Hobbes: il materialismo gnoseologico, l'intelletto computazionale e il linguaggio come convenzione

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Speaker A
Care amiche e cari amici di Barba Sofia, benvenute e benvenuti ad un nuovo appuntamento con i grandi pensatori dell'età moderna.
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Speaker A
Oggi affronteremo insieme Thomas Hobbes e in modo particolare vedremo il pensiero di Hobbes inerente la conoscenza, la scienza e il linguaggio. Dunque con questa videolezione andremo a trattare gli aspetti scientifici, gnoseologici e linguistici del grande pensatore inglese, del padre del Leviatano, del padre teorico anche dell'assolutismo politico.
00:52
Speaker A
La prospettiva di Thomas Hobbes è la prospettiva materialistica e una prospettiva materialistica. Il materialismo gnoseologico caratterizza tutta l'impostazione filosofica di Thomas Hobbes.
01:41
Speaker A
Secondo Hobbes si possono conoscere attraverso i sensi e l'intelletto solo ed esclusivamente i corpi.
02:02
Speaker A
Dunque la prospettiva scientifica di Hobbes, la prospettiva gnoseologica di Hobbes è una prospettiva materialistica in piena opposizione al razionalismo di Cartesio, anche al futuro empirismo di Locke e ovviamente allo spiritualismo di Berkeley.
02:28
Speaker A
Il materialismo di Hobbes è dunque una voce particolare all'interno della filosofia scientifica, conoscitiva dell'età moderna, detto che il razionalismo di Cartesio, il materialismo di Hobbes, l'empirismo di Locke, lo spiritualismo di Berkeley e lo scetticismo di Hume sino al criticismo di Kant, detto che tutte queste prospettive si toccano, si lambiscono, si contaminano.
03:45
Speaker A
Siamo in presenza dei due grandi secoli della filosofia del linguaggio, della scienza, della conoscenza, dimenticavo ovviamente anche il panteismo di di Spinoza, il tentativo poi di sintesi tra razionalismo ed empirismo di Leibniz. Dunque tutti questi grandi autori di fatto concorrono ad un'architettura filosofica straordinaria per quanto concerne il grande tema della conoscenza.
04:17
Speaker A
È possibile una conoscenza vera? È possibile una conoscenza scientifica? Su cosa si fonda la conoscenza dell'uomo? Come funzionano i processi di conoscenza umana? Tutte queste domande toccano appunto i grandi pensatori dell'età moderna e a tutte queste domande provano a dare una risposta i grandi pensatori, i grandi filosofi appunto del 600 e del 700.
05:22
Speaker A
Vediamo dunque insieme la prospettiva, la filosofia di Hobbes. La prospettiva di Hobbes è appunto una prospettiva materialistica.
05:44
Speaker A
Hobbes è un filosofo appunto inglese, è nato nel 1588 ed è nato a Westport e morirà poi nel 1679 ad Hardwick. Gira anche per l'Europa, è un uomo di cultura, di immensa cultura, è un uomo comunque di nobili origini, un uomo che viaggia per diplomazia, viaggia in modo particolare in Olanda, in Belgio, in Francia e tocca anche l'Italia. È il celeberrimo autore appunto del Leviatano, del De Cive, del De Homine, lo studioso delle guerre del Peloponneso di Tucidide, il grande anche nemico della rivoluzione poi liberale inglese, un teorico appunto dell'assolutismo, uno dei padri del contrattualismo giusnaturalista, il grande autore della politica inglese, europea del 600. Ma il punto di partenza di tutta la sua impostazione filosofica è una concezione materialistica della natura, della realtà e dell'intero processo appunto conoscitivo.
07:35
Speaker A
Secondo infatti Thomas Hobbes, noi possiamo conoscere soltanto i corpi. L'uomo può conoscere attraverso i sensi appunto e l'intelletto i corpi. Tant'è che il materialismo di Thomas Hobbes è dato anche corporeismo, cioè Hobbes ritiene che esistano e siano conoscibili soltanto i corpi.
08:35
Speaker A
Dunque le funzioni mentali umane andranno ricondotte alla dimensione corporea e materiale, la conoscenza umana andrà ricondotta a una dimensione corporea e materiale e questa prospettiva materialistica in ambito gnoseologico, scientifico e linguistico ci offre veramente degli spunti interessantissimi di riflessione.
