410 AD: Il sacco di Roma

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00:18
Speaker A
Se noi oggi pensiamo a una migrazione, la prima cosa che ci viene in mente sono le colonne di profughi dall'Oriente in marcia sulle strade e nei boschi dell'Europa centrale.
00:34
Speaker A
Deve essere un'immagine simile quella che offrono i goti nel V secolo dopo Cristo, un popolo che rimbalza da un angolo all'altro dell'Impero Romano senza trovare un posto dove fermarsi.
00:49
Speaker A
Con una differenza: i migranti oggi sono deboli, le loro vite dipendono dalla generosità delle nazioni ricche.
00:55
Speaker A
I goti, invece, sono un popolo unito, sono forti e sono armati e se messi alle strette, si prendono ciò di cui hanno bisogno.
01:49
Speaker A
Come succede a Roma, il 24 agosto del 410 dopo Cristo, quando Alarico e i goti danno inizio a tre giorni di saccheggio.
01:58
Speaker A
La cronaca del sacco di Roma rivela una realtà imprevista: Alarico rispettava Roma, non la voleva distruggere.
02:35
Speaker A
Queste sono le mura Aureliane, costruite attorno al 270 dopo Cristo.
02:42
Speaker A
Sono lunghe una ventina di chilometri e abbracciano tutta la città antica.
03:29
Speaker A
Per secoli, Roma non ha avuto bisogno di mura nuove.
03:37
Speaker A
Quelle vecchie, costruite secondo la tradizione, addirittura dal re Servio Tullio, bastavano e avanzavano.
03:46
Speaker A
Anche perché fin dai tempi della fondazione, Roma ha subito un solo saccheggio, nel 386 avanti Cristo, ad opera dei Galli di Brenno.
03:52
Speaker A
Poi nel III secolo dopo Cristo, Roma ha avuto dei momenti di instabilità e di debolezza molto gravi.
04:02
Speaker A
Così l'imperatore Aureliano ha pensato di proteggerla, ma sono stati sempre eserciti romani, comandati da aspiranti al trono imperiale, come Costantino contro Massenzio, a minacciarla.
04:14
Speaker A
Nessun esercito straniero ha superato queste mura.
04:20
Speaker A
Fino a quando, 800 anni dopo i Galli di Brenno, i goti di Alarico arrivano e si accampano qui sotto.
04:26
Speaker A
L'anno è il 410.
05:09
Speaker A
In quel momento l'imperatore romano d'Occidente è Onorio.
05:15
Speaker A
È diventato imperatore da bambino, a 11 anni, ha spostato la corte imperiale a Ravenna e su di lui le voci sono discordi.
05:22
Speaker A
C'è chi lo celebra, come il poeta Claudiano.
05:22
Speaker B
Tu sei amato da Dio, per te combatte il cielo e i venti alleati accorrono al richiamo delle tue trombe.
05:28
Speaker A
Anche uno storico cristiano che si chiama Orosio, lo descrive quasi come un santo.
05:33
Speaker B
La santissima fede e la continenza di Onorio, notevoli per un sovrano, gli meritarono, e in misura non piccola, la divina misericordia.
05:42
Speaker A
C'è poi il ritratto che lui dà di sé nelle monete, solenne e marziale, in cui si definisce gloria dei romani o Onorio vincitore con ai piedi un nemico calpestato e sconfitto.
05:56
Speaker A
Ma c'è anche una tradizione molto meno benevola.
06:02
Speaker A
Che descrive Onorio come un inetto capriccioso ed è una tradizione che si riassume in un ritratto ottocentesco, in cui vediamo Onorio bambino, seduto sul trono imperiale con in mano tutti i simboli del potere assoluto, ma all'aria sperduta.
06:12
Speaker A
Ed è così piccolo che i piedi non arrivano a toccare terra.
07:00
Speaker A
Il protagonista principale della nostra storia, però, è il condottiero dei goti, Alarico.
07:07
Speaker A
Che all'epoca del sacco, ha circa 40 anni, di lui non abbiamo un'immagine, non abbiamo una descrizione fisica, non abbiamo idea di come sia fatto.
07:15
Speaker A
Ma sappiamo però che è cristiano e che non agisce mai di impulso, preferisce sempre il negoziato all'uso della forza.
