Kuhn, Lakatos e Feyerabend

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Speaker A
Parlando di Popper, nelle scorse lezioni più volte vi ho citato tre filosofi della scienza molto importanti del 900, che sono Kuhn, Lakatos e Feyerabend, che ripartono da Popper e vanno però anche ben oltre Popper.
00:16
Speaker A
Oggi è arrivato il momento di parlare proprio di questi tre pensatori, li andremo a vedere abbastanza velocemente, vedremo in cosa il loro pensiero differisce da quello di Popper e in cosa differisce anche tra l'uno e l'altro di questi pensatori, perché non si tratta di una scuola, ma di tre pensatori autonomi.
00:36
Speaker A
Andiamo a cominciare.
00:56
Speaker A
Caffè l'abbiamo bevuto.
00:59
Speaker A
E Batman, come al solito, è presente anche se non si vede molto, ma c'è, silenzioso e quatto quatto come ogni eroe della notte deve essere.
01:50
Speaker A
E come vi dicevo, parleremo di questi filosofi della scienza, partiamo dal primo, che si chiama Thomas Kuhn, che è un filosofo americano vissuto, appunto, nella seconda metà del 900.
02:10
Speaker A
La sua opera fondamentale è datata 1962 e si intitola La struttura delle rivoluzioni scientifiche.
02:25
Speaker A
È un'opera importantissima sia dal punto di vista della filosofia della scienza, sia dal punto di vista della storia della scienza, perché la sua analisi è un'analisi proprio calata nella realtà storica delle varie rivoluzioni scientifiche.
02:34
Speaker A
In quest'opera Kuhn sostiene un primo punto molto importante, che adesso velocemente vi espongo e poi vi spiegherò andando avanti.
02:41
Speaker A
Il punto è questo.
02:42
Speaker A
Secondo Kuhn, le rivoluzioni scientifiche e quindi il cambiamento di una teoria rispetto a un'altra, non avvengono perché una teoria viene verificata o viene falsificata.
02:55
Speaker A
Non c'entrano niente né il principio dei neopositivisti, il principio di verificazione, né il principio di falsificazione di Popper.
03:04
Speaker A
In realtà le teorie scientifiche vengono scartate solamente quando c'è un modello migliore con cui sostituirle.
03:14
Speaker A
Secondo Kuhn, infatti, tutta la storia della scienza presenta l'alternarsi di due fasi ben distinte tra loro, che si susseguono, appunto, nel corso del tempo.
03:24
Speaker A
Queste due fasi sono da un lato le fasi di scienza normale, le chiama così, e dall'altro le fasi di rottura rivoluzionaria.
03:40
Speaker A
Durante le fasi di scienza normale si impone un una teoria, o meglio, più che una teoria singola, un insieme di teorie tra loro collegate.
03:55
Speaker A
Un insieme di pratiche sperimentali, un insieme di mentalità, di tipologie di verifica, di filosofie collegate alla scienza.
04:04
Speaker A
Insomma, quello che lui chiama un paradigma.
04:10
Speaker A
Un paradigma, quindi, non è una teoria singola, non è mai una sola teoria, è un insieme di modelli, di teorie, di esperimenti.
04:25
Speaker A
Ma, come vi dicevo, non solo di pratiche propriamente scientifiche, anche di motivazioni spesso extra scientifiche, perché all'interno di un paradigma convivono anche idee filosofiche, idee metafisiche, superstizioni a volte.
04:39
Speaker A
Cioè, tutto insieme, in un sistema però coerente che si sostiene a vicenda.
04:47
Speaker A
In cui tutte queste parti sono tra loro collegate e fanno stare in piedi il paradigma.
04:52
Speaker A
Facciamo un esempio, giusto per capirci, prima di andare avanti.
05:00
Speaker A
Prendiamo l'esempio il sistema aristotelico-tolemaico, che, come sapete, era quel sistema astronomico che venne poi soppiantato con la rivoluzione astronomica di Copernico, di Keplero, di Newton e compagnia bella.
05:07
Speaker A
Ora, il sistema aristotelico-tolemaico non era un'unica dottrina.
05:10
Speaker A
Era un insieme di dottrine, di teorie, di modelli, c'erano i modelli di come erano fatti i vari cieli, c'era la dottrina dei luoghi naturali di Aristotele, c'era la teoria dei degli elementi, c'erano le varie le varie rotazioni e i vari movimenti successivi e aggiuntivi.
05:28
Speaker A
Ma non solo questo.
05:30
Speaker A
C'era anche la la religione cristiana che la sosteneva, no?
05:40
Speaker A
La teoria aristotelico-tolemaica ha resistito per 2000 anni, perché la Chiesa cattolica l'aveva fatta propria.
05:50
Speaker A
Quindi, all'interno del paradigma, c'erano anche motivazioni religiose, perché effettivamente il sistema aristotelico-tolemaico sembrava ben sposarsi con la filosofia cattolica, con la religione cattolica.
06:00
Speaker A
Ma poi, appunto, c'erano anche motivazioni economiche, motivazioni sociali, motivazioni storiche.
06:09
Speaker A
Insomma, il paradigma aristotelico-tolemaico era una cosa lì molto complessa.
06:16
Speaker A
Era, potremmo dire, quasi un intero idee di scienza che è sopravvissuta per millenni.
06:25
Speaker A
Perché? Perché, appunto, era sostenuta da vari fattori tra loro differenti, ma collegati.
06:33
Speaker A
Questo era un paradigma.
06:35
Speaker A
Ora, la domanda è: cos'è che fa stare in piedi un paradigma?
06:43
Speaker A
La forza delle sue prove, la forza delle sue verificazioni, oppure ancora la forza delle sue potenziali falsificazioni?
06:54
Speaker A
Perché, in fondo, i neopositivisti da una parte e Popper dall'altra dicevano questo, no?
07:00
Speaker A
Una teoria, qua possiamo allargare, un paradigma, sta in piedi finché è verificabile, oppure una teoria e allargando un paradigma, sta in piedi finché è falsificabile.
