Queste colonie si erano formate non per iniziativa di sovrani, ma delle compagnie commerciali, degli avventurieri in cerca di fortuna e dei gruppi religiosi perseguitati in patria.
Tra questi ultimi, i famosi padri pellegrini fondatori, approdati sulla Mayflower nel 1620, diedero origine alla festa del ringraziamento per il buon raccolto, che si festeggia ogni anno l'ultimo giovedì di novembre con il tradizionale tacchino ripieno.
In queste colonie vivevano più di 2 milioni e mezzo di persone, la cui maggioranza erano europei e in prevalenza inglesi, poi c'erano gli schiavi neri, il 20% circa, e poi i nativi americani, quelle popolazioni che abitavano il continente prima della colonizzazione europea.
Il sud, Virginia, Maryland, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia, il centro, New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware e il nord, Massachusetts, Connecticut, New Hampshire e Rhode Island.
Le colonie del nord erano abitate in prevalenza da inglesi di religione puritana, quelle del centro, non solo da inglesi, ma anche da tedeschi, olandesi, scozzesi e irlandesi, perlopiù protestanti, quelle del sud, da inglesi anglicani e da schiavi neri deportati dall'Africa.
Le attività economiche delle colonie del nord erano l'agricoltura, produzione di grano, i commerci, la pesca, l'industria navale, quelle del centro erano dediti al commercio e all'agricoltura e quelle del sud contavano delle grandi piantagioni di tabacco, cotone e riso, impiegavano come manodopera gli schiavi neri.
La società delle colonie americane non aveva nobili proprietari terrieri e un clero organizzato, perciò era aperta, dinamica e godeva di una certa autonomia politica, ma l'organizzazione economica e fiscale dipendeva dalle decisioni della madre patria.
Il Parlamento britannico sovente votava delle leggi che sfruttavano le colonie, le quali, non avendo un rappresentante, subivano le imposizioni fiscali senza potersi opporre, per esempio, la Gran Bretagna imponeva il monopolio commerciale, cioè le colonie potevano commerciare unicamente con la madre patria e non potevano esportare le proprie materie prime in altri paesi ed erano obbligate ad importare solo merci provenienti dalla madre patria a prezzi molto più alti.
I rapporti tra le 13 colonie e la Gran Bretagna divennero tesi quando quest'ultima, per far fronte alle spese della guerra dei 7 anni e della riorganizzazione militare dei nuovi territori conquistati, impose nuove tasse ai sudditi d'America, come per esempio i dazi, tasse doganali, sullo zucchero, sul caffè e soprattutto sul tè.
Una tassa particolarmente odiata fu lo Stamp Act nel 1765, essa rendeva obbligatorio pagare un bollo su qualsiasi documento scritto, contratti, certificati, giornali, eccetera, questa nuova imposizione fece scatenare la contestazione dei coloni che protestarono con il motto "No taxation without representation", i coloni, infatti, sostenevano che il Parlamento non poteva imporre nessuna tassa, poiché non avevano nessun parlamentare che li rappresentasse.
E ridusse le tasse su molti prodotti, tranne che sul tè, la protesta continuò e culminò nel 1773 a Boston, quando alcuni patrioti americani, travestiti da indiani, gettarono in mare il carico del tè del valore di più di 1 milione di euro attuali.
Le 13 colonie non erano mai state unite fra loro, ma questa volta si trovarono tutte d'accordo a pianificare un'azione comune per respingere le prepotenze della madre patria, quindi i rappresentanti delle 13 colonie si riunirono a Filadelfia nel 1775, dando vita ad un Parlamento chiamato Congresso, esso decise di bloccare i commerci con la Gran Bretagna e di organizzare un esercito di volontari che fu affidato a George Washington.
La dichiarazione di indipendenza fu scritta da personalità di ispirazione illuminista, come Thomas Jefferson, John Adams, Benjamin Franklin e sanciva l'indipendenza delle colonie dalla Gran Bretagna.
La Gran Bretagna non era disposta a perdere le colonie e quindi reagì con un esercito numeroso e ben armato, ma gli americani, meno numerosi e peggio armati, scelsero, evitando lo scontro, di indebolire le forze inglesi con la tattica della guerriglia, con imboscate e azioni di disturbo.
Con la battaglia di Saratoga nel 1776 e successivamente nel 1781 con la caduta della roccaforte britannica di Yorktown, gli americani vinsero la guerra.
Nel 1787 a Filadelfia si riunirono i delegati delle colonie in un'assemblea chiamata Convenzione, che aveva il compito di scrivere la Costituzione americana.
Gli Stati Uniti divennero una Repubblica federale, formata da stati indipendenti, che riconoscono al governo federale questioni di interesse nazionale, quali la difesa, la politica estera, il commercio estero, le tasse e la stampa della moneta.
Infine, nel 1791 la Costituzione fu integrata da 10 emendamenti che esprimono i diritti fondamentali dei cittadini, quali la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, la libertà di culto, la libertà di pensiero e di opinione e la libertà di stampa.
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