L'ITALIA GIOLITTIANA in breve

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00:00
Speaker A
Alla fine dell'800, l'Italia è ormai diventata uno dei protagonisti dell'Europa egemone sul mondo.
00:07
Speaker A
Il giovane stato mediterraneo è pronto per il gioco delle grandi potenze, ma in questo momento, come per il caso Dreyfus in Francia e la crisi politica in Gran Bretagna, anche l'Italia deve rispondere delle sue contraddizioni.
00:20
Speaker A
Anni tumultuosi attendono la penisola e il suo re, Umberto I.
00:25
Speaker B
La caduta del governo Crispi, a seguito della disfatta coloniale di Adua del 1896, porta al ritorno al governo del conservatore Antonio Starabba, marchese di Rudinì.
00:34
Speaker A
Le forze della sinistra storica si ritirano, lasciando spazio alla destra, tra i conservatori si crea un fronte comune contro coloro che sono percepiti come nemici dell'ordine pubblico, socialisti, repubblicani e clericali.
00:46
Speaker B
La tendenza della destra si esprime anche con un tentativo di tornare ad una visione più restrittiva dello statuto Albertino, ovvero la Costituzione del Regno.
00:54
Speaker A
Dai tempi di Cavour si era affermata una visione parlamentarista in cui il re accetta di delegare molti dei suoi compiti al governo.
01:05
Speaker A
Ora, invece, la destra vorrebbe vedere un esecutivo responsabile di fronte al sovrano.
01:46
Speaker B
La svolta a destra è di puro stampo monarchico, dare al re buona parte del potere vorrebbe dire lasciare alle camere i soli compiti legislativi.
01:58
Speaker B
Almeno è questa l'idea di Sidney Sonnino, esponente della destra storica, espressa in un articolo del 1897.
01:59
Speaker A
Il tentativo del governo Rudinì di spostare l'asse del paese su una struttura più autoritaria è però interrotto.
02:12
Speaker A
Nella primavera del 1898, problemi ignorati per anni esplodono e molti nodi vengono al pettine.
02:12
Speaker B
Il prezzo del pane, dato il cattivo raccolto e la guerra ispano-americana che blocca gli export dagli Stati Uniti, aumenta improvvisamente, di conseguenza, le manifestazioni popolari non si fanno attendere.
02:22
Speaker A
Iniziati in Romagna e in Puglia, le proteste si allargano a tutto il paese e a tutti i grandi centri urbani.
02:34
Speaker A
Nonostante una presenza operaia, queste sono ancora proteste definibili spontanee, preindustriali nel loro spirito.
02:39
Speaker B
Non c'è, infatti, alcuna visione politica, è solo la grande frustrazione delle fasce più basse della popolazione.
02:45
Speaker B
Sfruttate e impoverite che esplode.
02:46
Speaker B
Ma la risposta del governo è una sola.
02:47
Speaker B
Repressione.
02:48
Speaker A
La polizia è chiamata in forza ad ogni protesta, viene dichiarato lo stato d'assedio a Milano, Napoli e per l'intera Toscana.
02:55
Speaker A
Il potere in queste aree passa ai militari.
02:58
Speaker B
Il culmine di queste proteste arriva a Milano, tra l'8 e il 9 maggio del 1898.
03:03
Speaker B
Le truppe del generale Bava Beccaris sfamano i protestanti col piombo.
03:06
Speaker B
100 morti e più di 500 feriti sarà il bilancio finale.
03:10
Speaker A
Il governo perde il controllo.
03:11
Speaker A
I moti per il pane sono scambiati per una rivoluzione organizzata.
03:17
Speaker A
Capi socialisti, radicali e repubblicani vengono arrestati.
03:20
Speaker A
Neanche gli attivisti cattolici si salvano dalla repressione.
03:24
Speaker B
Abusando dello stato d'assedio, si avvia il processo definito dei politici.
03:30
Speaker B
Personaggi scomodi, perlopiù estranei ai fatti, vengono spediti in carcere sfruttando la situazione.
03:36
Speaker B
Ad esempio, Filippo Turati, leader socialista, avrebbe ricevuto una pena di 12 anni.
03:40
Speaker A
Tornato l'ordine, i gruppi moderati e conservatori, con l'appoggio del re e della maggioranza alla Camera.
03:46
Speaker A
Provano a dare una base legislativa a queste forme repressive dei poteri pubblici.
03:52
Speaker A
Si prospetta una svolta autoritaria.
03:54
Speaker B
La lotta si sposta dalle piazze ai banchi del Parlamento.
03:57
Speaker B
Un progetto di legge viene proposto da Rudinì, ma fallisce e porta le dimissioni del primo ministro.
04:03
Speaker B
Nel giugno del 1898.
04:05
Speaker A
Il generale piemontese Luigi Pelloux prende le redini del governo e continua da dove aveva interrotto Rudinì.
04:12
Speaker A
Il diritto allo sciopero, la libertà di stampa e di associazione vengono attaccati da nuovi provvedimenti.
04:19
Speaker B
Questo è troppo.
04:20
Speaker B
I gruppi di estrema sinistra rispondono con l'ostruzionismo.
04:25
Speaker B
Prolungando all'infinito le discussioni e paralizzando la maggioranza.
04:29
Speaker A
Per un anno la Camera vede dibattiti accesi, interventi fiume interminabili.