09:09
Speaker A
Vediamo insieme appunto come funziona la conoscenza umana. La conoscenza umana parte per Hobbes dalle sensazioni ed è fatta la conoscenza umana di movimento. Alla base della conoscenza c'è il movimento, la sensazione ha a che fare con il movimento.
10:04
Speaker A
Vediamo un esempio: la conoscenza nei sensi vengono colpiti, la retina, i miei occhi o il mio appunto olfatto, vengono colpiti da un oggetto esterno, in questo caso il sigaro.
10:24
Speaker A
Ok, il sigaro, il sigaro come corpo, il sigaro come ente, come quid, come sostanza, ok, sollecita i miei sensi e c'è un moto, un moto, il sigaro colpisce appunto i miei sensi, i miei sensi percepiscono il sigaro. Dunque un quid, una sostanza materiale, un corpo esterno ha a che fare proprio con i miei sensi, colpisce i miei sensi e mette in moto che cosa? Mette in moto i miei sensi sino ad arrivare a produrre un'immagine, l'immagine degli oggetti. Nel mio intelletto si viene a formare un'immagine appunto degli oggetti e dei corpi esterni che hanno sollecitato, che hanno colpito appunto i miei sensi.
12:03
Speaker A
Dunque io ho l'immagine, a questo punto, chiudo anche gli occhi, ho l'immagine del sigaro, riapro gli occhi, ho un accendino e ho l'immagine, chiudo gli occhi, del mio accendino. L'accendino e il sigaro come due corpi realmente esistenti, materiali, hanno messo in moto, ok, un'azione dei sensi, i sensi raccolgono questi corpi, li trasformano in un'immagine nel appunto mio intelletto.
13:45
Speaker A
E dunque nella mia poi facoltà intellettiva, questi corpi, questi oggetti sono collegati, sono collegati anche nella mia memoria. Adesso io mi giro, non ho più davanti a me il sigaro e l'accendino e continuo a collegare all'interno della mia mente, nella dimensione poi della memoria, una memoria breve, questa molto molto ravvicinata all'esperienza che ho fatto, collego appunto le immagini del mio sigaro e dell'accendino. Dunque le immagini sono prodotte dal corpo, dai corpi.
15:14
Speaker A
L'immaginazione, l'immaginazione per Thomas Hobbes altro non ha a che fare con appunto, altro non ha a che fare che con gli oggetti corporei, con gli oggetti materiali. A questo punto il mio intelletto procede con un'attività di ragionamento e cosa sono i ragionamenti? I ragionamenti sono dei collegamenti, cioè vengono collegate le immagini degli oggetti sensibili, dei corpi che hanno colpito appunto il mio i miei sensi e che hanno a loro volta proprio un'immagine, collegare le immagini che derivano appunto dai corpi percepiti dai sensi è un'attività intellettiva, è un'attività di ragionamento.
16:55
Speaker A
E l'attività di ragionamento procede in maniera sillogistica, ok, abbinando qualità, caratteristiche ai singoli oggetti, operando per comunanze, presenze, assenze, ma il tutto viene grazie al linguaggio. L'intelletto è una macchina che calcola, calcola attraverso però il linguaggio, collega l'intelletto, immagini delle cose tra di esse e le tradurrà, tradurrà questi collegamenti attraverso appunto poi le parole, attraverso il linguaggio.
18:50
Speaker A
Allora io prenderò l'animale e ci aggiungo razionale e ci aggiungo bipede e avrò l'uomo, va bene? Invece prendo animale, bipede, tolgo razionale, non avrò l'uomo, avrò solo un animale piumato, la gallina, va bene? Dunque io faccio esperienza di corpi, l'esperienza corpo gallina, l'esperienza corpo uomo, mi produrranno poi i concetti di uomo e di gallina, che avvengono, che sono creati, che sono prodotti a partire da un'attività linguistica, da un'attività concettuale linguistica in cui io sommo o sottraggo qualità, aggiungo tolgo qualità, cioè determinazione.
20:05
Speaker A
Dunque per Thomas Hobbes, ragionare significa appunto calcolare e utilizzo il linguaggio per sommare o sottrarre. L'intelletto è una macchina calcolatrice, è un computer. Hobbes è uno degli inventori dell'attività computazionale, perché conoscere significa appunto togliere e aggiungere.
