Il generale Roberto Vannacci lascia la Lega e noi l'abbiamo incontrato qui al Parlamento europeo, dove lui siede e ci ha parlato di una destra slavata, quella italiana, ovviamente.
Non ha risparmiato colpi al suo ormai ex alleato, Matteo Salvini e ci ha detto anche qualcosa in più sulle possibili alleanze del suo nuovo partito, Futuro Nazionale e sui personaggi più o meno prevedibili che in quel partito potrebbero entrare.
Ma io continuo a preferire il nome di generale, che ha caratterizzato, diciamo, la mia professione degli ultimi 40 anni, però anche presidente non mi dispiace.
Partiamo dal merito, se dovessi indicarmi tre punti in cui il suo programma, il programma del suo nuovo partito differisce da quello della coalizione di maggioranza dove lei era fino a pochi giorni fa, quali sarebbero?
E pensi un po' che addirittura all'interno di partiti che hanno portato avanti da sempre il riferimento alla famiglia tradizionale, a dei valori che sono ben precisi, beh, invitano i sostenitori della ideologia di genere e del mondo LGBTQ alle riunioni di partito.
Eh, sì, si stia un po' smarrendo e credo che ci siano tantissime persone che si sentono tradite da questa destra, qualsiasi politica saggia fa l'interesse dei propri cittadini e della propria patria.
Non ci sono solamente tre punti, la patria e sembrerebbe invece che spesso si trascenda da questa idea, no, si rincorrano altri obiettivi, salviamo il pianeta, salviamo l'umanità, aiutiamo i poveri, aiutiamo i derelitti.
Ci sono delle incoerenze perché, come lei nota, ad esempio, sul Mercosur, ci sono temi su cui la destra guidata da Giorgia Meloni non va nella direzione che annuncia, lei mi sta dicendo, no?
Però con questa destra, tra virgolette, slavata che in parte tradisce le promesse, lei dovrà non solo dialogare, credo abbia proprio l'ambizione a stare in quel perimetro.
Dall'idea che si è fatto della presidente Meloni, è possibile, se lei arrivasse ad un peso consistente, diciamo, nei sondaggi, che tradisca, tra virgolette, l'alleato Salvini, aprendole le porte.
Facciamo un piccolo giochino, io le faccio dei nomi, lei mi dice se sono nomi che lei considera delle risorse possibili da valutare o assolutamente impossibili.
Quindi è stato imposto un obbligo che tradisce la libertà del cittadino, senza avere la possibilità scientifica di dimostrare che questo obbligo avrebbe fatto bene alla comunità.
Era di non fare entrare chi si dichiarava apertamente fascista, perché non è un'etichetta attribuita, è un'etichetta auto auto attribuitasi da Marcello.
Ma ci sono degli emendamenti che sono stati dichiaratamente proposti da The Left, che è si situa esattamente agli antipodi rispetto al mio schieramento.
Visto che Draghi ha detto peste e corna della Russia e di Putin, dicendo che gli avremmo spezzato le reni con le sanzioni economiche e con tutta quella serie di provvedimenti che sono stati presi all'indomani del 24 febbraio 2022.