04:34
Speaker A
E persino scontri fisici tra deputati.
04:37
Speaker B
L'ostruzionismo distrugge il governo.
04:40
Speaker B
La sempre più aperta opposizione dei gruppi liberal-progressisti guidati da Giuseppe Zanardelli e da Giovanni Giolitti è l'ultima goccia.
04:48
Speaker A
Le elezioni del giugno del 1900 non portano ad una maggioranza e Pelloux si dimette.
04:54
Speaker A
Lasciando a Giuseppe Saracco, un moderato super partes, la guida del governo.
04:59
Speaker B
Umberto I, promotore di queste leggi autoritarie e antidemocratiche, deve accettare il fallimento della politica repressiva.
05:06
Speaker B
I suoi piani sono bruscamente interrotti un mese dopo, il 29 luglio 1900, quando cade vittima di un attentato.
05:12
Speaker B
Il regicida, l'anarchico Gaetano Bresci, era tornato appositamente dall'America per vendicare i morti del 98.
05:19
Speaker A
Con la morte di Umberto I e la caduta di Pelloux, la tensione in Italia comincia a scemare.
05:27
Speaker A
Il nuovo governo Saracco e il nuovo re, Vittorio Emanuele III, avviano un nuovo corso per il Regno.
05:32
Speaker B
L'esperienza di Saracco, in realtà, sarà breve.
05:35
Speaker B
Il governo cade in seguito ad un grande sciopero generale chiamato a Genova.
05:40
Speaker B
E il re, capendo la situazione, decide di chiamare al governo, nel febbraio del 1901, il leader della sinistra liberale, Zanardelli.
05:48
Speaker A
Zanardelli affida a Giolitti il Ministero degli Interni.
05:52
Speaker A
Proprio quest'ultimo, durante i dibattiti sullo sciopero di Genova, aveva affermato che lo Stato non può aver paura delle organizzazioni operaie.
06:00
Speaker A
E la via della repressione non ha più senso in questi tempi moderni.
06:03
Speaker B
Per 3 anni il governo Zanardelli riesce a portare numerose riforme.
06:08
Speaker B
Il lavoro femminile e minorile nelle fabbriche è limitato e vengono migliorate le leggi sulle assicurazioni per la vecchiaia e per gli infortuni.
06:15
Speaker A
Viene costituito un Consiglio Superiore del Lavoro, organo consultivo per la legislazione sociale a cui prendono parte anche esponenti di sindacati socialisti.
06:23
Speaker B
Viene approvata una legge per la municipalizzazione dei servizi pubblici.
06:27
Speaker B
Le società private devono lasciare ai comuni la gestione di tutti questi servizi.
06:32
Speaker A
Il grande cambiamento, però, si può notare nel comportamento del governo per quanto riguarda le lotte del lavoro.
06:38
Speaker A
La linea scelta da Giolitti è di completa neutralità nei confronti del movimento operaio.
06:45
Speaker A
Movimento che, però, per essere tollerato, doveva rimanere non violento.
06:49
Speaker B
La politica di Giolitti porta a diversi cambiamenti.
06:52
Speaker B
Le organizzazioni sindacali, perseguitate fino al 1898, tornano nella totale legalità e iniziano ad espandersi.
06:58
Speaker B
Nel 1901, dalle leghe rosse della Pianura Padana, nasce la Federazione Italiana dei Lavoratori della Terra.
07:03
Speaker A
Lo Stato tollera queste organizzazioni, nonostante la Federterra con i suoi 200.000 iscritti punti alla socializzazione della terra.
07:12
Speaker A
La politica di Giolitti accetta la forza riformatrice dei sindacati.
07:16
Speaker B
Il governo Zanardelli avvia quella che è definita svolta liberale nella storia italiana.
07:21
Speaker B
Le riforme iniziano a cambiare la società del Regno.
07:24
Speaker A
A partire dagli ultimi anni dell'800, l'Italia conosce il suo primo vero decollo industriale.
07:29
Speaker B
Il Regno d'Italia ha molto terreno da recuperare rispetto alle grandi potenze.
07:33
Speaker B
Ma lo slancio dato dall'unità del 1861 darà presto i suoi frutti.
07:38
Speaker A
Durante gli anni della destra storica, ovvero fino al 1876, una rete ferroviaria inizia a unire le grandi città della penisola.
07:46
Speaker A
Non più separate a livello politico.
07:48
Speaker B
Gli succede la sinistra storica, che, nel 1887, grazie ad una scelta protezionistica.
07:55
Speaker B
Permette la creazione, con grandi sforzi economici, di una moderna industria siderurgica.
08:00
Speaker A
Dopo lo scandalo della Banca Romana, in cui un'intera istituzione bancaria risulta corrotta fino al midollo.
08:07
Speaker A
Avviene una riforma nel settore finanziario.
08:11
Speaker A
Nasce la Banca d'Italia.
08:13
Speaker B
Sempre nello stesso periodo, nel 1894, il governo, aiutato da ingenti capitali tedeschi.
08:18
Speaker B
Fonda il Credito Italiano e la Banca Commerciale.
08:22
Speaker B
I risparmi privati possono ora essere investiti nell'industria.
08:25
Speaker A
L'Italia brilla, infatti, proprio nel settore industriale più moderno, non appesantita da vecchie fabbriche specializzate.
