Iran, USA, Israele: come siamo arrivati alla guerra e cosa può succedere adesso

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00:00
Speaker A
Gli Stati Uniti attaccano l'Iran.
00:03
Speaker A
Esplosioni a Dubai, Bahrain, Kuwait e ci si chiede cosa c'entrano questi paesi?
00:09
Speaker A
Cosa diavolo sta succedendo?
00:12
Speaker A
Allora, se volete ascoltare una lunga, direi, sintesi sulla situazione, sul contesto per poter capire le basi, allora siete nel posto giusto.
00:24
Speaker A
Benvenuti ad un nuovo episodio di Geopolitics.
00:29
Speaker A
Allora, per capire quello che sta succedendo oggi, gli attacchi degli Stati Uniti e Israele, la morte di Khamenei, lo stretto di Hormuz di cui si sente parlare, esplosioni a Dubai, dobbiamo prima capire un minimo di storia recente dell'Iran.
00:45
Speaker A
Poiché abbiamo fatto un recente video proprio su questo argomento, sulla storia dell'Iran, io vi propongo in questo video di andarlo a riprenderlo.
00:57
Speaker A
Ovviamente, se l'avete già visto, potete andare avanti, skippate.
01:00
Speaker A
Dopo questa parte, sappiate che continuiamo per andare a capire l'attacco degli Stati Uniti, perché l'Iran sta lanciando dei missili su missili e droni su Bahrain, Kuwait e perché c'è quel casino a Dubai e cerchiamo poi di capire anche il ruolo, attenzione, di Cina e Russia in tutto ciò e quali sono i possibili scenari futuri.
02:04
Speaker A
Andiamo a vedere la storia recente dell'Iran.
02:06
Speaker A
Prima domanda: come è organizzato il potere?
02:09
Speaker A
Allora, immaginate l'Iran come una macchina con due motori che però non sempre vanno nella stessa direzione.
02:22
Speaker A
Che voglio dire? Voglio dire che da una parte c'è la facciata democratica, infatti c'è un presidente e un Parlamento che sono eletti dal popolo.
02:28
Speaker A
Ma, attenzione, dall'altra parte, sopra di loro, c'è il vero capo, la cosiddetta Guida Suprema, che è l'Ayatollah Ali Khamenei.
02:39
Speaker A
La Guida Suprema è a vita, quindi non viene eletto dal popolo, ha praticamente l'ultima parola su tutto, quindi sull'esercito, sulla politica estera, sul nucleare, praticamente comanda lui.
03:34
Speaker A
Comanda i Pasdaran, cioè i Guardiani della Rivoluzione, che non sono solamente soldati, ma è un vero e proprio impero economico che controlla i porti, le banche e anche il petrolio.
03:45
Speaker A
C'è un organo chiamato Consiglio dei Guardiani che decide chi può candidarsi.
03:52
Speaker A
Se non sei fedele ai principi religiosi del regime, non corri nemmeno, in pratica si vota, ma vince sempre chi piace alla Guida.
04:02
Speaker A
Ed è proprio questo sistema, tra le tante cose, che oggi è sotto attacco.
04:08
Speaker A
Ma fermi, perché per capire l'oggi è necessario capire cosa è successo in una data precisa.
04:16
Speaker A
Nel 1979.
04:20
Speaker A
Facciamo un salto di quasi 50 anni.
05:03
Speaker A
Prima del 1979, l'Iran era una monarchia guidata dallo Scià Mohammad Reza Pahlavi, era un paese alleato dell'Occidente.
05:17
Speaker A
Molto moderno in superficie, si vedevano donne anche in minigonna a Teheran.
05:21
Speaker A
Ma era anche un regime corrotto, autoritario, dove la ricchezza del petrolio restava nelle mani di pochi.
05:30
Speaker A
Nel 1979 scoppia la Rivoluzione Islamica, un'alleanza molto forte, incredibile, tra religiosi, studenti e operai, caccia lo Scià.
05:41
Speaker A
Al suo potere si sostituisce l'Ayatollah Khomeini, che trasforma l'Iran nella prima Repubblica Islamica della storia.
05:51
Speaker A
Per intenderci, si passa da paese filoamericano a nemico, tra virgolette, numero uno degli Stati Uniti.
05:59
Speaker A
Quindi, attenzione, è qui, è proprio in questa data rappresentativa, che nascono le leggi sull'obbligo, per esempio, del velo e sulla, in generale, rigidità morale che vediamo oggi.
06:52
Speaker A
A tal proposito, ricordiamo alcune leggi oggi vigenti in Iran.
06:57
Speaker A
Partiamo dal calendario, è l'anno 1404.
07:04
Speaker A
Infatti l'Iran usa il calendario solare Hijri, l'anno nuovo inizia il 21 marzo, il weekend è sfasato, il giorno festivo è il venerdì, la settimana lavorativa inizia il sabato.
07:12
Speaker A
L'abbigliamento e il controllo, come sappiamo, c'è l'obbligo del velo per le donne in ogni luogo pubblico.
07:20
Speaker A
Le auto sono considerate come un luogo pubblico, quindi le donne possono essere multate o subire il sequestro dell'auto se fotografate in auto senza velo.
07:32
Speaker A
C'è un corpo speciale che pattuglia le strade per verificare il decoro dell'abbigliamento.