20:32
Speaker A
Ecco la modernità, l'estrema modernità di Hobbes. Vi leggo un passaggio del Leviatano appunto di Hobbes. Quando un uomo ragiona, che cos'è ragionare? Egli non fa che concepire una somma totale dall'addizione di particelle, oppure dalla sottrazione di una somma dall'altra, la quale operazione se fatta a parole, avviene immaginando il risultato dei nomi di tutte le parti del nome del nome totale, oppure dal nome totale meno quello di una parte al nome dall'altra parte. Appunto, se io ad animale aggiungo razionale, vado all'uomo. Se animale sottraggo animale, andrò animale bestia.
22:18
Speaker A
Poi se all'animale bestia aggiungo bipede, andrò verso appunto gallina, tacchino, animali bipedi. Aggiungo quadrupede, vado verso gli animali quadrupedi. Poi aggiungerò carnivoro o erbivoro, chiaramente ragiono per esclusione. Se al bipede, se al quadrupede aggiungo carnivoro, vado verso i felini. Se aggiungo appunto erbivoro, andrò verso appunto altri animali, verso la mucca, verso i conigli, verso le renne, verso altre serie di animali. Dunque aggiungo o sottraggo. Questo è l'attività del ragionamento, sommare o sottrarre. Dunque noi produciamo attraverso addizione e sottrazione. Ecco il linguaggio computazionale. Ecco dunque l'attività computazionale come attività di ragionamento, va bene?
24:16
Speaker A
Allora io percepisco appunto, ok, tazzina, va bene? Questo è, diventa un'immagine. Poi ci avvicino il caffè, versare il caffè nella tazzina. Sono immagini che io collego grazie anche al linguaggio, perché tazzina indicherà tutte quelle, tutti quei contenitori di medio, di piccola grandezza, dentro cui si versano dei liquidi, dei liquidi che siano freddi o caldi. Tazzina non mi rimanda a bacinella, neanche ad otre, a vasca o appunto a a a bottiglia.
25:22
Speaker A
Tazzina, eh, non è un segno, tazzina che sta al posto di questo. Poi è tazzina in italiano, tazzina in inglese, tazzina appunto in spagnolo. Il segno sta al posto della cosa. E poi il segno è una convenzione che sta al posto della cosa, ci arrivo tra poco. E mi serve appunto per memorizzare tazzina, senza che io veda la tazzina, so cosa sia, o dico a mia figlia, mi prendi la tazzina, per comunicare. Il linguaggio permette il ragionamento, il linguaggio è un segno che permette di ragionare e ragionare vuol dire poter comunicare il ragionamento e poter memorizzare un ragionamento.
26:45
Speaker A
Ci arrivo, torno indietro un passo. Cosa significa ragionare? Ragionare significa appunto attività computazionale, significa sommare o sottrarre qualità primarie, secondarie, terziarie. In base al sommare, sottrarre qualità, una persona produce un ragionamento, un ragionamento più articolato, meno articolato, più complesso, meno complesso. Le operazioni di questo calcolo, di sottrazione o addizione linguistica, avvengono attraverso dei segni. L'attività dunque di calcolo, di ragionamento, utilizza il linguaggio e il linguaggio è fatto da segni.
28:50
Speaker A
Le attività di conoscenza umana, la conoscenza umana, l'attività di ragionamento umano, è dunque un'attività computazionale, è un ragionamento figlio di un intelletto che procede come una macchina, come una macchina calcolatrice. Le immagini vengono unite, le immagini vengono comparate, le immagini sono unite, comparate, sottratte o ampliate a partire da che cosa? Dall'utilizzo di un linguaggio. I nomi mi permettono tazzina e caffè. Io unisco a tazzina e caffè attraverso il dare loro dei nomi. Dopodiché, ok, dati i nomi che mi permettono di collegare le immagini, io lavorerò su tutte queste immagini, ok, e passo da un'immagine all'altra sommando o sottraendo, va bene? Aggiungendo o togliendo.
