Alle tue spalle la copertina del tuo ultimo lavoro, Grida, il tuo ultimo libro, perché la storia che ci racconterai questa sera, che lì hai descritto, ha molto a che fare col presente, ogni qualvolta qualcuno lotta per le proprie idee.
C'è una leggenda popolare che narra che tra le torture che la santa dovette subire, le cavarono gli occhi, ma la sua fede era tale che le ricrebbero e poté vedere ancora.
Questa leggenda mi ha fatto pensare a una storia realmente accaduta, che riguarda un ragazzo che ha la stessa età di Lucia, quando Lucia fu decapitata, 21 anni, ha vissuto il martirio che vivono tanti giovani in molte parti del mondo.
Lui è Gustavo Gatica, uno studente di psicologia dell'Università di Santiago del Cile, con la passione per la fotografia, l'8 novembre del 2019 era in piazza per partecipare alla protesta che da alcune settimane infiammava il paese.
Di fronte all'aumento del costo del biglietto dei mezzi pubblici, lo scorso autunno i giovani scesero in piazza per chiedere un accesso più equo alla salute, all'educazione e pensioni più dignitose.
Le forze armate del presidente Piñera hanno risposto alle proteste sparando sulla folla con gas lacrimogeni e fucili con proiettili di gomma, come a punirli per aver manifestato un loro diritto.
Dal letto d'ospedale Gustavo ha mandato un messaggio ai cileni, affinché continuassero a lottare per i loro diritti, perché tutto il sangue versato e tutti gli sforzi fatti non finissero nel nulla.
Ma l'aveva cambiato in Giordano, quando da giovane era entrato a far parte dei frati domenicani, l'ordine religioso che aveva il compito di tutelare l'ortodossia cattolica.