07:38
Speaker A
L'alcol è vietato, divieto assoluto di produzione, vendita e consumo e le pene sono fino alla fustigazione.
08:27
Speaker A
Cani e animali, possedere un cane è scoraggiato e spesso è sanzionato perché considerato simbolo dell'Occidente, è considerato anche un animale impuro.
08:38
Speaker A
Il ballo e il canto, è vietato ballare in pubblico, le donne non possono cantare da soliste davanti agli uomini, c'è la segregazione, le carrozze della metropolitana o dell'autobus sono divise per sesso, c'è il divieto di contatto fisico, come per esempio la stretta di mano tra uomini e donne non parenti in contesti ufficiali.
09:00
Speaker A
C'è la censura e la tecnologia, c'è il social block, Instagram, WhatsApp, YouTube sono oscurati.
09:08
Speaker A
Quindi l'uso dei VPN per accedervi è praticamente onnipresente, ma è tecnicamente illegale.
09:16
Speaker A
Le parabole, è vietato possedere delle antenne satellitari per guardare canali stranieri.
10:03
Speaker A
Per non parlare della giustizia e la repressione, l'accusa di guerra contro Dio è usata per condannare a morte i dissidenti politici e manifestanti.
10:13
Speaker A
Per finire con un utilizzo veramente massiccio di software di riconoscimento facciale per identificare chi partecipa alle proteste.
10:22
Speaker A
Insomma, la situazione dal 1979 ad oggi è più o meno questa.
10:28
Speaker A
Nel 1989 la Guida Suprema cambia perché Khomeini muore e il successore fu Khamenei, attuale Guida Suprema.
10:38
Speaker A
Detto ciò, arriviamo ad oggi.
10:43
Speaker A
Gennaio 2026.
10:47
Speaker A
Perché l'Iran sta esplodendo di nuovo?
10:52
Speaker A
Una scintilla questa volta è stata principalmente economica.
10:57
Speaker A
C'è stata un'inflazione fortissima.
11:00
Speaker A
Che ha superato il 40%, il prezzo del pane è raddoppiato in pochi giorni.
11:08
Speaker A
E il rial, cioè la moneta locale.
11:10
Speaker A
Vale ben poco.
11:11
Speaker A
Troppo poco.
11:12
Speaker A
Perché questo?
11:13
Speaker A
Perché l'Iran è stata inondata di sanzioni.
11:19
Speaker A
In questo inizio del 2026, a cavallo tra la fine del 25 e l'inizio del 26, la questione delle sanzioni è diventata il vero cappio al collo dell'economia iraniana, specialmente da quando lo scorso settembre, non so se vi ricordate, è scattato ufficialmente lo snapback delle Nazioni Unite.
12:09
Speaker A
Che cos'è lo snapback, che letteralmente significa scatto all'indietro, è un meccanismo di emergenza, unico nel suo genere, creato con l'accordo sul nucleare del 2015.
12:24
Speaker A
In parole semplici, se uno dei paesi firmatari, come Francia, Germania o Regno Unito, ritiene che l'Iran stia violando i patti, può segnalarlo all'ONU.
12:36
Speaker A
A quel punto, tutte le vecchie sanzioni internazionali che erano state cancellate nel 2015, tornano in vigore automaticamente dopo 30 giorni.
13:27
Speaker A
Beh, nel 2025, se vi ricordate la questione dell'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran, vi ricordate?
13:40
Speaker A
Ecco, quella situazione fece scattare lo snapback ad agosto.
13:47
Speaker A
Non si trovò un accordo nei successivi 30 giorni e quindi il 28 settembre sono scattate le sanzioni.
13:54
Speaker A
Riportando il paese indietro di 10 anni a livello di isolamento internazionale, quindi, come dicevamo prima, l'inflazione altissima, la moneta è letteralmente sprofondata.
14:06
Speaker A
Ad oggi.
14:07
Speaker A
Nel momento in cui sto girando questo video.
14:10
Speaker A
Siamo a circa un milione di rial.
14:12
Speaker A
Per un singolo dollaro.
14:13
Speaker A
Ora l'Iran, da parte sua, cosa ha fatto e cosa sta facendo per cercare di tenere botta con questa situazione?
14:20
Speaker A
E qui, come vedete.
14:22
Speaker A
L'intreccio.
14:23
Speaker A
Si fa ancora più fitto.
14:25
Speaker A
L'Iran si è aggrappato con tutte le sue forze alla Cina, che oggi è diventata il suo unico vero polmone finanziario.
15:08
Speaker A
Ma attenzione, perché questo rapporto con la Cina non va letto come un atto di generosità da parte della Cina.
15:16
Speaker A
Il rapporto tra Pechino e Teheran è un business, quindi razionale, duro, calcolato.
15:24
Speaker A
La Cina, la Cina si pappa, tra virgolette, quasi il 90% del petrolio iraniano.
15:32
Speaker A
Pensate che le stime più aggiornate ci dicono che nel 2025 la Cina ha importato dall'Iran circa 1 milione e mezzo di barili al giorno, è tanto.
15:46
Speaker A
È tanto.
15:48
Speaker A
Il modo in cui lo compra, in realtà, qua ci sarebbe tanto da dire, non è neanche, tra virgolette, ufficiale, altrimenti la Cina rischierebbe di essere sanzionata anche lei.
