(Capitolo 14) Promessi Sposi: Riassunto — Transcript

Riassunto dettagliato del capitolo 14 dei Promessi Sposi con Renzo a Milano e le sue vicissitudini in osteria.

Key Takeaways

  • Renzo si trova in difficoltà a Milano, tra rivolte e controlli polizieschi.
  • La legge è spesso ignorata o manipolata dai potenti e dai tiranni.
  • L'ubriachezza di Renzo lo rende vulnerabile e lo espone a rischi.
  • Il poliziotto in incognito usa l'astuzia per scoprire l'identità di Renzo.
  • Nonostante le difficoltà, Renzo mantiene un certo senso di giustizia e protesta contro le ingiustizie.

Summary

  • Renzo arriva a Milano e la situazione si complica.
  • Renzo si unisce a una discussione tra popolani sulla legge e i tiranni.
  • Un uomo si offre di accompagnare Renzo in un'osteria.
  • L'accompagnatore si rivela essere un poliziotto in incognito.
  • Renzo protesta contro l'obbligo di fornire le generalità all'oste.
  • Il poliziotto propone un sistema di biglietti per distribuire pane a buon mercato.
  • Renzo, ubriaco, rivela il suo vero nome al poliziotto.
  • Renzo fa discorsi confusi e diventa lo zimbello della locanda.
  • Gli avventori ridono ma Renzo non nomina mai Lucia, proteggendola dalle burle.
  • Il capitolo si conclude con Renzo in difficoltà e l'autore promette un video di spiegazione.