07:10
Speaker A
Secondo Kuhn, non è vero né l'una né l'altra, un paradigma sta in piedi finché la comunità scientifica vuole farlo stare in piedi.
07:19
Speaker A
Cioè, il sistema aristotelico-tolemaico è stato seguito perché la comunità scientifica del tempo voleva seguirlo.
07:30
Speaker A
Quando la comunità scientifica ha cambiato idea, in maggioranza, è mutato anche il paradigma.
07:36
Speaker A
La domanda, quindi, è: perché la comunità scientifica ogni tanto cambia idea?
07:44
Speaker A
Perché non siamo ancora in una fisica aristotelico-tolemaica e siamo passati a una fisica newtoniana e poi più di recente ancora a una fisica relativistica, einsteiniana, quantistica, come volete chiamarla?
07:55
Speaker A
Perché è successo questo?
07:56
Speaker A
Perché a un certo punto il sistema aristotelico-tolemaico ha iniziato a presentare una serie altissima di anomalie, le chiama così Kuhn.
08:07
Speaker A
Cosa sono queste anomalie?
08:08
Speaker A
Sono degli esperimenti, delle osservazioni, dei dati che entrano in conflitto con la teoria, con il paradigma.
08:20
Speaker A
Cioè, il paradigma prevede, ad esempio, che un certo pianeta debba trovarsi in quel punto del cielo in questa data stagione?
08:30
Speaker A
Bene, voi guardate e il pianeta non è lì, ma è là.
08:33
Speaker A
Allora, questa è una tipica anomalia.
08:37
Speaker A
Una cosa che dovrebbe stare in un certo posto, verificarsi in un certo modo, non si verifica in quel modo atteso.
08:45
Speaker A
Bene, uno dice, allora è una falsificazione popperiana, no?
08:50
Speaker A
Perché vuol dire che se una cosa non avviene come io me l'aspetto, la teoria è falsificata.
08:56
Speaker A
Kuhn dice: attenzione, non basta una sola anomalia per far cadere il paradigma.
09:02
Speaker A
Le anomalie servono, ma ne servono tante.
09:04
Speaker A
Perché cosa accade, secondo Kuhn, solitamente, quando io vado a vedere la storia della scienza?
09:10
Speaker A
Cosa è accaduto?
09:11
Speaker A
Che quando arriva un'anomalia, la comunità scientifica non è disposta a buttare via tutto il suo vecchio modello, tutto il suo vecchio paradigma.
09:26
Speaker A
Anzi, fa di tutto per proteggere quel vecchio paradigma, per tenerlo ancora in piedi, per non farlo crollare.
09:33
Speaker A
E quindi una sola anomalia viene presto derubricata a una casualità, oppure a qualcosa che si può magari spiegare con un'eccezione all'interno del modello.
09:45
Speaker A
Con un'altra legge, con un'altra teoria, che però rimane sempre all'interno del paradigma.
09:52
Speaker A
Che va, anzi, a completare il paradigma.
09:53
Speaker A
Capite?
09:54
Speaker A
Non a caso, già all'epoca di Tolomeo e nei secoli successivi, c'erano state delle anomalie, cioè si era notato che alcune cose non tornavano nel modello aristotelico-tolemaico.
10:05
Speaker A
Eppure i fisici del passato avevano tenuto in piedi il vecchio modello, aggiungendovi delle eccezioni, degli aggiustamenti, delle correzioni, che avevano reso poi il modello molto complicato, ovviamente.
10:14
Speaker A
E che però, per il momento, reggevano in piedi il paradigma, lo mantenevano dove doveva stare.
10:20
Speaker A
Ovviamente, a un certo punto, le anomalie diventano talmente tante, talmente difficili da risolvere, che la comunità scientifica decide di scartare il vecchio paradigma e di trovarne uno nuovo, migliore.
10:32
Speaker A
Che possa reggere meglio tutti questi dati, che possa spiegare in maniera più semplice e più abbordabile, diciamo, più comprensibile, meglio ancora.
10:40
Speaker A
Tutti questi dati che il vecchio paradigma, invece, non riusciva a giustificare.
10:47
Speaker A
E sono questi i momenti in cui avviene la rottura rivoluzionaria.
10:50
Speaker A
In cui, cioè, effettivamente il vecchio paradigma crolla e se ne crea uno nuovo.
10:56
Speaker A
Chiaramente, questo può essere un percorso anche piuttosto lungo, ci possono volere molti anni, e, in effetti, un esempio classico è quello della rivoluzione scientifica del 500-600.
11:08
Speaker A
Quella lì, appunto, di Copernico, di Galileo e soci.
11:15
Speaker A
Una rivoluzione che è durata 150 anni, alla fine, perché è Newton che poi la completa definitivamente.
11:24
Speaker A
E però ha portato un paradigma completamente nuovo, non a caso ne parliamo di scienza newtoniana, di fisica newtoniana.
11:33
Speaker A
Nonostante non sia solo Newton, non sia solo la legge di gravità, l'unica teoria, ma sia un insieme di leggi tra loro, appunto, collegate, un nuovo paradigma.
11:40
Speaker A
Ora, c'è da dire una cosa molto importante.
11:46
Speaker A
Il nuovo paradigma che va a sostituire quello vecchio è, dice Kuhn, incommensurabile rispetto a quello vecchio.
11:58
Speaker A
Cosa significa? Che i paradigmi tra di loro non possono essere confrontati.
12:06
Speaker A
Perché non rappresentano due diversi modi di intendere uno stesso fenomeno.
12:16
Speaker A
I paradigmi rappresentano due modi differenti di relazionarsi a fenomeni differenti.
12:27
Speaker A
Faccio un esempio, che è un esempio di Kuhn, molto concreto.
12:31
Speaker A
Per un aristotelico-tolemaico, l'alba è il sole che sale all'orizzonte.
12:38
Speaker A
Ok?
12:39
Speaker A
Per un copernicano, l'alba è la terra che gira.
