Il pensiero politico di Thomas Hobbes in 7 minuti: giusnaturalismo, assolutismo, contrattualismo

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Speaker A
Il pensiero politico classico affonda le sue radici nell'idea che si sviluppa da Socrate ad Aristotele.
00:15
Speaker A
ovvero che l'uomo è per sua natura un animale sociale.
00:22
Speaker A
Questo significa che il vivere in comunità e dotare questa comunità di regole è un fatto connaturato all'uomo.
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Speaker A
Il filosofo inglese del Seicento, Thomas Hobbes, ribalta questa idea, affermando che l'uomo sia tutt'altro che un animale sociale.
00:36
Speaker A
Per natura, piuttosto, l'uomo è in conflitto, in concorrenza con gli altri uomini.
00:40
Speaker A
Come arriva Hobbes a formulare questo pensiero?
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Speaker A
Il punto di partenza della riflessione di Hobbes è una domanda: come vivrebbe l'uomo in un ipotetico stato di natura?
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Speaker A
ovvero in una situazione in cui non esistono né stato né leggi?
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Speaker A
La risposta che si dà Hobbes è che in una situazione simile gli uomini non agirebbero di comune accordo.
01:10
Speaker A
ma si troverebbero in permanente conflitto fra di loro.
01:15
Speaker A
Questa risposta nasce dal concetto di diritto.
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Speaker A
Cerchiamo di capire in che senso.
01:20
Speaker A
Se non esistono leggi e quindi nessuno che le fa rispettare, vuol dire che non esistono vincoli e desideri dell'uomo.
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Speaker A
Non esistono limiti che distinguono ciò che appartiene a qualcuno da ciò che non gli appartiene.
01:34
Speaker A
Se non ci sono leggi, infatti, vuol dire che ogni singolo uomo può rivendicare il diritto a ogni cosa.
01:42
Speaker A
Altrettanto evidente è il problema consequenziale.
01:46
Speaker A
ovvero, se tutti hanno diritto a tutto, ognuno è in conflitto con gli altri per rivendicare il possesso di ciò che si desidera.
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Speaker A
Non esistono vincoli a questa rivendicazione e non esistono limiti alla lotta, dal momento che non c'è un ordine prestabilito e non c'è nessuno che possa garantire un ordine.
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Speaker A
Se la natura umana fosse socievole, si troverebbero naturalmente degli accordi di convivenza.
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Speaker A
Ma dal momento che gli uomini sono per natura aggressivi e in competizione fra di loro, vuol dire che il conflitto è inevitabile.
02:22
Speaker A
Hobbes, infatti, usa una celebre immagine per descrivere i rapporti fra gli uomini, affermando che l'uomo è lupo fra gli uomini: Homo homini lupus.
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Speaker A
Dunque, conclude Hobbes, se l'uomo si trovasse a vivere in uno stato di natura, la sua vita sarebbe costantemente in pericolo e nessuno potrebbe vivere serenamente.
02:40
Speaker A
neanche gli uomini più forti.
02:46
Speaker A
A questo punto occorre chiederci: perché dunque l'uomo, nonostante la sua natura conflittuale, non vive in uno stato di natura, ma in una comunità dotata di leggi?
02:58
Speaker A
La risposta risiede sempre nella natura umana.
03:02
Speaker A
Se è vero, afferma Hobbes, che l'uomo è per natura in conflitto con gli altri, è anche vero che l'uomo è dotato di ragione.
03:10
Speaker A
E la ragione impone all'uomo una serie di leggi, prima delle quali è che occorre cercare la pace.
03:17
Speaker A
Attraverso la pace è infatti possibile garantirsi quella vita che nello stato di natura è sempre in pericolo.
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Speaker A
La seconda regola che la natura impone all'uomo è che la condizione per assicurarsi la pace è che occorre rinunciare al proprio diritto su tutto.
03:34
Speaker A
Se infatti il conflitto fra gli uomini è determinato dal diritto a possedere ogni cosa, la precondizione per assicurare la pace è proprio la rinuncia a questo diritto.
03:46
Speaker A
A questo punto si sono poste le basi per l'uscita dallo stato di natura e per la nascita dello stato politico.
03:53
Speaker A
Se infatti si rinuncia al proprio diritto su tutto, occorre qualcuno o qualcosa che custodisca i diritti a cui gli uomini hanno rinunciato e che garantisca che nessuno violi il patto.
