Arco di Costantino

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Speaker A
Nel 312 dopo Cristo, Costantino, acclamato imperatore dalle sue truppe, riconquistò Roma vincendo contro Massenzio nella celebre battaglia al Ponte Milvio.
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Speaker A
Nel 315 il Senato, per celebrare l'evento, decise di erigere un arco imperiale di trionfo, l'ultimo della storia romana, proprio dedicandolo a lui.
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Speaker A
L'arco di Costantino venne eretto lungo l'antica via dei trionfi dei generali, a due passi dal Colosseo e da quella che fu la statua colossale di Nerone in veste di Apollo.
00:37
Speaker A
Leggiamo nell'iscrizione dedicatoria principale: all'imperatore Cesare Flavio Costantino Massimo Pio Felice Augusto, il Senato e il popolo romano, poiché per ispirazione divina e per la grandezza del suo spirito in una sola volta con il suo esercito, ha vendicato lo Stato per mezzo di una giusta guerra.
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Speaker A
Sia dal tiranno che da ogni sua fazione, dedicarono questo arco insigne per i trionfi.
01:06
Speaker A
Già questa iscrizione ci indica come Costantino, non ancora convertito in realtà al cristianesimo ai tempi della realizzazione del monumento, fosse ben consapevole della forza politico-sociale dei pagani quanto quella dei cristiani.
01:46
Speaker A
In particolare sappiamo che il celebre episodio dell'apparizione della croce, e qua vediamo un celebre affresco di Piero della Francesca, era avvenuto proprio prima della battaglia contro Massenzio.
02:14
Speaker A
Andiamo ora a descriverlo.
02:19
Speaker A
Ecco qua. L'arco presenta tre fornici, ovvero tre aperture, ad arco modanato e a tutto sesto.
02:29
Speaker A
Il fornice centrale, lo vedete, si presenta più ampio rispetto a quelli laterali e il suo arco è impostato a partire proprio dall'altezza dei conci di chiave dei due laterali.
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Speaker A
I fornici si presentano inquadrati da coppie di colonne corinzie, due per ogni fronte, due coppie di colonne corinzie per fronte, poste su un alto plinto decorato a rilievo.
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Speaker A
Le quattro colonne reggono poi un'alta trabeazione dal profilo sagomato, sovrastata da altrettanti plinti che reggono a loro volta quattro sculture di prigionieri Daci, uno sopra ogni capitello.
03:57
Speaker A
La trabeazione infine sostiene un un possente piano attico, costituito da una muratura continua, intervallata dalle sene, la vediamo qua dietro ai prigionieri, che spartiscono, diciamo così, i vari rilievi presenti.
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Speaker A
Dal punto di vista scultoreo, l'arco di Costantino si presenta come un'opera rappresentativa della profonda trasformazione in atto nel linguaggio dell'arte romana.
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Speaker A
Sono presenti, infatti, rilievi del tempo di Costantino, accostati però ad altre sculture di spoglio, recuperate, cioè, da monumenti precedenti.
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Speaker A
Questa scelta stilistica, per noi oggi quasi blasfema, bizzarra, è da scriversi in realtà a due motivi principali.
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Speaker A
In parte alla fretta di concludere in breve tempo l'arco celebrativo, vista anche la scarsa disponibilità di artisti in grado di produrre in breve tempo le sculture.
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Speaker A
In parte, però, possiede anche uno scopo propagandistico, cioè esprimere quel desiderio da parte del neo imperatore, quasi di emulare, creando una sorta di continuità, i suoi predecessori.
06:51
Speaker A
L'arco, quindi, faceva parte di un preciso progetto politico che attraverso l'appropriazione delle gesta dei suoi predecessori, pone Costantino come il legittimo successore dei buoni imperatori, gli optimi princes.
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Speaker A
La stessa struttura architettonica, in realtà, non sarebbe stata realizzata ex novo, ma a partire da un arco preesistente.
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Speaker A
Lo vediamo qua, dedicato ad Adriano.
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Speaker A
I rilievi che ora analizzeremo si dispongono in modo simmetrico sulle due facciate nord e sud e sui due lati corti.
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Speaker A
Seguendo una narrazione ormai collaudata.
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Speaker A
Negli archi di trionfo, ossia a sud verso l'esterno, prevalgono scene di guerra, mentre a nord scene di pace.
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Speaker A
Osserviamo questo schema per orientarci un po' nella periodizzazione dei rilievi presenti.
08:23
Speaker A
Le statue dei prigionieri Daci, insieme ad un rilievo posto qua nelle due, diciamo, sponde laterali, avrete indovinato, appartengono al periodo di Traiano.
08:40
Speaker A
Le parti, invece, in azzurro sono rilievi dell'età di Marco Aurelio.
08:50
Speaker A
I tondi in giallo appartengono al periodo Adriano.
