#POTATURA DEL CASTAGNO

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00:13
Speaker A
Siamo a Fagnano Castello in un castagneto e siamo qui per perché abbiamo voluto organizzare una giornata dimostrativa sulla potatura del castagno.
00:30
Speaker A
È l'ARSA che organizza questa cosa perché sta lavorando ad un progetto che riguardano azioni di informazione e di dimostrazione sulle buone pratiche agricole.
00:50
Speaker A
E vale è un progetto che stiamo portando avanti su tutto il territorio regionale, oggi dicevo siamo qua a Fagnano per fare questa prova dimostrativa di potatura in in sicurezza.
01:42
Speaker A
E infatti vedremo i potatori che lavoreranno con la tecnica del tree climbing e per fare questo tipo di attività noi ci avvaliamo della collaborazione e del supporto tecnico scientifico del dell'Università di Firenze.
02:00
Speaker A
Qua rappresentato dal professore Maltoni che che darà delle indicazioni tecniche su come procedere in queste operazioni di potatura.
02:23
Speaker A
Mi preme dire che l'ARSA è impegnata su nel campo della castanicoltura da tanti anni a supporto appunto dei castanicoltori e delle aree castanicole che nel nostro territorio calabrese non mancano.
02:36
Speaker A
Negli ultimi anni stiamo assistendo a un certo risveglio, diciamo, a un rinnovato interesse rispetto a questa a questa coltura che in passato ha svolto un ruolo importantissimo per queste aree interne del del nostro territorio e e che pensiamo possa ancora svolgere un ruolo importante anche se in chiave più più moderna e tenendo conto delle innovazioni tecniche che vengono fornite da dagli esperti.
03:43
Speaker B
Buongiorno a tutti, sono Alberto Maltoni, lavoro all'Università di Firenze e fin da quando mi sono laureato, insomma, mi sono occupato preferibilmente di castagno, perché è una pianta, secondo me, dalle grandi potenzialità.
04:05
Speaker B
Mi ha dato modo di lavorare coi corsi di formazione, quindi, insomma, è stato un po' l'albero del pane anche per me, come lo era in passato. Siamo qui a fare una dimostrazione tecnica di potatura, cercando di di portare un po' di innovazione, di far capire quali possono essere i sistemi migliori oggigiorno per darci una produzione di castagno che si avvicini a darci un reddito.
05:13
Speaker B
Prima il castagno serviva per alimentazione, quindi ci si accontentava un po' di sopravvivere, diciamo.
05:43
Speaker B
Ora, invece, si spera che sia un investimento il lavoro che facciamo nel castagneto e quindi di aumentarne la produzione.
05:56
Speaker B
E la la potatura è una tecnica che ci aiuta in questo, in passato, non ci sono dei modelli studiati in passato, perché in passato la potatura si faceva per rimondare la pianta, per ripulirla, non aveva uno scopo di aumentare la fruttificazione.
06:54
Speaker B
Oggigiorno le piante, soprattutto dopo il cinipide, dopo varie traversie, si mostrano più o meno abbandonate, anche se poi, in effetti, i castanicoltori hanno lavorato, cioè, hanno continuato a raccogliere, a pulire, però, magari, la potatura è stata un po' tralasciata.
07:28
Speaker B
È una tecnica abbastanza costosa, quindi, sarebbe bello ci fossero da parte delle amministrazioni degli incentivi a questi lavori, perché, altrimenti, sono difficilmente affrontabili e quello che io piglio come mio, diciamo, compito è quello di cercare di farvi spendere bene i soldi una volta che uno fa l'investimento nella potatura.
08:08
Speaker B
Lavoreremo sulla pianta che si vede dietro di me, vi racconterò alcuni principi fondamentali che poi vengono, in qualche modo, adattati caso per caso, taglio per taglio, dal potatore che sulla pianta vede bene qual è il vigore della pianta.
08:38
Speaker B
Una cosa fondamentale è valutare il vigore, il potatore lo fa quando è sulla pianta, il proprietario, chi paga la potatura, lo può fare guardando i rami che cadono a terra e capire se il potatore sta lavorando più o meno bene e e si capisce anche fra quanti anni bisognerà tornare a rifare le potature, molto probabilmente.
09:12
Speaker B
Allora, una pianta matura, come questo è un rametto che è sceso, tirato giù dalla pianta che vediamo dietro, i rami dell'ultimo anno sono molto corti, queste cicatrici molto grosse sono il segno del riccio, quindi qui aveva prodotto un riccio, che, diciamo, è molto poco su un ramo di un anno, no?
10:05
Speaker B
Noi vogliamo fare delle potature che ci portino due, quattro ricci su ogni rametto, le gemme sono pochissime, quindi questo è un ramo che tende a vivacchiare, la produzione va a diminuire e il castagno produrrà castagne sempre più piccole.
10:49
Speaker B
Questo è, diciamo, il modo di vita normale del castagno, quindi il castagno in sé per sé non avrebbe neanche bisogno della potatura, perché a un certo punto fa seccare le parti più alte, più indebolite e è pieno di gemme e ricaccia dal fusto autonomamente, qui si vedono dietro tanti getti che sono nati sul fusto.