12:46
Speaker A
Ora, non solo interpretano in maniera diversa un fenomeno, l'alba, ma per i due sistemi, per i due paradigmi, l'alba è qualcosa di radicalmente diverso.
12:56
Speaker A
Per uno è il sole che si muove, per l'altro è la terra che si muove.
13:00
Speaker A
Capite?
13:01
Speaker A
Per questo non è possibile confrontarli veramente i due sistemi.
13:06
Speaker A
Certo, li si può presentare i due modelli e vedere che differenze ci sono, ma non si può analizzare l'uno con gli occhi dell'altro e viceversa.
13:16
Speaker A
Perché i due paradigmi rappresentano nettamente due diverse visioni del mondo.
13:21
Speaker A
La teoria, vi ho detto, con paradigma non è solo una teoria scientifica, un insieme di teorie scientifiche, è anche un modo di fare scienza.
13:30
Speaker A
È anche un modo di fare esperimenti, non a caso la fisica newtoniana fa esperimenti in laboratorio, ricordate, l'abbiamo detto con Galileo, no?
13:39
Speaker A
Lo scienziato si sposta dall'osservazione naturale, si va a mettere in un ambiente controllato e lì verifica le sue teorie.
13:50
Speaker A
Il fisico aristotelico, invece, osservava la natura, in mezzo alla natura, si fidava dei sensi.
14:00
Speaker A
Il fisico galileiano è molto più diffidente rispetto ai sensi, li deve controllare, li deve tenere sotto controllo, perché i sensi sono influenzati da forze invisibili.
14:10
Speaker A
Gli attriti e compagnia bella, che bisogna eliminare in laboratorio.
14:17
Speaker A
Quindi, capite, sono due diverse modi di vedere il mondo.
14:20
Speaker A
Due diversi modi di vedere il mondo.
14:22
Speaker A
Anche due diverse mentalità.
14:26
Speaker A
Due diverse filosofie di vita, anche, due diversi modi di approcciarsi alla cultura, all'economia.
14:35
Speaker A
Capite?
14:36
Speaker A
Quindi non è possibile, secondo Kuhn, effettivamente confrontarli.
14:40
Speaker A
Tutto questo porta Kuhn a sostenere che i fatti non esistono, con una frase che ricorda molto il celebre aforisma di Nietzsche, se vi ricordate.
14:50
Speaker A
Non solo i fatti a esistere, sono i paradigmi a esistere.
14:55
Speaker A
Cioè, il modo in cui una certa mentalità scientifica interpreta i fatti.
15:03
Speaker A
L'alba, l'esempio che vi facevo prima, non è un fatto.
15:10
Speaker A
L'alba è un'interpretazione, nel senso che l'alba, come vi dicevo, per l'aristotelico è il sole che si muove.
15:20
Speaker A
Quindi, il fatto è quello.
15:23
Speaker A
Alba uguale, sole che si muove, questo è il fatto per un aristotelico.
15:29
Speaker A
Per un galileiano, l'alba è la terra che si muove.
15:35
Speaker A
Quindi, il fatto è diverso.
15:37
Speaker A
Capite, non può esserci confronto reale tra le due teorie, perché non c'è un fatto comune.
15:42
Speaker A
Non esistono fatti comuni, fatti oggettivi, esistono i fatti filtrati attraverso l'ottica del paradigma, della teoria scientifica.
15:49
Speaker A
Una cosa che in parte aveva anticipato anche Popper, se vi ricordate, quando abbiamo detto che qualsiasi scienziato non si pone in maniera neutrale davanti alle osservazioni.
15:59
Speaker A
Ma la sua mente agisce come un faro che trasmette quasi sul sui fenomeni la propria teoria, il proprio congettura.
16:09
Speaker A
Ecco, qualcosa del genere la sostiene anche Kuhn.
16:11
Speaker A
In un per un'ottica più ampia, perché qua si parla di paradigmi.
16:15
Speaker A
E quindi, se volessimo sintetizzare qual è il criterio per dire che una teoria scientifica e l'altra no, una teoria va accettata e l'altra va scartata, bisogna cambiare, spostare, eccetera, il criterio non c'è.
16:30
Speaker A
Secondo Kuhn, non è sintetizzabile in una formula questo criterio.
16:40
Speaker A
Non non ha ragione Popper, non hanno ragione i neopositivisti, non è possibile creare un unico criterio.
16:49
Speaker A
Perché? Perché certo, ci sono dei motivi.
16:54
Speaker A
Ci sono le anomalie, ci sono le cose che non tornano, ci sono motivazioni scientifiche e motivazioni extra scientifiche.
17:05
Speaker A
Ma sono talmente tante che dipende dalle situazioni.
17:10
Speaker A
A volte bastano le prove empiriche, a volte serve qualcos'altro.
17:15
Speaker A
Dipende dalle situazioni storiche, non c'è un'unica legge.
17:19
Speaker A
L'unico criterio è che quando la comunità scientifica cambia idea, allora cambia il paradigma.
17:25
Speaker A
Fine, ma per quali motivi la comunità scientifica cambia idea?
17:30
Speaker A
Dipende dalle situazioni.
17:32
Speaker A
Spesso è, ripeto, per anomalie, spesso per cambi di mentalità, però non è che sia obbligatorio.
17:39
Speaker A
Questo era quello che volevo dirvi su Kuhn, come vedete, abbastanza poco, ma vi ho detto che questi filosofi li vedremo un po' velocemente.
17:46
Speaker A
Non c'è tantissimo da dire, anche se quello che dice Kuhn è importante e ha avuto un'influenza pesante sia sulla filosofia della scienza, sia più in generale sul modo di intendere la filosofia del 900.
17:56
Speaker A
Perché, chiaramente, quando si parla di paradigmi, non li si può applicare anche ben al di fuori, diciamo, della della branca puramente scientifica.
18:05
Speaker A
Il secondo filosofo che voglio presentarvi si chiama, invece, Imre Lakatos.
18:10
Speaker A
Un filosofo ungherese di nascita, ma inglese di adozione, perché insegnò molti anni a Londra.