15:58
Speaker A
Di sicuro, la Cina acquista il petrolio a sconti pazzeschi, approfittando del fatto che nessun altro può comprarlo legalmente e spesso paga con un sistema anche di baratto, scambiando i barili di greggio con tecnologia di sorveglianza, con pezzi di ricambio o con grandi cantieri per per le ferrovie.
16:48
Speaker A
Nonostante il patto dei 25 anni sia entrato nel vivo, Pechino gioca comunque su due tavoli.
17:02
Speaker A
Da una parte sostiene il regime per avere energia, petrolio a basso costo e un alleato contro il blocco americano.
17:18
Speaker A
Ma dall'altra sta attentissima a non far finire le sue grandi banche sotto il mirino delle sanzioni degli Stati Uniti.
17:26
Speaker A
In pratica la Cina sta tenendo l'Iran appena sopra il livello di soffocamento, potremmo chiamarlo, garantendo quel minimo di ossigeno che permette al sistema di non crollare del tutto, ma tenendolo di fatto in una condizione di dipendenza quasi totale che molti tra i manifestanti nelle piazze vedono ormai come una nuova forma di colonizzazione.
18:32
Speaker A
Quindi, come vedete, è un tema complesso, di estrema difficoltà economica, e ora lì c'è la fame, e poi non solo, c'è sotto nel substrato, c'è una rabbia sociale che sta covando da anni, probabilmente, appunto, come dicevamo prima, dal 79, dagli anni 80.
18:52
Speaker A
Rispetto alla grande rivolta del 1979, questa di oggi si differenzia per tre grandi motivi.
19:01
Speaker A
Per prima cosa, è diffusa.
19:05
Speaker A
È ovunque.
19:06
Speaker A
Non protestano solamente i giovani di Teheran, ma anche i commercianti dei bazar e le province più povere, tutte e 31 le province sono in rivolta.
19:17
Speaker A
Seconda cosa, sono cambiati anche gli slogan.
19:20
Speaker A
Non si chiede più solamente riforme.
19:23
Speaker A
Si grida addirittura morte al dittatore.
19:26
Speaker A
E quasi a sorpresa, in molte piazze si sente invocare il ritorno della monarchia pre-79.
19:33
Speaker A
Quello dello Scià.
19:34
Speaker A
Insomma, è evidente che la gente lì vuole un cambio di sistema totale.
19:40
Speaker A
Poi c'è anche il blackout di internet.
19:43
Speaker A
Il regime, infatti, in questi ultimi giorni, settimane, ha staccato internet in tutto il paese.
19:50
Speaker A
È una mossa disperata per impedire alle persone di organizzarsi, mentre la repressione, come stiamo vedendo, si fa durissima.
20:38
Speaker A
E arriviamo quindi ad oggi.
20:41
Speaker A
E permettetemi di ringraziare i nostri collaboratori, esperti e analisti geopolitici per aver revisionato il contenuto di questo video.
20:57
Speaker A
In particolar modo, ringrazio Andrea Gaspardo, analista militare e geopolitico.
21:35
Speaker A
Grazie mille, Andrea.
21:37
Speaker A
Che cosa è successo?
21:40
Speaker A
Lo sappiamo, grandi proteste in Iran.
21:43
Speaker A
E Stati Uniti e Israele hanno guardato queste proteste, guardano e hanno guardato queste proteste vedendo un'opportunità.
21:52
Speaker A
Queste proteste sono diffuse, sono reali, ma mancano di una cosa fondamentale, una leadership.
21:59
Speaker A
E allora Stati Uniti e Israele si dichiarano pronti ad aiutare i manifestanti.
22:04
Speaker A
Si preparano, portano in Medio Oriente una massa di asset militari enorme, paragonabile a quella utilizzata per l'invasione dell'Iraq del 2003.
22:15
Speaker A
E nel frattempo, come copertura diplomatica, aprono nuovi negoziati sul nucleare con l'Iran.
22:22
Speaker A
Ma quei negoziati sembrano essere una mossa più tattica che una vera apertura diplomatica, perché gli Stati Uniti chiedano di fatto all'Iran non solo di smettere di arricchire uranio, ma di rinunciare ai missili balistici e di abbandonare tutti i suoi alleati regionali.
23:23
Speaker A
In pratica, gli chiedono una resa quasi totale, una richiesta forse volutamente irricevibile.
23:31
Speaker A
I negoziati quindi falliscono e scatta l'attacco.
23:35
Speaker A
Quindi la motivazione ufficiale è il nucleare, ma in realtà la lista degli obiettivi reali è molto più lunga, dimostrare la propria forza e la propria credibilità delle proprie minacce, smantellare l'apparato di sicurezza iraniano, ridurre le capacità missilistiche offensive, interrompere effettivamente il programma nucleare, indebolire Hezbollah, Hamas, gli Houthi, milizie in Iraq e in Siria.
24:13
Speaker A
E poi c'è un obiettivo, attenzione, che forse pochi citano, ma che è forse il più strategico di tutti, indebolire l'asse russo-cinese, perché la Russia usa dei droni iraniani, soprattutto in Ucraina.
