La dama con l'ermellino, Leonardo da Vinci

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Speaker A
Buongiorno a tutti, io sono Chiara e su questo canale vi parlo dei quadri più conosciuti e a cui sono affezionata. Oggi vorrei parlarvi della Dama con l'ermellino di Leonardo.
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Speaker A
Qui mi limito a dire che nasce ad Anchiano, una frazione del comune di Vinci, vicino a Firenze, nel 1452. È figlio illegittimo di un notaio, Ser Piero, e di Caterina di estrazione sociale modesta.
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Speaker A
È un bambino molto amato e pur ricevendo un'istruzione discontinua ed essendo lui stesso uno studente che si annoia facilmente, il piccolo Leonardo impara velocemente qualsiasi cosa, mettendo addirittura in difficoltà il suo maestro di turno con domande e curiosità soprattutto sulla matematica.
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Speaker A
Tuttavia, il talento che Leonardo pare mostrare maggiormente è il disegno.
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Speaker A
E così viene mandato a studiare presso la bottega del Verrocchio, insegnante tra gli altri di Sandro Botticelli.
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Speaker A
Leonardo quindi trascorre gli anni della giovinezza e della prima maturità a Firenze, ma all'età di 30 anni si trasferisce a Milano, dove rimane per quasi 20 anni, ospite di Ludovico il Moro.
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Speaker A
Alla corte degli Sforza, Leonardo non si occupa solo di pittura, ma realizza qualsiasi cosa: progetti di ingegneria civile, opere idrauliche, strumenti militari, scenografie ed effetti speciali per il teatro, addirittura disegna anche i costumi per gli attori.
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Speaker A
È in questi anni che realizza il famosissimo Cenacolo e diversi ritratti, tra cui quello di Cecilia Gallerani.
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Speaker A
E qui arriviamo al nostro quadro.
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Speaker A
È il 1490 circa e Leonardo dipinge la Dama con l'ermellino. È un quadro piuttosto piccolo, 54 cm per 40, e la composizione si basa sull'impostazione del ritratto tipica del Quattrocento.
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Speaker A
Quindi un'inquadratura a mezzo busto con la figura di tre quarti, ma a questa concezione classica, però, Leonardo apporta una modifica che rende il ritratto unico, e cioè una torsione del busto, per cui il busto è girato verso sinistra, ma allo stesso tempo c'è anche una torsione del volto che è girato verso destra.
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Speaker A
Questa fanciulla è Cecilia Gallerani, dicevamo, ed è una ragazza bella, istruita ed estroversa, in grado di gestire qualsiasi ospite a corte e di intrattenere con i dovuti modi chiunque si presentasse al cospetto di Ludovico il Moro, all'epoca Duca di Milano.
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Speaker A
Ludovico il Moro pensa bene di farsi accompagnare da lei ovunque, non se ne separa mai e ben presto Cecilia diventa la sua amante.
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Speaker A
Nel quadro ha circa 15 anni e tiene in braccio un ermellino, e anche questo ermellino, come lei, non guarda noi spettatori, come era tipico dei ritratti di un tempo.
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Speaker A
Il soggetto guarda gli spettatori oppure è di profilo, ma guarda verso destra, nella direzione da cui proviene la luce.
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Speaker A
La figura è solenne, ma l'espressione serena accenna quasi un sorriso. Se ci facciamo caso, c'è una sorta di parallelismo tra lei e l'animale.
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Speaker A
Entrambi sono flessuosi, delicati, chiari, eleganti, ma non è solo per questo che Leonardo sceglie di riprodurre questo animale.
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Speaker A
Nei suoi quadri nulla è lasciato al caso e infatti, ad esempio, in greco ermellino si dice Galé, termine che allude al cognome Gallerani, ma l'ermellino è anche l'animale simbolo dell'ordine cavalleresco a cui Ludovico il Moro appartiene, per l'appunto l'ordine dell'ermellino, un'onorificenza prestigiosa, attraverso cui il Ducato di Milano si pone in quegli anni come alleato del Ducato di Napoli.
