Speaker A
I principi della realtà, dunque conoscitiva, della realtà scientifica, sono i corpi in movimento. L'uomo che ha a che fare con corpi e con il movimento dei corpi e dei corpi verso l'uomo che conosce. Tutto è corporeo. E i corpi che conosciamo meglio sono i corpi che noi produciamo, ok? Il sigaro. È più facile conoscere bene il sigaro della fotosintesi clorofilliana. Poi man mano che le scienze procedono e e migliorano, conosco benissimo il processo di fotosintesi clorofilliana. Conosco più facilmente il ponte di Brooklyn, il meccanismo di funzionamento di un buco nero, va bene? O di una pioggia stellare. Perché per arrivare alla conoscenza dei meccanismi di funzionamento del buco nero o pioggia stellare, devo andare a delle alla conoscenza di quantità, qualità, di sostanzialità, tutte corporee, molto lontane, di cui io non faccio un'esperienza chiara, ma spesso annebbiata e nebulosa. Dunque tutto è realtà e tutto è movimento. E io conosco in maniera più precisa, feconda, fertile, ottimale i corpi artificiali. Quelli artigianali e quelli politici. Lo stato è in dominio dell'uomo, è in possesso dell'uomo. Le leggi sono in possesso dell'uomo. Gli oggetti che meglio conosciamo sono i corpi artificiali, le leggi, lo stato e dunque la dimensione politica. Non c'è nulla al di là della della materialità e non c'è nulla conoscibile dall'uomo. Dio è al di là delle possibili conoscenze dell'uomo. Pertanto l'uomo può conoscere soltanto ciò che è corporeo. Quello che non è corporeo lo può supporre eventualmente. Ma non c'è nulla al di là della materia, nulla conoscibile, intendo dire, al di là della materialità. E polemizza duramente Hobbes con Cartesio, la distinzione res cogitans, res extensa. Tutto è corpo. L'anima è corpo, l'intelletto è corpo. La res cogitans non è incorporea, spirituale, libera, caro Cartesio, nella sua polemica, le obiezioni alle meditazioni di Cartesio. L'anima e l'intelletto, l'intelletto come pensiero, è concreto. Il pensiero è cervello. Il pensiero, l'attività cerebrale, computazionale, che ha a che fare con i corpi, ma è un corpo anch'esso, perché il cervello è corpo. Il cervello è una dimensione corporea. Dunque non esiste il dualismo res cogitans, res extensa, ma tutto è corpo. Res cogitans, res extensa non sono divise, ma sono unite, tutto è corpo. L'attività cerebrale è corpo. E dunque l'intelletto è corpo. Come sono i corpi quelli conosciuti dall'intelletto. L'intelletto elabora dei materiali che i sensi hanno conosciuto. Ma i materiali elaborati derivano dai sensi, sono corpi. Sono corpi gli oggetti, sono corpi le immagini e corpo l'intelletto che lavora sulle immagini dei corpi percepiti, sono corpi i sensi, l'olfatto, il tatto, ed è corpo dunque tutta l'attività computazionale, intellettuale, cerebrale dell'uomo. Al di là del corpo, per Thomas Hobbes, non vi è conoscenza. Noi quello che conosciamo, quello che possiamo conoscere è corporeo. Al di là del corpo ci possono essere supposizioni. E addirittura conosciamo con certezza i corpi che creiamo artificialmente, costruiamo, di cui conosciamo i meccanismi, dunque quelle conoscenze vere e certe, e addirittura è conoscenza incerta, probabilistica, quella di corpi naturali di cui noi non abbiamo così profonda certezza e conoscenza in ambito appunto meccanico, corporeo, biologico e naturalistico. Questa è la prospettiva materialistica di Thomas Hobbes.