24:53
Speaker A
E la Cina dipende in buona parte dal petrolio iraniano, quindi colpire l'Iran significa colpire in parte entrambi indirettamente.
25:09
Speaker A
Ma tra poco andiamo anche nel dettaglio con Cina e Russia.
25:13
Speaker A
Prima però c'è un pezzo di storia che dobbiamo raccontare per bene, perché quello che è successo il 28 febbraio 2026 non ha precedenti.
25:22
Speaker A
Khamenei, la Guida Suprema, è morto.
25:26
Speaker A
Ucciso.
25:27
Speaker A
L'uomo che guidava l'Iran da 37 anni, dal 1989, anno della morte del suo predecessore Khomeini, è stato ucciso in un raid congiunto americano e israeliano nel cuore di Teheran.
25:40
Speaker A
Questo che vedete è proprio il video, la clip del bombardamento, una clip pubblicata dall'IDF.
25:48
Speaker A
Che cosa è successo?
25:53
Speaker A
In tarda serata.
25:54
Speaker A
Arriva la conferma.
25:55
Speaker A
Della morte di Khamenei.
25:57
Speaker A
Trump lo annuncia su Truth, sul suo social, e la televisione di Stato iraniana lo conferma con un presentatore in lacrime, che forse avrete visto anche sui social, con un nastro nero sullo schermo e immagini di archivio in loop.
26:47
Speaker A
40 giorni di lutto nazionale e con lui muoiono alcuni dei vertici del regime.
26:53
Speaker A
Il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, il Ministro della Difesa, il Consigliere di Sicurezza Nazionale, il comandante delle forze aerospaziali dei Pasdaran, insomma, in un solo attacco vengono ammazzati i vertici militari e i politici dell'Iran.
27:11
Speaker A
E adesso si apre qualcosa di storicamente inedito per la Repubblica Islamica, perché la Costituzione iraniana prevede che un nuovo leader venga eletto dall'Assemblea degli Esperti, un collegio di religiosi, ma siamo in mezzo a una guerra.
27:29
Speaker A
Le istituzioni sono sotto attacco.
27:35
Speaker A
I vertici militari sono stati in gran parte.
27:38
Speaker A
Ammazzati.
27:39
Speaker A
E quindi la domanda è.
27:40
Speaker A
Chi prende il controllo?
27:41
Speaker A
Le valutazioni della CIA suggeriscono che il controllo possa passare nelle mani di una figura radicale.
27:50
Speaker A
Strettamente legata ai Pasdaran, che sono circa 200.000 persone, 210.000 uomini, controllano l'economia, l'esercito, i porti, sono il vero Stato dentro lo Stato.
28:38
Speaker A
E ora, senza una Guida Suprema, potrebbero fare il salto definitivo da potere nell'ombra a potere esplicito.
28:48
Speaker A
Oppure il caos istituzionale e la pressione esterna potrebbero accelerare il crollo dell'intero sistema.
28:56
Speaker A
E Trump e Netanyahu, li avrete sentiti probabilmente, lanciano già degli appelli molto forti, diretti alla popolazione iraniana.
29:06
Speaker A
Mentre Reza Pahlavi, il figlio dello Scià, dichiara che l'ora della liberazione è vicina.
29:13
Speaker A
Ora, attenzione.
29:14
Speaker A
Perché tra un appello e una transizione ordinata c'è un abisso, e anche se il regime cambia faccia, ok, non è detto che cambi natura, perché perché l'Iran ha una sua cultura, ha una sua storia millenaria.
30:01
Speaker A
A questo punto andiamo a capire anche che cosa è successo, cosa c'entra Dubai, Bahrain, Kuwait.
30:17
Speaker A
Beh, qui c'è qualcosa che forse in pochi spiegano, non lo so perché, forse perché sembra troppo scontata, ma io ve la dico comunque, perché è fondamentale capire, e cioè che Dubai, Abu Dhabi, quindi gli Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait non sono paesi neutrali, sono alleati degli Stati Uniti d'America.
30:40
Speaker A
Il Bahrain, per esempio, ospita il quartier generale della Quinta Flotta americana.
30:46
Speaker A
Gli Emirati ospitano, hanno delle basi americane e britanniche sul loro territorio.
30:52
Speaker A
Kuwait e Arabia Saudita sono da decenni sotto l'ombrello militare americano.
30:59
Speaker A
Quindi l'Iran, per contrastare gli Stati Uniti d'America e Israele, attacca questi territori dove c'è presenza americana e ovviamente anche Israele.
31:49
Speaker A
Poi attenzione, dobbiamo avere in mente anche un'altra cosa, l'Iran, se lancia un missile, secondo voi dove può arrivare questo missile?
32:01
Speaker A
Cioè.
32:02
Speaker A
Quant'è la gittata massima dei missili iraniani?
32:03
Speaker A
Massimo a circa 2.000 km.
32:05
Speaker A
Questa è la dotazione tecnologica iraniana al momento, il raggio d'azione iraniano è di circa 2.000 km, quindi non può tecnologicamente parlando lanciare una bomba a New York.
32:16
Speaker A
Per capirci, o a Los Angeles, cioè sul territorio americano.
32:21
Speaker A
Quindi attacca lì dove può, quindi nell'arco di 2.000 km circa, dove c'è presenza americana, e quindi Dubai, Kuwait, eccetera, eccetera.