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00:00
Speaker A
Ciao, sono Patrick Cherif e ogni martedì e venerdì alle 14:00 pubblico un video sui Promessi Sposi.
00:09
Speaker A
Oggi vediamo il riassunto del capitolo 14.
00:10
Speaker A
Con Renzo che arriva a Milano, la storia si complica.
00:13
Speaker A
Pertanto ti informo che il mio libro sui Promessi Sposi ti permette di conoscere in maniera veloce e approfondita tutto il romanzo.
00:20
Speaker A
Per ogni capitolo è scritto un riassunto breve e un riassunto dettagliato suddiviso in sequenze, poi è inoltre indicato le tecniche narrative e riportato i pensieri, le emozioni e i dialoghi di tutti i personaggi.
00:33
Speaker A
Il libro è disponibile su Amazon e in libreria, trovi il link in descrizione e nel primo commento.
00:39
Speaker A
La folla inizia a disperdersi e i rivoltosi tornano alle loro case, per strada però molte persone si fermano per discutere sugli avvenimenti della giornata e si formano così vari crocchi di persone.
00:53
Speaker A
Essendo troppo tardi per tornare al convento, Renzo decide di cercare un'osteria dove poter mangiare e riposare.
01:02
Speaker A
Renzo passa vicino a uno di questi capannelli di persone e, ancora esaltato per gli avvenimenti della giornata, decide di inserirsi nella discussione.
01:51
Speaker A
Renzo apre il proprio discorso dicendo che il problema non è solo il pane, ma anche la presenza in ogni luogo di tiranni che pensano di poter fare come gli pare.
02:03
Speaker A
Renzo prosegue dicendo che la legge esiste perché lui stesso ha letto le grida, ma purtroppo a causa di una lega di birboni, queste grida restano inapplicate.
02:38
Speaker A
Infine, dal momento che Antonio Ferrer non potrà essere in ogni luogo per verificare l'applicazione della legge, Renzo dice che sarà compito dei popolani verificare l'applicazione della legge.
03:30
Speaker A
Alla fine di questo discorso, Renzo suscita tra la folla un grande consenso e moltissimi lo applaudono e lo riempiono di complimenti, tuttavia c'è anche chi lo disapprova dicendo che Renzo è semplicemente un montanaro e che dunque non si dovrebbe dargli ascolto.
03:48
Speaker A
Alla fine del suo discorso, Renzo chiede agli ascoltatori dove possa trovare un'osteria in cui mangiare e riposarsi.
04:23
Speaker A
Un uomo, che ha ascoltato tutto il discorso di Renzo in silenzio, si fa avanti e si propone di accompagnare il giovane in un'osteria decente.
04:50
Speaker A
Renzo lo ringrazia e mentre i due si avviano, l'uomo comincia a fare delle domande a Renzo.
05:03
Speaker A
Renzo risponde con molta diffidenza, soprattutto alla domanda riguardante il suo paese di provenienza, alla quale il giovane risponde genericamente Lecco.
05:25
Speaker A
I due entrano così nell'osteria della Luna Piena, dove l'accompagnatore di Renzo dà l'impressione di essere pratico del luogo.
05:44
Speaker A
L'oste, vedendo i due entrare, va loro incontro e immediatamente si chiede se Renzo, venendo con un tal cacciatore, sia cane o lepre.
05:56
Speaker A
E da questo momento il lettore intuisce che l'accompagnatore di Renzo altri non è che un poliziotto in incognito, come ci verrà esplicitamente detto nel capitolo successivo.
06:35
Speaker A
L'oste, prese le ordinazioni, porta del vino e dello stufato e dice che alla locanda per quel giorno non c'è pane.
07:10
Speaker A
Renzo dice che per il pane non c'è da preoccuparsi e tira fuori il pane che ha trovato sotto una colonna quando era entrato a Milano.
07:37
Speaker A
Renzo racconta di aver avuto questo pane gratuitamente e infatti lo chiama il pane della provvidenza e sostiene di non averlo rubato e di essere pronto a pagarlo qualora il proprietario salti fuori.
08:00
Speaker A
Tutti ridono e nessuno gli crede.
08:03
Speaker A
L'accompagnatore di Renzo dice all'oste che il ragazzo intende dormire nella locanda, così l'oste va al bancone, prende carta, calamaio e penna e torna al tavolo di Renzo per prendere le generalità del ragazzo.
08:29
Speaker A
Alla richiesta di fornire le proprie generalità, Renzo protesta vivacemente.
08:58
Speaker A
L'oste risponde che così vuole la legge, come ordina appunto una grida e si dirige al bancone dove da una cassetta tira fuori un grande foglio e lo mostra a Renzo.
09:28
Speaker A
Si tratta appunto di una grida che obbliga i proprietari di locande a prendere le generalità dei loro ospiti.
10:20
Speaker A
Renzo in tutta risposta dice che le grida non gli consentiranno di certo di sposarsi e che inoltre non vuole dare il proprio nome perché un gran birbante potrebbe così scoprire dove lui si trova.
