E infatti lo studio della letteratura italiana comincia con alcuni testi che non hanno valore letterario, ma sono molto importanti, rappresentano le prime tracce scritte della nostra lingua, una lingua che all'inizio è un misto di latino e di quello che sarà poi l'italiano.
In questo documento si riporta la dichiarazione di un contadino davanti a un giudice, il contadino parla l'italiano delle origini, ossia il volgare, la lingua usata dal volgo, cioè dal popolo.
Quindi, il Placito di Capua è del X secolo, ma prima che il volgare venga usato come lingua letteraria, bisogna aspettare un altro po', quasi 300 anni.