32:31
Speaker A
A proposito di Dubai, molti di voi sui social hanno visto quei video con esplosioni nel cielo sopra Dubai.
32:37
Speaker A
Bene, quelle esplosioni erano missili iraniani intercettati dai sistemi di difesa americani ed emiratini prima che raggiungessero il suolo, e andando più nel dettaglio, secondo le fonti più accreditate, in totale l'Iran ha lanciato sugli Emirati circa 165 missili balistici e 541 droni.
33:29
Speaker A
Di cui la maggior parte di questi missili e droni sono stati abbattuti in volo, appunto, dalla dalla controparte, insomma, sono stati intercettati la maggior parte prima di raggiungere gli obiettivi.
33:55
Speaker A
E quello che la gente ha ha filmato dai balconi di Dubai, che noi abbiamo visto su Instagram, su TikTok, eccetera, eccetera, erano esattamente queste intercettazioni, esplosioni a centinaia di metri di altezza sopra i grattacieli.
34:14
Speaker A
Non tutti però sono stati fermati questi missili e questi droni.
34:19
Speaker A
E infatti l'hotel simbolo di Dubai, questo che conosciamo tutti, è stato colpito, ha preso fuoco, il Terminal 3 dell'aeroporto di Dubai è stato evacuato dopo l'impatto di un drone, anche il Fairmont di Palm e anche il Fairmont The Palm sull'isola artificiale ha subito danni con un grosso incendio.
35:12
Speaker A
In tutto ciò, tre persone sono morte, 58 sono rimaste ferite.
35:16
Speaker A
Ora, facendo questo video, io mi sono reso conto che c'era bisogno proprio di di di una mappa.
35:22
Speaker A
Per capire gli schieramenti, chi sta con chi e il ruolo di Cina e Russia.
35:29
Speaker A
Andiamo a vedere.
35:30
Speaker A
Allora, da una parte noi abbiamo il blocco occidentale con Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait.
35:41
Speaker A
E poi dall'altra abbiamo il blocco pro-Iran, quindi Iran, Hezbollah, quindi Libano, Hamas, Houthi, quindi Yemen, milizie sciite, quindi Iraq e Siria.
35:58
Speaker A
E in questo blocco.
36:00
Speaker A
Direi di metterci anche.
36:02
Speaker A
Ma prendiamolo con le pinze.
36:03
Speaker A
Anche Cina e Russia.
36:04
Speaker A
Perché con le pinze?
36:05
Speaker A
Eh, perché metterli nello schieramento iraniano è una semplificazione e lo faccio di proposito perché visivamente rende l'idea, ma la realtà è un po' più sfumata, perché né Pechino né Mosca stanno di fatto, e direi fortunatamente, combattendo per l'Iran, cioè non direttamente, non è che sparano, non lanciano missili, meno male.
37:00
Speaker A
Però lo sostengono economicamente e militarmente e senza di loro il regime probabilmente non reggerebbe, come abbiamo visto anche nella parte storica.
37:15
Speaker A
Quindi li mettiamo in questo schieramento, ma con tutti gli asterischi del caso.
37:23
Speaker A
E quegli asterischi cerchiamo di capirli ora.
37:26
Speaker A
La Cina, beh, la Cina.
37:28
Speaker A
È il compratore forte.
37:29
Speaker A
Per capirci.
37:30
Speaker A
L'Iran, premessa, l'Iran ad oggi.
37:37
Speaker A
E secondo l'ultimo report dell'OPEC.
37:42
Speaker A
L'Iran è il terzo paese con le più grandi riserve di petrolio al mondo.
37:47
Speaker A
Il primo, come vedete, è il Venezuela.
37:50
Speaker A
Il terzo è l'Iran.
37:52
Speaker A
Bene.
37:53
Speaker A
La Cina è il principale partner commerciale dell'Iran.
37:57
Speaker A
E nel 2025 ha acquistato oltre l'80% del petrolio che l'Iran esporta.
38:04
Speaker A
Quindi quasi tutto il petrolio dell'Iran.
38:06
Speaker A
Esportato.
38:07
Speaker A
Circa equivale a circa 1 milione e mezzo di barili al giorno.
38:12
Speaker A
È tanta roba.
38:13
Speaker A
Inoltre, c'è anche un patto, il cosiddetto patto dei 25 anni, firmato nel 2021.
38:20
Speaker A
Che prevede degli investimenti cinesi enormi in Iran.
38:26
Speaker A
Parliamo nell'ordine di 280-400 miliardi di dollari.
38:30
Speaker A
In 25 anni.
38:31
Speaker A
Investimenti in energia, infrastrutture, telecomunicazioni.
38:36
Speaker A
Principalmente.
38:37
Speaker A
In cambio di cosa?
38:38
Speaker A
In cambio del petrolio.
38:40
Speaker A
Ma non solo.
38:41
Speaker A
In cambio di petrolio a prezzi scontatissimi.
38:47
Speaker A
Ok.
38:48
Speaker A
Questo è il punto nevralgico.
38:50
Speaker A
Prezzi di petrolio scontatissimi.
38:52
Speaker A
E di un alleato strategico, ovviamente, nella regione.
38:56
Speaker A
Sembra questa un'alleanza solida, ma c'è una dinamica che vale la pena capire.