10:56
Speaker A
Tutti applaudono Renzo e tutti gli avventori della locanda sono con lui.
11:20
Speaker A
A questo punto l'oste non sa più cosa fare e fissa il poliziotto, ossia l'accompagnatore di Renzo, il quale gli dice di lasciare in pace il ragazzo.
11:40
Speaker A
Ordinato il secondo fiasco di vino, Renzo continua la sua protesta e dice che ormai stufo di questa abitudine dei signori di abusare della parola scritta.
12:12
Speaker A
Un avventore risponde che i signori sono così avvezzi a scrivere perché mangiano tante oche e dunque non sapendo cosa fare delle piume che avanzano, le usano come penne.
12:40
Speaker A
Tutti ridono di questa battuta e Renzo dice che quest'uomo è un poeta, ossia un cervello balzano.
12:56
Speaker A
Infine, Renzo aggiunge che i signori usano la parola scritta per ingannare il popolo e qualora questa non sia sufficiente, ricorrono al latino.
13:22
Speaker A
A questo punto il poliziotto dice a Renzo che lui avrebbe un'idea per avere pane per tutti a buon mercato.
13:50
Speaker A
Renzo è curioso e gli domanda in cosa consiste questa idea.
14:03
Speaker A
Il poliziotto in incognito risponde che ad ogni persona si dovrebbe dare un biglietto in cui si dovrebbe scrivere nome, cognome, professione e numero di persone a carico.
14:36
Speaker A
E fa un esempio ricorrendo alla propria persona, infatti dice che nel suo biglietto andrebbe scritto nome Ambrogio Fusella, di professione spadaio, persone a carico una moglie e quattro figli.
15:05
Speaker A
Dopodiché chiede a Renzo cosa andrebbe scritto nel suo biglietto.
15:20
Speaker A
E Renzo, entusiasta dell'idea e un po' annebbiato dai fumi dell'alcol, risponde dicendo il proprio nome e cognome, ossia Lorenzo Tramaglino.
15:55
Speaker A
In questo modo il poliziotto in incognito ha ottenuto la vera identità di Renzo e si accinge dunque a lasciare la locanda.
16:24
Speaker A
Renzo tenta invano di trattenerlo, in quanto vorrebbe compagnia per bere, ma il poliziotto con uno strattone si libera ed esce dalla locanda.
16:47
Speaker A
L'autore ci dice che solo per amore della verità continuerà nel racconto, in cui appunto Renzo non farà certo una bella figura.
17:27
Speaker A
Come scusante, l'autore ci dice che il ragazzo non è avvezzo al bere e dunque dopo pochi bicchieri si è ritrovato ubriaco fradicio.
18:07
Speaker A
Renzo, ormai il cervello annebbiato dall'alcol, e dice tutta una serie di frasi sconclusionate e, paradossalmente, per chiarirsi le idee beve ancora più vino.
18:49
Speaker A
Renzo comincia a fare un discorso confuso in cui si lamenta con l'oste per avergli chiesto le generalità.
19:22
Speaker A
In secondo luogo, dice che sono le persone come lui, la povera gente, i popolani, a fare andare avanti le osterie, in quanto loro pagano e bevono il vino, mentre i signori bevono solo acqua e non ha mai visto un signore entrare in un'osteria.
20:29
Speaker A
Poi inizia a ricordarsi del suono delle campane sentito durante la notte del matrimonio a sorpresa e il ragazzo viene preso da una grande tristezza che rende i suoi occhi lucidi.
21:04
Speaker A
A questo punto Renzo diventa lo zimbello della locanda, gli avventori ridono e gli pongono delle domande canzonatorie, alle quali Renzo risponde senza però mai fare i nomi delle persone coinvolte nella storia.
21:37
Speaker A
L'autore ci dice che questa è una gran fortuna, in quanto sarebbe stato un gran dispiacere se il nome di Lucia fosse diventato oggetto di burla.
22:14
Speaker A
E qui si conclude il capitolo.
22:20
Speaker A
Per la cui spiegazione ho girato un video a parte.
22:26
Speaker A
Iscriviti al canale e noi ci vediamo al capitolo 15.
22:33
Speaker A
In bocca al lupo.
Topics:Promessi SposiRenzoMilanocapitolo 14riassuntoLetteratura ItalianaPatrick Cherifleggepoliziotto in incognitoosteria

Frequently Asked Questions

Chi accompagna Renzo all'osteria e qual è il suo vero ruolo?

Un uomo che si propone di accompagnare Renzo all'osteria si rivela essere un poliziotto in incognito, come viene esplicitato nel capitolo successivo.

Perché Renzo si rifiuta di fornire le sue generalità all'oste?

Renzo protesta perché teme che fornendo il suo nome un birbante possa scoprire dove si trova, e inoltre critica l'abuso della parola scritta da parte dei signori.

Come reagisce la folla alla protesta di Renzo sulla legge e i tiranni?

La folla in gran parte applaude e sostiene Renzo, anche se alcuni disapprovano perché lo considerano un semplice montanaro.

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