07:25
Speaker A
Da tutte le fonti emerge un tratto fondamentale della sua azione: Alarico non vuole la distruzione di Roma.
07:36
Speaker A
Anzi, la caduta di Roma lo spaventa da cristiano e da capo attento alle esigenze del suo popolo.
08:19
Speaker A
L'obiettivo dei goti e Alarico non è caos, né disintegrazione dell'ordine romano.
08:24
Speaker A
Al contrario, loro vogliono essere riconosciuti dall'impero, vogliono contribuire a difenderlo e trovare un posto dove vivere, un obiettivo che i goti inseguono da decenni.
08:35
Speaker B
Anno 376 dopo Cristo, l'arrivo degli unni costringe i goti a lasciare le loro terre e ad ammassarsi lungo il Danubio.
08:43
Speaker B
I goti chiedono all'imperatore Valente il permesso di passare il fiume ed entrare nell'impero, promettono aiuto militare e offrono sottomissione.
08:54
Speaker B
Valente accetta.
08:55
Speaker B
In autunno inizia il passaggio, i goti hanno bisogno di tutto.
08:59
Speaker B
Valente dispone aiuti umanitari per affrontare l'emergenza, ma funzionari romani corrotti si prendono gli aiuti e lasciano i goti a morire di fame e di freddo.
09:09
Speaker B
I goti si ribellano, saccheggiando le regioni danubiane e la Tracia.
09:14
Speaker B
9 agosto 378.
09:16
Speaker B
L'esercito romano guidato da Valente affronta i goti ad Adrianopoli, ma viene annientato.
09:23
Speaker B
L'imperatore muore.
09:24
Speaker B
Segue un periodo convulso di guerre, pacificazioni e migrazioni.
09:29
Speaker B
L'imperatore Teodosio promuove la pace.
09:35
Speaker B
Ma una soluzione definitiva al problema gotico non si trova.
09:40
Speaker B
395, Teodosio muore.
09:43
Speaker B
L'impero viene diviso tra i figli.
09:48
Speaker B
Arcadio ad Oriente, Onorio ad Occidente.
09:52
Speaker B
La reggenza è affidata al generale Stilicone.
09:55
Speaker B
Il capo dei goti è diventato Alarico, che li guida alla continua ricerca di una sistemazione.
10:00
Speaker B
397, i goti invadono la Grecia.
10:03
Speaker B
Prendono Atene, poi vengono fermati da Stilicone.
10:06
Speaker B
401, i goti scendono in Italia e assediano Milano.
10:11
Speaker B
402, Stilicone riesce ancora a respingerli.
10:14
Speaker B
Tra un negoziato e l'altro, in un impero sempre più diviso e lacerato da invasioni barbariche, si arriva al 408.
10:20
Speaker B
Per favorire una soluzione diplomatica, Stilicone convince i principi goti a dare le loro famiglie in ostaggio ai romani.
10:26
Speaker B
Ma lui stesso viene tradito e assassinato a Ravenna dagli uomini di Onorio.
10:32
Speaker B
Le famiglie dei goti vengono sterminate.
10:34
Speaker B
Non c'è più spazio per mediazione.
10:36
Speaker B
Alarico prende le armi e torna in Italia.
12:08
Speaker A
Nell'autunno del 408 i goti si presentano una prima volta davanti alle porte di Roma e inizia la catena di eventi che porterà al sacco.
12:19
Speaker A
A Roma non c'è l'imperatore e non c'è neanche un esercito.
12:22
Speaker A
Quando Costantino ha spostato la capitale a Costantinopoli, ha deciso di sciogliere i pretoriani, la guardia imperiale, un corpo militare di élite, a Roma è un pericolo, potrebbe appoggiare un qualsiasi aspirante usurpatore.
12:36
Speaker A
Così Costantino lo smantella e nessuno dopo di lui lo ripristina.
12:40
Speaker A
Roma, di fatto, è disarmata.
13:26
Speaker A
Alarico blocca il Tevere, taglia i rifornimenti.
13:28
Speaker A
Dentro le mura si muore di fame e dai mucchi di cadaveri si diffondono le malattie, si comincia a parlare addirittura di episodi di cannibalismo.
13:37
Speaker A
Il Senato, l'ultima istituzione rimasta in città, decide di tentare un negoziato e all'inizio i senatori provano a far la voce grossa.