18:20
Speaker A
Ora, Lakatos e Popper a Londra si conoscono, Lakatos aderisce, grosso modo, alle dottrine di Popper.
18:29
Speaker A
Però, ecco, non è che pedissequamente ripete a pappagallo quello che diceva Popper.
18:40
Speaker A
Diciamo che riprende le idee di Popper, cercando anche di rivederle, facendo tesoro della lezione di Kuhn.
18:49
Speaker A
Perché nel frattempo Kuhn ha pubblicato, appunto, il suo libro, ha parlato dei suoi paradigmi.
18:54
Speaker A
E questa sua teoria ha convinto, almeno in parte, Lakatos.
18:59
Speaker A
Quindi, Lakatos è proprio un filosofo che tenta di trovare una sintesi, potremmo dire, tra Popper e Kuhn.
19:06
Speaker A
Questa sintesi trova la sua massima espressione in un libro del 1970, scritto proprio, appunto, da Lakatos.
19:17
Speaker A
Che si intitola La falsificazione e la metodologia dei programmi di ricerca scientifici.
19:24
Speaker A
In pratica, Lakatos tenta di riprendere sia Popper che Kuhn, ma anche di modificare e criticare alcuni dei rilievi mossi da Popper e da Kuhn.
19:36
Speaker A
Secondo Lakatos, infatti, le varie dottrine scientifiche vengono scartate, quelle vecchie, per passare a nuove dottrine o sistemi scientifici.
19:46
Speaker A
Non tanto perché vengono falsificate, come diceva Popper.
19:53
Speaker A
Ma neppure semplicemente perché la la comunità scientifica cambia idea, come diceva Kuhn.
20:01
Speaker A
Secondo Lakatos, il meccanismo è un po' più complicato.
20:05
Speaker A
In pratica, il vecchio sistema viene scartato quando non si dimostra più predittivo, e invece ne è pronto uno nuovo che sembra capace di predire molte cose.
20:19
Speaker A
Lakatos, infatti, preferisce non parlare né di teorie.
20:22
Speaker A
Come aveva sostenuto, invece, Popper.
20:26
Speaker A
Né di paradigmi, come aveva detto, invece, Kuhn.
20:30
Speaker A
Lakatos preferisce un altro termine, un'altra espressione.
20:34
Speaker A
Che è programmi di ricerca.
20:36
Speaker A
I programmi di ricerca sono quello che Kuhn chiamava paradigmi, cioè sono degli insiemi di teorie tra loro coerenti.
20:46
Speaker A
Ma anche, e soprattutto, delle metodologie di lavoro, dei modi di elaborare i dati, di fare esperimenti, di riflettere sopra, di confrontarsi con gli altri scienziati.
20:56
Speaker A
Quindi, nel corso dei secoli, si sono succeduti diversi programmi di ricerca.
21:01
Speaker A
Ora, questi programmi di ricerca, secondo Lakatos, hanno una struttura molto precisa.
21:10
Speaker A
Esiste un nucleo centrale, ogni programma di ricerca ha un nucleo centrale, cioè una teoria forte o un piccolo insieme di teorie forti al centro, che sono il l'ultimo baluardo, potremmo dire.
21:25
Speaker A
Quelle teorie inconfutabili, perché se si attaccano quelle teorie, crolla tutto, crolla tutto il programma di ricerca.
21:34
Speaker A
E quindi sono proprio il baricentro.
21:36
Speaker A
Che ne so, nel sistema aristotelico-tolemaico, probabilmente era la divisione in due mondi, tra mondo celeste e mondo sublunare.
21:43
Speaker A
Nel sistema galileiano-newtoniano, probabilmente, boh, la forza di gravitazione.
21:48
Speaker A
Insomma, capite?
21:49
Speaker A
Alcune teorie solidissime che fanno proprio da nucleo centrale di questo programma di ricerca.
22:02
Speaker A
Poi, attorno al nucleo centrale, c'è quella che lui chiama una sorta di cintura protettiva, cioè delle teorie ausiliarie, collegate alla prima, a quelle centrali.
22:14
Speaker A
Ma non così, diciamo, inamovibili, nel senso che sono teorie che potrebbero anche essere smentite.
22:24
Speaker A
Eppure il programma di ricerca potrebbe rimanere in piedi.
22:27
Speaker A
Quindi, teorie secondarie, potremmo dirle.
22:30
Speaker A
Cintura protettiva, perché serve a proteggere il nucleo dagli attacchi.
22:36
Speaker A
Chiaramente gli attacchi degli avversari si concentreranno inizialmente su questa cintura protettiva, non sul nucleo.
22:43
Speaker A
Che rimarrà intonso da un certo punto di vista.
22:46
Speaker A
Poi, oltre, quindi, il nucleo, la cintura protettiva, e poi ci sono delle direzioni di ricerca.
22:53
Speaker A
Cioè, delle strade che partono dal nucleo e della cintura e si irradiano un po' tutto attorno, in un certo senso.
23:05
Speaker A
E sono le strade verso cui questo programma di ricerca vuole andare.
23:12
Speaker A
Anzi, a dirla tutta, sono da un lato le strade verso cui vuole andare.
23:20
Speaker A
E dall'altro, le strade verso cui non vuole andare.
23:24
Speaker A
Perché queste direzioni di ricerca possono essere sia positive che negative.
23:30
Speaker A
Cioè, possono essere direzioni, appunto, ripeto, verso cui dirigersi, cioè strade da esplorare, campi da scoprire.
23:41
Speaker A
Oggi potremmo dire, che ne so, nella teoria contemporanea della fisica, le direzioni di ricerca sono, ad esempio, i buchi neri.
23:50
Speaker A
Che ne so, dove bisogna ancora capire bene come funzionano.
23:53
Speaker A
E quindi lì si va a esplorare.
23:56
Speaker A
Ma anche, secondo Lakatos, esistono in questi programmi di ricerca anche delle strade vietate.
24:03
Speaker A
Da non seguire.
24:05
Speaker A
Delle indagini da non approfondire.