11:52
Speaker B
Però è un sistema di vita che non va bene per il castanicoltore, che vuole raccogliere, magari, un po' meno castagne, si spera ne raccolga tante, ma, soprattutto, grosse, quindi il il quantitativo di prodotto vendibile può essere aumentato sicuramente, la pezzatura fa prezzo, fa mercato e quindi è un aspetto da considerare.
12:39
Speaker B
Questi aspetti noi cerchiamo di stimolarli con la potatura, quindi la potatura che facciamo cerca di essere più equilibrata possibile, nel senso che se noi tagliamo tanto, il castagno ricaccerà molto, ma rami che non producono frutto e quindi avrà una è una potatura che avrà un valore per più tempo.
13:42
Speaker B
Cioè, noi torneremo a potare, magari, dopo 10 anni, però di questi 10 anni per 5 o 6 anni raccogliamo poco, quindi su una pianta, soprattutto, come quella qui dietro, dove la chioma è bella sviluppata, ci sono tanti rami, tante branche, merita conservarle il più possibile.
14:07
Speaker B
Ok? E quindi uno può calcolare che il numero di castagne, di ricci, dipende dal numero delle punte, guardando potature che di solito vengono fatte, vi accorgete che le le punte rimangono molto poche e spesso sono così indebolite e quindi lì non ci si può aspettare una grande produzione.
15:12
Speaker B
Un concetto fondamentale che è diventato importante oggigiorno con il cambiamento del clima è quello di rendersi conto che le piante devono essere abbassate.
15:44
Speaker B
E quindi i potatore, l'intervento che vedremo dopo, comincerà dall'alto, è un modo di lavorare che è utile, perché tagliando, facendo i primi tagli in alto, il materiale che cade, i rami che cadono, se dovessero produrre dei danni più in basso, abbiamo la possibilità di riprendere questi, queste rotture, di cercare di riaggiustare la chioma.
16:42
Speaker B
Mentre, invece, se si lavora al contrario, io preparo prima i rami in basso e poi faccio quelli in alto, se per caso un ramo dall'alto cade e mi rovina un ramo in basso, era un ramo che io avevo scelto e che avevo già sistemato come volevo, quindi mi va, mi si scombina un po' la potatura.
17:34
Speaker B
Quando uno ha la fortuna di avere una pianta così articolata, si fanno, praticamente, dei tagli di ritorno, il taglio di ritorno è è un taglio che non vuole risvegliare nuova vegetazione nel castagno.
18:37
Speaker B
Quindi, se uno è di fronte a un castagno molto malandato, cerca di risvegliare la vegetazione, se c'ha un castagno, come quello che vediamo dietro, con tante punte, con tanta chioma articolata, cerca di dare forza a quello che c'è già.
19:01
Speaker B
Allora, si fa un taglio di ritorno, le parti più periferiche della pianta sono quelle che che si stanno indebolendo, quindi il taglio di ritorno si tratta di accorciare il ramo e dare sviluppo a quello che lasciamo.
19:37
Speaker B
Ci sono due modi, cioè, ci sono vari modi per accorciare, la regola importante del taglio di ritorno è che se io facessi un taglio qui, lasciando questo, a parte che qui è un ramo deformato e quindi non mi verrebbe mai voglia di lasciar questo, però quello che mi interessa sono le dimensioni.
20:20
Speaker B
Se io lascio un ramo troppo piccolo rispetto al fusto nel punto dove lo taglio, il castagno fa partire delle gemme che sono sotto corteccia e, invece di dare vigore al ramo che ho scelto io, risponde in maniera caotica.
20:53
Speaker B
Che per il castagno va bene, ma non va bene per la produzione di frutto, perché queste gemme che si aprono danno dei getti giovani che fanno tutta vegetazione, tutto legno e non producono.
21:47
Speaker B
Invece, un ramo di ritorno corretto potrebbe essere fatto qui, dove il ramo che io lascio è grande un po' più della metà del ramo che io tolgo, e allora questo ramo qui prenderà l'energia che era qui e in futuro aumenterà quei getti che vedevamo prima corti e potrà aumentare la sua produzione.
22:20
Speaker B
Se io tolgo i rami e lascio la punta, la linfa deve fare un sacco di strada e non do forza a quella punta, quindi questo non toglie forza alla punta, ok?
23:00
Speaker B
Perché finché c'è la punta è la punta che comanda nel castagno, se tolgo la punta, questi sono liberi di svilupparsi molto meglio.
23:35
Speaker B
L'importante è che questi siano in grado di assorbire, in qualche modo, la linfa, l'energia che prima veniva portata qui, altri aspetti che noi dobbiamo tenere in considerazione facendo questi tagli sono uno che cerchiamo di dare luce, quindi, molto spesso, si tende a svuotare il centro della chioma.