13:46
Speaker B
Alarico li ascoltò, quando sentì che il popolo si armava ed era pronto alla guerra, disse: l'erba folta si taglia più facilmente di quella rada.
13:56
Speaker A
Dopo questa frase lapidaria, Alarico si mette a ridere, poi detta le sue condizioni.
14:02
Speaker B
Non avrebbe tolto l'assedio se non avesse preso tutto l'oro e l'argento della città e gli oggetti preziosi nelle case e gli schiavi barbari.
14:17
Speaker B
Un ambasciatore disse: se prendi tutto, cosa resterà agli abitanti?
14:20
Speaker B
Lui rispose: la vita.
14:57
Speaker A
Gli ambasciatori tornano a Roma e non si sa cosa fare.
15:01
Speaker A
Il cristianesimo è l'unica religione consentita, i culti pagani sono proibiti.
15:07
Speaker A
Eppure si pensa addirittura di ricorrere a degli indovini, sciamani etruschi, che con i loro riti, potrebbero propiziare antiche divinità dimenticate e offese e la situazione è così disperata che il vescovo di Roma, Papa Innocenzo, dà il permesso.
15:26
Speaker A
Poi però, per paura, nessuno partecipa a questi riti.
15:30
Speaker A
E si decide di pagare 5.000 libbre d'oro, 30.000 libbre d'argento, 4.000 tuniche di seta, 3.000 pelli scarlatte e 3.000 libbre di pepe.
15:39
Speaker A
Ma non basta.
15:40
Speaker B
Per procurarsi quello che mancava, spogliarono le statue, tra queste fu distrutta anche la statua del valore, della virtù e così i romani persero il coraggio ed il valore.
15:51
Speaker A
Dopo aver incassato, Alarico toglie l'assedio.
15:55
Speaker A
E gli schiavi barbari che sono in città, circa 40.000, vengono liberati e si uniscono al suo esercito.
16:44
Speaker A
Ed è in questo momento, da questa posizione di forza, che Alarico dimostra tutta la sua volontà di mediare.
16:53
Speaker A
I suoi obiettivi sono sempre gli stessi: terre da abitare, riconoscimento da parte dell'impero, un'alleanza per combattere insieme il nemico comune, le orde barbariche non cristiane che premono ai confini.
17:08
Speaker A
Le sue richieste, però, vengono sempre respinte, allora lui minaccia nuovamente Roma, poi però ha un ripensamento, si pente.
17:16
Speaker B
Pentito della sua decisione di muovere contro Roma, inviò i vescovi di ciascuna città da Onorio per esortarlo a non permettere che la città che aveva regnato per più di mille anni su gran parte della terra fosse devastata dai barbari, concludesse piuttosto la pace.
17:32
Speaker A
Il capo barbaro è padrone del campo, ma vuole la pace.
17:36
Speaker A
L'imperatore romano è debole, ma vuole la guerra.
17:39
Speaker A
Alarico torna a Roma e visto che l'imperatore legittimo non gli dà retta, ne fa nominare un altro, un tale Prisco Attalo, un senatore romano.
18:33
Speaker A
In qualche modo anche questo è un segno di rispetto.
18:35
Speaker A
Alarico potrebbe proclamare imperatore se stesso, chi glielo impedirebbe, ma non lo fa, sceglie un membro del Senato di Roma.
18:45
Speaker A
Le trattative vanno avanti per tutto il 409 e l'inizio del 410, si arriva finalmente ad un incontro tra Alarico e Onorio nei pressi di Ravenna.
18:59
Speaker A
Ma mentre i negoziati sono in corso, il campo di Alarico viene attaccato.
19:02
Speaker A
A questo punto, la pazienza è finita, Alarico si mette in marcia di nuovo verso Roma e non c'è più posto per i ripensamenti.
20:00
Speaker A
Questa è Piazza Fiume a Roma, quella è la Via Salaria.
20:05
Speaker A
Da una parte e dall'altra si snodano le mura Aureliane, qui c'era, oggi non c'è più, la Porta Salaria, la porta da cui il 24 d'agosto del 410, Alarico e i goti entrano in città.
20:20
Speaker A
La cronaca dei tre giorni del sacco di Roma inizia esattamente in questo punto, dove adesso ci sono le banche, i negozi, i grandi magazzini e il traffico.