39:03
Speaker A
Più l'Iran è isolato dai mercati occidentali.
39:10
Speaker A
Più la Cina può imporre condizioni favorevoli.
39:13
Speaker A
E quindi dire.
39:15
Speaker A
Senti, amico bello.
39:16
Speaker A
Abbassa ancora i prezzi.
39:18
Speaker A
Già sono bassi.
39:19
Speaker A
Abbassali.
39:20
Speaker A
Perché l'Iran più è alle strette e più deve accettare le condizioni cinesi.
39:25
Speaker A
Di fatto, quindi, non è una partnership tra uguali.
39:30
Speaker A
Ma un rapporto di forza in cui uno dei due ha tutto il potere contrattuale.
39:36
Speaker A
Ora che è successo questo bel casino?
39:40
Speaker A
Quindi che gli Stati Uniti hanno attaccato.
39:42
Speaker A
Il Ministero degli Esteri cinese ha chiesto a tutte le parti di fermare le operazioni militari.
39:49
Speaker A
E di evitare un ulteriore escalation.
39:52
Speaker A
Definendo, e questo ovviamente è una presa di posizione cinese, definendo gli attacchi degli Stati Uniti e Israele una violazione del diritto internazionale.
40:08
Speaker A
E dichiarandosi preoccupato per le ricadute sui paesi vicini.
40:13
Speaker A
La Cina quindi sta dicendo.
40:15
Speaker A
Fermatevi.
40:16
Speaker A
Anche perché se perdesse le entrate di petrolio dall'Iran.
40:20
Speaker A
Perderebbe circa il 13-14% del petrolio importato.
40:23
Speaker A
Quindi la posta in gioco è molto.
40:25
Speaker A
Molto alta.
40:26
Speaker A
Passiamo alla Russia.
40:27
Speaker A
Il rapporto tra Russia e Iran è diverso.
40:31
Speaker A
Meno commerciale, più militare.
40:33
Speaker A
E sicuramente anche più recente, perché parliamo di un avvicinamento che inizia nel 2022.
40:40
Speaker A
Con l'invasione dell'Ucraina.
40:43
Speaker A
Quando la Russia si ritrova isolata dall'Occidente, sanzionata.
40:50
Speaker A
Con bisogno urgente di armi.
40:54
Speaker A
E l'Iran che convive con le sanzioni, come abbiamo visto, da decenni.
40:59
Speaker A
Si rivela un partner perfetto.
41:01
Speaker A
Si stima che la Russia abbia acquistato circa 6.000 droni iraniani Shahed.
41:09
Speaker A
Che hanno poi colpito le infrastrutture.
41:13
Speaker A
Che hanno poi colpito le infrastrutture civili ucraine.
41:16
Speaker A
Per mesi, e in cambio la Russia ha trasferito all'Iran quello che Teheran cercava da anni.
41:22
Speaker A
Cioè tecnologia militare avanzata.
41:25
Speaker A
Sistemi di difesa aerea, aviazione da combattimento, fino agli elicotteri d'attacco Mi-28.
41:33
Speaker A
Consegnati nel gennaio 2026.
41:35
Speaker A
E fino al contratto di difesa da 500 milioni di euro.
41:40
Speaker A
Firmato proprio il 22 febbraio del 2026.
41:44
Speaker A
Quindi 6 giorni prima degli attacchi americani.
41:47
Speaker A
Ma anche qui c'è qualcosa da dire.
41:50
Speaker A
Cioè Russia e Iran.
41:52
Speaker A
Sono alleati politicamente.
41:56
Speaker A
Ma in parte competitor dal punto di vista proprio strettamente economico.
42:02
Speaker A
Perché perché entrambi cercano di vendere il proprio petrolio e gas alla Cina.
42:07
Speaker A
Entrambi sono sanzionati.
42:10
Speaker A
E quindi entrambi sono disposti a scontarlo pur di piazzarlo.
42:15
Speaker A
E quindi si fanno concorrenza sullo stesso mercato.
42:20
Speaker A
Rafforzando ulteriormente il potere contrattuale di Pechino su entrambi.
42:25
Speaker A
Quindi, diciamo, alleati politicamente, rivali economicamente.
42:30
Speaker A
Con la Cina che guarda e approfitta di entrambi.
42:34
Speaker A
Quindi abbiamo un Iran che dipende dalla Cina.
42:38
Speaker A
Per sopravvivere economicamente.
42:41
Speaker A
Ma che dalla Cina non riceve una protezione reale.
42:47
Speaker A
O in parte indiretta.
42:49
Speaker A
Detto ciò, capiamo anche un altro aspetto.
42:52
Speaker A
Quello dello stretto di Hormuz.
42:54
Speaker A
Di cui se ne parla tanto.
42:56
Speaker A
Telegiornali, social, giornali.
42:57
Speaker A
Arriviamo a quest'ultima parte.
42:59
Speaker A
Allora.
43:00
Speaker A
Guardate questa cartina.
43:01
Speaker A
Ecco, questo è lo stretto di Hormuz.
43:03
Speaker A
È un corridoio d'acqua che collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano.
43:08
Speaker A
Da un lato, verso nord, nord-est, c'è l'Iran.
43:12
Speaker A
Ok.