24:09
Speaker A
Questo è, più o meno, il modello che Lakatos ha in mente.
24:13
Speaker A
Detto questo, i programmi di ricerca, secondo Lakatos, possono essere di due tipi.
24:20
Speaker A
O meglio, il tipo è sempre uno solo.
24:24
Speaker A
Però, nel corso del tempo, possono passare da una tipologia all'altra.
24:28
Speaker A
Cosa voglio dire? Che esistono programmi di ricerca progressivi e programmi di ricerca regressivi.
24:38
Speaker A
La differenza dove sta?
24:40
Speaker A
I programmi di ricerca progressivi sono quei programmi di ricerca che permettono di fare previsioni sul futuro.
24:50
Speaker A
Cioè, mettiamo che rivoluzione astronomica, Copernico, Galileo, Newton.
25:00
Speaker A
Si impone il programma di ricerca newtoniano, che permette di fare previsione.
25:10
Speaker A
Cioè, si dice: beh, tra tot anni passerà in cielo una certa stella, perché facendo i conti e studiando il moto, le leggi di Keplero, eccetera, eccetera, eccetera.
25:20
Speaker A
Noi sappiamo, prevediamo meglio.
25:23
Speaker A
Che in quel giorno, a tal ora, a tal anno, passerà quella stella.
25:28
Speaker A
Si fa una previsione.
25:31
Speaker A
Si aspetta, quando arriva la data, si va a vedere.
25:34
Speaker A
Se la previsione risulta esatta, è una conferma.
25:40
Speaker A
Una corroborazione, direbbe Popper, no?
25:44
Speaker A
Della dottrina, quindi, del programma di ricerca.
25:46
Speaker A
Se, invece, le cose non stanno come ci si aspettava stessero, si ha una falsificazione.
25:53
Speaker A
Ok?
25:54
Speaker A
Ora, il programma progressivo fa tante predizioni.
26:00
Speaker A
E queste predizioni vengono smentite raramente.
26:06
Speaker A
A volte capita, perché magari si possono sbagliare i conti, gli errori si fanno anche all'interno di un programma di ricerca.
26:13
Speaker A
Però, il più delle volte, queste predizioni risultano corroborate.
26:19
Speaker A
Momentaneamente confermate.
26:21
Speaker A
Ok?
26:22
Speaker A
Però, a volte, questi programmi, nei primi tempi sono progressivi, permettono di fare scoperte, perché permettono di fare ipotesi, congetture, che poi, appunto, possono anche trovare parziale conferma.
26:33
Speaker A
Ma più passa il tempo, più questi programmi di ricerca rischiano di diventare regressivi.
26:40
Speaker A
Cioè, non riescono più a predire cose.
26:44
Speaker A
Perché fanno anche delle previsioni, ma si rivelano sbagliate, più delle volte, e, anzi, invece di riuscire a predire il futuro.
26:52
Speaker A
Finiscono per rincorrere il passato, perché cosa accade?
26:58
Speaker A
Si vede, non riescono a prevedere fenomeni nuovi, si verificano, nel frattempo, dei fenomeni che questi programmi di ricerca non avevano previsto.
27:09
Speaker A
E allora, una volta che si verificano questi fenomeni imprevisti, quelle che Kuhn chiamava le anomalie.
27:15
Speaker A
Il programma di ricerca si mette a cercare di spiegarli.
27:20
Speaker A
Stando, però, sempre all'interno del suo nucleo.
27:23
Speaker A
Tenendo in piedi il suo nucleo.
27:25
Speaker A
Capite? E quindi c'è un più che un avanzamento della scienza, un buttarsi avanti a predire il futuro.
27:33
Speaker A
Un rincorrere fatti già avvenuti, cercando di spiegarli a posteriori.
27:38
Speaker A
Per questo, a un certo punto, dice Lakatos, quando il programma di ricerca è eccessivamente regressivo.
27:44
Speaker A
Ormai non riesce ad avere più nessuna forza propulsiva.
27:47
Speaker A
La comunità scientifica lo scarta.
27:51
Speaker A
E ne cerca uno nuovo che sia, invece, più progressivo.
27:56
Speaker A
Ecco, questo era quello che volevo dirvi anche su Lakatos.
28:00
Speaker A
Come vedete, stiamo andando abbastanza veloci sui vari filosofi.
28:05
Speaker A
Anche perché il mio scopo qui è darvi una panoramica della epistemologia degli ultimi 30-40 anni, 50 anni.
28:15
Speaker A
Poi, se voi vorrete, come sempre, avete il libro di testo.
28:20
Speaker A
Che, in realtà, forse non dice tanto di più di quello che stiamo dicendo noi, ma qualcosina sì.
28:26
Speaker A
E poi, volendo, potete leggervi anche la struttura delle rivoluzioni scientifiche.
28:30
Speaker A
Che è un libro molto interessante, è anche abbastanza abbordabile.
28:34
Speaker A
E gli altri che vi sto citando.
28:37
Speaker A
Ma direi che adesso è il momento di passare al terzo filosofo di questa schiera che stiamo presentando oggi.
28:42
Speaker A
Che si chiama Paul Feyerabend.
28:46
Speaker A
Anche lui un filosofo di questi anni, la sua opera principale viene pubblicata proprio nel 1970.
28:53
Speaker A
E si intitola Contro il metodo.
28:55
Speaker A
Feyerabend è un filosofo austriaco, anche egli.
28:59
Speaker A
Però, trapiantato in America.
29:02
Speaker A
Feyerabend è un filosofo particolarissimo, tant'è vero che è considerato il fondatore della cosiddetta epistemologia anarchica.
29:10
Speaker A
Cosa che può un po' far storcere il naso a qualcuno.
29:17
Speaker A
Perché noi pensiamo sempre che la scienza sia regolare, strutturata.
29:22
Speaker A
Il contrario dell'anarchia.
29:25
Speaker A
L'anarchia è disordine.
29:27
Speaker A
E la la scienza, invece, sia ordine.
29:30
Speaker A
Feyerabend vede le cose in maniera diversa.