20:35
Speaker A
Ci sono due versioni sul modo con cui Alarico riesce a scardinare le difese di Roma.
20:43
Speaker A
La prima versione racconta di uno stratagemma, Alarico sta assediando la città da tempo e non riesce a sfondare, allora si inventa un trucco, come Ulisse a Troia.
20:52
Speaker A
Il suo cavallo di legno, però, sono 300 ragazzi molto giovani.
20:58
Speaker A
Non hanno ancora la barba, hanno l'aria innocua, non sono minacciosi come un guerriero barbaro adulto.
21:54
Speaker A
Il piano è questo: Alarico, con grandi promesse di pace e di amicizia, consegna i 300 ragazzi alle famiglie dei patrizi romani.
22:06
Speaker A
Poi si mette a fare dei preparativi come se dovesse partire, come se dovesse levare le tende.
22:15
Speaker A
Nel frattempo, i ragazzi nelle case si dimostrano molto servizievoli e guadagnano la fiducia dei loro padroni.
22:28
Speaker A
Poi un giorno stabilito, nelle ore più calde, quando i padroni dopo mangiato vanno a dormire, i ragazzi devono uscire di casa, trovarsi qui alla Porta Salaria, ammazzare le guardie e aprire.
23:22
Speaker A
È un piano complicato, ma funziona.
23:39
Speaker A
C'è poi l'altra versione, Alarico avrebbe preso Roma grazie all'intervento di una nobildonna di nome Proba.
23:46
Speaker A
Molto ricca e influente, amica di Sant'Agostino.
23:49
Speaker A
Sarebbe stata lei ad aprirgli le porte, non per tradimento, ma per pietà.
24:09
Speaker A
Insomma, per Proba, i goti in città sarebbero stati il male minore.
24:13
Speaker A
Ma comunque siano andate le cose, stratagemma o gesto pietoso, non cambia il fatto che Alarico dilaga in città.
25:15
Speaker A
Questi sono gli Orti Sallustiani, i giardini e il palazzo fatti costruire circa 500 anni prima del sacco da Sallustio.
25:22
Speaker A
Senatore, storico, ricchissimo e, secondo alcuni, corrottissimo uomo politico romano.
25:32
Speaker A
A partire dal I secolo, gli orti entrano a far parte del patrimonio imperiale e molti imperatori, da Vespasiano ad Aureliano, li hanno abitati e abbelliti.
25:43
Speaker A
Oggi le rovine degli orti occupano lo spazio di una piazza e sono immerse nella città contemporanea.
25:53
Speaker A
Nei tempi antichi, l'area era enorme.
25:56
Speaker A
Andava da quella che adesso è Via Veneto, fino a Via XX Settembre e si allungava sul Quirinale, partendo dalle mura Aureliane.
26:46
Speaker A
La quantità di ricchezze, di tesori e di lusso che si sono accumulati qui dentro nel corso dei secoli è anche difficile da immaginare.
26:56
Speaker A
La Porta Salaria, quella da cui i goti entrano in città, è a poche centinaia di metri in quella direzione e si apre direttamente sugli orti.
27:06
Speaker A
Quindi questa è la prima favolosa preda su cui si avventano gli invasori.
27:20
Speaker A
Procopio vede Roma circa 130 anni dopo il sacco e basta quell'unica immagine che lui ci dà a rendere l'idea di una irrimediabile caduta.
27:35
Speaker A
Le rovine mezzo bruciacchiate di un palazzo imperiale in una Roma che non esiste più.
27:39
Speaker A
Dopo aver razziato quello che c'era da razziare da queste parti, i goti proseguono il loro cammino e scendono verso il centro della città, verso i fori, dove ci sono i grandi edifici pubblici e verso le zone dove ci sono le case dei senatori più ricchi, perché Roma nel 410 è ancora piena di tesori.
28:46
Speaker A
Gli abitanti sono tra i 600.000 e i 700.000.
28:50
Speaker A
Il Senato ha sempre la sua sede a Roma, non ha il potere politico di un tempo, ma conserva prestigio e un enorme potere economico.
28:58
Speaker A
Il centro monumentale della città è sempre lo stesso: il Campidoglio, il Palatino, la zona del Foro Romano e dei Fori Imperiali.
29:07
Speaker A
Nel 410, non ci sono più giochi gladiatori nel Colosseo.