08:32
Speaker A
Come le maggiori potenze europee, il Regno ha la possibilità di gettarsi in queste nuove produzioni.
08:37
Speaker B
La siderurgia, ovvero la produzione dell'acciaio, è la più difesa delle tariffe dell'87.
08:42
Speaker B
Nascono le acciaierie di Terni, nel 1884, e numerosi impianti per la lavorazione del ferro.
08:48
Speaker B
Vengono aperti con aiuti statali a Savona, Piombino e Bagnoli.
08:51
Speaker A
Grazie alle tariffe, anche aziende già fondate conoscono un periodo di ampliamento.
08:56
Speaker A
Come l'industria meccanica dell'ingegnere Ernesto Breda, fondata nel 1866 a Milano e specializzata nella costruzione di locomotive, vagoni e macchine per l'agricoltura.
09:05
Speaker A
Viene ampliato il settore tessile.
09:10
Speaker A
In particolare, l'industria cotoniera viene meccanizzata e protetta da tariffe.
09:14
Speaker A
Nel settore agroalimentare, la barbabietola da zucchero comincia ad espandersi in tutta Italia.
09:18
Speaker B
Infatti, lo zucchero, insieme all'acciaio e il cotone, è uno di quei prodotti difeso dalle tariffe.
09:25
Speaker B
Ma anche nel libero mercato, l'economia italiana inizia ad espandersi.
09:29
Speaker B
L'industria chimica gode delle produzioni di gomma degli stabilimenti Pirelli a Milano.
09:34
Speaker B
Mentre nel settore meccanico viene fondata nel 1899 da Giovanni Agnelli, la Fabbrica Italiana Automobili di Torino.
09:42
Speaker B
Nonostante un mercato interno debole, la Fiat si conquista un ruolo di prestigio nel settore industriale italiano.
09:48
Speaker A
Anche il settore delle telecomunicazioni comincia ad espandersi.
09:51
Speaker A
Nel 1884, le tre più grandi aziende di telefonia in Italia si uniscono per creare la Società Telefonica Lombarda.
09:58
Speaker A
Con ben 900 abbonati.
09:59
Speaker A
Ma se ai tempi era molto facile intercettare ciò che si diceva nei cinque abbonati di Forlì, oggi abbiamo tantissime tecnologie per difenderci da quei ficcanaso dell'ufficio informazioni.
10:09
Speaker A
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10:11
Speaker A
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10:12
Speaker B
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10:20
Speaker B
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10:24
Speaker B
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10:27
Speaker B
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10:32
Speaker A
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10:37
Speaker A
Ma torniamo al Regno d'Italia.
10:38
Speaker B
L'economia italiana, tra il 1896 e il 1914, cresce con una media del 6,7% annuo.
10:45
Speaker B
La più alta sul continente nel periodo.
10:48
Speaker B
Il volume industriale, nello stesso periodo, risulta raddoppiato.
10:53
Speaker B
Il settore secondario raggiunge il 25% dell'economia.
10:56
Speaker A
Dall'inizio del 900 fino alla Prima Guerra Mondiale, il reddito pro capite aumenta del 30%.
11:03
Speaker A
Varie fasce della popolazione non sono più schiacciate dai costi della vita e possono permettersi nuove spese.
11:08
Speaker B
Il reddito pro capite è, infatti, un ottimo modo per comprendere la ricchezza della popolazione.
11:12
Speaker B
Si ottiene dividendo la somma dei beni e servizi prodotti da una nazione, o reddito nazionale, per il numero di abitanti.
11:19
Speaker B
Più è alto, più si può definire uno stato come ricco.
11:22
Speaker A
In Italia, la qualità della vita comincia a mutare con l'espansione economica.
11:28
Speaker A
La penisola inizia ad avvicinarsi sempre di più ai grandi stati avanzati europei.
11:33
Speaker B
Ma i progressi italiani impallidiscono davanti alle grandi economie del continente.
11:38
Speaker B
Pensate che nel 1914, il reddito pro capite italiano è la metà di quello tedesco, mentre nel 1911, l'analfabetismo nella penisola è ancora al 37%.
11:46
Speaker B
Mentre in Nord Europa non supera il 5%.
11:48
Speaker A
Anche l'economia italiana vede ancora il 55% dei lavoratori nell'agricoltura, un numero troppo alto per la quantità di posti disponibili.
11:56
Speaker A
E quando ci sono troppi lavoratori e troppo poco lavoro, la soluzione diventa una sola.
12:01
Speaker A
Emigrare.
12:02
Speaker B
Nonostante l'espansione dell'economia, l'emigrazione verso l'estero tra il 1900 e il 1914 ha cifre impressionanti.
12:09
Speaker B
8 milioni di cittadini italiani lasciano la penisola, 2 milioni non faranno mai ritorno in patria.
12:15
Speaker A
Il fenomeno migratorio è un'esperienza estremamente diversa a seconda della regione interessata.
12:22
Speaker A
In Nord Italia, l'emigrazione è temporanea, diretta verso altri paesi europei.
12:29
Speaker A
E specialmente non vede partire un'alta percentuale della popolazione.
12:32
Speaker B
Nel Sud Italia, l'emigrazione è vissuta come unica speranza per una vita migliore.
12:38
Speaker B
La destinazione è oltreoceano, Nord e Sud America diventano le mete per gli intraprendenti giovani del Sud.