24:08
Speaker B
Verranno fatti dei tagli che, oltre a abbassarla, favoriscono dei rami che sono portati verso l'esterno, in modo che la luce arrivi, si distribuisca bene anche all'interno della chioma.
24:48
Speaker B
Un'altra cosa che dobbiamo valutare è la forza dei rami, ci troviamo spesso in delle situazioni come questa, dove, cioè, c'è veramente è il contrario.
25:12
Speaker B
Scusatemi, ci si può trovare in una situazione come questa, io vedo che il ramo, questo è l'asse principale, no?
25:30
Speaker B
Il ramo è cresciuto così, a un certo punto, c'è una parte che si indebolisce, piega verso il basso e inizia a pigliar forza, naturalmente, un ramo che guarda verso l'alto.
26:10
Speaker B
Questo è come se fosse un taglio di ritorno che la pianta si fa da sola, ma lo fa in tantissimo tempo.
26:40
Speaker B
Ecco, in una situazione come questa, si taglia sempre il ramo che piega verso il basso, perché questo qui è quello che ha più prospettive future per avere un vigore e la capacità fruttifera.
27:00
Speaker B
Ok? Non dovete fare un parallelo con l'olivo, no? Dove di solito si lasciano rami piegati, anche questo ramo qui, lo vedete, comunque, non è un succhione verticale, quindi questo fruttifica come questo e se la pianta lo porta in alto, è quello su cui già sta scegliendo di favorire la vegetazione.
27:22
Speaker B
E quindi noi accorciamo solo i tempi e gli diamo una mano e questo, diciamo che, con questi criteri, su questa chioma, dovremmo riuscire a fare su per giù tutti i tagli.
27:40
Speaker B
Le parti giovani che vediamo in basso, ci sono dei rami con la corteccia liscia.
27:50
Speaker B
Quelli sono, diciamo, i rami, le branche fra 50 anni, quindi stiamo ragionando per i figlioli, i nipoti.
28:20
Speaker B
Però se li togliamo, lasciamo, cioè, la pianta, poi, non non li ricostituisce se noi continuiamo a pulirla sotto.
28:49
Speaker B
Quindi, diciamo che se vogliamo dare un arco di vita secolare ai castagni, come questi castagni hanno avuto, alcuni di quei rami vanno lasciati.
29:08
Speaker B
Quelli che crescono verticali sono una risposta vegetativa della pianta, che va contro l'interesse del castanicoltore.
29:30
Speaker B
Quindi, il castagno ha tanto vigore, il castanicoltore lo deve sfruttare, perché il castagno tende ad andare per la sua strada che non è quella di far produrre più castagne di bella pezzatura.
29:40
Speaker B
Bisogna mettersi d'accordo.
29:42
Speaker C
Allora, io sono Bruno Sicilia, sono un operatore su fune e in insieme al mio collega Luca, ci occupiamo di attività in quota, rivolte proprio alla, diciamo così, alla tree climbing, ovvero tree albero, climbing, l'arrampicata sugli alberi, che è sancita, comunque, da un articolo 107 del decreto legislativo 81/08, che definisce proprio che cos'è un lavoro in quota.
30:12
Speaker C
Ovvero, un'attività che si deve svolgere a da 2 metri rispetto ad un piano stabile.
30:41
Speaker C
Da lì, abbiamo la necessità di avere dei corsi di formazione che si chiamano sistemi di accesso e posizionamento mediante fune, modulo B, che si differenzia dal modulo A per l'ancoraggio, perché è un ancoraggio che si fa su una pianta, quindi, su un essere vegetale, rispetto a un'attività che si svolge su siti naturali, diciamo così, ed ed artificiali.
31:10
Speaker C
La nostra attività, quindi, è importante partire dal basso, già utilizzando i dispositivi di protezione individuali di terza categoria, quindi, imbracature, cordini, connettori, i i caschi, tutto ciò che è sancito, comunque, sempre dal dal dallo stesso decreto legge.
31:40
Speaker C
Adesso vi vi faremo vedere proprio praticamente quello quello che faremo.
31:49
Speaker C
Quindi, la progressione dal basso verso l'alto.
39:00
Speaker B
Abbiamo terminato il lavoro di potatura.
39:03
Speaker B
E quello che vediamo è quello che dovrebbe rimanere dopo un lavoro fatto secondo i criteri che abbiamo elencato prima.
40:02
Speaker B
Abbiamo lasciato tutte le branche principali, quindi l'architettura della pianta non è impoverita dopo il nostro intervento, abbiamo fatto una selezione dei getti giovani, bassi, che è importante lasciare perché rappresentano il potenziale futuro sviluppo della pianta.
40:58
Speaker B
Sono una una specie di ruota di scorta che lasciamo e che la pianta sfrutterà quando sarà molto molto vecchia, le punte, quindi gli apici che quest'anno metteranno i getti, sono molto numerosi e su quelli ci aspettiamo che ci siano ricci abbastanza numerosi, ma, soprattutto, che abbiano la luce e il nutrimento per fare dei frutti molto grossi.

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