29:32
Speaker A
Perché lui dice, sostanzialmente, che nella storia della scienza troviamo sempre pensatori, filosofi, scienziati, che si sforzano in tutti i modi di elencare una serie di regole.
29:45
Speaker A
La scienza si fa così, così, così.
29:47
Speaker A
Pensate a Bacone, no?
29:50
Speaker A
A scrivere le tavole della presenza, dell'assenza, eccetera.
29:54
Speaker A
Pensate a Galileo.
29:56
Speaker A
Le sensate esperienze, le necessarie dimostrazioni, cioè la matematica da un lato e l'esperienza sensibile.
30:03
Speaker A
L'esperimento dall'altro.
30:06
Speaker A
Importante che tutti e due i rami di questa di questo doppio binario vengano usati.
30:12
Speaker A
Che l'uno controlli l'altro, che le esperienze controllino le dimostrazioni.
30:18
Speaker A
E viceversa, che le dimostrazioni controllino le esperienze.
30:23
Speaker A
Bene, tutto bellissimo.
30:24
Speaker A
E poi cosa fa Galileo?
30:26
Speaker A
Fa gli esperimenti mentali.
30:27
Speaker A
Quando non può fare l'esperimento, immagina le cose.
30:30
Speaker A
Secondo me va così.
30:33
Speaker A
Vi rendete conto che l'abbiamo detto, no, anche voi, qualcuno di voi se n'è accorto, no?
30:39
Speaker A
Che Galileo poi non è del tutto coerente con quello che va dicendo.
30:44
Speaker A
Ma non è l'unico, eh.
30:45
Speaker A
Nella storia della scienza, dice Feyerabend, è pieno sempre di fisici che fanno sto lavoro, cioè, dicono che bisogna seguire le regole e poi non le seguono.
30:57
Speaker A
Quindi, non c'è un metodo scientifico, secondo Feyerabend.
31:00
Speaker A
Non esiste un vero metodo scientifico.
31:02
Speaker A
Non esiste una logica della scoperta, non esiste un insieme di regole.
31:10
Speaker A
Non esiste neppure un criterio di significanza.
31:12
Speaker A
Un criterio di scientificità.
31:15
Speaker A
Capite? Tutte queste regole che anche i neopositivisti e Popper hanno cercato di dare, sono tutte tentativi di razionalizzare una realtà che non è razionale, che è molto più caotica.
31:27
Speaker A
Gli scienziati, le scoperte le fanno in tutti i modi possibili.
31:32
Speaker A
Non seguono regole.
31:34
Speaker A
Sono anarchici, appunto.
31:35
Speaker A
Quando trovano un modo per fare una scoperta, lo usano, anche se questo modo, questo metodo, va contro le regole.
31:42
Speaker A
Anche se va contro la loro idea di scienza, l'importante è scoprire.
31:46
Speaker A
Quindi, ogni strada va bene per fare una scoperta.
31:50
Speaker A
Nel linguaggio di Feyerabend, c'è una famosa formuletta in inglese, perché, appunto, lui, vi dicevo, insegna in America.
31:57
Speaker A
Questa formula è: anything goes.
32:00
Speaker A
Va bene tutto.
32:02
Speaker A
Tutto va bene.
32:03
Speaker A
Qualsiasi cosa va bene.
32:05
Speaker A
Qualsiasi cosa funziona.
32:07
Speaker A
Cioè, non c'è bisogno di darsi regole.
32:10
Speaker A
Qualsiasi strada che troviamo, che ci porta a una scoperta, è una strada buona.
32:16
Speaker A
Chiaramente, questo non vuol dire che tutto è scienza, eh.
32:20
Speaker A
Quando Feyerabend dice non c'è un criterio di significanza, non c'è un criterio di scientificità, non vuol dire, allora, tutto va bene, ma tutto, tutto, tutto.
32:33
Speaker A
Tutto è scienza, io mi sveglio e dico una qualsiasi castroneria e questa è scienza.
32:38
Speaker A
No, non funziona così.
32:40
Speaker A
Significa che io non devo avere paletti, lo scienziato non deve avere limiti, ostacoli, barriere.
32:50
Speaker A
Deve poter andare dove la ricerca lo spinge.
32:54
Speaker A
Anche seguendo i metodi che la ricerca gli impone, in qualche modo.
32:58
Speaker A
L'importante è essere liberi nella ricerca, questo è l'idea di Feyerabend.
33:04
Speaker A
Poi è chiaro che ci sono delle dottrine che funzionano meglio e dottrine che funzionano meno bene o che non funzionano proprio.
33:13
Speaker A
E quindi poi la scienza seguirà quelle che funzionano.
33:17
Speaker A
Quelle che meglio rispondono agli scopi che ci si era prefissi.
33:22
Speaker A
Se io voglio capire come funziona l'universo.
33:26
Speaker A
Le dottrine che riescono in qualche modo a spiegarmelo vanno bene.
33:30
Speaker A
Quelle che non ci riescono, le posso anche provare e tentare.
33:32
Speaker A
Ma poi le scarto.
33:34
Speaker A
Quindi, riprendendo un po' i temi che abbiamo visto con Kuhn e con Lakatos.
33:40
Speaker A
Come si fa a dire che le vecchie teorie sono da scartare, quelle nuove da prendere in mano?
33:50
Speaker A
Se, in fondo, non c'è una regola, non c'è un criterio, questo è un problema, no?
33:56
Speaker A
Perché se anche se diamo ragione a Feyerabend e diciamo: ok, non assumiamo nessun criterio, nessuna regola.
34:03
Speaker A
Ma allora come facciamo a dire, quando arriva Galileo, che ci dice: guardate che io non ho idea.
34:10
Speaker A
Digli: hai ragione, oppure hai torto.
34:12
Speaker A
Se non abbiamo nessun metodo per farlo.
34:16
Speaker A
Ora, Feyerabend dice: eh, in effetti, questo può essere un problema nel breve periodo.
34:20
Speaker A
Diventa meno problematico nel lungo periodo.