12:44
Speaker A
L'emigrazione di una parte della popolazione porta ad una diminuzione della pressione demografica.
12:50
Speaker A
Il rapporto risorse abitante torna in positivo, calmando anche quelle forti tensioni sociali.
12:56
Speaker A
Mai sopite durante il periodo.
12:58
Speaker B
Inoltre, il denaro inviato a casa porta ad alleviare il disagio di tutte quelle regioni che sono vittime della migrazione di forza lavoro.
13:04
Speaker B
Difatti, le rimesse degli emigrati aiutano l'economia italiana.
13:08
Speaker A
Dall'altro lato, un'emigrazione massiccia porta ad una grave carenza demografica in certe aree.
13:14
Speaker A
Specialmente al Sud, in cui i giovani e intraprendenti si portano via energie fresche, non più destinate ad aiutare un Mezzogiorno sempre più in difficoltà.
13:22
Speaker B
Nonostante la crescita generalizzata, la maggior parte del benessere in Italia si localizza nel cosiddetto triangolo industriale.
13:27
Speaker B
Un'area geografica nel Nord Italia con vertici Torino, Genova e Milano.
13:31
Speaker A
Il 57% dei lavoratori nell'industria si trova in quest'area, mentre solo il 25% si trova nel Mezzogiorno.
13:39
Speaker A
Sono, infatti, assenti nel Sud Italia le grandi aziende ad alta tecnologia che costellano le regioni del Nord.
13:45
Speaker B
Anche i progressi agricoli si focalizzano nel Nord, dove la presenza di capitali permette un continuo miglioramento della produzione.
13:51
Speaker B
Specialmente nella Valle Padana.
13:52
Speaker A
Da questa situazione si possono capire i grandi mali della società meridionale.
13:58
Speaker A
L'analfabetismo nel 1911 si attesta al 60% nel Mezzogiorno, contro il 15% nel Nord.
14:08
Speaker A
La disgregazione sociale e l'assenza di una classe dirigente moderna sono sintomo della forte migrazione.
14:15
Speaker A
Della cultura conservatrice di questa regione.
14:18
Speaker B
La piccola e media borghesia al Sud è subordinata agli interessi dei grandi proprietari terrieri e la lotta politica è incentrata su un rapporto clientelare e personalistico.
14:26
Speaker B
I lavori al Sud sono pochi e malpagati.
14:29
Speaker B
Tranne uno.
14:30
Speaker A
Entrare nel sistema pubblico è un obiettivo classico dei giovani benestanti del Sud.
14:36
Speaker A
È in questo periodo in cui l'amministrazione italiana, fino a questo momento nordista e piemontese, inizia a meridionalizzarsi.
14:43
Speaker B
I problemi del Sud sono antichi e radicati, ma anche l'Italia intera rimane una realtà complessa e contraddittoria.
14:48
Speaker B
In questa fase, dopo la crisi di fine secolo, un solo uomo avrebbe dominato la scena politica per tutti gli anni a venire.
14:55
Speaker B
Stiamo parlando di Giovanni Giolitti.
15:01
Speaker A
Nel novembre del 1903, Giuseppe Zanardelli si dimette da Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia per una grave malattia.
15:08
Speaker A
Sarebbe morto di lì a poco.
15:10
Speaker A
Il Ministro degli Interni, Giovanni Giolitti, viene chiamato alla guida del governo.
15:14
Speaker B
È la seconda volta, dopo gli eventi del 1892, in seguito allo scandalo della Banca Romana, in cui il politico piemontese sale al governo.
15:22
Speaker B
È iniziata una nuova era per la politica nazionale italiana, in cui Giolitti la fa da padrone.
15:27
Speaker B
È iniziata l'Italia Giolittiana.
15:29
Speaker A
Appena salito al governo, Giolitti decide di portare avanti l'esperimento liberal-progressista di Zanardelli.
15:37
Speaker A
Ma anche di allargarne le basi.
15:39
Speaker B
Viene offerto al socialista Filippo Turati un posto nel governo.
15:42
Speaker B
E questo è uno dei classici metodi utilizzati da Giovanni Giolitti in politica, ovvero il trasformismo.
15:48
Speaker A
Il trasformismo è una pratica politica basata sulla ricerca di una maggioranza tramite accordi e concessioni verso partiti politici eterogenei e talvolta verso singoli esponenti dei partiti avversi.
15:59
Speaker A
Tutto questo per evitare la creazione di una vera opposizione.
16:02
Speaker A
La pratica si deve ad Agostino Depretis.
16:03
Speaker B
Scegliere Turati ha un valore altamente politico.
16:06
Speaker B
Il leader socialista era stato condannato neanche 5 anni prima come sovversivo e Giolitti vuole calmare i moti popolari, mai sopiti dalla crisi di fine secolo.
16:14
Speaker A
Turati, però, decide di rifiutare l'incarico.
16:17
Speaker A
La scelta si spiega con la paura che una parte del suo partito non lo avrebbe seguito una volta salito al governo.
16:24
Speaker B
Il governo Giolitti II si contraddistingue per le sue larghe intese fra centro e conservatori.
16:30
Speaker B
Ma il problema di avere tutti al governo è che molte riforme vengono sacrificate per tenerlo in piedi.
16:35
Speaker A
Esempio più importante è l'abbandono della riforma fiscale, cavallo di battaglia del programma politico di Giolitti.