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Speaker A
Mentre in rosso vediamo le sculture coeve, fatte cioè realizzare da nel periodo di Costantino.
09:11
Speaker A
Lo stile scultoreo dell'arco di Costantino segna in qualche modo un passaggio molto importante.
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Speaker A
Il passaggio di ruolo dell'arte plebea, da prima considerata marginale.
09:30
Speaker A
Ora, invece, in primo piano.
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Speaker A
Andiamo ad osservare a questo proposito, questo è un particolare, il rilievo storico che fu eseguito appositamente in epoca, dunque, Costantiniana.
09:51
Speaker A
Si tratta di rilievi, quattro al di sopra dei fornici laterali, li rivediamo un attimo qui, ecco qua, quattro al di sopra dei fornici laterali, quindi due a nord e due a sud su entrambi i fronti e due sui fianchi laterali, quindi sei in tutto, accompagnati anche dai due tondi scolpiti anch'essi in questo periodo.
10:13
Speaker A
Vediamoli, però, rapidissimamente.
10:19
Speaker A
Per poi soffermarci sull'ultimo di essi.
10:24
Speaker A
Qui abbiamo la partenza da Milano, detta Profectio.
10:28
Speaker A
L'assedio di Verona, detta Obsidio.
10:32
Speaker A
La battaglia di Ponte Milvio.
10:35
Speaker A
Detta Proelium.
10:39
Speaker A
L'arrivo a Roma, Ingressus.
10:43
Speaker A
Il discorso dai rostra nel Foro Romano, Orazio.
10:50
Speaker A
E infine quello su cui vorrei concentrarmi, collocato sul fronte settentrionale.
10:59
Speaker A
Che è il rilievo raffigurante la distribuzione di denaro al popolo, la cosiddetta Liberalitas.
11:10
Speaker A
Segno, quindi, tangibile, qua lo vediamo un pochino più, diciamo, a fuoco.
11:19
Speaker A
Dicevo, segno tangibile la Liberalitas della generosità dell'imperatore.
11:25
Speaker A
Vediamo, dunque, esattamente al centro proprio lui, Costantino, l'imperatore, seduto in trono, frontale, ieratico.
11:40
Speaker A
Mentre dismessi, come dire, i panni militari, indossa la toga con tabulata, circondato dai dignitari di corte.
11:53
Speaker A
Tutti rappresentati, osservate, di profilo, al massimo di tre quarti.
12:08
Speaker A
Alcuni di quali, in alcune delle sorte di logge sopra elevate, stanno registrando le elargizioni e prelevano il denaro dai forzieri.
12:35
Speaker A
Osserviamo infine l'ultimo gruppo di personaggi, lateralmente in basso, i sudditi a destra e a sinistra, che sembrano, guardate, allungare le mani verso Costantino in attesa di ricevere il denaro.
12:53
Speaker A
Le figure sono rappresentate in dimensione, viene detta gerarchica.
13:10
Speaker A
Ovvero non proporzionalmente tra loro, a seconda della posizione anche che occupano nello spazio, bensì in rapporto alla loro importanza.
13:34
Speaker A
Quindi, per fare un esempio, la figura di Costantino, pur essendo seduta, risulta più grande rispetto alle altre.
13:49
Speaker A
Mentre le figure in assoluto più piccole sono proprio quelle del popolo, dei beneficianti.
14:01
Speaker A
Se dovessimo immaginare, però, come si sia svolto questo episodio nella realtà dei fatti, dove avrebbe dovuto trovarsi il popolo, secondo voi?
14:19
Speaker A
Ecco, lo possiamo immaginare in questa sorta di schema, quindi verosimilmente di fronte all'imperatore.
14:33
Speaker A
In una folla che in qualche modo lo circondava, lo accerchiava.
14:45
Speaker A
Questo tipo di prospettiva così modificata, per facilitare in qualche modo anche la lettura, no, del rilievo, viene detta proprio prospettiva ribaltata.
15:06
Speaker A
Le figure appaiono rigide, bloccate, imposte stereotipate, semplici.
15:19
Speaker A
I volumi sono poco definiti, come appiattiti e l'organizzazione spaziale è fortemente simmetrica.
15:32
Speaker A
Vi sarete resi conto che sembra che gli scultori dell'inizio del IV secolo abbiano come dimenticato tutto quello che avevano imparato dall'arte greca.
16:00
Speaker A
Quindi mancano la proporzione, il senso di bellezza, la profondità spaziale, l'armonia, l'equilibrio nelle figure.
16:14
Speaker A
Che appaiono ora come sbozzate, quasi prive di grazia, no?
16:24
Speaker A
Ci troviamo proprio di fronte a un allontanamento come da quelle che erano le ricerche naturalistiche, realistiche dell'arte greca.