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Speaker A
Lo Stato nasce quindi, secondo Hobbes, attraverso un contratto con cui allo stesso tempo gli uomini, in primo luogo, rinunciano al proprio diritto su tutto.
04:13
Speaker A
e in secondo luogo, trasferiscono questi diritti integralmente a un sovrano.
04:19
Speaker A
Il sovrano, che rappresenta lo Stato, è esterno al patto, nel senso che riceve i diritti degli altri, ma non cede nessun diritto a sua volta.
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Speaker A
Questo gli permette di avere il potere sempre assicurato.
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Speaker A
Il patto con cui nasce lo Stato è irreversibile.
04:37
Speaker A
ovvero una volta sottoscritto non è più possibile tornare indietro.
04:44
Speaker A
Allo stesso tempo, il potere con cui nasce lo Stato è indivisibile.
04:49
Speaker A
Il suo potere è la somma di tutti i diritti ceduti col patto e non può essere diviso fra più parti, perché altrimenti queste sarebbero in conflitto fra di loro e la pace, per la quale il patto viene sottoscritto, non sarebbe più assicurata.
05:00
Speaker A
In questo senso, dunque, il potere dello Stato è assoluto e al di sopra della stessa legge, in quanto allo Stato, in virtù del patto, a fondare la legge.
05:10
Speaker A
Per rappresentare l'assolutezza del potere, Hobbes paragona lo Stato al Leviatano, ovvero a un gigantesco mostro biblico.
05:19
Speaker A
La metafora nasce proprio dal voler mostrare come il potere dello Stato sia enorme.
05:27
Speaker A
L'unico limite che ha lo Stato è quello di non poter attentare alla vita dei propri sudditi.
05:34
Speaker A
L'uomo esce, infatti, dallo stato di natura e si sottomette alla rinuncia dei propri diritti proprio per garantirsi la vita.
05:40
Speaker A
Se il sovrano gli imponesse di rinunciare alla vita, si cadrebbe nel controsenso.
05:47
Speaker A
Analizzate le basi della riflessione politica di Hobbes, andiamo a concludere sottolineando le tematiche di fondo del suo pensiero.
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Speaker A
attraverso tre parole chiave.
05:56
Speaker A
La prima è giusnaturalismo.
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Speaker A
Hobbes è un filosofo giusnaturalista.
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Speaker A
Giusnaturalismo significa che la legge dello Stato, ovvero la legge positiva, deriva dalla legge di natura.
06:10
Speaker A
Hobbes non è affatto il primo giusnaturalista della storia, ma nel suo pensiero c'è una grande novità.
06:18
Speaker A
Se infatti tradizionalmente la legge di natura è intesa come un qualcosa che riflette l'ordine naturale del mondo, in Hobbes questa legge trova fondamento nella ragione stessa dell'uomo.
06:27
Speaker A
che è la facoltà che detta all'uomo le condizioni per uscire dallo stato di natura.
06:33
Speaker A
La seconda parola è contrattualismo.
06:37
Speaker A
L'altra grande novità introdotta da Hobbes, e che di fatto è alla base della concezione moderna dello Stato, è che lo Stato non nasca naturalmente, ma attraverso un contratto fra gli uomini.
06:47
Speaker A
i quali sottoscrivono un patto per garantirsi dei diritti, nel caso di Hobbes, il diritto alla vita.
06:54
Speaker A
La terza, infine, è assolutismo.
06:58
Speaker A
Hobbes è il più importante teorico dell'assolutismo, ovvero di un modello politico che è dominante nell'Europa che va dal 500 al 700.
07:07
Speaker A
Il potere dello Stato è, infatti, nella teoria di Hobbes, assoluto, ovvero indivisibile e al di sopra della legge.
07:14
Speaker A
Allo stesso tempo, secondo il filosofo, il miglior modo per garantire il successo del patto con cui nasce lo Stato è che il sovrano sia effettivamente un unico monarca.
07:24
Speaker A
Se il potere fosse, infatti, gestito da più persone o da un organismo, vi sarebbero le condizioni per la contesa del potere e dunque per la disgregazione dello Stato.
07:33
Speaker A
Concentrare il potere nelle mani di una sola persona garantirebbe, invece, l'unità dello Stato.

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