16:42
Speaker A
Dal 1892.
16:44
Speaker A
Altre riforme, però, riescono a passare.
16:45
Speaker B
Nel 1904 arrivano le prime leggi speciali per il Mezzogiorno, destinate alla Basilicata e alla città di Napoli.
16:50
Speaker B
Lo Stato inizia ad investire pesantemente per risollevare le sorti economiche del Meridione.
16:55
Speaker A
Queste leggi, poi allargate alla Calabria e alle isole, sono destinate a incoraggiare la modernizzazione dell'agricoltura e fornire un aiuto economico tramite agevolazioni fiscali e creditizie.
17:04
Speaker B
Le riforme attaccano i sintomi più che le cause dei problemi del Sud Italia, tant'è che la struttura sociale del Mezzogiorno rimane sostanzialmente invariata.
17:12
Speaker B
In ogni caso, queste leggi sono esempi virtuosi di intervento statale in aree depresse della penisola.
17:18
Speaker A
Un altro progetto elaborato da Giolitti nel 1904-1905 è la statalizzazione delle ferrovie.
17:24
Speaker A
Affidati in quel momento a compagnie private.
17:27
Speaker A
Questa, però, è una riforma estremamente rischiosa.
17:30
Speaker B
Nel 1876, la destra storica del governo Minghetti era caduta proprio per una riforma del genere.
17:37
Speaker B
Adesso Giolitti e la sinistra stanno ritentando l'impresa.
17:40
Speaker A
La riforma trova subito un'opposizione diffusa, specialmente tra i socialisti per il divieto di sciopero forzato sui ferrovieri.
17:46
Speaker A
Una volta diventati dipendenti pubblici.
17:49
Speaker B
Giolitti decide allora di dimettersi, prima di essere costretto a farlo.
17:53
Speaker B
Lasciando ad Alessandro Fortis il governo.
17:55
Speaker B
Questa è una tattica politica che Giolitti avrebbe usato più volte durante la sua carriera.
18:00
Speaker A
Davanti ad un'opposizione agguerrita e malumori nella maggioranza, Giolitti abbandona il potere per lasciarla ad una figura secondaria.
18:07
Speaker A
Destinata a non sopravvivere alla lotta politica parlamentare.
18:12
Speaker A
Una volta terminata la crisi, Giolitti riprende le redini della maggioranza.
18:16
Speaker A
Con un nuovo governo.
18:17
Speaker B
L'esempio più noto è il povero governo Titoni, che dopo la caduta del secondo governo Giolitti, il 16 marzo 1905.
18:24
Speaker B
Rimane in carica per il tempo record di soli 12 giorni.
18:27
Speaker B
Sembra che in questo momento storico nessuno regga il potere come il politico piemontese.
18:31
Speaker A
Il governo Fortis dura meno di un anno, ma riesce a portare a termine la riforma sulla statalizzazione delle ferrovie.
18:36
Speaker A
A seguirlo è Sidney Sonnino, il più autorevole oppositore di Giolitti nel campo liberale.
18:40
Speaker A
Ma il nuovo governo dura solo 3 mesi.
18:42
Speaker A
Nel maggio del 1906, Giolitti torna alla guida del governo.
18:48
Speaker A
Inizia qui il lungo Ministero Giolitti, un periodo di 3 anni e mezzo.
18:53
Speaker A
In cui si avviano numerose riforme per lo Stato italiano.
18:56
Speaker B
Nel giugno del 1906 arriva la prima prova del governo.
19:00
Speaker B
La conversione delle rendite.
19:01
Speaker B
Ovvero la riduzione del tasso di interesse versato dallo Stato ai possessori di titoli del debito pubblico.
19:09
Speaker A
La mossa si rivela vincente.
19:12
Speaker A
Solo pochi detentori di titoli decidono di accettare il rimborso immediato.
19:16
Speaker A
Questo denota un'alta fiducia dei risparmiatori nella finanza pubblica.
19:20
Speaker B
Ma l'inizio positivo del lungo Ministero Giolitti si scontra con la congiuntura economica del 1907.
19:25
Speaker B
Una crisi internazionale colpisce l'Europa e l'Italia accusa il colpo.
19:29
Speaker A
La crisi viene superata in tempi brevi, grazie anche all'intervento della Banca d'Italia.
19:34
Speaker A
Nel 1908, la crescita riprende a ritmi sostenuti, ma senza raggiungere i livelli pre-crisi.
19:40
Speaker B
La crisi è superata con successo a livello economico.
19:43
Speaker B
Ma a livello sociale si riaprono tutte le crepe sanate durante la fine del secolo.
19:47
Speaker B
Il rapporto tra gli industriali e i lavoratori inizia a sgretolarsi.
19:52
Speaker A
Per fare fronte comune contro le richieste pressanti dei lavoratori, la crisi economica e le iniziative sociali del governo.
20:00
Speaker A
Nel 1910 viene fondata la Confederazione Italiana dell'Industria.
20:04
Speaker A
Meglio nota come Confindustria.
20:06
Speaker B
Nel dicembre del 1909, Giolitti si ritira nuovamente, lasciando la via aperta ad un nuovo governo Sonnino, che però, anche questa volta, non dura.
20:13
Speaker B
Così Luigi Luzzatti, nel marzo del 1910, prende la guida dell'esecutivo.