16:41
Speaker A
Ovviamente sarebbe ingenuo pensare che questi artisti abbiano dimenticato come si scolpisce.
16:52
Speaker A
Oppure, peggio ancora, abbiano perso le capacità di farlo, come i loro predecessori.
17:00
Speaker A
Molto semplicemente, ragazzi, questo è un aspetto molto importante, ogni cambiamento stilistico suggerisce un nuovo approccio alla realtà.
17:17
Speaker A
E soprattutto una nuova funzione dell'opera d'arte, che in particolare, a partire da questo momento in poi e per tutto il Medioevo, avrà un forte carattere simbolico, oltre che pedagogico, didattico.
17:40
Speaker A
I rilievi Costantiniani inaugurano, dunque, la cosiddetta arte tardo antica.
17:50
Speaker A
Che non rappresenta un momento di decadenza artistica, come si diceva 50 anni fa, bensì un nuovo ed efficace linguaggio rivolto a tutti.
18:04
Speaker A
E grazie proprio a dei modi di rappresentare più immediati, più didascalici.
18:13
Speaker A
Attraverso proprio le immagini.
18:22
Speaker A
Ora parliamo brevemente delle sculture, invece, di spoglio.
18:27
Speaker A
E le vediamo, ripeto, molto brevemente.
18:31
Speaker A
Ecco una delle otto statue di prigionieri Daci, poste sull'attico.
18:42
Speaker A
Sono realizzate in marmo pavonazzetto e provengono dal Foro di Traiano.
18:56
Speaker A
Stilisticamente si evidenzia qui ancora, invece, un accentuato realismo, proprio tipico del periodo Traianeo.
19:10
Speaker A
Non guardate il volto e le mani che sono stati restaurati, rifatti nel XVIII secolo.
19:20
Speaker A
Degli otto tondi, invece, del periodo Adriano.
19:30
Speaker A
Osserviamo quelli, questi due, uno raffigurante una scena di partenza per la caccia, che è questo qua, e l'altro raffigurante il un sacrificio a Silvano.
19:47
Speaker A
Che era una divinità minore, lo vediamo qui, delle selve.
19:56
Speaker A
Il tema della caccia, che compare per la prima volta, in realtà, in un monumento ufficiale, vuole come narrare un'attività prerogativa del sovrano.
20:19
Speaker A
Adesso ve ne faccio vedere rapidamente anche altri.
20:22
Speaker A
Esaltandone, come dire, i toni allusivi e allegorici della Virtus.
20:39
Speaker A
Quindi le composizioni appaiono attentamente studiate attorno alla figura, no, questo non c'entra niente.
20:50
Speaker A
Abbiamo questi qua, attorno, dicevo, alla figura dell'imperatore, privi di enfasi e pathos.
21:04
Speaker A
Risultano, invece, caratterizzate, guardate, in particolare questa qua.
21:12
Speaker A
Ehm, da una compostezza di respiro classico.
21:20
Speaker A
Vediamo qui, eh, poi due degli otto rilievi posizionati sull'attico.
21:32
Speaker A
Quelli dedicati, ricorderete, alle imprese di Marco Aurelio.
21:40
Speaker A
Contro le due popolazioni dell'Europa centrale, i Quadi e i Marcomanni.
21:53
Speaker A
E vediamo nella prima immagine una scena di Adlocuzio, in cui l'imperatore parla ai soldati.
22:02
Speaker A
Dal da questo rialzo che viene detto suggesto.
22:09
Speaker A
E dietro di lui, guardatelo, c'è Pompeiano.
22:13
Speaker A
Nella seconda immagine, Marco Aurelio veste la, come si dice, la toga sacrificale e sta celebrando un suo votaurilia.
22:29
Speaker A
Cioè un rituale sacrificale apotropaico, in qualche modo.
22:40
Speaker A
E assistito da un Camillo, lo vediamo qua, e circondato dai soldati.
22:50
Speaker A
Ve li ingrandisco un attimo, e anche dai signiferi, che si riconoscono, guardateli qua, sono i portatori di insegna.
23:03
Speaker A
Che li riconosciamo perché hanno vestono delle pelli di animale, animali.
23:10
Speaker A
Alle spalle di Marco Aurelio, vediamo di nuovo la figura di Pompeiano.
23:16
Speaker A
Lo stile di questo periodo è caratterizzato da, oltre che da un evidente realismo, anche da un forte pittoricismo, dato dall'uso molto pesante e importante del trapano.
23:30
Speaker A
Una curiosità, infine, per concludere, alcuni dei volti degli imperatori incontrati finora, e scolpiti nei rilievi di spoglio, furono rilavorati con le fattezze di Costantino, che addirittura in alcuni casi, lo vediamo qui a sinistra, appare circondato dal nimbo, cioè dall'aureola, simbolo ai tempi della maiestas imperiale.

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