34:23
Speaker A
Perché dice questo Feyerabend?
34:25
Speaker A
Perché è convinto che nell'istante in cui arriva una nuova teoria, noi non abbiamo veramente i mezzi per poter discernere qual è quella vera tra la nuova e la vecchia.
34:35
Speaker A
È solo il tempo che dà ragione a quella vera.
34:40
Speaker A
Cioè, solo dopo tot tanto tempo si vede chi aveva veramente ragione.
34:47
Speaker A
Perché magari arrivano nuove scoperte, perché arrivano ulteriori conferme.
34:52
Speaker A
Ma ci vuole del tempo.
34:54
Speaker A
Capite? Non è che immediatamente, anche prendendo per vero quello che dice Lakatos.
35:00
Speaker A
Cioè, che un programma non più predittivo viene scartato.
35:04
Speaker A
Bene, ma quand'è che lo capisci che non è più predittivo un programma?
35:06
Speaker A
Anche perché fa notare Feyerabend, a volte un programma di ricerca può non sembrare più predittivo ora.
35:12
Speaker A
Ma magari tra 30 anni, di colpo, ritorna a essere predittivo.
35:20
Speaker A
Capite?
35:21
Speaker A
Cioè, non è che un programma di ricerca smette di essere propulsivo e si spegne da solo.
35:28
Speaker A
Spesso la storia della scienza è fatta di programmi di ricerca o paradigmi, chiamiamoli come vogliamo.
35:34
Speaker A
Che hanno uno slancio iniziale, poi calano, poi riprendono, poi calano di nuovo, poi riprendono.
35:40
Speaker A
E quindi è difficile dire: lo scarto appena cala.
35:43
Speaker A
Perché? Perché magari tra qualche anno ritorna in auge.
35:47
Speaker A
Quindi, è solo il tempo che può dare ragione a un programma di ricerca, piuttosto che a un altro.
35:51
Speaker A
Per rafforzare questa sua idea, Feyerabend si imbarca in una serie di discorsi.
35:56
Speaker A
Per certi versi, anche provocatori, che però, insomma, hanno avuto un certo successo e sono anche piuttosto interessanti.
36:03
Speaker A
Il primo è questo, secondo Feyerabend, non si può giudicare nessuna teoria scientifica dal di fuori.
36:10
Speaker A
Nessun paradigma, nessun programma di ricerca a posteriori, cioè, quando noi oggi ci mettiamo a dire: ah, guardate il sistema aristotelico-tolemaico.
36:20
Speaker A
Era pieno di errori, era sbagliato, aveva un sacco di contraddizioni interne, e così via.
36:28
Speaker A
Oppure, quando diciamo: ah, anche Galileo e Newton, in fondo, si sono ingannati.
36:35
Speaker A
Non hanno compreso del tutto la verità sul mondo, eccetera.
36:40
Speaker A
Sono tutti i discorsi che non sono coerenti, secondo Feyerabend.
36:44
Speaker A
Sono inutili.
36:46
Speaker A
Sono inconcludenti.
36:48
Speaker A
Ogni dottrina scientifica, ogni paradigma, andrebbe giudicato dall'interno.
36:53
Speaker A
Cioè, bisognerebbe mettersi, riuscire a mettersi nella mente degli uomini del tempo.
37:00
Speaker A
E giudicare quella dottrina scientifica sulla base di quello che al tempo si sapeva, di quello che al tempo si vedeva, del modo che si aveva di porsi davanti al mondo.
37:09
Speaker A
In fondo, se sia Kuhn, sia Lakatos hanno detto che un paradigma non è solo una dottrina scientifica, ma è un modo di vedere il mondo.
37:11
Speaker A
Allora, noi quel modo, quella dottrina, non la possiamo giudicare da da un'altra prospettiva, guardandola con gli occhi di noi moderni.
37:20
Speaker A
Dovremmo guardarla con gli occhi dei contemporanei.
37:23
Speaker A
E questo discorso trova il suo apice paradossale in una parte proprio di Contro il metodo.
37:30
Speaker A
Quest'opera che vi ho citato.
37:33
Speaker A
In cui Feyerabend analizza il processo a Galileo Galilei.
37:40
Speaker A
Celeberrimo processo.
37:41
Speaker A
No, vi ricorderete sicuramente che nel 1633, dopo la pubblicazione del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo.
37:55
Speaker A
Galileo viene sottoposto a un processo dalla Chiesa cattolica, dall'Inquisizione.
37:59
Speaker A
Che lo accusa di aver difeso il copernicanesimo, nonostante gli fosse stato vietato nella famosa ammonizione di Bellarmino.
38:08
Speaker A
Allora, l'opinione comune degli scienziati, ma anche di noi uomini moderni, è che la Chiesa abbia sbagliato completamente, no?
38:20
Speaker A
Perché la Chiesa ha preso un granchio, Galileo aveva ragione, Galileo, per di più, era pure credente.
38:30
Speaker A
Quindi non aveva intenzione, veramente, di attaccare la Chiesa.
38:35
Speaker A
Voleva, anzi, credeva di aver capito la realtà del mondo.
38:40
Speaker A
E anche la realtà del linguaggio divino.
38:43
Speaker A
Quindi, l'opinione comune, la Chiesa oscurantista dell'epoca, aveva sbagliato.
38:47
Speaker A
E non aveva capito la genialità di Galileo e la verità che era incita nelle parole di Galileo.
38:55
Speaker A
Tant'è vero che molto spesso, nella narrazione comune, si pensa anche a una Chiesa davvero arretrata culturalmente, no?
39:05
Speaker A
Perché si sembra che il fatto che la Chiesa non accettasse le dottrine di Galileo fosse una sorta di preconcetto, di pregiudizio.
39:15
Speaker A
Che, sapete, c'è quella famosa storiella in cui Galileo vuole mostrare al tramite il cannocchiale.
39:22
Speaker A
Che le sue osservazioni sono vere e gli ecclesiastici e gli aristotelici si rifiutano addirittura di mettere l'occhio dentro al cannocchiale.