20:17
Speaker A
Il governo Luzzatti, come quello Sonnino, non riesce a mantenere il controllo delle camere.
20:24
Speaker A
Riuscendo, però, a far passare un'importante riforma scolastica.
20:28
Speaker A
Con la legge Daneo-Credaro, lo Stato si prende l'onere dell'istruzione elementare, togliendola ai comuni.
20:34
Speaker B
Nel marzo del 1911, Giolitti torna al governo con un programma orientato fortemente a sinistra e che ha come punto cardine l'allargare il suffragio.
20:42
Speaker A
L'obiettivo è estendere il diritto di voto a tutti i cittadini maschi che avessero compiuto 30 anni.
20:50
Speaker A
E a tutti i maggiorenni con la capacità di leggere e scrivere o che avessero prestato servizio militare.
20:55
Speaker A
In sostanza, quello che Giolitti vuole raggiungere è il suffragio universale maschile.
21:00
Speaker A
Ormai in vigore in buona parte dei paesi europei.
21:03
Speaker A
Un altro punto del programma Giolittiano è l'istituzione di un monopolio statale delle assicurazioni sulla vita.
21:10
Speaker A
Che avrebbe permesso di finanziare il fondo per le pensioni di invalidità e vecchiaia per i lavoratori.
21:14
Speaker B
Quella che passerà alla storia come età Giolittiana, che intercorre tra la crisi di fine secolo e l'inizio della Prima Guerra Mondiale, non è soltanto un periodo di monopolio politico da parte dello statista piemontese.
21:26
Speaker B
Ma anche di grande influenza nella vita dell'intero paese.
21:30
Speaker A
Quella di Giolitti viene definita come dittatura parlamentare.
21:36
Speaker A
Molto simile a quella di Depretis fra il 1876 e il 1887, ma molto più aperta ad altre forze politiche.
21:43
Speaker B
L'azione di Giolitti si manifesta in alcuni punti cardine.
21:48
Speaker B
Un sostegno alle forze più moderate della società italiana, come la borghesia industriale e il proletariato organizzato.
21:57
Speaker B
Il tentativo di avvicinare al sistema liberale gruppi e movimenti visti e definiti nemici delle istituzioni.
22:04
Speaker B
E, infine, la tendenza ad aumentare l'intervento dello Stato per correggere gli squilibri sociali.
22:09
Speaker A
Il sistema Giolitti si basa su un forte controllo delle camere, sull'uso del trasformismo per mantenere una forte base politica e sull'intervento del governo.
22:19
Speaker A
Soprattutto nel Mezzogiorno, nelle lotte elettorali per assicurarsi il supporto dei notabili locali.
22:24
Speaker B
Nonostante le radici di sinistra della politica di Giolitti, alcuni suoi metodi per rimanere al potere, diciamo che limitano e contraddicono la filosofia progressista dietro i suoi governi.
22:32
Speaker A
Più Giolitti rimane al potere, più aumenta l'insofferenza dell'opposizione.
22:38
Speaker A
I socialisti rivoluzionari e cattolici democratici accusano il Presidente del Consiglio di atti di corruzione.
22:45
Speaker B
Per i liberal-conservatori, come Sydney Sonnino e il direttore del Corriere della Sera Luigi Albertini, Giolitti si sta allontanando troppo dalle tradizioni risorgimentali.
22:53
Speaker B
Scendendo a patti con i nemici delle istituzioni.
22:57
Speaker A
Un'altra forza di opposizione è quella di meridionalisti.
23:03
Speaker A
Gaetano Salvemini avrebbe etichettato Giolitti come Ministro della Malavita.
23:11
Speaker A
L'accusa mossa a Giolitti è quella di supportare solo l'economia del Nord, con le sue industrie e la sua oligarchia operaia.
23:19
Speaker A
Abbandonando e perfino ostacolando lo sviluppo del Mezzogiorno.
23:22
Speaker B
Davanti a questa umiliazione, molti intellettuali italiani iniziano a chiedersi perché.
23:27
Speaker B
L'Italia debba essere sempre relegata a potenza di secondo ordine.
23:30
Speaker B
Sta nascendo in Italia il movimento nazionalista.
23:32
Speaker A
Enrico Corradini è uno dei maggiori teorici dell'Associazione Nazionalista Italiana, fondata nel 1910.
23:40
Speaker A
Le nazioni povere o proletarie devono lottare contro le nazioni ricche o capitalistiche.
23:48
Speaker A
Superando le differenze interne per focalizzarsi sulla politica estera.
23:52
Speaker B
Le nazioni proletarie, come l'Italia, dotate di surplus demografico, devono quindi sfogare questa loro energia in campagne di conquista.
23:59
Speaker A
Dal periodico L'Idea Nazionale, i seguaci di Corradini iniziano una campagna mediatica per incitare la conquista della Libia.
24:06
Speaker A
Uno dei maggiori sponsor di questa campagna non è altro che il Banco di Roma, da anni impegnato in una penetrazione economica in terra libica.
24:15
Speaker B
La spinta decisiva arriva nell'estate del 1911, durante la seconda crisi marocchina.
24:21
Speaker B
La Francia la spunta contro la Germania e ora è il turno dell'Italia di far valere gli accordi del 1902.