30:44
Speaker A
E così vale appunto per il mondo animale, per il mondo appunto vegetale, vale per il mondo appunto poi che ci circonda, qualunque mondo che ci circonda. Chiaramente aggiungo calore, tolgo calore, aggiungo freddo, tolgo freddo, così io cambio ovviamente i le immagini, così cambio dunque utilizzando i nomi, così cambio la mia conoscenza, la amplio proprio a partire dall'utilizzo del linguaggio. Le scienze sono scienze computazionali che hanno a che fare con i corpi. Esistono due tipi di corpi e dunque esistono due tipi di scienze.
33:25
Speaker A
I corpi naturali, gli alberi, gli animali, le stelle, sono le scienze naturali, la fisica o l'astronomia, la fisica, l'astronomia, o le scienze naturali della fisica, della biologia, della zoologia, e poi le scienze naturali che guardano agli astri e dunque l'astronomia, appunto, la fisica astronomica. Sono le scienze che hanno a che fare con dei corpi naturali. Le scienze che chiamiamo naturali hanno un modo di conoscenza probabilistica, ci dice Hobbes, e non assoluta.
35:22
Speaker A
Perché? Perché le scienze naturali hanno a che fare con un qualcosa che dice Hobbes è creato, è creato da Dio, o comunque hanno una causa, Dio dire causa, esterna che noi non conosciamo in ultima istanza. Pertanto, non conoscendo la causa ultima nel mondo della natura e del mondo del degli astri, del cosmo, noi non potremmo avere della scienza naturale un pieno dominio. Le convenzioni linguistiche che usiamo, i ragionamenti computazionali che usiamo in ambito delle scienze naturalistiche avranno sempre un margine di errore molto probabilistico. Dunque sono scienze probabilistiche, proprio perché non abbiamo la certezza delle cause prime e dunque sono tutti reticoli, ragionamenti reticolari, convenzionali, con una forte probabilità o con una minor probabilità.
37:07
Speaker A
Dunque le scienze hanno a che fare con i corpi, ma più i corpi sono incerti, e i corpi naturali, gli astri lontani, sono incerti, perché non ne facciamo un'esperienza vera e certa. Più i corpi sono lontani, più le cause di questi corpi sono lontane, sconosciute, più le scienze sono incerte, sconosciute e limitate. Allora l'esperimento di un corpo che galleggia o affonda, ok, è un esperimento che io posso condurre con un molto, con un alto grado di conoscenza vera. La probabilità che sia vera quella conoscenza scientifica è molto alta. La conoscenza scientifica su un corpo naturale come appunto corpuscoli materiali spaziali sarà molto più bassa, ok, la conoscenza scientifica di quel tipo, perché i corpi sono molto molto molto più lontani. Dunque venendo meno la conoscenza delle cause prime che determinano i corpi naturali, le scienze che sono più che mai scienze dei corpi, scienze sensibili, scienze naturali, scienze con un linguaggio che è una convenzione che collega appunto gli oggetti che diventano immagini, più queste scienze saranno comunque scienze indeterminate, scienze probabilistiche, scienze con un margine di errore.
38:49
Speaker A
Invece le scienze che hanno a che fare con i corpi artificiali, sono scienze certe, sono scienze esatte. Possono avere un grado dunque di certezza quasi assoluta o addirittura assoluta, di certezza, certezza certa. Perché? Perché i corpi artificiali li produce l'uomo, li producono gli uomini. E dunque i corpi artificiali, dalla sedia al ponte, da una casa a un libro, da una sedia sino alle leggi della città, al al governo di uno stato, tutti i corpi artificiali hanno a che fare con una causa produttrice umana.
40:14
Speaker A
Corpi umani, uomini, corpi, sensazioni, emozioni corporee, scelte umane corporee, scelte ben certe, soggetti certi, corpi certi. Pertanto le scienze della politica, dell'etica o le scienze dell'artigianato, sono le scienze dunque sono quei poietiche aristoteliche o etiche politiche aristoteliche, ok, sono le scienze più vere, più certe perché sono completamente nel dominio dell'uomo. Ecco il grande materialista, ecco il filosofo del corporeismo. Più i corpi sono da noi prodotti, più noi possiamo determinarne la produzione, conoscerne dunque le leggi, il funzionamento, il meccanismo appunto di funzionamento, più noi le possiamo dominare.