39:30
Speaker A
Segno di, appunto, chiusura mentale, no?
39:33
Speaker A
Questo è l'opinione comune.
39:35
Speaker A
Feyerabend dice: ah, è tutto, è vero il tutto il contrario.
39:40
Speaker A
Perché, in realtà, aveva ragione la Chiesa.
39:43
Speaker A
Attenzione.
39:44
Speaker A
Cosa vuol dire Feyerabend con questo aveva ragione la Chiesa?
39:50
Speaker A
Io ve l'ho detta un po' così, anche provocatoriamente.
39:53
Speaker A
Per scuotervi e vedere se attiro la vostra attenzione.
39:58
Speaker A
Anche anche Batman qua si è scosso.
40:00
Speaker A
Si è subito, come, come, ha ragione la Chiesa.
40:03
Speaker A
Aveva ragione la Chiesa.
40:05
Speaker A
Perché? Perché se noi ci mettiamo nell'ottica degli uomini del 600.
40:11
Speaker A
E giudichiamo quello che diceva Galileo con la mentalità e le conoscenze scientifiche degli uomini del 600.
40:20
Speaker A
Non possiamo che dare ragione alla Chiesa.
40:23
Speaker A
Questo dice Feyerabend.
40:26
Speaker A
Chiaramente è ovvio che alla fine aveva ragione Galileo.
40:30
Speaker A
La storia, o meglio.
40:32
Speaker A
Ragione per modo di dire, aveva più ragione la Chiesa.
40:36
Speaker A
Perché la dottrina galileiana è un po' più vera di quella aristotelico-tolemaica.
40:40
Speaker A
Poi non è vera del tutto.
40:42
Speaker A
Perché Einstein correggerà molte cose.
40:44
Speaker A
Insomma, vabbè.
40:45
Speaker A
Quello è un altro discorso.
40:47
Speaker A
Però, capite, chiaramente tra i due contendenti aveva ragione Galileo.
40:53
Speaker A
Se non altro per un discorso di libertà della scienza.
40:57
Speaker A
Galileo aveva il diritto di indagare, no?
41:00
Speaker A
Di fare ricerca.
41:01
Speaker A
Quindi, non è che Feyerabend voglia giustificare la Chiesa.
41:07
Speaker A
È chiaramente Feyerabend ammira, anzi, la libertà di Galileo.
41:10
Speaker A
E la figura di Galileo.
41:12
Speaker A
Una cosa è dargli ragione, se noi fossimo stati uomini del 600 e ci fossimo attenuti alle regole della scienza del tempo.
41:19
Speaker A
Non avremmo potuto far altro che condannare Galileo.
41:24
Speaker A
E avremmo commesso, quindi, un errore.
41:25
Speaker A
Per questo non bisogna mai fidarsi delle regole.
41:30
Speaker A
Bisogna che gli scienziati siano liberi di indagare.
41:34
Speaker A
Se sono liberi, non vengono perseguitati, non vengono bloccati.
41:40
Speaker A
Le scoperte, prima o poi, arrivano.
41:42
Speaker A
Magari si impongono dopo molto tempo.
41:45
Speaker A
Ma prima o poi arrivano.
41:48
Speaker A
Se noi gli mettiamo i paletti, questi scienziati o provano a sfondarli.
41:52
Speaker A
Oppure finiscono processati.
41:54
Speaker A
Questa è l'idea di Feyerabend.
41:57
Speaker A
E quindi è un suo, è un vero e proprio inno alla libertà della scienza.
42:01
Speaker A
E della ricerca scientifica.
42:04
Speaker A
Con questo, sostanzialmente, ho concluso.
42:10
Speaker A
Abbiamo visto i tre grandi pensatori dell'epistemologia contemporanea.
42:13
Speaker A
Kuhn, Lakatos e Feyerabend.
42:17
Speaker A
Che, in fondo, non dicono cose diversissime l'uno dall'altro.
42:24
Speaker A
Vanno migliorando e aggiustando meglio il tiro l'uno dopo l'altro.
42:30
Speaker A
Magari l'ultimo, Feyerabend, in toni anche provocatori.
42:34
Speaker A
Però, insomma, non è un sistema, tutto sommato, coerente.
42:40
Speaker A
E anche in parte coerente con quello che diceva Popper, pur con mille correzioni.
42:47
Speaker A
Questo è il panorama.
42:49
Speaker A
Un panorama che ancora oggi, nel mondo della filosofia della scienza, è ritenuto solido, importante e interessante.
42:58
Speaker A
Su cui si sono poi sviluppati altri studi.
43:01
Speaker A
Che però, magari, affronterete all'università.
43:04
Speaker A
Se vorrete approfondirli.
43:07
Speaker A
La prossima volta parleremo ancora di scienza, ma una scienza iper contemporanea.
43:13
Speaker A
Perché arriveremo agli anni 80, 90, 2000, perché vorrò, voglio farvi una lezione sulla filosofia della mente.
43:21
Speaker A
Veloce, introduttiva, eh.
43:23
Speaker A
Sulla filosofia della mente e sull'intelligenza artificiale.
43:29
Speaker A
Quindi, parleremo di temi scientifici interessanti anche la prossima volta e anche filosoficamente molto interessanti.
43:38
Speaker A
E chiaramente, ci stiamo avvicinando agli ultimi anni del 900 e i primi del 21esimo secolo.
43:46
Speaker A
Quindi, stiamo anche per finire il nostro programma, comunque.
43:50
Speaker A
Purtroppo, la clemenza, perché la filosofia se ne va.
43:55
Speaker A
Ma spero che rimarrete attivi filosoficamente anche dopo.
43:59
Speaker A
Perché questa è la cosa più importante.
44:02
Speaker A
In descrizione trovate, come al solito, la lista delle cose che ho detto oggi, con i minuti a cui in cui ne parlo.
44:11
Speaker A
Così che possiate ritrovare facilmente gli argomenti.
44:16
Speaker A
E ci vediamo qui prossimamente per un'altra lezione di filosofia.

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