24:26
Speaker B
Nel settembre dello stesso anno, un contingente di 35.000 uomini sbarca sulle coste libiche.
24:30
Speaker A
L'Impero Ottomano è de iure il detentore di quelle regioni, ma de facto la Libia è divisa in varie tribù arabe in lotta fra loro per il controllo delle grandi città.
24:39
Speaker A
Su cui rimane un debole appiglio dell'Impero.
24:42
Speaker B
I turchi hanno comunque una guarnigione di stanza in Libia, che, vista l'entità dell'invasione e la perdita dei grandi centri, decide di darsi alla guerriglia.
24:49
Speaker B
Piuttosto che affrontare uno scontro campale.
24:52
Speaker A
Per vincere la resistenza turca, l'Italia decide di compiere un colpo di mano.
24:56
Speaker A
La Regia Marina si presenta davanti alla fortezza di Rodi.
25:00
Speaker A
Alla resa della fortezza, l'intera isola e il Dodecaneso, un insieme di isole lì vicine.
25:05
Speaker A
Cadono in mano italiana.
25:07
Speaker B
Solo nell'ottobre del 1912, il Sultano accetta di firmare un trattato di pace a Losanna.
25:12
Speaker B
La Libia è consegnata all'Italia.
25:14
Speaker B
Ma la resistenza araba continua, portando l'Italia a tenersi come risarcimento Rodi e il Dodecaneso.
25:19
Speaker A
Ma la conquista della Libia si rivela presto un pessimo affare.
25:25
Speaker A
Viene definito dalle forze d'opposizione uno scatolone di sabbia.
25:28
Speaker A
Una conquista inutile.
25:30
Speaker B
Poca terra fertile, una popolazione sparsa e ostile, un territorio proibitivo.
25:35
Speaker B
Senza la conoscenza delle risorse petrolifere nel sottosuolo, la conquista della Libia è effettivamente un fiasco per il Regno d'Italia.
25:41
Speaker A
Nonostante tutto, però, l'opinione pubblica si trova favorevole alla guerra.
25:46
Speaker A
Una vittoria dopo la rovinosa sconfitta di 16 anni prima ad Adua è un grande aiuto per il morale della popolazione.
25:54
Speaker B
L'opposizione si forma attorno agli ambienti repubblicani, socialisti e radicali.
25:59
Speaker B
Ma anche alcuni intellettuali indipendenti, come ad esempio Salvemini, si oppongono alla propaganda colonialista.
26:04
Speaker A
La guerra di Libia, però, non è la cura miracolosa cercata così tanto dal governo Giolitti.
26:10
Speaker A
Il dibattito e la lotta politica portano le ali più estreme a rafforzarsi.
26:17
Speaker A
I nazionalisti entrano nelle sale del potere.
26:20
Speaker A
Mentre i socialisti si spostano su un versante sempre più radicale.
26:24
Speaker B
Nonostante la volontà di Turati e dei leader socialisti di collaborare con i governi progressisti di Giolitti.
26:31
Speaker B
Un'ala rivoluzionaria, disillusa dal sistema borghese, sta prendendo sempre più forza.
26:36
Speaker A
Al Congresso di Bologna, dell'aprile 1904, i rivoluzionari conquistano la guida del partito.
26:44
Speaker A
Già a settembre, in seguito ad un eccidio proletario durante una protesta in Sardegna.
26:50
Speaker A
Viene chiamato il primo sciopero generale nazionale nella storia italiana.
26:54
Speaker B
Giolitti decide di tollerare lo sciopero, nonostante la spinta dei conservatori ad usare l'esercito e di sfruttare la paura dei moderati per chiamare le elezioni.
27:02
Speaker B
Nel novembre del 1904.
27:04
Speaker B
Alla fine delle manifestazioni.
27:05
Speaker B
La mossa paga e i socialisti subiscono una seria battuta d'arresto.
27:09
Speaker A
Lo sciopero è una grande prova di forza per il movimento operaio, ma dimostra un grave livello di disorganizzazione a livello nazionale.
27:16
Speaker A
Le varie federazioni di categoria, allora, decidono nel 1906 di fondare la Confederazione Generale del Lavoro.
27:22
Speaker A
O CGIL.
27:23
Speaker B
I socialisti riformisti riescono ad estromettere sempre di più i rivoluzionari.
27:28
Speaker B
Ma anche al loro interno inizia una lotta intestina.
27:30
Speaker B
Il revisionismo di Bernstein arriva in Italia con esponenti come Leonida Bissolati e Ivanoe Bonomi.
27:36
Speaker A
Ispirati dal Partito Laburista inglese, Bissolati e Bonomi cercano di spostare il PSI verso le forze democratico-liberali.
27:44
Speaker A
Mostrando un comportamento neutro nei confronti della guerra di Libia.
27:48
Speaker A
Al Congresso di Reggio Emilia, del luglio 1912, però, i nodi vengono al pettine.
27:55
Speaker A
I rivoluzionari guadagnano di nuovo il controllo dell'assemblea, costringendo i riformisti di destra a lasciare il partito.
28:02
Speaker A
Da questi fuoriusciti nasce il Partito Socialista Riformista Italiano.
28:05
Speaker A
I riformisti sono di nuovo in minoranza, mentre tra gli intransigenti.
28:10
Speaker A
Sta emergendo la figura di un giovane agitatore romagnolo, forte oppositore della guerra di Libia.