29:11
Speaker A
Ma ci sono ancora le venationes, gli spettacoli con gli animali.
29:16
Speaker A
E sono molto popolari le corse dei carri al Circo.
29:19
Speaker A
Tutto viene pagato dalle grandi famiglie di senatori, anche la conservazione e il restauro dei grandi monumenti è affidata alla beneficenza dei senatori, che vivono in case di migliaia di metri quadri, soprattutto sul Celio e sull'Aventino.
30:01
Speaker A
La plebe si affolla in grandi case popolari, le insulae, a Roma sono circa 46.000.
30:13
Speaker A
La plebe viene rifornita di cibo a spese dello Stato, ma paga l'affitto ai senatori.
30:26
Speaker A
Con l'editto di Tessalonica dell'imperatore Teodosio, nel 380 dopo Cristo, il cristianesimo diventa l'unica religione consentita nell'impero.
30:35
Speaker A
E i pagani vengono perseguitati.
30:38
Speaker A
Ma a Roma, i più importanti luoghi di culto cristiani, come la Basilica di San Pietro, la Basilica Lateranense, San Paolo e San Lorenzo, restano fuori dalle mura.
30:48
Speaker A
Le memorie della gloria originaria, come il tempio di Giove sul Campidoglio, non sono state cancellate.
31:43
Speaker A
Seguendo il cammino dei goti, ora lasciamo gli Orti Sallustiani incendiati e proseguiamo verso il centro della città.
31:50
Speaker A
Roma è caduta ed è un evento gigantesco, non era mai successo per 800 anni, quasi un millennio.
32:00
Speaker A
E allora dobbiamo immaginare i goti esaltati dal trionfo, ansiosi di mettere le mani su tutto quello che possono, ma Alarico non toglie il guinzaglio ai suoi, non vuole che si trasformino in bestie che radono al suolo, stuprano, ammazzano senza freni.
32:17
Speaker A
Al contrario, Alarico dà delle indicazioni precise.
32:32
Speaker A
Alarico è cristiano, non vuole che i luoghi sacri della cristianità vengano profanati.
32:36
Speaker A
Neppure vuole macchiarsi le mani del sangue dei fedeli e anche le ricchezze delle basiliche non devono essere toccate.
33:26
Speaker A
Le mani, invece, sono libere per rapinare i grandi monumenti pubblici e i patrimoni dei senatori.
33:51
Speaker A
Qui i goti sono liberi di saccheggiare e distruggere.
33:55
Speaker A
In queste distruzioni, forse, sono incoraggiati da Alarico.
34:03
Speaker A
Dietro la sua scelta c'è un'intenzione precisa.
34:06
Speaker A
I fori sono i luoghi delle istituzioni, lì c'è la Curia, la sede del Senato, poco più in là, le grandi basiliche dove si amministra la giustizia, insomma, qui ci sono i palazzi del potere.
34:15
Speaker A
E colpirli, raderli al suolo, significa punire i romani per tutti gli accordi disattesi, per aver sempre tenuto i goti ai margini.
35:08
Speaker A
Da quella parte ci sono le rovine del Templum Pacis, il Tempio della Pace, inaugurato da Vespasiano nel 75 dopo Cristo, per celebrare la vittoria romana nella prima rivolta giudaica.
35:28
Speaker A
Poco più in là c'è l'Arco di Tito, Tito è il figlio di Vespasiano, protagonista di quella campagna.
35:34
Speaker A
Sui rilievi dell'arco sono scolpiti i romani che trasportano gli oggetti sacri degli ebrei, il candelabro, le trombe d'argento e la preda catturata a Gerusalemme.
35:45
Speaker A
In quella preda c'è anche il tesoro di re Salomone.
35:50
Speaker A
Nel 410 una parte di quel tesoro è custodita proprio nel Tempio della Pace e Alarico la vuole per sé.
35:57
Speaker A
Per Alarico, impadronirsene è una legittimazione sacra, significa che lui non è più soltanto un capo barbaro, è l'erede di grandi imperi.
37:07
Speaker A
Per Alarico, impadronirsene è una legittimazione sacra, significa che lui non è più soltanto un capo barbaro, è l'erede di grandi imperi.
37:24
Speaker A
Dai fori, i goti cominciano a espandersi in città per andare a saccheggiare le case dei ricchi.