43:13
Speaker A
E dall'altro ci sono gli Emirati e l'Oman.
43:16
Speaker A
Perché si parla tanto di questo stretto?
43:18
Speaker A
Perché.
43:19
Speaker A
Perché attraverso questo corridoio, attenzione.
43:25
Speaker A
Passa circa il 20% di tutto il petrolio mondiale.
43:28
Speaker A
Il 20%.
43:29
Speaker A
Un quinto.
43:30
Speaker A
Quindi capite bene che se si blocca questo stretto.
43:32
Speaker A
È un bel casino.
43:33
Speaker A
Chi è che controlla questo stretto?
43:34
Speaker A
L'Iran più di tutti.
43:36
Speaker A
I Pasdaran, quindi i fedeli di Khamenei, per intenderci, ne hanno annunciato la chiusura al traffico marittimo.
43:44
Speaker A
Con la motivazione che la rotta non è più sicura.
43:47
Speaker A
E il risultato immediato è stato almeno 150 petroliere ferme nelle acque aperte del Golfo.
43:53
Speaker A
Cosa significa tutto questo?
43:55
Speaker A
Significa che il petrolio non arriva a destinazione.
43:57
Speaker A
Questo significa, di conseguenza, che l'offerta di petrolio si riduce e quindi, di conseguenza, i prezzi.
44:05
Speaker A
Boom.
44:06
Speaker A
Schizzano in alto.
44:07
Speaker A
È la prima legge di mercato, no, niente di nuovo.
44:13
Speaker A
Il prezzo è inversamente proporzionale all'offerta.
44:18
Speaker A
Quindi se l'offerta diminuisce, i prezzi.
44:22
Speaker A
Quindi nei prossimi giorni o settimane, se il prezzo del petrolio.
44:26
Speaker A
Lieviterà clamorosamente, saprete il motivo.
44:30
Speaker A
Qualcuno a questo punto potrebbe chiedere.
44:33
Speaker A
Ma non esistono delle rotte alternative dove può passare questo petrolio?
44:38
Speaker A
In realtà sì.
44:40
Speaker A
Ma attenzione.
44:41
Speaker A
Sì, l'Arabia Saudita, per esempio, ha una pipeline fino al Mar Rosso.
44:47
Speaker A
Gli Emirati una fino all'Oceano Indiano.
44:51
Speaker A
Ma il problema è la capacità.
44:52
Speaker A
Quanto petrolio queste strade alternative possono trasportare?
44:56
Speaker A
Reggono al massimo circa 2,5-2,6 milioni di barili al giorno.
45:00
Speaker A
Mentre nello stretto, lo stretto ne movimenta 20 milioni di barili.
45:05
Speaker A
Quindi, ovviamente.
45:07
Speaker A
Come capite, non è abbastanza.
45:09
Speaker A
Quindi, come capirete, non è per niente abbastanza.
45:11
Speaker A
E poi c'è il paradosso che vale la pena capire fino in fondo.
45:14
Speaker A
L'Iran, chiudendo lo stretto di Hormuz, in un certo senso.
45:20
Speaker A
Si spara un po' sui piedi.
45:22
Speaker A
Perché il 90% delle sue esportazioni energetiche passa proprio da lì.
45:28
Speaker A
Quindi bloccarlo significa ridurre enormemente, se non azzerare.
45:33
Speaker A
Le proprie entrate petrolifere.
45:36
Speaker A
Eppure lo fa.
45:37
Speaker A
Perché in una guerra come questa non ragioni più tanto da economista.
45:42
Speaker A
Ma da chi vuole dimostrare di essere disposto a tutto.
45:45
Speaker A
Ultima cosa sullo stretto di Hormuz.
45:48
Speaker A
Le conseguenze della questione petrolio in questo stretto non restano in Medio Oriente.
45:55
Speaker A
E per l'Italia.
45:56
Speaker A
Anche per noi, in realtà, c'è un nervo scoperto molto specifico.
46:01
Speaker A
Che è il Qatar.
46:02
Speaker A
Oggi il Qatar oggi è il nostro primo fornitore di gas naturale liquefatto.
46:06
Speaker A
Via mare con il 45% circa delle importazioni.
46:10
Speaker A
Quel gas deve passare per Hormuz.
46:12
Speaker A
E se lo stretto rimane chiuso.
46:14
Speaker A
Non arriva più.
46:15
Speaker A
Se non arriva più.
46:16
Speaker A
Praticamente le nostre bollette saliranno.
46:19
Speaker A
Ok.
46:20
Speaker A
Questo è il concetto.
46:21
Speaker A
Bloomberg, comunque, l'ha già definito uno scenario da incubo.
46:25
Speaker A
Per i mercati globali.
46:27
Speaker A
Ora.
46:28
Speaker A
Cosa succederà adesso?
46:30
Speaker A
Beh, questa, ovviamente, è una domanda da un milione di dollari.
46:33
Speaker A
O forse da da 130 dollari al barile.
46:37
Speaker A
E le variabili in gioco sono tantissime.
46:42
Speaker A
Quindi chiunque vi dica di sapere esattamente cosa succederà, come andrà a finire, secondo me non vi sta dicendo la verità, perché nessuno lo sa.
46:52
Speaker A
Io vi propongo dei possibili scenari.