28:17
Speaker A
E tra i protagonisti al Congresso di Reggio Emilia.
28:20
Speaker A
Benito Mussolini.
28:21
Speaker B
Il giovane e promettente Mussolini viene chiamato a dirigere il giornale socialista Avanti.
28:28
Speaker B
Portando uno stile energico e destinato alle masse, tipico del socialismo rivoluzionario.
28:33
Speaker A
Mentre i socialisti stanno cercando da che parte stare, all'opera dei congressi, il cuore della politica cattolica.
28:41
Speaker A
Si afferma il movimento democratico cristiano.
28:44
Speaker B
Leader del movimento è un giovane sacerdote marchigiano, Romolo Murri.
28:49
Speaker B
Un riformatore progressista.
28:51
Speaker B
I democratico-cristiani si danno da fare, fondando riviste, circoli politici e unioni sindacali cattoliche.
28:58
Speaker A
Pio X, dopo aver distrutto personalmente il movimento riformista, attiva le forze cattoliche per allearsi con le forze conservatrici, definiti i partiti dell'ordine.
29:07
Speaker B
Giolitti, nonostante la sua linea rigorosamente laica, decide di sfruttare queste nuove forze clerico-moderate.
29:14
Speaker B
Il non expedit viene sospeso da Pio X e nelle elezioni del 1909 vengono concesse candidature cattoliche a titolo strettamente personale.
29:22
Speaker A
La linea clerico-moderata sarebbe diventata una vera forza politica solo nel 1913.
29:28
Speaker A
Lì il Conte Torino Gentiloni, Presidente dell'Unione Elettorale Cattolica, avrebbe chiesto ai suoi militanti di votare solamente deputati liberali.
29:38
Speaker A
Che avrebbero promesso di seguire i dettami di vita cattolica una volta eletti.
29:42
Speaker B
Questo accordo passerà alla storia come Patto Gentiloni.
29:46
Speaker B
Il cattolicesimo inizia la sua scalata alla politica italiana, nell'anno delle prime elezioni a suffragio quasi universale maschile.
29:53
Speaker A
Quello del 1913 è, infatti, un voto storico, il corpo elettorale passa da 3 milioni a quasi 9.
30:00
Speaker A
Ma, nonostante le paure dei conservatori, il risultato non cambia.
30:03
Speaker A
I liberali mantengono il potere, anche se nuove forze entrano in Parlamento.
30:07
Speaker B
I movimenti nazionalisti, cattolici e socialisti influenzano la maggioranza liberale, sempre più divisa ed eterogenea, rendendo il lavoro di mediazione di Giolitti estremamente difficile.
30:15
Speaker A
Davanti all'ennesima crisi, Giolitti decide di rassegnare le dimissioni.
30:20
Speaker A
Indicando al re come suo successore Antonio Salandra, della destra liberale.
30:25
Speaker A
Il classico trucco di ritirata strategica, però, non è destinato a funzionare.
30:30
Speaker A
Il dibattito parlamentare è più polarizzato che mai.
30:34
Speaker A
Una destra conservatrice, appoggiata dai clerico-moderati e dai nazionalisti, contro una sinistra rivoluzionaria.
30:40
Speaker A
Che ripudia le sue correnti riformiste.
30:43
Speaker A
Un sintomo della tensione dei tempi è quella che viene definita come settimana rossa.
30:47
Speaker A
Nel giugno del 1914, dopo l'ennesimo incidente mortale durante una manifestazione ad Ancona, un'ondata di scioperi e rivolte si propaga per tutta l'Italia.
30:55
Speaker B
Nelle Marche, nella Romagna, la protesta viene guidata dagli anarchici e dai repubblicani.
31:01
Speaker B
Ed, inoltre, appoggiata dai socialisti rivoluzionari, tra cui Mussolini e il suo Avanti.
31:06
Speaker B
In queste zone la protesta diventa rivoluzione.
31:08
Speaker A
Attacchi ad edifici pubblici, atti di sabotaggio, violenza contro l'esercito e le forze dell'ordine, perfino la nascita di alcune repubbliche rivoluzionarie.
31:17
Speaker A
La protesta, però, si esaurisce in pochi giorni, non essendo appoggiata dalla CGIL.
31:23
Speaker A
E contrastata dall'energica risposta del governo.
31:26
Speaker B
La fiammata rivoluzionaria, seppur breve, serra le fila dei conservatori e danneggia l'immagine del movimento operaio.
31:32
Speaker B
Giolitti, nel frattempo, sta studiando come tornare al potere, sfruttando questa rivolta violenta.
31:37
Speaker B
Ma è troppo tardi.
31:38
Speaker B
Il mondo è cambiato.
31:39
Speaker A
Nello stesso mese, l'erede al trono dell'Austria-Ungheria, l'arciduca Francesco Ferdinando, è ucciso mentre è in visita a Sarajevo.
31:47
Speaker A
L'Austria chiede chiarimenti alla Serbia.
31:50
Speaker A
Ha inizio lo scontro diplomatico, destinato a stravolgere la pace in Europa.
31:54
Speaker B
Il Regno d'Italia è troppo distratto da scontri parlamentari e instabilità interna per rendersi conto di quello che sta succedendo.
32:00
Speaker B
Come un colpo di pistola in mezzo alla strada durante una discussione, l'Italia si gira a guardare.

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