37:35
Speaker A
Si allargano in una specie di forchetta, salgono qui sul Celio, sul Palatino, dove ci sono i palazzi dei Cesari e poi ancora più in là, sull'Aventino.
38:23
Speaker A
Oltre alle fonti scritte, anche l'archeologia aiuta a ricostruire il loro percorso, perché in tutte queste zone sono stati trovati i resti di grandi ville, distrutte durante il sacco e mai più abitate.
38:36
Speaker A
Su quelle ville sono state poi costruite delle chiese cristiane.
38:44
Speaker A
Sono stati trovati anche dei gruzzoli di monete, sepolti nei giardini, nascosti perché non finissero nelle mani dei goti.
38:55
Speaker A
Case incendiate e abbandonate, tesori sepolti, tutto lascia immaginare un clima di paura con bande armate di barbari che sfondano portoni, fanno irruzione nelle stanze.
39:08
Speaker A
Ma in questo clima sinistro, le fonti antiche ricordano anche degli episodi di eroismo.
39:13
Speaker A
I protagonisti sono le donne.
39:14
Speaker A
Un barbaro, nobile e cristiano, trova in una casa di religiose, una vergine consacrata a Dio, che la fonte antica definisce già avanti con gli anni.
40:06
Speaker A
Il barbaro, cui la fonte sottolinea rispettosamente, le chiede oro e argento.
40:15
Speaker A
La religiosa gli mostra un grande tesoro di vasellame prezioso e lo avvisa.
40:23
Speaker A
Il barbaro che, come abbiamo appena detto, è cristiano, non vuole commettere sacrilegio e manda subito a chiedere istruzioni.
40:32
Speaker A
Alarico ordina che il sacro vasellame venga restituito al santo e portato nella sua basilica.
40:42
Speaker A
Questi episodi edificanti di virtù romana e di pietà barbarica, non devono però farci dimenticare il contesto violento di una città saccheggiata.
40:52
Speaker A
E non devono farci dimenticare che nell'esercito dei goti ci sono anche 40.000 ex schiavi, liberati da Alarico due anni prima, una delle clausole per togliere l'assedio del 408.
41:45
Speaker A
Molti di loro, oltre al bottino, cercano anche vendetta.
41:53
Speaker A
L'episodio più significativo per capire questo strano clima tra moderazione e violenza, vede protagonista ancora una volta una donna.
42:02
Speaker A
Un barbaro, nobile e cristiano, trova in una casa di religiose, una vergine consacrata a Dio, che la fonte antica definisce già avanti con gli anni.
42:15
Speaker A
Il barbaro, cui la fonte sottolinea rispettosamente, le chiede oro e argento.
42:25
Speaker A
La religiosa gli mostra un grande tesoro di vasellame prezioso e lo avvisa.
42:36
Speaker A
Il barbaro che, come abbiamo appena detto, è cristiano, non vuole commettere sacrilegio e manda subito a chiedere istruzioni, Alarico ordina che il sacro vasellame venga restituito al santo e portato nella sua basilica.
43:32
Speaker A
San Pietro, però, è lontano dalla casa delle religiose.
43:37
Speaker A
Il tesoro deve attraversare tutta la città.
43:47
Speaker A
La pia processione è difesa ai due lati da spade sguainate.
43:53
Speaker A
Alarico ordina anche che tutti quelli che partecipano alla processione siano protetti e accompagnati fino a San Pietro.
44:00
Speaker A
Così i cristiani escono dai loro nascondigli e si uniscono al corteo.
44:05
Speaker A
Poi arrivano anche i pagani e fanno finta di essere cristiani, perché hanno capito che chi è nella processione è al sicuro.
44:11
Speaker A
Magari alcuni di loro si convertono anche lì per lì, colpiti dalla grandiosità dell'evento.
45:00
Speaker A
E tutti insieme, barbari e romani, cantano inni a Dio, seguendo gli ori e gli argenti dell'apostolo nel sole d'agosto, tra le macerie di Roma.
45:09
Speaker A
Uno spettacolo miracoloso, il compimento di un disegno divino.
45:21
Speaker A
Lo stesso cronista antico Orosio, prosegue dicendo che il sacco ha fatto sì dei danni, ma tutto sommato pochi, niente in confronto al grande incendio di Nerone.
45:31
Speaker A
E sostiene che l'ira del vincitore è uno strumento divino.

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