41:55
Speaker A
La scienza artificiale, la scienza dei corpi artificiali, la scienza dei corpi prodotti dagli uomini è una scienza appunto più che mai vera, è una scienza più che mai nel dominio dell'uomo. Le scienze, sia naturali, vi dicevo prima, che le scienze artificiali, sono ovviamente scienze possibili attraverso l'uso del linguaggio. Il linguaggio permette il ragionamento, il linguaggio è la più grande invenzione dell'uomo. Senza linguaggio non c'è ragionamento. Siccome l'intelletto ragiona e siccome l'intelletto ragiona come una macchina calcolatrice, ovvero attraverso un processo computazionale, il linguaggio ha bisogno, il l'intelletto ha bisogno appunto di un linguaggio, di un codice.
43:44
Speaker A
E il linguaggio è un codice, e il linguaggio è un codice inventato dall'uomo. Gli uomini inventano codici. I linguaggi sono i codici più preziosi, più importanti inventati dagli uomini dalla notte dei tempi. Codici grafici, codici a suoni, fonetici, codici, codici, codici. E il linguaggio è composto dunque da segni. I segni sono dei codici, i linguaggi sono dei codici composti appunto da segni. Signa vuol dire in latino sta al posto di. E dunque il linguaggio è composto da segni. Il linguaggio è un codice composto da segni che sta al posto delle cose, dei corpi. Sigaro sta al posto di questo oggetto, di questo corpo, di questo tabacco pressato, un certo colore, un certo aroma che rilascia un aroma che va fumato dopo che lo si è acceso.
45:32
Speaker A
Ok, caffè uguale, va bene? Libro, quell'oggetto rettangolare, quadrato, fatto di carta su cui gli uomini scrivono e scrivono appunti di, libro. Di che tipo di libro parliamo? Avventura, quel genere che contiene le vicende di un eroe avvincente, ritmato, è le parole sono dei segni. I linguaggi sono dei codici fatti di segni che hanno una funzione mnemonica. Io immagazzino nella mia memoria tutte queste appunto parole che rimandano a dei le immagini che rimandano appunto a dei a dei a degli oggetti corporei, va bene?
47:03
Speaker A
L'altra funzione è quella comunicativa. Cosa vuol dire? Vuol dire che il linguaggio ci permette di comunicare. Prendimi la tazza, prendimi il sigaro, cucinami degli spaghetti. Ma come? Hai fatto dei tortellini, degli spaghetti. Buona comunicazione permette di evitare appunto dei le incomprensioni. La buona comunicazione passa attraverso una buona proprietà di linguaggio. Una buona conoscenza linguistica, una buona conoscenza di un codice linguistico, una buona conoscenza dei segni permette una buona comunicazione. E una buona comunicazione mi permette di evitare di essere frainteso, mi permette poi di operare nel mondo. Per essere operativi, per fare, serve il linguaggio. Senza linguaggio non si fa, perché io non capiamo la comunicazione, non capiamo quello che c'è da fare. Dunque un buon comunicatore sarà in grado di far operare, far compiere delle azioni corrette alle persone a cui sta comunicando. Se sei un pessimo comunicatore, se non utilizzi bene i codici, i segni, il linguaggio, non otterrai chiaramente dei risultati.
48:40
Speaker A
Il linguaggio è un processo di generalizzazione, si passa dal particolare, si arriva all'universale. Allora c'è il bassotto, c'è l'alano, e poi dopo c'è il cocker, c'è il cane lupo, i cani, va bene? Ci sono appunto la la tigre, la pantera, il leone, felino, animale, va bene? Oppure quadrupedi, animali, eccetera, eccetera. Dal particolare all'universale attraverso dei concetti, attraverso delle parole, attraverso dei segni. Ecco che un codice è tanto più efficace e efficiente quanto è chiaro e ricco. Non chiaro e e e povero. Non ricco e oscuro. Deve essere chiaro e ricco. Non tante parole, ma confuse, o non pochissime parole chiare. Il miglior linguaggio è quello che è ricco e chiaro al contempo. Poi meglio poche parole chiare che tante confuse. Però più un linguaggio è articolato, ricco e chiaro, più questo linguaggio è un grande veicolo di comunicazione e di memorizzazione.
