Simbologia di Amor Sacro e Amor Profano - Tiziano - I SIMBOLI NELL'ARTE

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Speaker A
una fisionomia pressoché identica, elemento che fa propendere per definire che si tratti di un solo personaggio, rappresentato in due modalità
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Speaker A
tati come simbolo di passione e fecondità, come da significato noto nei bestiari medievali.
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Speaker A
La corona di mirto, indossata dalla giovane abbigliata, è simbolo antico di amore coniugale.
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Speaker A
Anche l'abbigliamento con l'uso dei guanti suggerirebbe l'idea di una sposa nel giorno delle nozze.
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Speaker A
Questa serie di elementi antitetici ha fatto pensare che l'opera fosse così l'unica di Tiziano interpretabile in chiave neoplatonica, corrente caratteristica dell'ambiente toscano, cui si contrapponeva l'aristotelismo
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Speaker A
L'interpretazione che oggi viene accreditata maggiormente è invece legata al tema nuziale e alla celebrazione dell'amore.
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Speaker A
Le due giovani identiche sarebbero un'allusione alle due facce del matrimonio, quello della sessualità nella sfera privata,
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Speaker A
e quella di pudico decoro nella sfera pubblica.
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Speaker A
Quindi le due donne sarebbero prosopopee di Voluptas e di Pudicizia. Questi due aspetti del matrimonio sarebbero legati indissolubilmente, in armoniosa unità, come le acque mescolate dal puttino, che altri non sarebbe che amore.
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Speaker A
La teoria interpretativa sarebbe supportata anche dal fatto che il bacile è interpretabile come un desco da parto, elemento tipico del corredo nuziale e simbolo di fecondità e ampia discendenza.
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Speaker A
Occorre però tenere conto, al di là delle interpretazioni filosofiche, letterarie e allegoriche, anche del fatto, non così trascurabile, che i consulenti, i suggeritori di Tiziano, furono due umanisti del calibro di Pietro Bembo e Marsilio Ficino, che non erano solo studiosi di mitologia e filosofia, ma anche appassionati cultori di alchimia e astrologia, che all'epoca erano considerate scienze di estremo rispetto al pari delle altre.
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Speaker A
Marsilio Ficino è conosciuto anche come astrologo, e Pietro Bembo ebbe per maestro in gioventù un personaggio oggi poco noto, ma che allora era famoso, Giovanni Aurelio Augurelli, il quale fu centrale nella storia della letteratura e dell'alchimia italiana.
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Speaker A
Non è quindi improbabile che, nascosta sotto le letture allegoriche legate alle nozze e alle teorie neoplatoniche, si celasse anche un altro messaggio di natura alchemica. Ricordiamo inoltre che l'alchimia non era concepita dai suoi estimatori solo come processo materiale per trasformare in metalli in altri elementi, ma aveva una forte componente idealistica, spirituale e filosofica,
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Speaker A
legata alla sublimazione dell'animo umano che doveva elevarsi, attraverso trasformazioni interiori, verso la perfezione, mutandosi da un metaforico piombo, terreno e volgare, in aristocratico, nobile e spiritualmente elevato livello superiore, metaforicamente definibile come oro.
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Speaker A
Osservando quindi gli elementi presenti nella composizione artistica di Tiziano, vediamo la presenza di una vasca piena d'acqua, in cui un essere alato immerge le mani, assimilabile quindi al concetto di bagno, che in alchimia è simbolo della dissoluzione dell'oro e dell'argento, della purificazione di questi due metalli.
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Speaker A
Il puttino alato, identificabile come un angelo, simboleggia la sublimazione, cioè la
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Speaker A
posizione greca antica fu via via interpretata come contro, anziché in cambio di, così che il Dio dell'amore reciproco Anteros assume la connotazione di simbolo dell'amore spirituale e divino, in opposizione all'amore sensuale e terreno impersonificato da Eros.
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Speaker A
La terza fase della trasformazione alchemica, la Rubedo, viene rappresentata da quella che sembra essere la scena del cavallo Pegaso, che con un potente colpo di zoccolo fece bloccare il monte Elicona,
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che a causa della dolcezza del canto delle muse e delle Pieridi cominciava a salire verso il cielo. Dalla terra, aperta da quel calcio, sgorgò una fonte che si chiamò la sorgente del cavallo o Ippocrene, l'argitrice di ispirazione poetica a coloro che ad essa si abbeveravano,
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Speaker A
e in questo contesto di simbologia alchemica, raffigurazione del compimento finale delle trasmutazioni chimiche, che culminano con la realizzazione della pietra filosofale e la conversione dei metalli vili in oro.
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Speaker A
Con la Rubedo si corona l'intero processo alchemico e si assiste alla trasmutazione della materia in una nuova sostanza, l'acqua vite,
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Speaker A
nota come elisir di lunga vita, simboleggiata dall'acqua che sgorga dalla cannula e considerata pozione capace di donare l'immortalità a chiunque lo beva, di riportarlo in gioventù, oppure semplicemente di rafforzare e prolungare la vitalità di una persona, guarendone le malattie.
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Speaker A
Il concetto delle tre fasi alchemiche è ulteriormente ribadito dal numero di foglie sparse sul bordo della vasca, prima una, poi due e infine una, due, tre e la rosa, simbolo della pietra filosofale.
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Speaker A
La pianta che appare in primo piano è il crescione d'acqua o Nasturtium officinale, pianta erbacea perenne della famiglia delle Brassicacee. La sua presenza nel dipinto intende sottolineare le capacità naturali delle piante di compiere la trasmutazione degli elementi. Infatti gli alchimisti, per dimostrare questa teoria, seminavano del crescione su un terreno che conteneva unicamente dello zolfo puro e lo innaffiavano con acqua purificata. Una volta adulte, le piante presentavano al loro interno tutti gli elementi e le quantità naturalmente contenuti nella pianta del crescione normalmente germogliato nelle piantagioni, dimostrando la capacità innata di questa pianta di trasformare gli elementi costitutivi originari in una nuova essenza, proprio come avviene in un matrimonio riuscito.
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Speaker A
In lontananza, la montagna rappresenta sia il fornello dei filosofi che la sommità dell'uovo filosofico. Il cane che insegue il coniglio è simbolo dello zolfo che vuole catturare il mercurio, o dell'elemento fisso che intende bloccare quello volatile.
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Speaker A
Riguardo ai conigli in lontananza, in alchimia, due animali uniti rimandano al congiungimento di elementi in opposizione, come lo zolfo e il mercurio, ma anche l'uomo e la donna, che si congiungono formando una nuova entità. Anche la torre del castello ha un significato in alchimia, alludendo ancora una volta all'Atanor, che si presentava nella forma di una torre con un focolare nella parte inferiore, che forniva un calore uniforme e costante e che simboleggiava, a sua volta, nella filosofia alchemica, la fiamma dei sentimenti e il grande amore, specialmente quello coniugale.

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