La madre con i suoi abbracci, le sue paroline dolci, ci dà il senso di essere degli individui che possono dettare buoni sentimenti, che possono provocare affettività, che sono degni di essere amati, eccetera, eccetera.
Se la madre non è affettuosa, il bambino non ha questa grande considerazione di sé, se la madre poi è punitiva, o è aggressiva, è respingente, il bambino pensa di non essere degno di essere amato.
E quindi quando noi abbiamo avuto dei genitori negativi, noi ci proponiamo all'esterno come figure poco amabili, per cui cerchiamo di di interagire il meno possibile, di essere o molto gentili o molto protetti, molto chiusi, a volte molto sgarbati o molto aggressivi, dipende dal carattere di ognuno.
Può essere il gruppo di amicizie, può essere un gruppo di un'attività, eccetera, eccetera, e anche lì noi ci formiamo un'identità a seconda della risposta del gruppo.
Poi c'è la risposta del partner, anche quella ci dà un'identità, se il partner è carino con noi, noi pensiamo che tutto sommato un lato un po' amorevole ce l'abbiamo, cioè amorevole nel senso di essere suscettibili di essere amati.
E allora possiamo azzardarci a guardare un pochino gli altri con qualche sentimento, investendo qualche sentimento, e ne vediamo gli effetti quando, ad esempio, veniamo abbandonati da un partner.
Se abbiamo avuto un rapporto discreto con i nostri genitori, abbiamo una delusione, un dolore che poi passa e ricominciamo da capo a vivere, se invece abbiamo avuto un cattivo rapporto, questo ci fa rivivere tutto ciò che abbiamo tentato di accantonare dei nostri genitori e cioè tutto ciò che abbiamo tentato di non ricordare della loro della loro poca affettività o della loro negazione di noi, che è ancora peggio.
E allora la la situazione può essere molto drammatica, può portare fino al suicidio in certi casi, mai per la persona che ci ha lasciato, ma sempre per i genitori che ci sono di mezzo.
Se noi abbiamo dei genitori abbastanza facoltosi, noi pensiamo di appartenere a un'élite che ha del potere e quindi ha qualcosa di buono, che gli altri devono ammirare o temere o invidiare.
La gente normalmente guarda i ricchi come delle persone beate, che stanno bene, che vivono bene, che hanno una bella vita, beati loro, naturalmente non è vero niente, i ricchi stanno male né più né meno come noi e tanto è vero che esistono i ricchi che si suicidano.
Certo, hanno più possibilità di noi di distrarsi dalle loro angosce, perché si inventano cose nuove, però contemporaneamente, distraendosi molto, vivono di più nella mente, meno nell'anima, per cui spesso sono mentalmente più disastrati di noi.
Noi ci identifichiamo molto di più nella mente che nell'anima, questa è la degenerazione che è avvenuta nel tempo agli esseri umani, quindi ci identifichiamo con ciò che pensiamo.
Meno spiccata o addirittura carente, questa è una delle ragioni per cui esistono, per esempio, gli accumulatori, gli accumulatori, il massimo sono gli accumulatori di immondizia, no, che non possono separarsi nemmeno dalla dalla spazzatura, perché si separano da una parte di loro e temono di crollare.
E se io ho gli i vestiti, gli armadi pieni di tanti vestiti e oltre a tutto non faccio una vita così mondana, difficilmente potrò usarli, no, e così la ricerca di identità può essere effettuata in tanti modi.
Per esempio, quelli che si fanno i tatuaggi, farsi i tatuaggi non è una cosa né brutta né sbagliata, né c'è una moda, no, del c'è una moda, c'è una una un'abitudine, una tendenza, no.
E che poi è stata estesa per moda al resto della popolazione e assume un certo significato, come un messaggio che si vuole lanciare o qualcosa che si vuole ricordare a se stessi, eccetera, eccetera, niente di male.