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Speaker A
Leonardo poi in particolar modo ama molto l'ermellino e realizza anche un disegno dal titolo L'ermellino come simbolo di purezza. Ci sono tuttavia teorie secondo cui l'animale del quadro non sia proprio un ermellino, ma un furetto, con evidenti ripercussioni eventuali sul significato dell'opera.
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Speaker A
Tuttavia, una delle tesi più accreditate è quella secondo cui Leonardo avrebbe usato un furetto come animale da posa, che è meno selvatico rispetto all'ermellino e quindi più semplice da gestire durante le ore di lavoro, e poi lo abbia aggiustato, diciamo così, nella rappresentazione, modificando qualche lineamento e schiarendone il pelo.
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Speaker A
L'ermellino è accarezzato e custodito delicatamente da una mano lunga e affusolata. Leonardo studia i corpi e l'anatomia, e questa mano è accurata in ogni dettaglio, si vede anche la flessione del tendine di un dito piegato.
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Speaker A
Queste dita sono appunto candide, ma le misure sono leggermente fuori scala, se notiamo, la mano dovrebbe essere più piccola.
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Speaker A
Ma Leonardo spesso e volentieri, pur rappresentando perfettamente il corpo umano, tende ad allungare gli arti, oppure ingrandirli, è proprio una caratteristica che vediamo in altre sue opere. L'abbigliamento di Cecilia è nello stile delle donne aristocratiche dell'epoca.
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Speaker A
Le decorazioni più ricche si trovano sulle maniche, che qui sono di due colori diversi e sono fissate al resto dell'abito attraverso dei nastri morbidi.
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Speaker A
Attorno al collo c'è una lunga collana di granati, simbolo di fedeltà, mentre in testa indossa un velo trasparente che sul retro avvolge la coda alla moda spagnola di quegli anni.
11:20
Speaker A
Questo velo è ricamato all'altezza delle sopracciglia ed è tenuto fermo sulla fronte da un laccio sottile e scuro che fa il giro della testa.
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Speaker A
Questo laccio è frequente in quegli anni, talvolta può essere anche impreziosito da gioielli ed è chiamato Ferronière. Una ciocca, infine, passa sotto il mento.
11:55
Speaker A
Lo sfondo è scuro in modo uniforme, ma pare che il colore sia stato aggiunto in un secondo tempo. L'analisi con i raggi X, infatti, ha fatto intravedere il disegno di una finestra dietro la spalla e un'iscrizione polacca aggiunta secoli dopo indica La Belle Ferronière, che in realtà è il titolo di un altro quadro, sempre di Leonardo, e che con questo c'entra ben poco. È stata poi individuata anche un'impronta di un tallone.
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Speaker A
Insomma, questo quadro ha vissuto varie vicissitudini non sempre piacevoli. Dopo che Ludovico il Moro e Cecilia Gallerani si allontanano l'uno dall'altra, il quadro viene conservato dalla stessa Cecilia, ma poi non se ne sa più nulla per secoli, fino all'Ottocento, quando cioè il principe polacco Adam Jerzy Czartoryski lo acquista e lo pone nel suo museo nella città di Cracovia. Viene nascosto durante le guerre, ma nonostante questo, viene prelevato e portato in Germania dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, assieme ad altri quadri della collezione, per poi tornare definitivamente in Polonia qualche decennio dopo la guerra. La Dama con l'ermellino è un'opera importante, non solo per la struttura compositiva totalmente nuova rispetto ai ritratti precedenti, ma anche perché la donna qui, così come altre donne nella pittura di Leonardo, pensiamo banalmente alla Gioconda, per esempio, è raffigurata con una considerazione pari a quella riservata fino ad allora solo alle figure maschili. È dunque vista allo stesso livello morale, intellettuale e spirituale dell'uomo, tanto che la Dama con l'ermellino è definito il primo ritratto moderno.
13:52
Speaker A
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