraverso una scanalatura.
15:12
Speaker A
Che si crea fra le superfici di contatto delle due subunità, la maggiore e la minore.
15:18
Speaker A
Ve la ricordate la metafora della rosetta con la mortadella della lezione 29?
15:24
Speaker A
Ecco, forse adesso la capirete anche meglio.
15:29
Speaker A
Le immagini 2D del ribosoma in traduzione mi hanno sempre ricordato proprio una rosetta e non un altro tipo di panino.
15:36
Speaker A
Anche per via delle sue tre depressioni.
15:40
Speaker A
I tre siti di legami per il tRNA.
15:43
Speaker A
Il sito A, amminoacilico.
15:46
Speaker A
Il sito P, peptidilico.
15:48
Speaker A
Ed il sito E, exit, uscita.
15:50
Speaker A
I tRNA si spostano attraverso questi siti.
15:55
Speaker A
Da A a P a E.
15:57
Speaker A
Il sito P, quello centrale, è quello in cui si trova il tRNA.
16:03
Speaker A
Su cui è legata la catena polipeptidica in allungamento.
16:08
Speaker A
Quello che porta su di sé l'ultimo amminoacido inserito nella catena.
16:14
Speaker A
Il sito A è quello in cui si trova il tRNA.
16:17
Speaker A
Su cui è legato l'amminoacido successivo da aggiungere alla catena polipeptidica.
16:22
Speaker A
Il sito E, exit, uscita.
16:24
Speaker A
È quello in cui i tRNA che sono ormai scarichi perché hanno già legato il loro amminoacido alla catena polipeptidica in allungamento, escono dal ribosoma.
16:31
Speaker A
Nella prossima lezione vedremo il processo di traduzione vero e proprio.
16:37
Speaker A
Come inizia?
16:40
Speaker A
Come viene allungata la catena polipeptidica?
16:43
Speaker A
E come termina?
16:44
Speaker A
Nel frattempo, se avete trovato utile la lezione, like al video e iscrizione al canale per continuare a farci compagnia in questo percorso.
16:52
Speaker A
Per restare connessi con me e con la biologia.
16:56
Speaker A
Ciao e buono studio a tutti.

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