50:05
Speaker A
Andiamo in chiusura. Il linguaggio permette dunque la conoscenza, perché è la base del ragionamento, che è un'attività computazionale, di sottrazione o di addizione di qualità primarie, secondarie e terziarie, alle immagini che noi abbiamo derivate direttamente dall'oggetto. Sensi, oggetto, produco un'immagine. A questo punto l'immagine la collego a un'altra immagine attraverso il linguaggio e poi sempre attraverso il linguaggio sommo, sottraggo, collego, rielaboro. Questo è appunto il materialismo gnoseologico di Hobbes. Conosciamo corpi. Conosciamo corpi e i corpi li conosciamo attraverso i sensi e poi i corpi li conosciamo attraverso i sensi, li rendiamo oggetti di ragionamento attraverso attività intellettuali che utilizza il linguaggio per connettere, per memorizzare, per comunicare.
52:13
Speaker A
I principi della realtà, dunque conoscitiva, della realtà scientifica, sono i corpi in movimento. L'uomo che ha a che fare con corpi e con il movimento dei corpi e dei corpi verso l'uomo che conosce. Tutto è corporeo. E i corpi che conosciamo meglio sono i corpi che noi produciamo, ok? Il sigaro. È più facile conoscere bene il sigaro della fotosintesi clorofilliana. Poi man mano che le scienze procedono e e migliorano, conosco benissimo il processo di fotosintesi clorofilliana. Conosco più facilmente il ponte di Brooklyn, il meccanismo di funzionamento di un buco nero, va bene? O di una pioggia stellare. Perché per arrivare alla conoscenza dei meccanismi di funzionamento del buco nero o pioggia stellare, devo andare a delle alla conoscenza di quantità, qualità, di sostanzialità, tutte corporee, molto lontane, di cui io non faccio un'esperienza chiara, ma spesso annebbiata e nebulosa. Dunque tutto è realtà e tutto è movimento. E io conosco in maniera più precisa, feconda, fertile, ottimale i corpi artificiali. Quelli artigianali e quelli politici. Lo stato è in dominio dell'uomo, è in possesso dell'uomo. Le leggi sono in possesso dell'uomo. Gli oggetti che meglio conosciamo sono i corpi artificiali, le leggi, lo stato e dunque la dimensione politica. Non c'è nulla al di là della della materialità e non c'è nulla conoscibile dall'uomo. Dio è al di là delle possibili conoscenze dell'uomo. Pertanto l'uomo può conoscere soltanto ciò che è corporeo. Quello che non è corporeo lo può supporre eventualmente. Ma non c'è nulla al di là della materia, nulla conoscibile, intendo dire, al di là della materialità. E polemizza duramente Hobbes con Cartesio, la distinzione res cogitans, res extensa. Tutto è corpo. L'anima è corpo, l'intelletto è corpo. La res cogitans non è incorporea, spirituale, libera, caro Cartesio, nella sua polemica, le obiezioni alle meditazioni di Cartesio. L'anima e l'intelletto, l'intelletto come pensiero, è concreto. Il pensiero è cervello. Il pensiero, l'attività cerebrale, computazionale, che ha a che fare con i corpi, ma è un corpo anch'esso, perché il cervello è corpo. Il cervello è una dimensione corporea. Dunque non esiste il dualismo res cogitans, res extensa, ma tutto è corpo. Res cogitans, res extensa non sono divise, ma sono unite, tutto è corpo. L'attività cerebrale è corpo. E dunque l'intelletto è corpo. Come sono i corpi quelli conosciuti dall'intelletto. L'intelletto elabora dei materiali che i sensi hanno conosciuto. Ma i materiali elaborati derivano dai sensi, sono corpi. Sono corpi gli oggetti, sono corpi le immagini e corpo l'intelletto che lavora sulle immagini dei corpi percepiti, sono corpi i sensi, l'olfatto, il tatto, ed è corpo dunque tutta l'attività computazionale, intellettuale, cerebrale dell'uomo. Al di là del corpo, per Thomas Hobbes, non vi è conoscenza. Noi quello che conosciamo, quello che possiamo conoscere è corporeo. Al di là del corpo ci possono essere supposizioni. E addirittura conosciamo con certezza i corpi che creiamo artificialmente, costruiamo, di cui conosciamo i meccanismi, dunque quelle conoscenze vere e certe, e addirittura è conoscenza incerta, probabilistica, quella di corpi naturali di cui noi non abbiamo così profonda certezza e conoscenza in ambito appunto meccanico, corporeo, biologico e naturalistico. Questa è la prospettiva materialistica di Thomas Hobbes.

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