46:56
Speaker A
Senza, ovviamente, sparare delle previsioni a capocchia.
46:59
Speaker A
Gli esperti di geopolitica oggi.
47:02
Speaker A
Disegnano sostanzialmente due scenari.
47:05
Speaker A
Il primo è la de-escalation.
47:08
Speaker A
Quindi l'Iran, sotto pressione militare, economica e con i vertici del regime.
47:16
Speaker A
Praticamente decapitati.
47:17
Speaker A
Decide, capisce che continuare non conviene.
47:22
Speaker A
E apre un canale diplomatico.
47:23
Speaker A
Quindi, in questo caso, in questo scenario, farebbe delle concessioni sul nucleare, sui missili, probabilmente, si trova un accordo, lo stretto di Hormuz riapre, il petrolio scende, i mercati si calmano.
47:36
Speaker A
Diciamo, è lo scenario che tutti sperano.
47:40
Speaker A
Ma che quasi nessun analista considera probabile nel breve termine.
47:45
Speaker A
Perché perché richiederebbe all'Iran di accettare delle condizioni durissime.
47:52
Speaker A
Nel momento in cui si sente più sotto attacco.
47:56
Speaker A
E i regimi sotto attacco, storicamente.
48:00
Speaker A
Non trattano facilmente.
48:02
Speaker A
Il secondo scenario è l'escalation.
48:05
Speaker A
Ed è quello che preoccupa di più.
48:08
Speaker A
In questo scenario, l'Iran non tratta.
48:12
Speaker A
I Pasdaran prendono il controllo.
48:15
Speaker A
E decidono di rispondere colpo su colpo.
48:18
Speaker A
E Hezbollah, in questo scenario, potrebbe intensificare gli attacchi dal Libano.
48:24
Speaker A
Gli Houthi potrebbero bloccare il Mar Rosso.
48:28
Speaker A
Le milizie sciite aprirebbero fronti in Iraq e Siria.
48:33
Speaker A
E quindi i paesi del Golfo, colpiti da missili iraniani, smetterebbero di stare.
48:40
Speaker A
Insomma, più tranquilli ed entrerebbero apertamente nel conflitto a fianco degli Stati Uniti.
48:46
Speaker A
Il paradosso, secondo gli analisti, è che più l'Iran allarga il conflitto.
48:52
Speaker A
Cercando di mettere tutti contro tutti.
48:56
Speaker A
Più rischia di isolarsi ulteriormente e di accelerare la propria fine.
49:00
Speaker A
E poi c'è la variabile che sovrasta tutto.
49:02
Speaker A
Quella relativa a Cina e Russia.
49:05
Speaker A
Loro finché restano, come dire, a guardare, a supportare indirettamente militarmente.
49:14
Speaker A
Ma in maniera indiretta.
49:15
Speaker A
L'Iran, il conflitto.
49:17
Speaker A
Rimane regionale.
49:18
Speaker A
Ma se uno dei due decidesse di passare ai fatti, e ragazzi, noi staremmo parlando di qualcosa di completamente diverso.
49:26
Speaker A
Non più una guerra in Medio Oriente, ma uno scontro diretto tra grandi potenze.
49:32
Speaker A
Con conseguenze imprevedibili per tutto il mondo.
49:35
Speaker A
È lo scenario, ovviamente, che nessuno vorrebbe, che nessuno vuole nominare, ma in realtà che tutti temono.
49:42
Speaker A
Detto ciò, noi continueremo a tenervi aggiornati qui su Geopop.
49:48
Speaker A
Sulla nostra rubrica Geopolitics.
49:52
Speaker A
Vi ricordo che potete trovarla anche su Spotify.
49:56
Speaker A
C'è proprio il podcast Geopolitics.
49:58
Speaker A
Vi ringrazio tantissimo per essere stati con noi.
50:04
Speaker A
Spero che questo video sia stato utile, che abbia aiutato a capire qualcosa in più.
50:09
Speaker A
Su tutto quello che sta succedendo.
50:12
Speaker A
E vi ricordo una cosa.
50:14
Speaker A
Leggiamo i giornali.
50:16
Speaker A
Approfondiamo.
50:17
Speaker A
Perché se vogliamo capire, non basta il video di Geopop.
50:22
Speaker A
Non basta un video di Geopop.
50:24
Speaker A
Non basta un video in generale.
50:26
Speaker A
YouTube non basta, ragazzi.
50:27
Speaker A
YouTube non basta.
50:29
Speaker A
Andiamo a leggere i giornali quotidiani.
50:31
Speaker A
Se avete visto per intero questo video e domani comprate un quotidiano.
50:36
Speaker A
Vi assicuro che capirete sicuramente ancora molto di più.
50:40
Speaker A
Quindi, questo è il mio sincero e spassionato consiglio.
50:45
Speaker A
Ovviamente, il quotidiano di quello che volete, eh, qualunque.
50:49
Speaker A
Anzi.
50:50
Speaker A
Se ne prendete di più.
50:51
Speaker A
Meglio.
50:52
Speaker A
Detto ciò, grazie mille ancora.
50:55
Speaker A
Ci vediamo alla prossima.
50:57
Speaker A
Sempre qui su Geopop.
50:58
Speaker A
Ciao a tutti, grazie.

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